big eyes regia di Tim Burton USA 2014
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

big eyes (2014)

Commenti e Risposte sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli!

Seleziona un'opzione

locandina del film BIG EYES

Titolo Originale: BIG EYES

RegiaTim Burton

InterpretiAmy Adams, Christoph Waltz, Krysten Ritter, Danny Huston, Jason Schwartzman, Terence Stamp

Durata: h 1.46
NazionalitàUSA 2014
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2015

•  Altri film di Tim Burton

Trama del film Big eyes

E' la storia del pittore Walter Keane che negli anni Sessanta stupì l'America con i suoi quadri raffiguranti ragazzini dagli "grandi occhi". Anni dopo, sua moglie Margaret lo trascinò dopo il divorzio in una disputa, sostenendo di essere stata lei a inventare quel segno distintivo.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   6,54 / 10 (70 voti)6,54Grafico
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Big eyes, 70 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

Burdie  @  11/03/2019 23:26:27
   7½ / 10
...piacevolissimo!

SANDROO  @  11/02/2019 14:06:08
   8½ / 10
Bel film con 2 fenomeni di attori

federicoM  @  02/11/2018 13:14:54
   6½ / 10
Il film non mi è dispiaciuto, e la mano di Tim Burton si vede in alcune riprese. Per esempio all'inizio quando la macchina sale per la strada tra le colline verdi, la scelta dei colori soprattutto all'inizio, la scena della forchetta, l'effetto di rifrazione dell'acqua sulla luce nello studio, gli studi angusti della pittrice, la scena del supermercato...insomma il film è molto curato.
Il problema sono la storia e i personaggi.
Quello che mi ha interessato di più è la dinamica di affermazione e mercificazione di una pittrice, che ha in questi big eyes il suo stilema. Uno stilema riprodotto in serie e venduto come posters alla massa.
Il sogno di diventare un'artista riconosciuto si misura con i soldi che fa e come ogni storia di soldi finisce in tribunale. Una storia che per rimanere interessante per 2 ore deve essere ben confezionata e lo è, ma ha bisogno di personaggi interessanti e in cui ci si possa immedesimare. E qui casca l'asino.
l personaggi principali, Miss e Mr Keane, sono resi troppo medi, persino mediocri direi, e normali per essere interessanti.
Margaret, come tutti i protagonisti dei film di Burton, è un outcast (madre single negli anni '60, che vuole fare l'artista) con un carattere non proprio d'acciaio, troppo normale: fugge due volte con la figlia da compagni sfruttatori, sta tutto il film con gli occhi lacrimosi e cerca il proprio riscatto quando diventa testimone di Geova!!(mah....)
Mr Keane invece è un truffatore, che nega la realtà fino all'ultimo.
Sembra quasi Burton stia cercando di rinnovarsi e non abbia trovato un'altra strada. Ma gli piacevano davvero i personaggi che stava presentando?

Filman  @  04/05/2018 23:01:26
   7½ / 10
La produzione in serie e la realizzazione personale sotto forma di banconote sono alcune delle ultime caratteristiche della contemporaneità passate sotto la cortina critica di Tim Burton, il quale strumentalizza la cattiveria e la depravazione incorporati nel film BIG EYES per spingere al desiderare la libertà individuale ed elogiare la personalità in quanto spirito creatore, e più in generale l'arte. Il regista, generalmente solito ad adottare un post-moderno multiforma, accavalla qui una serie di temi e toni ben confinati per elaborare un sobrio, per quanto intrigante ed anche anti-commerciale, film biografico, più tinteggiato e tridimensionale nel tema artistico che non, dunque, nella forma: un equilibrio fisico e mentale, assestato, che indica probabilmente la non necessità di ulteriori passi in avanti.

antoeboli  @  13/11/2016 21:15:44
   8 / 10
Il film che segna il ritorno sugli scudi di T.Burton , che gia aveva lasciato intuire qualcosa con Frankenweenie.
Qui ci troviamo secondo me in mezzo a uno dei suoi migliori film , un biografico che quasi vuol diventare un thriller , con un cast di prestigio ....e ragazzi , non si può non citare un Waltz sublime.
Il film è girato in maniera perfetta , quasi poetica a tratti , con voglia di far riflettere , riesce a coinvolgere per bene lo spettatore.
A livello Burtoniano , questo è quello meno sul suo stile , anche se qualche momento grottesco lo si trova , ma non appare mai con colori cupi e oscuri , anzi sembra quasi volesse provare qualcosa di nuovo .... e ci è riuscito .

ZanoDenis  @  01/11/2016 17:09:48
   6 / 10
Senza infamia e senza lode, un po scontatello, sembra il classico film da timbro e via, Burton ci ha abituato molto meglio, su Big Eyes sembra non volersi sforzare, ci regala un film piacevole, pittorico in certi punti ma che si dimentica abbastanza facilmente, certamente non è da lui, assomiglia molto di più ad un biopic di Ron Howard che ad un film di Burton, nemmeno la Adams e Waltz, che ritengo ottimi attori, specialmente il secondo, riescono a restare impressi nella memoria dello spettatore, il voto è un 6 politico, e mi sento anche molto generoso, nei confronti di un film che di emozioni ne causa ben poche.

