baci rubati regia di Francois Truffaut Francia 1968
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baci rubati (1968)

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locandina del film BACI RUBATI

Titolo Originale: BAISERS VOLÉS

RegiaFrancois Truffaut

InterpretiMichel Lonsdale, Delphine Seyrig,q Jean-Pierre Léaud

Durata: h 1.28
NazionalitàFrancia 1968
Generecommedia
Al cinema nel Maggio 1968

•  Altri film di Francois Truffaut

Trama del film Baci rubati

Siamo al terzo episodio delle ""Avventure di Antoin Doinel"" (così si intitola il libro tratto dai film di Truffaut che hanno questo personaggio come protagonista). Congedato dal servizio militare per insabilità di carattere (così avvenne allo stesso regista) Antoine sperimenta strani lavori e conosce l'amore...

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Voto Visitatori:   7,82 / 10 (11 voti)7,82Grafico
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Voti e commenti su Baci rubati, 11 opinioni inserite

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Oskarsson88  @  10/01/2017 23:59:43
   7 / 10
Leggera commedia di Truffaut che segue le vicende di un giovanotto tra lavori e amori. Scorrevole e piacevole.

Invia una mail all'autore del commento anthonyf  @  26/07/2012 23:51:01
   6½ / 10
Truffaut è senza dubbio un regista di straordinario talento e di ampia concezione del cinema, inteso come 'arte visiva': la sua bravura nella direzione degli attori e nella realizzazione dei film è ravvisabile senza dubbio nei suoi più grandi successi, tra i quali mi permetto di citare "Effetto notte" che rimane in assoluto il mio preferito nella sua sostanziosa filmografia da regista. Tuttavia, devo ammettere che ho riscontrato, approfondendo le sue opere, anche diverse delusioni, non del tutto chiare... "Baci rubati" è tra queste. Un film senza dubbio ben ideato, con un protagonista strepitoso, interpretato impeccabilmente da Jean-Pierre Leaud, una sorta di alter-ego truffautiano dalla instancabile voglia di conoscere e di provare le emozioni della vita; ciò che non funziona è la storia: c'è un assecondarsi di situazioni splendide e di altra banali e scialbe. Bellissima, ad esempio, è la sequenza con la moglie di Lonsdale e Doinel, i cui dialoghi cortesi e garbati rendono originale e piacevole una situazione che solo a pensarla era al limite del volgare (una donna sposata che si reca a casa di un giovane fidanzato per avere un rapporto); per il resto, il film è troppo una delusione. Ambientazioni troppo irreali e grottesche, al limite del rale... non parlo di Parigi e delle sue strade, ma degli interni... il negozio di Lonsdale sembra uscito dall'aldilà, le tonalità dei colori sgargianti, i rivestimenti bluastri con contrasti rossi e arancioni... Lo svolgersi delle vicende non ha capo nè coda... la stessa fine sembra inconclusa... Doinel ha la sua storia tormentata con la ragazza, tra l'altro pure carina... si avvicina al loro un tizio che li segue in silenzio per tutto il film e fa una dichiarazione alla ragazza di Doinel...
Posso capire che siamo nella Nouvelle Vague... posso capire che questo è lo stile di Truffaut... ma personalmente "Baci rubati" non mi è piaciuto e lo reputo lento e abbastanza piatto nonostante la durata minore ad un'ora e mezza.
Il mito della Nouvelle Vague ha fatto di meglio e questo non è uno dei suoi peggiori risultati... ha fatto di peggio.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  29/05/2012 19:30:54
   8 / 10
Il terzo film in cui il regista François Truffaut ritrova il personaggio di Antoine Doinel, interpretato dal suo attore "feticcio" Jean-Pierre Léaud (qui bravissimo). Pur realizzato nel pieno della contestazione giovanile del '68, il film è totalmente lontano dal clima politico/sociale e concentrato sulle vicissitudini del protagonista, raccontate con una chiave umoristica che nasconde un'amarezza di fondo.

Goldust  @  20/06/2011 15:04:06
   7 / 10
Commedia leggera velata di malinconia, spiritosa nei dialoghi e nelle situazioni. Molto bravo il protagonista.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  04/06/2011 14:09:03
   8½ / 10
Un capolavoro imprescindibile.
La sua forza principale sta nell'essere episodio della celebre e meravigliosa saga di Antoine Doinel.
A mio avviso un superbo mixage di ironia, non-sense, profondità, sentimento e angoscia. Doinel (divino Leaud) è un'individualità complessa, e i personaggi mediocri (ma non squallidi ed eccessivamente borghesi) che lo circondano ne esaltano la profondità.
Indimenticabile la scena in cui ripete cento volte il suo nome e quello delle donne di cui è innamorato. Molto complessa la scena finale.
A proposito, cedo la parola al Maestro:
"Se dovessi descrivere Antoine Doinel, direi che è animato da una specie di coraggio. è a suo agio solo nelle situazioni estreme. è il contrario di un personaggio eccezionale, il contrario di un eroe, ma ciò che lo distingue dalle persone mediocri è che non si mette mai in situazioni mediocri".
Da vedere anche per tirarsi su il morale, con una punta di spleen.

