american life regia di Sam Mendes USA, Gran Bretagna 2009
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american life (2009)

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locandina del film AMERICAN LIFE

Titolo Originale: AWAY WE GO

RegiaSam Mendes

InterpretiJohn Krasinski, Maya Rudolph, Jeff Daniels, Carmen Ejogo, Catherine O'Hara, Allison Janney, Josh Hamilton, Maggie Gyllenhaal, Jim Gaffigan, Conor Carroll, Samantha Pryor, Bailey Harkins, Jaden Spitz, Brendan Spitz, Chris Messina

Durata: h 1.38
NazionalitàUSA, Gran Bretagna 2009
Generecommedia
Al cinema nel Dicembre 2010

•  Altri film di Sam Mendes

Trama del film American life

E' la storia di Burt e Verona, una coppia sulla trentina che aspetta un bambino. La gravidanza procede bene finché ricevono una notizia improvvisa e sconvolgete: gli eccentrici genitori di Burt annunciano che lasceranno il Colorado per trasferirsi in Europa. A questo punto, viene a cadere l'unica ragione per cui avevamo deciso di stabilirsi lì. Dove e vicino a chi doveranno mettere su casa per crescere il bambino in arrivo? Partono così per un viaggio che li porterà a far visita ad amici e familiari, in città diverse, per valutare le possibili opzioni...

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Voto Visitatori:   6,69 / 10 (40 voti)6,69Grafico
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Voti e commenti su American life, 40 opinioni inserite

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aldopalmisano  @  04/07/2018 22:48:04
   7 / 10
Un film che si distingue per il senso dell'umorismo e l'acutezza delle riflessioni di quel particolare momento della vita che è avere un bambino

Filman  @  15/03/2018 15:19:13
   7 / 10
La ricerca della felicità di AWAY WE GO è letteralmente un viaggio a tappe, un cammino on the road alla scoperta dei possibili modelli di stasi familiare più prossimi a noi, dove la varietà di sogni e illusioni si sovrappone alla varietà umana e del loro modo di intendere la vita. Sam Mendes firma una chiara e giustamente riduttiva metafora sull'esistenza contemporanea, un elogio alla semplicità come scappatoia dal banale raggiungimento sociale ma perlopiù una pellicola agrodolce, a tratti divertente e a tratti deliziosa nel suo essere candida, apostrofata da molte situazioni non particolarmente indimenticabili ma costruita con e per una coppia protagonista che al suo assistere con delicatezza e simpatia al mondo che gli altri si sono costruiti definisce il proprio concetto di felicità.

unpoeta67  @  06/06/2016 20:36:21
   7 / 10
storia d'amore fuori dagli stereotipi raccontata attraverso la maternità imminente e la ferrea ricerca di un posto dove essere oltre che amanti , " genitori" .
Di fatto attraverso altre vite si dipana il film andando a scavare nelle diverse sfaccetature di altre coppie.
Ironia e drammaticita' unite alla buona prova dei due protagonisti rendono il film discreto sotto tutti i punti di vista. Una nota di merito va anche alla colonna sonora che mi è parecchio piaciuta.

Paolo70  @  16/01/2016 22:20:54
   7½ / 10
Film che scorre molto bene in un viaggio attraverso il Nord America di una coppia che in attesa dell'arrivo del loro primo figlio. Bravi i due protagonisti soprattutto Maya Rudolph che risulta simpatica e brava nel ruolo di futura mamma. Buona la sceneggiatura e l'ambientazione.

topsecret  @  01/05/2015 19:13:48
   6½ / 10
Sam Mendes dirige una commedia dai toni malinconici, un viaggio alla scoperta di ciò che comporta essere genitori, con la consapevolezza che anche nell'incertezza si può essere una coppia felice.
Una buona performance di interpreti protagonisti in un alternarsi di situazioni e personaggi tra i più vari, capaci di infondere tante sensazioni e regalando pure un sorriso, cosa non facile viste le tematiche affrontate.
Ritmo ragionato, regia abile e storia non banale che si lascia seguire pur non avendo grandi momenti memorabili.

clint 85  @  31/05/2014 19:16:19
   6½ / 10
Simpatico, leggero, carino..

DarkRareMirko  @  11/04/2014 01:06:32
   7 / 10
Un Mendes solo discreto imho, col fascino squisitamente indipendente, ma anche incapace di convincere totalmente.

