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TOTÒ

TOTÒ
Vero Nome: Antonio Clemente
Data di nascita: 15/02/1898
Luogo di nascita: Napoli, Italia
Data di morte: 15/04/1967
Luogo di morte: Roma, Italia

Il grande Totò nasce a Napoli, in via Santa Maria Antesaecula (rione Sanità) il 15 febbraio 1898.
Sua madre Anna lo registra all'anagrafe con il nome di Antonio Clemente (Clemente è il cognome della donna). All'educazione del piccolo Antonio provvede lei; tra l'altro è proprio la donna a chiamarlo con il vezzeggiativo di Totò poi divenuto suo nome d'arte.
Ragazzino irrequieto e vivace, non ancora adolescente è spedito in collegio dopo, pare, un litigio con il suo precettore e lì si becca un pugno in pieno naso che gli devìa il setto nasale con successiva atrofizzazione del lato sinistro, "regalandogli" anche il caratteristico mento semovibile che gli porterà tanta fortuna in campo artistico.
Abbandona presto gli studi, a quattordici anni, per entrare nel mondo del lavoro presso l'imbianchino mastro Alfonso, ma sin da allora comincia a calcare i palcoscenici dei teatrini più scalcagnati della sua città, proponendo imitazioni e macchiette con numerosi nomi d'arte (tra i primi Clerment). Raccoglie scarso entusiasmo e così abbandona la carriera artistica appena abbozzata per entrare nell'esercito.

A sedici anni Antonio parte per Cuneo. Nel corso dei tre anni di vita militare il giovane si trova a soffrire molto per le differenze gerarchiche e alla vigilia della prima guerra Mondiale riesce a farsi ricoverare in ospedale evitando così di finire in prima linea.
La leggenda vuole che proprio il periodo militare abbia ispirato a Totò oltre che alla frase "sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo" anche "SIAMO UOMINI O CAPORALI?" nonché la filosofia di pensiero secondo cui il mondo è diviso tra gente che dà ordine senza criterio e tapini costretti a ubbidire senza riserve, ma anche come linea di demarcazione tra chi segue la forma senza capire e chi invece ha una mente più elastica ed è capace di comprendere il prossimo.

Finita la guerra Totò riprende la dura strada del palcoscenico, ancora una volta senza successo. Nel 1921 sua madre sposa Giuseppe De Curtis, padre di Totò, marchese di nome e sarto di professione che lo riconoscerà solo nel 1928, dandogli quindi il suo cognome.
Nel 1922 Totò si trasferisce a Roma con la famiglia, dove inizia a lavorare, per pochi soldi, nella compagnia comica di Giuseppe Capece, ma allla prima richiesta di aumento di paga Totò viene licenziato. Presentatosi al teatro Ambra Jovinelli, riesce a farsi assumere proponendo il repertorio del comico Gustavo De Marco, detto l'uomo di gomma.
Finalmente è il successo.
I cartelloni riportano il suo nome a caratteri cubitali e fioccano le scritture nei teatri più importanti d'Italia. La consacrazione avviene comunque a Napoli accanto a Titina De Filippo. Il suo personaggio è consolidato: tight fuori misura, pantaloni corti, bombetta e bastone e in più un grande carisma capace di catturare il pubblico più restìo.

Nel frattempo Antonio, ormai diventato De Curtis, inizia una relazione con la bella attrice Liliana Castagnola, donna possessiva e gelosa.
Nel 1931 l'attore la lascia e la donna si suicida; sopraffatto dai sensi di colpa, Totò la fa seppellire nella tomba di famiglia.
Sposa, in seguito, Diana Rogliani, una ragazza fiorentina molto più giovane e innamorata perché lo ritiene non brutto ma solo "male assemblato". Totò diventa quindi padre di Liliana (chiamata così in memoria della Castagnola), ma il matrimonio viene sciolto in Ungheria, pochi anni dopo, a causa della gelosia dell'attore. Nonostante tutto i due rimarranno insieme fino al 1950.