JOKER1926  @  14/07/2016 15:50:44
   7½ / 10
Tim Burton, in ambito cinema, non è una regista omologato, quando si assiste alla visione di prodotti firmati Burton possono succedere varie cose nell'intelletto di chi osserva. Qualche film di Burton, dunque, può risultare troppo barocco, vedi "Big Fish", altri, invece, diventano subito sorprendenti ed irresistibili.
E' il caso della fatica del 2014, "Big eyes", la produzione va a riprendere alcuni casi particolari nell'orbita dell'arte, in scena i coniugi Keane. Per chi non sapesse la storia vera, il nostro consiglio, è quello di non affaccendarsi a documentarsi al riguardo, ma di godersi il film. La trama e le scelte registiche, quali linearità e chiarezza, illustreranno alla perfezione tutto il succo di questa entusiasmante e perversa (passateci il termine) storia americana degli anni sessanta, fra quadri e pennelli.

"Big eyes" ha praticamente tutto per ammaliare, parte a razzo attraverso un gioco fotografico mieloso ma strabiliante. Sul versante tecnico le grandi manovre sono svolte da un cast veramente eccezionale. Spunta e domina il grandissimo Christoph Waltz (qualcuno lo ricorderà in "Bastardi senza gloria") in una parte che gli cade a pennello. Anni fa Carmelo Bene professava che l'attore doveva essere al di la della parte, ma al contempo, essere inconsciamente ciò che si fa; l'attore doveva essere l'artefice (artifex); dall'alto dei cieli, Bene, ne siamo sicuri, avrà applaudito Waltz, ma non solo per "Big eyes".
Ecco, la fortuna e la bravura di Tim Burton, risiede proprio nel fatto di averlo scelto per un film del genere.

Quanto al versante di storia e sceneggiatura qui, con "Big eyes", funziona veramente tutto; nessuna nota stonata in una produzione che affascina, rattristisce ed esalta, dall'inizio alla fine. Un film dotato di un ritmo, di uno stile e di una forza d'animo madornale.

ferzbox  @  03/07/2016 15:16:33
   7 / 10
Dai trailer che vidi al cinema non rimasi molto coinvolto, inoltre mi davano l'impressione di raccontare troppo del film, quindi non fui nemmeno tentato di vederlo.
Oltre a questo mi sembrava una pellicola abbastanza diversa dalle solite firmate da Burton....nonostante alcune non siano più considerate come una volta(Alice ad esempio).
In pratica lo snobbato senza troppe incertezze, ripromettendomi che magari un giorno l'avrei visto.
Devo dire che alcune cose che temevo si sono presentate; in effeti i trailers svelavano oltre il dovuto ed è stata una cosa che ha deturpato un poco il clou della sceneggiatura, però devo anche ammettere che il film non è totalmente a digiuno del tocco di Burton.
Se in un primo momento scorgevo il regista solamente nella stranezza dei quadri, successivamente ho cominciato a sentirlo in alcuni momenti della storia, molto patinata e romanzata ma allo stesso tempo grottesca....ho come percepito qualcosa di tremendamente triste ed inquietante dietro a tutta la vicenda raccontata; ho provato ad immedesimarmi nella sfortunata artista, a cercare di capire cosa si potesse provare; Burton per conto suo ha messo qualcosa di grottesco nelle allucinazioni di lei e nel carattere esuberante e bizzarro del truffaldino marito(dove l'apice assoluto di quest'ultimo viene a mostrarsi nella scena finale del processo).
Tuttavia il film, anche se a parer mio funziona benino, si appoggia ad una storia molto semplice, quindi il vederene il nome di Burton stona ugualmente; la presenza di Danny Elfman come compositore delle musiche è quasi impercepibile....insomma è un film atipico realizzato dalle stesse persone ma con un anima diversa(un pò la sensazione che si prova con Martin Scorsese quando si guarda "Hugo Cabret").
Comunque a me non è dispiaciuto, come film mi ha intrattenuto e penso che sia sicuramente meglio questo che "Il pianeta delle scimmie" o "Alice in Wonderland".....
Carino....