Cast buono (la O'Hara, Daniels, la Gyllenhall, senza dubbio bravi), ma c'è da dire che i 2 protagonisti alla fine non è che siano così carismatici...

Qualche scena gratuita (tipo il sesso orale all'inizio), ma le caratterizzazioni dei personaggi e le varie location han di sicuro il loro perchè (e, tra tutti, il punto raggiunto in modo più soddisfacente è proprio il ritratto americano, ben riuscito, anche nei dialoghi).

Come film ha dalla sua ottimismo e freschezza, qualche vaga denuncia sociale e una buona posizione ecologista (si veda a tal prosito l'apposito extra sul dvd) ma, davvero, mi piace definirlo "solo" un interessante film indipendente, piuttosto che un film del dotato Mendes, qui anni luce lontano dai fasti di un American Beauty.

Invia una mail all'autore del commento eryca  @  21/08/2012 20:58:57
   7½ / 10
simpaticissimo in certe scene, mi è proprio piaciuto.
Film fuori dai soliti "canoni" veramente piacevole da vedere

kako  @  25/07/2012 19:23:13
   7 / 10
un viaggio che diventa formativo, un viaggio per scappare da una quotidianità che non si sente propria, un viaggio per trovare se stessi e la propria dimensione, spinti dalla speranza, dall'amore e dall'ottimismo derivanti da una gravidanza. Un road movie basato sull'amore della coppia protagonista che incontrerà nel loro vagabondaggio una serie di altre coppie quasi grottesche, ma che in ogni caso aggiungerà loro una parte d'esperienza fondamentale per il loro cammino. Si passa da scene serie e riflessive a scene quasi comiche, in un film in cui si coglie comunque lo zampino di Mendes. Unico neo, l'essere un po' troppo lento nel ritmo. Non un capolavoro, ma un'altra pellicola decisamente riuscita.

Ironkarlo  @  22/02/2012 16:55:55
   6½ / 10
commedia molto gradevole, vale sicuramente la pena vederlo. Ci scappa qualche sorriso per alcune situazioni divertenti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  13/02/2012 23:17:45
   7 / 10
Commedia atipica diretta da Sam Mendes che anche in questo caso mette al centro del film una gravidanza...Nel precedente "Revoltionary road" aveva un significato diverso e segnava la rottura definitiva di un rapporto tra marito e moglie mentre in questo caso il figlio in attesa è l'assoluto protagonista positivo in una Societa' corroborata dal consumismo.
Tutti gli amici che frequentano la coppia sono trattegiati in maniera grottesca in particolare quelli dove la moglie e la Gyllenhaal!
Il film ha alti e bassi,momenti di pura ilarita' dove una brillante sceneggiatura diverte lo spettatore e altri momenti dove tutto si fa serio e compaiono alcuni tempi morti che appesantiscono la visione!
Una commedia comunque di buona qualita'.

thetruth34  @  10/02/2012 17:06:48
   6½ / 10
una giovane coppia che sta per avere un bambino viaggerà per diverse città americane in cerca di stabilità per il futuro. storia non entusiasmante ma caratterizzata da degli ottimi personaggi. piacevole commedia ma niente di che.

maitton  @  09/02/2012 11:34:34
   6½ / 10
una commedia on the road davvero piacevole, caratterizzata da buoni dialoghi e una deliziosa soundtrack.
dolcissimi i protagonisti in cui ci si identifica facilmente.
buon lavoro di mendes

Podo  @  07/02/2012 20:18:07
   6½ / 10
Una storia on the road di due personaggi "take it easy". Una coppia di trentenni con un figlio in arrivo che vivono felici fra speranze ed attese fra viaggi ed incontri con tipi improbabili. Il tutto senza un soldo, il che francamente, non è molto credibile.
Passabile

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  12/12/2011 15:30:35
   7½ / 10
Impietosa media per quello che è sicuramente il miglior film di Mendes.
Il migliore poiché mi è sembrato quello meno costruito e più spontaneo, quello che non cerca l'oscar e l'approvazione di tutti, ma con coraggio delinea una situazione tutt'altro che algida e banale come effettivamente potrebbe sembrare e come è stato osservato dagli spettatori e dalla critica.