Nel 1933 il marchese Francesco Maria Gagliardi lo adotta e gli trasmette i suoi titoli nobiliari.
Totò ormai è famosissimo, adorato da pubblico e critica (anche se alcuni critici disapprovano le sue reiterate battute che lo rendono buffo) e fonda una sua compagnia teatrale.
Nel 1937 debutta nella pellicola "Fermo con le mani", cui seguiranno: "Animali pazzi" nel 1939, "San Giovanni decollato" nel 1940 e altre pellicole minori che però, a differenza dei suoi lavori teatrali, non ottengono grande successo.
Nel 1947 con "I DUE ORFANELLI" accanto a Carlo Campanini, Totò ottiene fama e considerazione anche al cinema e inizia a interpretare film a ritmo vertiginoso tanto da abbandonare il teatro.
Dal 1946 Totò ottiene inoltre dal tribunale il diritto di fregiarsi dei titoli di: Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponte di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e di Epiro, conte e duca di Drivasto e Durazzo.
Tuttavia, pur felice per i successi cinematografici (ottiene un Nastro d'argento per la sua interpretazione in "GUARDIE E LADRI") e per aver superato sia pure in parte il complesso delle proprie origini, il 1950 non gli dà altrettante gioie familiari: l'ex moglie si risposa e sua figlia si unisce in matrimonio, contravvenendo ai consigli paterni, con un figliastro di Carlo Ludovico Bragaglia, suo regista in molti film. Dall'unione nasceranno due nipoti per l'attore, ma il matrimonio verrà comunque sciolto dopo pochi anni.

Nel 1952 Totò incontra la giovanissima (ventun anni) attrice Franca Faldini e inizia una convivenza con lei. Segue a ritmo sempre più vertiginoso il lavoro nel mondo del cinema: l'attore arriva ad interpretare anche quattro pellicole contemporaneamente (spiccano in questo periodo le versioni filmiche di una trilogia teatrale di Edoardo Scarpetta con protagonista la maschera di Felice Sciosciammocca), ma i successi di botteghino e di popolarità non sono accompagnati da altrettanti riconoscimenti della critica, sempre molto feroce nei suoi confronti, a parte qualche rara voce discorde che riesce a cogliere gli aspetti positivi e geniali del personaggio.
Nel 1956 decide di tornare sul palcoscenico con la commedia teatrale "A prescindere". Inizia quindi una trionfale tournée in giro per l'Italia; le recite, purtroppo,vengono sospese a causa di problemi di salute: a seguito di una broncopolmonite da stress, l'attore ha una emorragia all'occhio destro, l'unico da cui vedeva dopo aver subito il distacco della retina all'altro occhio circa venti anni prima.
Il colpo è notevole: ormai l'attore ha un visus estremamente ridotto che tuttavia non gli impedisce di continuare a pensare al lavoro.
Dopo essersi parzialmente ripreso, pubblica una raccolta di poesie tra cui la celebre "A livella" seguita dalla sua biografia intitolata "SIAMO UOMINI O CAPORALI?"; contemporaneamente la sua canzone "Malafemmena", ispirata pare all'attrice Silvana Pampanini che rifiutò di avere una relazione con lui, ottiene un grande successo popolare cui fa da traino l'esilarante pellicola "Totò, Peppino e la malafemmena" interpretata al fianco di una delle sue spalle doc, Peppino De Filippo, e che a tutt'oggi resta una pietra miliare della comicità di tutti i tempi.

A ritmo serrato Totò prosegue a girare film coadiuvato da molte spalle celebri: Peppino De Filippo su tutti, ma anche Aldo Fabrizi (che gli contrappone anche una differente stazza), il napoletano Nino Taranto e il timido settentrionale Erminio Macario, suo partner nei primi anni Sessanta quando la grande vena dell'artista partenopeo comincia a perdere un po' di smalto.
Tra le pellicole più popolari di questo periodo fine anni Cinquanta-inizio anni Sessanta: "Totò, Peppino e le fanatiche", simpatica presa in giro delle nuove abitudini moderne: il campeggio, gli hobbies, gli elettrodomestici (in cui compare un giovane Johnny Dorelli reduce dal successo di Sanremo in coppia con Modugno); "Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi"; "I TARTASSATI" con il popolare comico francese Louis De Funés e l'esilarante "Totòtruffa '62" remake di un film di qualche anno prima, "Il mattatore" con Vittorio Gassman. Da notare come le pellicole di Totò abbiano seguito negli anni diversi filoni: quello sociale, rilettura in chiave leggera di un argomento sulla bocca di tutti (è il caso nei primi anni di "Totò cerca casa" sul problema degli alloggi ma anche di "ARRANGIATEVI!" sulle conseguenze della legge Merlin dove Totò è in questo caso comprimario di Peppino De Filippo); quello parodistico dove si ripropongono pellicole già uscite alla maniera del comico (ad esempio "Totò, Peppino e la dolce vita").