SKULLL  @  14/06/2016 06:13:12
   5 / 10
Niente di che...un filmetto senza infamia e senza lode, scontato fin dall'inizio e che non lascia nulla. Personaggi abbozzati e poco approfonditi.

wicker  @  13/04/2016 19:44:53
   6 / 10
Abbastanza deluso da questo film.. non perchè sia malvagio in sè,ma perchè se leggo Tim Burton alla regia mi aspetto atmosfera,originalità,ironia,sorprese anche spiazzanti,colori accesi o atmosfere lugubri,qui invece manca proprio tutto questo,con la sceneggiatura che si attiene scrupolosamente ai fatti reali .
Non c'e' una firma del genio di Burton ,a parte alcune rare inquadrature con un qualche gioco di luce voluto o forse no.
Film comunque sorretto da un grande Waltz e anche dalla Adams che purtruppo in un ruolo così succube del marito non può esprimersi più di tanto.

ragefast  @  22/03/2016 00:33:01
   7 / 10
Buon film ispirato ad una storia che non conoscevo, ma che in parte ricorda quelle più recenti (e forse meno blasonate) nel mondo della musica di Milli Vanilli o Den Harrow.

Ottimo secondo me il duo di protagonisti: da un lato un valido Waltz nei panni del materialista e direi anche patologico uomo accecato dal successo, dall'altro una talentuosa ma fragile e debole donna, perfettamente interpretata dalla Adams.

Lo svolgimento è coinvolgente, anche se a tratti prevedibile, ma resta comunque memorabile...


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Consigliato, certo non con l'aspettativa di un capolavoro (credo che Burton abbia raggiunto l'apice della sua carriera diversi anni fa).

fabio57  @  03/03/2016 12:30:13
   6½ / 10
Discreto film tratto da una storia vera.Tim Burton è regista di solito istrionico ed eccentrico, in questo film è più sobrio e misurato del solito. Il risultato è una storia semplice, ben raccontata, con attori bravi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  22/02/2016 19:29:38
   6½ / 10
A proposito di kitsch: la maestria di Burton è nel saper dosare alla perfezione l'amore per i dipinti di Margaret Keane e gli anni 60. La galleria di attori è in effetti la cosa più riuscita di tutte: dai caratteristi a un Terence Stamp di classe e glaciale, ma ovviamente Waltz istrionico fino alla follia e una Adams remissiva ma orgogliosa sono il punto forte.
Per il resto, è l'ennesimo Burton che svolge un compitino: parte bene, ma i guizzi sono davvero poca cosa e si contano sulle dita di una mano (scena supermarket su tutte). Si concentra sul melodramma e il conflitto di coppia ma la sensazione è che si potesse fare di più, toccare altri tasti importanti sul rapporto tra arte e società che invece sono solo suggeriti - e c'è l'onestà di Burton e sceneggiatori nel mostrare da subito le critiche alle opere di Margaret, creando un bel gioco di specchi riflessi nella scena con Terence Stamp e la forchetta.
Ma dov'è finito il Burton visionario, incontenibile ed ispiratissimo dei tempi d'oro?

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  13/01/2016 01:02:46
   6 / 10
Servono proprio due grandi occhioni per vedere la mano di Tim Burton dietro questo lavoro.
Sicuramente il film ha il merito di raccontare una storia molto curiosa che io, come penso molti, sconoscevo, ma da Burton speravo in qualcosa di piu' ...come dire... Burtniano. Magari poteva essere semplicemente piu' cupo.
I due ottimi protagonisti ce la mettono davvero tutta ma il risultato finale è un film privo d'anima che verra' presto dimenticato.

Mildhouse  @  04/01/2016 01:38:03
   8 / 10
Gran bel film tratto da una storia vera
Il personaggio di Waltz, per quanto sia insopportabilmente egoista riesce a risultare a tratti simpatico, arricchendo l'opera di una
brillante performance

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  27/12/2015 15:45:39
   6 / 10
Come già scritto da molti un Burton sottotono ma assolutamente sufficiente. Il suo tocco è meno evidente che in film precedenti, la storia comunque appassiona. Bravo, come sempre, Waltz, meno convincente del solito la Adams.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  09/12/2015 20:48:12
   6½ / 10
Un Burton che sembra quasi farsi da parte per mettere in primo piano due grandi occhioni. Un film biografico tutto sommato piacevole, ma di certo non memorabile.

The BluBus  @  03/12/2015 00:02:05
   6 / 10
Riuscito a metà, vale comunque questo una visione.

Goldust  @  26/11/2015 10:48:00
   6½ / 10
C'è poco del genio di Burton in questo Big Eyes, un film-biografia della pittrice Margaret Keane che fa della linearità il suo punto di forza. Non che questa caratteristica sia di per sè negativa, la cura dei particolari storici e della confezione è di primissimo livello eppure per agitare le acque era logico aspettarsi qualche invenzione registica in più o qualche deciso tocco dark che invece rimane solo abbozzato ( la breve scena del sogno al supermercato, in cui Margaret in cui i clienti hanno tutti gli occhi giganteschi, ne rappresenta l'unica concessione ). L'idea finale è quella di un lavoro un pò impersonale e meno accattivante rispetto a quanto il regista ci aveva abituati; anche la musica del fidato Danny Elfman non sembra del tutto ispirata e pare ripiegare sulle atmosfere alla Desperate Housewives.
La storia comunque si lascia seguire senza troppa difficoltà, e gli interpreti sono tutti di ottimo livello ( sebbene non abbia amato molto il personaggio di Waltz ).