"American Life". Ci riprovano in Italia (ma solo qui, ahimè) a far di nuovo incetta di denari al botteghino, appioppando un titolo sicuramente pertinente, ma che puzza di guadagno facile. Si sa, la parola "American" apre molte, moltissime porte e moltissimi portafogli, soprattutto se il primo, acclamatissimo e amatissimo, film di Mendes s'intitola "American Beauty". Non mi ricordo bene, ma quando al cinema vidi il trailer di questo "Away We Go" c'era proprio la formula magica: "Dal regista Premio Oscar di American Beauty"..guai a ricordarsi il nome eh.

Ma queste sono sottigliezze. Le medesime che mi hanno portato a notare (ahimé sono un perfettino) il protagonista che dorme con gli occhiali (comodo! Ma soprattutto: sensato), una sterile sterile citazione a Pulp Fiction ("lo sai cosa ci mettono sulle patatine a Montreal?"...ma io dico: tu scegli il posto in cui vivrai e crescerai tua figlia in base al sugo di carne?), la immancabile, odiosissima, nauseabonda, terribile, terrificante battuta sui cattivissimi soldati russi e sulla paura di morire di una comune malattia terminale (come se a tua figlia importasse qualcosa di COME sei morto, magari le dà da fare che SEI morto no?), resa ancor più detestabile dal fatto che viene pronunciata sull'altrettanto immancabile salto-salto (o come ***** si chiama), che in America è tipo l'equivalente del nostro nano da giardino. Volete mettere l'imprescindibile fascino di un nano da giardino paragonato a un inutile, quanto ingombrante salto-salto? Mah. Queste, dicevo, son sottigliezze. Ma non possono fare a meno di farsi notare, poiché il film è targato Mendes e Mendes, pur essendo in definitiva un bravo orsacchiotto del Cinema, mi sta troppo sulle palle per fargliele passare.

Ciò detto questo è un film davvero bello. Oddio, davvero no. Però è bello. Bello soprattutto a partire dalla divertentissima scena del passeggino. Un tocco di vita in quella che è una delle commedie più depresse che abbia mai guardato. Depressa come gli occhi della splendida Verona, depressa come il continuo (ma commuovente) tentativo di Burt di stare accanto a una donna troppo intelligente per non rendersi conto del mare di mer.da in cui una giovane (non più giovane) coppia di fidanzati (e il matrimonio non cambia certo le cose) si ritrova oggi in America (ma non solo, direi) se aspetta un pargolo e ha la sfi.ga (piuttosto comune, ancora direi) di avere dei genitori morti, o praticamente morti, nonché qualche piccolo problema nel trovare lavoro, e sostanzialmente un parco amici imbarazzante. Insomma, più soli della parola "soli". Soli...che si amano. Sembra quasi una maledizione essere innamorati.
Ma, tranquilli, è una commedia e finisce bene. Con tanto di splendide quanto scontate colonne sonore country da Manuale del Road-Movie.
This Must Be The Place.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  01/10/2011 21:04:08
   8 / 10
La faccia positiva di "Revolutionary road": tanto quello metteva in scena il dramma di una coppia ingabbiata tra sogni e recriminazioni, tanto questa commedia on the road approda verso lidi di buona speranza.
Gradevolissimo perchè mai insincero, fresco e vitale per lo spirito che lo permea, con uno sguardo lucidissimo sul reale e su tutto il mare di problematiche che affligge le nuove coppie in procinto di una nuova vita, e poi è davvero molto divertente e il finale benaugurale riempie il cuore.
Meravigliosa prova dei protagonisti e di tutto il cast di contorno, menzione d'onore per l'irresistibile Gyllenhaal versione 'figlia dei fiori', regia delicata di uno dei nuovi veri autori del cinema americano.
Un'infamità il titolo italiano che rimanda ad "American beauty", d'altronde i nostri titolisti ci hanno abituato a ben di peggio...

Giulio422  @  28/06/2011 21:24:03
   4 / 10
personalmente l ho trovato abbastanza noioso, anche se dura solo 90 minuti,

in una commedia come questa la scena iniziale di come scoprono che lei è incinta mi sembra fuori luogo ( non mi da fastidio la volgarità , ma nei film giusti)

personaggi di contorno troppo estremizzati, ok trovare il luogo ideale per crescere un figlio non sarà facile, ma neanche incontrare continuamente alcune persone strambe (es. famiglia hippie) sembra plausibile dopo un po...

la paura di non farcela ad essere bravi genitori e fallire come coppia? ok il significato è chiaro, ma ripeto personalmente non l ho apprezzato....