Un primo timido successo di critica viene ottenuto dall'artista a seguito della sua interpretazione in "Risate di gioia" con ANNA MAGNANI, sua antica partner in teatro, e con un giovane attore italo-americano, Ben Gazzarra, ma è solo nel 1966, dopo tanto consenso esclusivamente popolare, che Totò ottiene il suo secondo Nastro d'argento grazie a "UCCELLACCI E UCCELLINI" di Pier Paolo Pasolini: il film gli fa ottenere anche una menzione speciale al festival cinematografico di Cannes.

Ormai Totò, quasi cieco, è stato scoperto anche dagli intellettuali e la collaborazione con Pasolini prosegue con altre interpretazioni. Sembra aprirsi per l'attore, ormai anziano e piegato da molti acciacchi, una nuova fase della propria carriera. Continua a lavorare con Pasolini ed è chiamato anche ad interpretare un ruolo di rilievo ne "LA MANDRAGOLA", versione cinematografica della nota commedia di Niccolò Machiavelli. Anche la televisione gli offre uno spazio affidandogli una serie di telefilm comici (riproposte adattate per il piccolo schermo di popolari sketch del comico).

Nel 1967, ormai sessantanovenne, l'attore è ancora al lavoro con la televisione ed allo studio di alcuni interessanti progetti al fianco di Pasolini. Purtroppo però, a causa di una serie di attacchi cardiaci susseguitisi nel corso della notte, l'attore muore a Roma il 15 aprile 1967.
Ai suoi funerali, tenutisi nella Basilica del Carmine Maggiore di Napoli, semplicissimi sia per volere dell'attore, sia a causa della sua condizione di "pubblico concubino", partecipa una grande folla.

Ha interpretato circa 97 film.