1 risposta al commento
Ultima risposta 31/08/2011 21.21.32
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bacci88  @  30/08/2010 00:32:32
   9 / 10
Uno dei miei film preferiti di Truffaut, e uno di quelli che non mi stanco mai di rivedere. Il personaggio di Antoine Doinel è per me descritto magnificamente nell'arco dei cinque episodi cinematografici che lo vedono come protagonista. E' un film molto divertente, apparentemente leggero e per me profondamente coinvolgente. Molto bravi Leaud e la carinissima Claude Jade, colti dal regista in prime prove molto spontanee e tenere di convivenza coniugale che anticipano Domicile conjugal.
Doinel mostra "l'instabilità di carattere" per cui è stato riformato, per tutto il film, nella sua impazienza, nella sua voglia di vivere, di saltare da un rapporto all'altro e da un lavoro all'altro, nel suo rivelarsi estremamente provvisorio in tutto e per tutto, in questo film che fa da spartiacque della sua giovinezza verso l'età adulta.
Leaud interpreta un personaggio universale e fuori dal tempo, che potrebbe essere ritrovato in molti classici della letteratura, e non necessariamente in quella Parigi del '68, in cui l'unico elemento che si può ricondurre ai problemi politici di quel periodo è l'immagine visiva del cinema con le porte sprangate in apertura del film, sotto la bellissima "Que reste-t-il de nos amours" di Trenet.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  13/12/2008 20:19:51
   5 / 10
Mi rendo conto di essere una voce fuori dal coro ma personalmente questo film mi ha molto deluso...E la cosa che non mi aspettavo da Truffaut e' il modo superficiale con cui ha girato questa pellicola...
Primo,la scelta del protagonista...recitazione scadente!
Secondo,la presenza di alcune sequenze ridicole...la piu' clamorosa e' quella dove un cliente litiga con il propietario dell'ufficio investigativo e per risolvere la cosa vanno a chiamare il dentista del piano di sopra!!!Perche?tre contro uno non ci riuscivano?ma una volta arrivato il super-uomo riesce ad allontanare i due contendenti...scena fatta molto male dove si nota chiaramente un sorriso sotto i baffi dello sventurato dentista...
E si va avanti in una storia che non mi ha detto proprio nulla...

4 risposte al commento
Ultima risposta 31/08/2011 21.22.47
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Il Messere  @  25/04/2007 23:23:01
   7½ / 10
Antone, ormai adulto, rimane un disadattato che fatica a trovare un suo posto nel mondo.
Come "I 400 colpi" era rappresentativo della Nouvelle vague, anche "Baci rubati" (girato proprio nel '68) è figlio della sua epoca, pur non alludendo mai esplicitamente all'incombente Contestazione.
Ma la "Saga Doinel" è nata fortuitamente secondo le stesse parole di Truffaut; in effetti questo terzo capitolo assume toni assai più lievi del film del '59.
Una commedia veramente deliziosa e piuttosto divertente che conferma il mio amore per il cinema francese

addicted  @  17/04/2007 18:45:53
   10 / 10
Che leggerezza!!!
Magari la vita fosse davvero così lieve!!!
Cinema che fa bene alla salute e stimola l'intelligenza.
Forse è il capolavoro di Truffaut.

2 risposte al commento
Ultima risposta 30/09/2011 00.39.41
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Crimson  @  03/05/2006 15:22:40
   7½ / 10
Dopo il breve episodio 'Antoine e Colette', ecco 'Baci Rubati', il terzo capitolo della saga. E' un film piuttosto diverso dai primi due. Molto ironico in superficie, dalla sceneggiatura frizzante e molto coinvolgente. Dopo il primo fallimento amoroso con Colette Antoine continua a dimostrare la propria bizzarrissima condotta sentimentale. Il 'rapporto' particolare con la moglie del titolare del negozio di scarpe è il pezzo forte del film, che più in generale nella seconda parte riserva il lato migliore.
Mitico l'uomo con l'impermeabile, che chiude il film.
Si tratta comunque di un episodio che in profondità mantiene ancora un'analisi graffiante della società.

benzo24  @  08/07/2005 12:39:13
   10 / 10
Tra i film della saga di Antoin Doinel è quello che preferisco.

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