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  20/05/2011 18:29:37
   7 / 10
Ogni tanto i grandi registi si prendono una vacanza e si diedicano a piccole piccole, raccontando storie semplici come in questo caso fa Sam Mendes.
Away we go è sicuramente un film carino, leggero, rilassante che dietro la commedia vuole sottolineare anche la solitudine di una coppia moderna nel cercare di costruirsi una famiglia in una società che dietro le buone intenzioni, in realtà è troppo concentrata su se stessa per poter essere di aiuto.

L'idea è buona e lo svolgimento è nel classico stile del cinema americano indipendente però qualcosa non funziona.
Non sono i due bravissimi protagonisti, purtroppo sono i personaggi di contorno che sono eccessivamente caratterizzati creando situazioni al limite del grottesco che fanno perdere di realisticità e di conseguenza ne nascono l'intento.

Ad ogni modo un film molto dignitoso.
Bellissima come sempre Maggie Gyllenhaal, in un ruolo un pò sottotono stavolta.

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  02/05/2011 20:33:59
   6 / 10
Burt e Verona cercano, attraverso il loro viaggio per gli USA, non solo un luogo dove vivere e crescere la loro bambina in arrivo, ma anche e soprattutto un modo di vivere, curiosando nel giardino altrui (che naturalmente visto da lontano è sempre più verde) e trovandovi vite sgangherate ed esempi non proprio da seguire.
American life, anzi Away we go (chi è il titolista italiano? menzione speciale per scemenza) è un road movie in cui conta più il "come" del "quando", del "dove" e, talvolta, anche del "perché" e del "percome" e nel quale, giustamente, alla fine prevale il proprio modo di vivere, giusto o sbagliato che sia. Tranne in Toscana, però, dove prevale a sorpresa il "sicché".
Niente di memorabile, ma godibile.

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Ultima risposta 02/05/2011 22.31.50
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  24/03/2011 10:37:38
   7 / 10
La famiglia,un valore imprescindibile per ogni buon americano che si rispetti,palestra di onestà e rettitudine da cui il grande sogno a stelle e strisce prende le mosse,o almeno così si mormora da quelle parti.Evidentemente non bazzicate e condivise da quel Sam Mendes ormai disincantato nello sguardo su una società ipocrita aldilà di ogni mistificatoria parvenza ,per il regista sembra quasi piacevole accanirsi contro l'agonizzante facciata di una società alla deriva,eretta e penosamente arroccata su stantie effigi ormai demolite anche nelle più intime fondamenta.
Viaggio in un (ex) grande paese zeppo di coppie disfunzionali "American life" vede protagonisti Burt e Verona,amabile coppia in attesa del primo figlio,connubio privo di particolare charme e soprattutto piuttosto anonimo,adattissimo a favorire un clima dimesso.Il loro vagabondaggio da una città all'altra sembra solo ingigantire le preoccupazioni,con il timore di non essere all'altezza,di non aderire a quel modello imposto che in realtà già da tempo si è disgregato.
Giusto chiarire che non si tratta di un film scoraggiante,la scena con Maggie Gyllenhaal in versione new-age dissennata è spassosissima e Mendes ciondola tra ironia e spunti di riflessione più profondi con senso della misura,merito anche di dialoghi spesso elogiabili,soprattutto nel cogliere certe nevrosi che subentrano nella coppia durante il periodo della gravidanza,riuscendo a mettere in luce senza esasperazioni il senso di non appartenenza ad una collettività sconcertante.
In realtà l'equilibrio di cui sopra vien meno proprio sul finale,quando la situazione si fa pesantemente melensa,per quanto una propensione verso ciò fosse già sottintesa da musiche suggestive,ma strappalacrime,e panorami da sospirone romantico.
Tuttavia il limite più grande sta nel ritmo molto compassato,utilizzato per un racconto ripetitivo nelle proprie dinamiche.Imperfetto ma interessante esempio di cinema indie da parte di un autore che raggiunta giustamente la celebrità può permettersi di sperimentare a suo piacimento.