FILMOGRAFIA

1939 - Animali pazzi regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1940 - San Giovanni decollato regia di Amleto Palermi
1941 - L'allegro fantasma regia di Amleto Palermi
1943 - Due cuori fra le belve regia di Giorgio C. Simonelli
1945 - Il ratto delle Sabine regia di Mario Bonnard
1949 - I pompieri di Viggiù regia di Mario Mattoli
1950 - Le sei mogli di Barbablù regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1950 - Figaro qua, Figaro là regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1950 - Napoli milionaria regia di Eduardo De Filippo
1951 - Sette ore di guai regia di Vittorio Metz e Marcello Marchesi
1951 - Totò terzo uomo di Mario Mattoli
1952 - Totò e le donne regia di Steno
1953 - Il più comico spettacolo del mondo regia di Mario Mattoli (primo e unico film tridimensionale italiano, manomesso quasi subito e sostituito con la versione normale)
1953 - Una di quelle regia di Aldo Fabrizi
1953 - L'uomo, la bestia e la virtù regia di Steno
1954 - La macchina fotografica regia di Alessandro Blasetti (episodio di Tempi nostri)
1955 - Il coraggio regia di Domenico Paolella
1957 - Totò, Vittorio e la dottoressa regia di Camillo Mastrocinque
1958 - Gambe d'oro regia di Turi Vasile
1959 - La cambiale regia di Camillo Mastrocinque
1959 - I ladri regia di Lucio Fulci
1960 - Risate di gioia regia di Mario Monicelli
1960 - Noi duri regia di Camillo Mastrocinque
1962 - Totò di notte n. 1 regia di Mario Amendola
1963 - Gli onorevoli regia di Sergio Corbucci
1963 - Totò sexy regia di Mario Amendola
1963 - Vigile ignoto regia di Marino Girolami (episodio di Le motorizzate)
1963 - Il giorno più corto regia di Sergio Corbucci
1964 - Amare è un po' morire regia di Ugo Gregoretti (episodio di Le belle famiglie)
1965 - Rita la figlia americana regia di Piero Vivarelli
1965 - Amore e morte regia di Mario Costa (episodio di Gli amanti latini)
1967 - Il mostro della domenica regia di Steno (cortometraggio inserito nel film a episodi CAPRICCIO ALL'ITALIANA, 1968)
1967 - La terra vista dalla luna regia di Pier Paolo Pasolini (cortometraggio inserito nel film a episodi Le streghe)
1937 - FERMO CON LE MANI! regia di Gero Zambuto
1939 - ANIMALI PAZZI regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1940 - SAN GIOVANNI DECOLLATO regia di Amleto Palermi
1941 - L'ALLEGRO FANTASMA regia di Amleto Palermi
1943 - TOTO' NELLA FOSSA DEI LEONI regia di Giorgio Simonelli
1943 - IL RATTO DELLE SABINE regia di Mario Bonnard
1947 - I DUE ORFANELLI regia di Mario Mattoli
1948 - FIFA E ARENA regia di Mario Mattoli
1948 - TOTO’ AL GIRO D’ITALIA regia di Mario Mattoli
1949 - L’IMPERATORE DI CAPRI regia di Luigi Comencini
1949 - TOTO' CERCA CASA regia di Steno, Mario Monicelli
1949 - TOTO' LE MOKO regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1949 - YVONNE LA NUIT regia di Giuseppe Amato
1949 - I POMPIERI DI VIGGIU' regia di Mario Mattoli
1950 - TOTO' CERCA MOGLIE regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1950 - TOTO’ SCEICCO regia di Mario Mattoli
1950 - TOTO' TARZAN regia di Mario Mattoli
1950 - 47 MORTO CHE PARLA regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1950 - LE SEI MOGLI DI BARBABLU' regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1950 - FIGARO QUA... FIGARO LA' regia di Carlo Ludovico Bragaglia
1951 - GUARDIE E LADRI regia di Mario Monicelli, Steno
1951 - TOTO' TERZO UOMO regia di Mario Mattoli
1951 - SETTE ORE DI GUAI regia di Vittorio Metz, Marcello Marchesi
1951 - TOTO' E I RE DI ROMA regia di Mario Monicelli, Steno
1952 - TOTO' E LE DONNE regia di Mario Monicelli, Steno
1952 - L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU' regia di Steno
1952 - TOTO' A COLORI regia di Steno
1953 - UN TURCO NAPOLETANO regia di Mario Mattoli
1953 - IL PIU' COMICO SPETTACOLO DEL MONDO regia di Mario Mattoli
1953 - UNA DI QUELLE regia di Aldo Fabrizi
1954 - IL MEDICO DEI PAZZI regia di Mario Mattoli