Aztek  @  19/11/2015 23:57:56
   6 / 10
A prima vista non sembra minimamente un film di Burton, pellicola leggera che scivola senza lasciare traccia. Film ideale per una serata tranquilla con delle buone interpratazioni.
Non un capolavoro. Appena sufficiente.

topsecret  @  15/11/2015 18:24:43
   6 / 10
Non ho Tim Burton tra i miei registi preferiti, anche se non ho faticato ad apprezzare alcune sue opere, ma se c'è una cosa che lo contraddistingue è il tratto distintivo che mette nelle sue storie, dove aleggia sempre o quasi un'aura favoleggiante, a volte anche intrisa di malinconia o ironia nera. In questo BIG EYES quel suo marchio di fabbrica non è così marcato, anzi forse latita del tutto, concentrandosi più su fatti di cronaca vera di una storia non banale ma abbastanza misera nei contenuti, anche se curiosa e bizzarra per come si sviluppa.
Forse la conoscenza diretta del regista con la pittrice ha fatto sì che prendesse corpo questa progetto, che appare più un omaggio che altro, ma sinceramente non mi ha così impressionato da spendermi in lodi enfatiche.
Il film è comunque sufficiente, grande merito, senza dubbio, va al cast abile e credibile, diretto adeguatamente ma senza grande fantasia e ad una linearità narrativa che sincopa un ritmo tutto sommato discreto.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  03/07/2015 21:17:46
   5½ / 10
Film noiosetto e banale che non sembra nemmeno di Tim Burton...peccato questo calo di uno dei miei registi preferiti!

guidox  @  13/06/2015 00:43:56
   6 / 10
sono d'accordo con chi definisce questo film banale.
non c'è mai uno sprazzo del Burton che ho amato in pellicole che hanno fatto la storia.
gli attori seppur bravi, come lo stesso regista, sembra quasi che abbiano paura a fare un passo che li allontani anche solo un secondo da una linea che appare troppo fissata; non si osa mai.
visto il trailer, praticamente si è visto tutto il film.
poi certo, alla fine la sufficienza c'è, ma le aspettative (almeno le mie) erano un po' più alte.

Giovans91  @  10/06/2015 10:39:28
   7½ / 10
Tim Burton abbandona i suoi toni dark che lo avevano sempre contraddistinto e comincia forse un nuovo periodo della sua carriera con Big Eyes. La mano del regista però non è anonima nella pellicola, anzi sin dalle prime inquadrature di case a schiera notiamo connessioni con i suoi film passati (in questo caso Edward Mani di Forbice, Ed Wood e Big Fish).
La scelta più azzeccata della pellicola è quella del cast: Amy Adams e Christoph Waltz riescono infatti a dare spessore ai due personaggi. Un cenno va anche fatto alla colonna sonora, che vede le musiche di Danny Elfman e l'ottima "Big Eyes" di Lana Del Rey.

1 risposta al commento
Ultima risposta 10/06/2015 10.43.51
Visualizza / Rispondi al commento
floyd80  @  01/06/2015 09:10:43
   6 / 10
Ragazzi ma Tim Burton che fine ha fatto?
Ultimamente sta sfornando film noiosi e banali...noiosi e banali tipo questo.
Ok...sì...va bene...il tocco fatato del regista anche in questa pellicola si nota e indubbiamente qua e là la magia torna...ma è una magia effimera e senza contenuto, fredda e distaccata.
Sembra un film fatto su commissione.

Alex22g  @  28/05/2015 08:44:12
   9½ / 10
Fantastico nel vero senso della parola .Burton si allontana dal Suo stile dark gotico ma mantiene intatto il suo stile caricatarule e visionario.Una storia vera che comunque reputo molto vicina alla sua filmografia,un cast eccezionale dove spiccano Waltz e la Adams perfetti nelle rispettive parti .Musiche di Elfman sempre curatissime e perfettamente pertinenti al contesto .Regia su altissimi livelli e probabilmente il Burton piu'ispirato degli ultimi tempi .Il film e'visivamente sublime ed in blu-ray si gode al massimo anche degli splendidi colori della fotografia .La sequenza (vista anche nel trailer) dove la Adams vede la gente con gli occhi grandi e'da pelle d'oca imho grazie anche alla bellissima soundtrack Big Eyes presente in quel momento .Ha rispettato le alte aspettative e non sono mai stato scettico nonostantr il cambio di registro di Burton; gli do sempre fiducia e fortunatamente mi ha ancora ripagato :) .