Jumpy  @  18/02/2011 01:35:21
   7 / 10
Mi è piaciuto, certo non è un capolavoro, ma offre parecchi spunti interessante, pur restando sul superficiale, ma facendo fare anche delle grasse risate

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Burt e Verona che, all'inizio, sembran solo 2 sbiellati, si rivelano essere nel corso del film, tra i personaggi bizzarri che incontrano, quelli più equilibrati.
Certo resta qualche incongruenza, come i pacchi di $oldi che devono aver speso per fare 'sto viaggione, ma si sa, un film resta un film.
Infine, be' fatemelo dire...

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  11/02/2011 23:10:36
   6½ / 10
Io non l'avrei chiamato "American Life". C'è di tutto in questo film, ma di sicuro non c'è traccia di vita americana! Film piacevole e ideale per passare una serata, con caratteristi simpatici e stravaganti e dialoghi ben scritti. Un po' superficialotto comunque, non si capisce bene come fanno a trovare tutti quei soldi per viaggiare quando spiegano a inizio film che non hanno neanche un soldo. E la casa nel finale non si sa da dove venga fuori.

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rob.k  @  30/01/2011 21:48:08
   4 / 10
Se siete un coppia in attesa di figli, è il film che fa per voi... Per gli altri, è un ottimo sonnifero... Tanti discorsi a vuoto, trama inesistente.

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Ultima risposta 01/02/2011 19.47.18
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  25/01/2011 15:11:11
   7 / 10
"American life" (alias "Away we go") è una commedia complementare alla tragedia "Revolutionary road".
Se questo film, pacatamente intriso di speranza, ruota attorno a una gravidanza, "Revolutionary road" colpiva per la pressoché totale ellissi (visiva) sui figli messi al mondo, e la tragedia ruotava attorno a un aborto compiuto perché quel bambino sarebbe stato il segno del fallimento del "sogno" in cui si era riversata ogni speranza nel futuro e il senso dell'esistenza.
Insomma, il legame tra le due opere sta nella differenza con cui le due coppie dei rispettivi film guardano al rapporto tra i loro figli e il loro futuro.
In "Revolutionary road" la tragedia scaturiva dalla sempre più marcata divergenza fra le chimere delle proprie vanità, e le circostanze concrete della vita (dove i figli sarebbero stati una realtà, ma in essi non si riponeva alcun significato).
In "American life", la forza di procedere con fiducia verso il futuro, ma soprattutto in sintonia con ciò che si è, è strettamente legata all'attesa di un bambino.
L'accettazione, e non la rassegnazione, permette di immaginare di poter costruire una vita insieme a partire dalle fondamenta che ci sono.
E il road movie che questo film è, non è nient'altro che un racconto di formazione, le cui diverse coppie incrociate dai due protagonisti sul loro cammino sono le tappe di una progressiva acquisizione di coscienza dei mille ostacoli, tranelli, abissi o scherzi del destino, che il futuro nasconde dietro l'angolo.
E' un film aperto, in cui ritratti molto veraci e "carveriani" e ben poco rassicuranti, non demoliscono, anzi rafforzano, la volontà di essere all'altezza.
Perché - questo è il punto - tirare su un figlio ed essere una famiglia è la cosa più difficile, ed è anche la più importante prova (l'unica vera prova, forse) del successo o del fallimento di un'esistenza umana.

Una segnalazione particolare alla bravissima Maya Rudolph.

Sardello  @  21/01/2011 23:33:21
   7½ / 10
Commedia veramente graziosa che bene alterna momenti comici a fasi più riflessive. Niente è come sembra e per fare una citazione "nessuno si accorge di quanto sono pieno di menate, menate, e tanti altri probl e mi di cui dovrei parlarvi, dei quali non vi parlerò mai"

Bartebly  @  14/01/2011 11:18:47
   9 / 10
Un gioiellino uscito incomprensibilmente in ritardo e con un titolo italianizzato davvero imbarazzante.

viagem  @  13/01/2011 14:10:10
   5½ / 10
I due attori protagonisti davvero molto bravi, si ride di gusto specie nella prima parte del film, buona la colonna sonora e anche la fotografia non è male. E' il film che è davvero inesistente, non ha assolutamente corpo!!!

patt  @  13/01/2011 09:30:29
   6½ / 10
Mi aspettavo qualcosa di più da questa commediola on the road alla ricerca del luogo "giusto" per vivere, la prima parte funziona meglio, poi scivola un po' e diventa scialbo. Belle le musiche.

