amen (2011) regia di Kim Ki-Duk Corea del Sud 2011
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amen (2011Film Novità

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locandina del film AMEN (2011)

Titolo Originale: AMEN

RegiaKim Ki-Duk

InterpretiKim Ye-Na

Durata: h 1.15
NazionalitàCorea del Sud 2011
Generedrammatico
Al cinema prossimamente

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Trama del film Amen (2011)

Una donna coreana va in Francia per far visita al fidanzato ma, arrivata a destinazione, scopre che lui Ŕ partito per Venezia e decide si raggiungerlo in Italia. Sulla strada per Venezia, per˛, viene aggredita e violentata da uno sconosciuto che indossa una maschera antigas e che le ruba tutti i bagagli. Giunta nella cittÓ veneta, ha un'ulteriore sgradita sorpresa: il fidanzato Ŕ giÓ ripartito per un viaggio in giro per l'Europa. Cosý, anche lei inizia a peregrinare per il vecchio continente, inseguita dal violentatore che, a poco a poco, comincia a restituirle i bagagli rubati.

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Voto Visitatori:   6,67 / 10 (3 voti)6,67Grafico
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Voti e commenti su Amen (2011), 3 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  12/03/2015 21:15:43
   5½ / 10
Forse sono io che ho frainteso il senso di questo lavoro di Kim Ki-duk, primo film dopo la "rinascita" del regista coreano.
Tipica pellicola fatta di silenzi e sensazioni in cui però manca il fascino di altre opere ("Ferro 3" ad esempio) oltre ad uno scopo che vada al di là dell'autoesorcismo che il cineasta applica a sè stesso come già aveva fatto con "Arirang", e come "Arirang" anche questo "Amen" sembra essere più un'autocelebrazione che Kim Ki-duk partorisce in onore del suo ritorno nel mondo del cinema.
Non si può certo non notare un certo talento visivo che non manca nemmeno quando KKD va a parare dove lui solo sa e girando il tutto in un modo che più minimalista di così non si può, ma a mio avviso un film che starebbe bene unicamente nella videoteca privata del regista.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  15/10/2013 15:19:18
   5½ / 10
Se Arirang è la descrizione di un empasse creativa, Amen rappresenta il tentativo di risalire dal fondo di una crisi personale molto profonda. Tutto è ridotto all'essenziale: dalla troupe, all'esiguità della trama, di personaggi e dialoghi. Kim Ki-duk racconta la storia di un rapporto che si evolve durante un peregrinare da road movie. Un rapporto misterioso e sfuggente fatto di sguardi nascosti, a volte ai limiti della paranoia. Ma la solitudine di molti personaggi del regista coreano è appunto uno degli elementi base del suo cinema ed è proprio dalle basi del suo cinema che si ricomincia un percorso interrotto bruscamente. Una cura, se vogliamo, alla sua crisi personale. Non è tra i migliori film, secondo me, del regista coreano.

2 risposte al commento
Ultima risposta 19/09/2014 23.23.06
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Ciaby  @  08/10/2012 14:37:07
   9 / 10
Come "Arirang", è un film che Kim Ki-Duk gira per se stesso (non è un caso che non l'abbia fatto distribuire nemmeno in Corea), con se stesso, su se stesso. Non si tratta di autocelebrazione, ma di una seduta psichiatrica che si nasconde sotto una trama esile, eppure, a suo modo, avvincente.
Lo spettatore diventa, improvvisamente, lo zaino della protagonista che, altro non è che l'incarnazione dello stesso Kim, inseguita da un Kim che porta addosso la maschera della sofferenza e dalla telecamera, dietro cui si cela, ancora una volta Kim Ki-Duk. Un film dove si stabilisce una trinità, l'amen, la religione del cinema kimkidukkiano, dove ogni elemento della trinità spinge l'altro a non arrendersi, in una rincorsa che lascia esterrefatti.
Più di un filmino delle vacanze, come l'ha definito qualcuno, è qualcosa che spiazza lo spettatore e lo lascia inebetito per un po', come solo i film del maestro coreano sanno fare.

Il finale, dove i tre Kim si ricongiungono in una sola inquadratura, è straordinario.

2 risposte al commento
Ultima risposta 04/11/2012 13.30.21
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