eruyomè  @  21/05/2015 12:51:10
   6½ / 10
Difficile giudicare quest ultimo Burton. Discostandosi quasi del tutto, ma non completamente, dai temi a lui cari, crea questo piccolo omaggio alla biografia di questa pittrice dalla storia certo interessante, che tanto deve averlo affascinato.
Il tono è dimesso e sobrio, e ci sta dato il genere, peccato a volte mi sia parsa troppo una regia quasi televesiva.
Comunque ha più di una scena riuscita, certe visivamente sorprendenti, e il suo tocco lo si vede qua e là, non c'è bisogno a tutti i costi del "dark goticheggiante" per coglierlo. Burton non è solo questo.
Buona la direzione degli attori, pienamente in parte la Adams, Waltz sopra le righe, forse troppo, e bastàrdo e odioso come non mai.

jason13  @  17/05/2015 11:21:48
   5 / 10
Entra nella mia personale classifica dei film meno riusciti di Tim Burton. SI puo' vedere certo, ma non lascia nulla alla fine e si scorda facilmente.

Macs  @  09/05/2015 23:12:44
   6½ / 10
Magari non una storia troppo cinematografica, e di sicuro non un film tra i migliori di Burton, però la pellicola funziona. Waltz in inglese molto sopra le righe però mi è piaciuto - è anche il suo modo di recitare. La Adams meglio, più credibile e adatta alla parte. Fotografia sublime, belli i costumi, però la storia non è così interessante e memorabile per dare un voto più alto. Avrei anche preferito qualche approfondimento in più sul passato da "artista" di Walter, e sull'origine dei "suoi" quadri parigini. Finale (dopo le Hawaii) forse un po' troppo affrettato nei ritmi, quasi ci fosse fretta nel chiudere le riprese.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

MonkeyIsland  @  28/04/2015 14:50:21
   6 / 10
Dopo Sweeney Tood l'encefalogramma dei film di Burton si è appiattito di parecchio, anche se in mezzo a quelle opere minori si scorgeva di tanto in tanto qualche colpo di genio, qui ahime nemmeno quello.
Sulla carta la storia è interessante ma l'andamento degli eventi si riduce soltanto a una semplice storia di riscatto, e la pellicola manca di una propria anima ed è di rimando a chissà quante pellicole.
La sensazione che resta alla fine è quella di aver assistito a un compitino diretto senza voglia di rischiare né di tentare qualcosa di nuovo, quindi nonostante il nome altisonante alla regia, si può tranquillamente passare oltre.

sim2704  @  11/04/2015 14:20:27
   7 / 10
storia carina, Christoph Waltz vale il prezzo del biglietto

jake1234  @  11/03/2015 16:59:04
   5 / 10
Burton ha finito la sua carriera cinematografica con Sweeny Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street. Grandissima delusione.
Non un disastro ma da Burton ci si aspettava decisamente di più.
Già dalla prima battuta: 'La signora (mononricordocomesichiama) stava divorziando dal marito prima che diventasse di moda' mmmmm
Ottima Amy Adams, mentre Waltz poteva anche dare di più. In alcune scene mi veniva voglia di alzarmi dalla seggiola.
Un documentario sarebbe stato molto più interessante.
Per fortuna però, meglio di Dark Shadows.

Trixter  @  11/03/2015 13:48:15
   6½ / 10
Giustamente definito il meno burtoniano tra i film di Burton, Big Eyes è una storia vera, fin troppo vera, direi. Nel senso che la narrazione ha pochi spunti interessanti, poche sfaccettature, non regala grandi emozioni anche a causa di una regia, stavolta, davvero piatta e poco illuminata.
Molto brava Amy Adams, un pò meno, secondo me, il bravo Waltz, imprigionato in un personaggio grottesco ed antipatico che, in occasione della sequenza del processo, tocca picchi di insopportabilità davvero plateali.
Nel complesso, Big Eyes è una pellicola carina, sufficientemente piacevole da vedere ma un pò lenta e poco emozionante.

marcogiannelli  @  28/02/2015 18:55:07
   6½ / 10
film particolare, anche se è uno dei meno Burtoniani, TIm ci mette il suo tocco..
accademica la Adams, sopra le righe e fantastico Waltz

impanicato  @  15/02/2015 02:27:55
   6½ / 10
Seconda pellicola biografica per Tim Burton, dopo "Ed Wood". Ovviamente, penso io, non poteva esagerare con il suo solito stile stravagante, ma penso che abbia esagerato, nel senso che la regia é fin troppo piatta per i miei gusti o forse perché sono stato abituato diversamente dal regista.
Il film parla di Margaret Keane e della sua vita all'ombra di suo marito che approfittó della bontá della moglie per apparire come una celebritá e "scippare" le opere del suo vero autore. Quindi é una trama lineare, ma che comunque si fa seguire tranquillamente, meno che in qualche passaggio della vita di coppia dei due, a volte ripetitivo.
Amy Adams mi ha sorpreso positivamente e sono convinto che sia una delle migliori attrici degli ultimi anni. Christopher Waltz invece mi é sembrato fin troppo finto e non mi é piaciuto piú di tanto.
Positiva anche la fotografia e le colonne sonore, specialmente quelle di Lana Del Rey.