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Ultima risposta 13/01/2011 15.37.41
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junior86  @  08/01/2011 22:53:21
   7 / 10
Premessa:
"AWAY WE GO" FACEVA COSI' SCHIFO??? Solamente perché il regista ha diretto un film intitolato American Beauty questo qua lo si deve tradurre in American Life? Cioè ma dico io, vorrei tanto conoscere le persone che si mettono lì a pensare alla traduzione "Italiana" del film. Se cambi il titolo per l'Italia, almeno traducilo in italiano, che senso ha trasforamre il titolo di un film in inglese, con un altro titolo in inglese???
Dopo questo sfogo, il film è davvero carino, le musiche sono praticamente divine e si adattano perfettamente sia alla trama che alla storia d'amore dei due protagonisti, in viaggio alla ricerca di una meta che possa servire per poter crescere al meglio una famiglia. Sembra che l'immenso amore che queste persone provano l'una per l'altra faccia schifo al loro destino, il quale ha deciso di rivoltarglisi contro per qualche strana ragione. Ma se una coppia ha la forza di lottare, riesce ad ottenere tutto.

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Ultima risposta 09/01/2011 00.09.17
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TheLegend  @  06/01/2011 21:03:04
   6½ / 10
Film piacevole.
Sicuramente la sceneggiatura non è delle più originali ma si rifà con la bravura degli attori e la bellezza delle musiche.

Silver  @  04/01/2011 03:49:51
   4½ / 10
Regia disinteressata, per una storia che si può scrivere benissimo in mezza giornata.

Febrisio  @  02/01/2011 19:17:20
   6 / 10
Un film dal ritmo altalenante, graziato in parte da belle immagini e una buona dose di dolcezza della coppia. Risulta quasi un mini "road movie" alla ricerca di valori per essere un buon genitore, e anche coppia/persona in un america indipendente, egoista, e scarsa di punti di riferimento.
Il film di Mendes porta a termine il suo messaggio, ma che con discorsi assai semplici fa una fatica boia a farci arrivare fino alla fine.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  31/12/2010 00:03:34
   7 / 10
Devo riconoscere a Sam Mendes la capacità di sconfinare oltre i territori del cinema Usa tradizionale e senza compiacere più di tanto gli spettatori. Più di un dubbio mi era rimasto, soprattutto con "Era mio padre", che continuo a reputare l'unico grossolano errore della sua carriera.
C'è un'aria da Sundance Festival, in questo "American beauty" minimale, un pò à la Juno per intenderci, e a sottolinearlo non sono tanto le (belle) musiche di Murdoch ma la presenza di due attori comuni come la storia comune che racconta. Qualcuno potrà giustamente obiettare che alla fine di tutto il messaggio del film è più rassicurante che coraggioso. Perchè, nonostante l'America attraversi un periodo di ********** e il resto (cit.) siano solo mosche che ci si posano sopra, la felicità sta tutta nell'invadenza un pò fatalista delle poche ma certe aspettative. Tutto è davvero indicativo, e non sempre ciò che appare deve mostrare il suo lato umano e sincero - emblematica in tal senso la famiglia affollata, solo in apparenza di solidi principi reaganiani, che mostra più che mai le sue irrimediabili crepe.
"American life" è il tipico film-manifesto di una generazione allo sbando, che si illude ancora delle sue icone (memorabile quando Verona sottolinea che a Montreal fanno le patatine col sugo di carne...) in quel grande, controverso complesso umano e geografico che è l'America, così sconfinato eppure in questi anni inglobato in una sorta di amara/dolce prigione

willard  @  29/12/2010 18:19:18
   7 / 10
Riflessiva traversata degli Stati Uniti da parte di una coppia di trentenni in preda alle prime crisi esistenziali e in attesa del primo figlio: lo scopo del viaggio é la ricerca di una meta definitiva dove far crescere il loro bambino in modo "normale", cercando opportunità e consigli da parenti e conoscenze sparse nelle città toccate durante la ricerca.

Nonostante la loro incertezza sulla loro condizione di "normalità", scopriranno che i più "normali" sono proprio loro e i loro sentimenti sinceri.

Scritto da uno dei migliori esponenti dell'"american losers generation" Dave Eggers (leggetevi "L'Opera Struggente Di Un Formidabile Genio") e diretto da Sam Mendes ("American Beauty"), il film è ricco di spunti e situazioni spassose, anche se con un ritmo piuttosto lento che crea una certa pesantezza nello scorrimento della vicenda, soprattutto nella parte finale.