1954 - I TRE LADRI regia di Lionello De Felice
1954 - TOTO' CERCA PACE regia di Mario Mattoli
1954 - TOTO' ALL'INFERNO regia di Camillo Mastrocinque
1954 - QUESTA E' LA VITA regia di Aldo Fabrizi, Luigi Zampa, Mario Soldati, Giorgio Pàstina
1954 - DOV'E' LA LIBERTA'? regia di Roberto Rossellini
1954 - L'ORO DI NAPOLI regia di Vittorio De Sica
1954 - MISERIA E NOBILTA' regia di Mario Mattoli
1954 - TEMPI NOSTRI regia di Alessandro Blasetti
1955 - RACCONTI ROMANI regia di Gianni Franciolini
1955 - CAROSELLO DEL VARIETA' regia di Aldo Bonaldi, Aldo Quinti
1955 - DESTINAZIONE PIOVAROLO regia di Domenico Paolella
1955 - IL CORAGGIO regia di Domenico Paolella
1955 - SIAMO UOMINI O CAPORALI regia di Camillo Mastrocinque
1956 - LA BANDA DEGLI ONESTI regia di Camillo Mastrocinque
1956 - TOTO’ LASCIA O RADDOPPIA? regia di Camillo Mastrocinque
1956 - TOTO' PEPPINO E LA MALAFEMMINA regia di Camillo Mastrocinque
1957 - TOTO', PEPPINO E I FUORILEGGE regia di Camillo Mastrocinque
1957 - LA LEGGE E' LEGGE regia di Christian-Jaque
1958 - TOTO’ A PARIGI regia di Camillo Mastrocinque
1958 - TOTO' E MARCELLINO regia di Antonio Musu
1958 - TOTO' NELLA LUNA regia di Steno
1958 - TOTO', PEPPINO E LE FANATICHE regia di Mario Mattoli
1958 - TOTO', VITTORIO E LA DOTTORESSA regia di Camillo Mastrocinque
1958 - I SOLITI IGNOTI regia di Mario Monicelli
1958 - GAMBE D'ORO regia di Turi Vasile
1959 - I TARTASSATI regia di Steno
1959 - TOTO’ EVA E IL PENNELLO PROIBITO regia di Steno
1959 - ARRANGIATEVI regia di Mauro Bolognini
1959 - I LADRI regia di Lucio Fulci
1959 - LA CAMBIALE regia di Camillo Mastrocinque
1960 - TOTO', FABRIZI E I GIOVANI D'OGGI regia di Mario Mattoli
1960 - CHI SI FERMA E' PERDUTO regia di Sergio Corbucci
1960 - LETTO A TRE PIAZZE regia di Steno
1960 - RISATE DI GIOIA regia di Mario Monicelli
1960 - SIGNORI SI NASCE regia di Mario Mattoli
1960 - NOI DURI regia di Camillo Mastrocinque
1961 - I DUE MARESCIALLI regia di Sergio Corbucci
1961 - TOTO’, PEPPINO E... LA DOLCE VITA regia di Sergio Corbucci
1961 - SUA ECCELLENZA SI FERMO’ A MANGIARE regia di Mario Mattoli
1962 - LO SMEMORATO DI COLLEGNO regia di Sergio Corbucci
1962 - I DUE COLONNELLI regia di Steno
1962 - TOTO' CONTRO MACISTE regia di Fernando Cerchio
1962 - TOTO' DIABOLICUS regia di Steno
1961 - TOTOTRUFFA '62 regia di Camillo Mastrocinque
1962 - TOTO' E PEPPINO DIVISI A BERLINO regia di Giorgio Bianchi
1962 - TOTO' DI NOTTE N.1 regia di Mario Amendola
1963 - TOTO’ CONTRO IL PIRATA NERO regia di Fernando Cerchio
1963 - CHE FINE HA FATTO TOTO’ BABY? regia di Ottavio Alessi
1963 - IL MONACO DI MONZA regia di Sergio Corbucci
1963 - TOTO’ E CLEOPATRA regia di Fernando Cerchio
1963 - TOTO’ CONTRO I QUATTRO regia di Steno
1963 - TOTO' SEXY regia di Mario Amendola
1963 - GLI ONOREVOLI regia di Sergio Corbucci
1963 - LE MOTORIZZATE regia di Marino Girolami
1963 - RITA, LA FIGLIA AMERICANA regia di Piero Vivarelli
1964 - TOTO' D'ARABIA regia di José Antonio de la Loma
1964 - IL COMANDANTE regia di Paolo Heusch
1964 - RISATE ALL'ITALIANA regia di -
1964 - LE BELLE FAMIGLIE regia di Ugo Gregoretti
1965 - GLI AMANTI LATINI regia di Mario Costa
1966 - OPERAZIONE SAN GENNARO regia di Dino Risi
1966 - LA MANDRAGOLA regia di Alberto Lattuada
1966 - UCCELLACCI E UCCELLINI regia di Pier Paolo Pasolini
1967 - DON GIOVANNINO regia di Daniele D'Anza
1967 - TOTO' YE YE regia di Daniele D'Anza
1967 - TUTTO TOTO' - IL LATITANTE regia di Daniele D'Anza
1968 - CAPRICCIO ALL'ITALIANA regia di F. Rossi, Pino Zac, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Mauro Bolognini, Steno
1968 - TOTO' STORY regia di Camillo Mastrocinque, Mario Mattoli
1975 - W TOTO' regia di Registi vari
1980 - SUPERTOTO' regia di Brando Giordani, Emilio Ravel

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Biografia a cura di peucezia - ultimo aggiornamento 05/07/2007

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