Liak  @  14/02/2015 15:59:14
   6 / 10
Lo aspettavo da ottombre, avevo sopravvalutato il film! Infatti quando l ho visto era lento e noioso. Non dovevo aspettarmi niente...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  12/02/2015 11:46:52
   6 / 10
E alla fine rimangono impressi quei grandi occhi tristi del titolo.
Come tanti orfani della madre, che non chiedevano altro se non di vedere riconosciuta la propria vera filiazione.
Sono loro i "freaks" burtoniani, gli esseri diversi e non riconosciuti, e per questo irrimediabilmente tristi. E' il solo aggancio alla poetica di Burton in questo film che di burtonianamente classico ha poco, e per questo è stato poco apprezzato. In parte, a dire il vero, giustamente: se amo sempre quando un autore ha apparentemente il coraggio di innovarsi e sperimentare strade nuove, qui Burton non sembra esplorare lidi davvero nuovi.
Tuttavia il film, ispirato a una vicenda reale assai paradigmatica sotto il profilo sociologico, resta comunque una semplice ma meritevole storia di riscatto. Non solo femminile o individuale: a essere riscattata è la verità in quanto tale: la verità dell'arte, quella della finzione. La sola che non può mai restare occultata perché è solo nella finzione dell'arte che cela l'autenticità. E l'autenticità dei bambini tristi di Margaret Keane è quella di essere figli suoi e della sua malinconia.

Wilding  @  11/02/2015 22:55:03
   7 / 10
Sono sempre molto attratto dalle storie vere... insegnano un pizzico di storia; perciò mezzo punto in più. Poi Waltz qui è geniale, davvero bravissimo. Altro punto. Forse un pò lento, ma da vedere insomma.

TheLegend  @  08/02/2015 06:47:20
   6 / 10
La mano di Burton si nota davvero poco in questo film.
Un film leggero che si limita a raccontare una storia senza guizzi particolari.

Bebo89  @  08/02/2015 01:22:05
   7 / 10
Grandissima prova di Amy Adams e di Christoph Waltz che si confermano due grandissimi attori. Il regista riesce a sviluppare in modo egregio la storia rendendola molto piacevole per lo spettatore, grazie secondo me in larga parte alla bravura dei due attori già citati. Unico aspetto negativo è la mancanza di particolari colpi di scena, fin dall'inizio il film è molto prevedibile.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  05/02/2015 20:58:23
   6 / 10
Un Burton sottotono, ancora capace di qualche lampo, tuttavia rimane più il rammarico di tanti spunti che una pellicola del genere sulla strana simbiosi della coppia Keane poteva dare. In fondo è più importante l'artista o presunto tale oppure la capacità di vendere la propria arte o presunta tale. Il regista americano si ferma molto, persino troppo, sulla sfera privata dei due protagonisti, divisa tra l'istrionismo e l'eccesso tipico dell'affabulatore di un Waltz e il malinconico silenzio di una donna frustrata dal suo stesso ruolo, di vivere di luce riflessa il successo senza merito del marito. A loro modo compulsivi nel ricercare il massimo profitto dalla mercificazione stessa di un prodotto da una parte e l'ossessione di un medesimo soggetto artistico dipinto in quantità quasi industriali, commercialmente valido ma che inaridisce ogni possibile altro sbocco o evoluzione (esemplificativa la sequenza del supermarket). Un Burton non ai suoi migliori livelli, rimanendo comunque ad un livello dignitoso. Lascia qualche rimpianto per quel qualcosa che poteva sviluppato in maniera maggiore.

2 risposte al commento
Ultima risposta 05/02/2015 21.36.02
Visualizza / Rispondi al commento
TheLory  @  05/02/2015 20:51:30
   5 / 10
A me questo film è piaciuto no. Per la carità, non che meriti la pigna d'oro quale worst film ever, ma è davvero una robetta senza nerbo, come un pesce che non guizza.
Se il pesce non guizza, giustappunto, c'è poco da fare, significa che è morto.
Tale è questo filmino: un ossario di idee spente, un susseguirsi di tunnel nei quali cerca di farsi strada la nostra pazienza, prima di sbuffare in un inevitabile: MAVADAVIALCIAP!
pER mE è nO, è tUTTO tROPPO bLANDO, noioso.

Febrisio  @  04/02/2015 16:40:44
   6 / 10
Tutta la storia e le migliori frasi o battute, erano nel trailer... a parte il finale... che tra l'altro è la parte più brutta, dove Waltz da il peggio di sè, diventando antipatico. Guardabile, certamente, ma non aspettatevi chissà che cosa.

TheGame  @  01/02/2015 22:41:37
   4 / 10
C'è ben poco da rimanere allegri quando ad un insipido incipit si affianca una regia fiacca che getta allo sbaraglio attori a dir poco spaesati.