Il film è comunque godibile, grazie alla simpatia e bravura dei due protagonisti (John Krasinski e Maya Rudolph), impreziosito dalla partecipazione di attori più famosi come Jeff Daniels e Maggie Gyllenhaal che incontrano nel corso del pellegrinaggio da una città all'altra, mettendo in mostra tutta una serie di strampalate figure con idiosincrasie, ossessioni e depressioni varie.

Ottima colonna sonora con pezzi di Bob Dylan, Lou Reed, George Harrison e The Stranglers oltre ai pezzi originali composti da Alexi Murdoch, pressocché sconosciuto (almeno da noi in Italia) cantautore scozzese, che meriterebbe sicuramente più attenzione.
Pigre atmosfere indie, in linea con i ritmi lenti della storia.

gandyovo  @  27/12/2010 16:20:22
   6½ / 10
una discreta commedia ma niente di più per me. i dialoghi non li ho trovati particolarmente interessanti e solo a tratti il film è divertente. la storia è semplice e su questo niente da dire ma il tutto mi + sembrato un po' forzato. credo che lo scorderò in fretta.

Rand  @  26/12/2010 18:01:02
   7½ / 10
Il ritorno di Mendes, ai canoni classici del suo cinema, alla american Beauty per intenderci coincide con un film semplice ma interessante, senza star, ma con un ottima storia, la vita americana del titolo è quella che i due protagonisti Burt e Verona affrontano, cercando alla vigilia della nascita della loro figlia, un posto nuovo dove vivere, una nuova casa, nuova città, nuovo ambiente, ma soprattutto nuovi amici. Un viaggio on the road dissacrante, in cui Mendes ridicolizza lo stile di vita al american, dove tutti hanno paura, e allora si assicurano contro la paura, retaggio dell'11 settembre. Bellissima colonna sonora d'epoca, con musiche folk e non solo. Paesaggi americani e non, vedi montreal. Insomma un film da cui non mi aspettavo molto, e invece l'ho trovato notevolmente gradevole, ben fatto, ma anche semplice. Tutti cercano le risposte, ma l'unica risposta come dice un amico di Burt e Verona è l'amore, lo sciroppo che unisce, la famiglia, la casa e gli amici. Simpatica ma anche azzeccata metafora, in un mondo in cui l'egoismo sta ormai pian piano prevalendo.
Da notare l'interpretazione della Gylleaal, in un personaggio mistico ma anche folle!
Speriamo che Mendes sia tornato ai fasti di un tempo!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  21/12/2010 12:52:03
   7 / 10
Non mi aspettavo molto da questo ultimo lavoro di Mendes e invece mi sono trovata davanti ad una bella sorpresa. Ancora una volta la famiglia, ancora una volta lo sgretolarsi del sogno americano per viverne uno più terreno e veritiero.
Una coppia di trentenni alla ricerca della propria casa; due trentenni di oggi, pieni di dubbi e di perplessità, ancora ingenui e spaventati, ma uniti da un amore non melenso, non zuccheroso ma reale.
Nel loro viaggio incontreranno diverse coppie e diverse tipologie famigliari; questo il limite maggiore del film, infatti tali coppie sono troppo stereotipate, troppo esasperate le loro caraterizzazioni, nonostante alcuni momenti divertenti.
Molto bravi i due protagonisti, carina l'ide e lo svolgimento, colonna sonora troppo presente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  21/12/2010 11:51:05
   7 / 10
In una casa disordinata che assomiglia più a una catapecchia, dove trovano disinvoltamente posto sci da neve o barche per mare, trascorrono parte del loro tempo Verona e Bart, sorpresi all’inizio del film in un divertente confronto sui sapori vaginali fruttati e sugli uteri retroversi.
Due cuori senza frontiere, consapevoli che la vita vissuta è fuori (anche dal matrimonio), in un’esistenza piacevole giacchè gitana e priva di vincoli. Così come libero è il cuore di una bimba in arrivo che batte dentro la pancia della donna.