Alex2782  @  01/02/2015 22:24:24
   6 / 10
Godibile ma non piu di tanto la storia vera di questo film. Tim burton esce un pó dai suoi schemi forse colpito dalla storia di walter keane. Sufficiente.

Light-Alex  @  31/01/2015 20:03:08
   7½ / 10
Sono contento che Tim Burton abbia tirato il freno a mano in questo film e non l'abbia colorito con i suoi usuali eccessi stilistici. Qui l'attenzione è rimasta focalizzata più che sulla forma, giustamente sulla sostanza.
Ovvero questa storia di prigionia mentale, emotiva, fisica e artistica di una donna che riesce infine a liberarsi.

Racconto delicato che riesce a spiegare come la Margharet Keane finì in un lungo tunnel di 10 anni di bugie e auto-censure riguardo le sue opere.
Il film riesce a spiegare il rapporto viscerale tra un'opera e il suo artista, e lo fa contrapponendo la figura del marito Walter a quella della moglie Margharet: il primo mercificatore dell'arte, attento solo alla fama e ai soldi, la seconda legata ad un cordone ombelicale ai suoi quadri che considera parte della sua anima e a cui dolorosamente si separa credendo così di dare un futuro migliore a sua figlia e a sé stessa.
Infine facendo appello a ciò a cui teneva maggiormente, il rispetto per sé stessa, la sua arte e sua figlia riesce a ridare onore alle sue opere.

Chiaramente il tutto è molto romanzato e nemmeno saranno andate così fino in fondo le cose, ma il messaggio finale è delicato e curato.

Mi è piaciuto lo spazio dedicato ai quadri, il modo in cui si è voluto trattare il tema dell'arte nel '900.
Mi sono piaciute molto le canzoni di Lana Del Rey, azzeccate.
Bravissimi gli attori, Amy Adams adorabile, Cristopher Waltz ottimo, riesce a farti odiare il protagonista maschile alla fine e a solidarizzare molto con la pittrice.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  29/01/2015 18:24:59
   6½ / 10
Burton non sta passando un gran momento, anche tralasciando la sfera privata e la separazione dalla Carter ciò che preoccupa è l'andamento involutivo del suo cinema, qualche anno fa gli riuscivano moderatamente bene anche i film su commissione della Disney o della Warner, cosciente il fan burtoniano che questi incursioni nelle major erano lo scotto da pagare per vederlo realizzare con i massimi finanziamenti i lavori più autentici dell'artista, il problema è che nell'ultimo periodo anche i soggetti che più aderiscono al suo tocco mancano della consueta forma burtoniana.
Dark Shadows era un sentito omaggio all'omonima soap della sua infanzia, a sua volta Big Eyes rappresentava un tributo all'amica pittrice Margaret Keane, sopratutto in questo caso aveva le carte in regola per riassaporare i fasti di Big Fish o del suo precedente ed unico biopic Ed Wood non così dissimili i protagonisti, outsiders della loro arte, dai gusti kitsch, geni incompresi con un richiamo all'infanzia, Burton non a caso assolda Alexander e Karaszewski a curarne la sceneggiatura, eppure oltre a mancare Burton stesso in cabina di regia nella forma troppo sempliciotta (pertinente solo nell'unica scena che richiama la pop art), imputata ad essere complice di questa piattura generale è proprio la sceneggiatura che si presenta scolastica eccessivamente convenzionale, che ha se vogliamo il gusto di non atrofizzare la trama con inutili salti temporali che ormai è una consuetudine dei biopic hollywoodiani sebbene mantenendola lineare esigeva qualche guizzo in più che non arriva neanche dal cast, per Waltz non è sempre domenica, per la vicentina una conferma dell'attrice solida che è.


Odoacre71  @  26/01/2015 10:03:31
   5½ / 10
Sinceramente non mi ha trasmesso niente, nessuna emozione, film debole sotto tutti gli aspetti. Si lascia vedere ma si dimentica il giorno dopo.

.Kia90.  @  23/01/2015 14:48:06
   6½ / 10
Un film di Burton che di Burtoniano stavolta ha poco, direi ben costruito e che scorre via. Brava la Adams, che sto apprezzando sempre di più, e per la prima volta devo dire insopportabile Waltz, attore che stimo tanto ma che stavolta ha toppato di brutto. Sopra le righe in maniera irritante e surreale, unica delusione di questo film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR carsit  @  22/01/2015 01:24:19
   6½ / 10
Discreto filmetto girato da Burton che però in fin dei conti non colpisce come dovrebbe.
Amy Adams ottima nel ruolo, Waltz a tratti troppo sopra le righe (nonostante il personaggio un pò lo richieda), ottima ricostruzione anni 50'-60' e nel complesso il film scorre intrattenendo in maniera onesta.
Però Burton si percepisce molto poco, se non per l'appunto la scena del supermercato e pochissimo altro.
Insomma, non lo annovero tra i migliori film del regista.
Il messaggio finale è che l'arte è un qualcosa di personale, non ha un prezzo, e se si possiede amor proprio non la si "vende" soltanto per tornaconto economico.
L'arte è emozione, esternare le proprie esperienze, e probabilmente matura assieme a noi, cambiando nel tempo.
Messaggio molto importante su cui il film costruisce le sue fondamenta, però a mio parere sarebbe stato un prodotto di livello superiore comprendendo riflessioni a più ampio respiro sull'arte ed il commercio di essa.
Discreto film, nulla di più e nulla di meno.