L’ultimo film di Mendes è la rappresentazione di una coppia non protagonista, poco più che trentenne, che prende le distanze dai rap della gravidanza, dagli stupidi rumori di fondo di genitori fin troppo espliciti e sguaiati, dalle tribolazioni di un pessimismo qualunquista, dalla deturpante saccenza che rischia di far diventare i figli degli omicidi eruditi.
Tra l’ironia sulle mode di indole morettiana, la gentilezza tutta “segreti, promesse e bugie” di Mike Leigh e un pizzico di frustrazione alleniana, Verona e Bart passeggiano su un mondo statunitense fatto di gente che giudica dalle apparenze (la scena in aeroporto è agghiacciante e getta nello sconforto per la sua attendibilità). Una su tutte, l’esempio di Maggie “mille e una notte” Gyllenhaal che cita a pappagallo Simone de Beauvoir e Alice Walker, rifiutando qualsiasi tecnologia avanzata e rimanendo in un contesto hippy di falsa armonia: la punta dell’iceberg di una serie di situazioni farsesche e drammatiche insieme.

A Montreal non è che vada meglio: anche oltre i confini USA tira un vento poco rassicurante. Ma è a Miami che si trova il tempo per piangersi addosso, commiserandosi per non essere riusciti a tenere in piedi un rapporto affettivo, o solo per il timore di non essere in grado di portare a termine la “missione famiglia-unita” con conseguente paura dell’abbandono.
Il tutto rappresentato attraverso un confronto di feeling un po’ forzato che impone allo spettatore l’impressione di stare dalle parte giusta, quella equa e ordinaria che parrebbe condurre inevitabilmente alla felicità; anche questa in realtà chiusa nel suo cerchio imperfetto fatto di pretese agiatezze (“i nonni a chi li facciamo fare?”), circoscritta a una quotidianità ben precisa proprio perché non classificabile come “fuori dal comune”, e rimedio narrativo ottimistico (in mancanza dei veri nonni, ci accontentiamo dei fantasmi) forse troppo superato.

Per non far rimanere i bambini da soli con un cellulare (oggetto che sembra aver drammaticamente sostituito l’ipnotica televisione), è meglio invitarli alla semplice visione di un legno intagliato, alla scoperta delle abilità nello stringere nodi, a godere del sugo di carne messo sulle patate fritte, e a inventarsi un albero benevolo fatto di frutta finta.
“Away we go” è un film povero di budget, quasi estemporaneo. Rispetto agli altri lavori di Mendes esce dai ghirigori ellittici di racconti più impegnati e fa il paio con il viaggio interiore di “Mammuth”, film con un solo attore che però valeva per due, e in uno scenario tutto francese, meno divulgativo e incomprensibilmente arcano. Confrontando i battiti emozionali, direi che l’ “american (way of) life” si ferma intorno a un apatico e migliorabile 70.

El_Baro  @  18/04/2010 10:53:27
   8 / 10
A me invece è piaciuto, e molto.
Visto più per la sceneggiatura del grande Dave Eggers (in coppia con la moglie, anche lei scrittrice) che per la regia di Mendes, Away We Go non è certo un film originale ma è un film molto divertente e con un grande cuore.
I dialoghi sono "toccati" da qualcuno che sa scrivere, eccome, e si vede.
Fa riflettere e sorridere insieme, anche nella sua struttura un po' troppo mordi e fuggi (probabilmente più idonea per un romanzo, in effetti).
Tra l'altro, Eggers perse i suoi genitori alla stessa età della protagonista, tema decisamente sentito e vissuto all'interno del film.
Per me ottimo, anche se in Italia non se lo filerà nessuno.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  16/01/2010 22:44:36
   5 / 10
Sam Mendes abbandona le quattro mura domestiche della famiglia Di Caprio per dedicarsi ad un road-movie in compagnia di due attori praticamente sconosciuti.

Verona è al sesto mese di gravidanza e il suo fidanzato Burt pensa bene di cercare un posto perfetto in cui vivere. Così viaggeranno mezza America (ed oltre) alla ricerca della felicità, un po' quel viaggio rivoluzionario che volevano intraprendere i protagonisti del suo film precedente.

Inutile dire come andrà a finire, utile invece sottolineare la numerosità di stereotipi presenti nel film: dalla coppietta scema alla coppietta "new-age", passando per quella che non può avere figli.
Il messaggio finale di Mendes, poi, è tanto scontato quanto imbarazzante. Da sottolineare però un paio di belle scene (fantastica quella in presenza della Gyllenhaal) ed un duo di attori veramente capaci.

Davvero ingombrante la colonna sonora.

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