Bono Vox  @  21/01/2015 00:11:14
   6½ / 10
Buona storia ricavata da un fatto insolito realmente accaduto, anche se dalla trama abbastanza semplice non si può pretendere molto di più da quanto tratto. Viene riprodotta la realtà dei fatti in modo originale fino alla scena del processo, dove entra in gioco una specie di comica rivalsa del marito nei confronti della moglie che fa abbassare il voto del film. La scelta di Waltz nella figura del finto artista è azzeccata, la sua dote di imbrogliatore risalta alla perfezione.

BrundleFly  @  20/01/2015 11:45:27
   7 / 10
Un Tim Burton come non lo si vedeva da almeno 10 anni.
Il film non è di sicuro un capolavoro, ma diverte e intrattiene per tutta la sua durata senza mai annoiare.
Amy Adams bravissima, mentre Waltz ahimè gigioneggia un po' troppo questa volta.

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  18/01/2015 23:37:30
   6½ / 10
Non di certo emozionante. Burton si limita a descrivere e romanzare i fatti, ma non da mai un'anima alla sua pellicola. Bravi gli attori, ma è troppo poco e la sceneggiatura a tratti piatta certo non aiuta.

corey  @  18/01/2015 11:21:45
   6 / 10
Film abbastanza piatto, finale quasi scontato e un Waltz insopportabile. L'America anni 50-60 è ben rappresentata, la mano di Burton a sprazzi si vede però è troppo poco per rendere questo Big Eyes indimenticabile

Jim17  @  17/01/2015 01:35:34
   7 / 10
Buon film, su ciò non ci piove, tuttavia si posiziona tra la piattezza degli ultimi film da 7 . Sinceramente dal genio visionario di Tim Burton mi aspettavo qualcosa che si avvicinasse ad un capolavoro, e non mi sento di giustificare il banale lavoro cinematografico esclusivamente perché tratto da una storia vera. La coppia di attori protagonista é molto affiatata e di gran livello, soprattutto Waltz che si riconferma un attore dalle tante sfaccettature espressive, pienamente da oscar.

GianniArshavin  @  13/01/2015 21:43:13
   7 / 10
"Big eyes" è l'ultimo film di Tim Burton uscito al cinema, che si attesta nella media non eccelsa ma nemmeno cosi scadente dei film del cineasta americano da "Sweeney Todd" in poi.
Certamente siamo lontani dai capolavori del periodo d'oro e la creatività del regista qui viene abbastanza incatenata da una storia tratta da una vicenda reale e che quindi non poteva essere stravolta più di tanto (il tocco burtoniano spicca soprattutto nella scena del supermarket) , ma nel complesso l'opera si lascia vedere con piacere senza annoiare.
I due attori protagonisti funzionano (soprattutto Amy Adams) , il ritmo è buono e la storia prende anche se può risultare a tratti prevedibile anche per chi non conosce i fatti di cronaca, Purtroppo alcuni passaggi sono un po forzati ed altri eccessivamente sopra le righe ma tutto sommato Burton riesce a catturare l'attenzione dello spettatore e a far entrare in empatia questi ultimi con i personaggi.
Per quanto riguarda la colonna sonora invece, Elfman ha sicuramente fatto di meglio mentre un plauso va alle scenografie e ai costumi.

Dunque un buon prodotto questo "Big eyes", certo da Burton uno si aspetta sempre il massimo ma non è sempre possibile sfornare capolavori o ottimi film a profusione e devo dire che ,almeno personalmente,il regista sta affrontando il suo periodo (si spera temporaneo) di afflosciamento con dignità e, a tratti,qualità.

franz91  @  13/01/2015 21:31:22
   7½ / 10
Sono uscito piacevolmente sorpreso dalla sala. Un Tim Burton atipico, le sue classiche atmosfere cupe e gotiche qui lasciano spazio ai soleggiati e colorati paesaggi di San Francisco. Sì, alcune scene tipicamente burtoniane ci sono (quella del supermercato affollato di occhioni), ma poca roba. C'è però il suo tocco leggero e frizzante di affrontare le storie.
Big eyes è quindi una commedia biografica divertente, basata su una solida sceneggiatura e impreziosita da due interpretazioni di altissimo livello (Christoph Waltz è uno spasso).
Tante e sane risate durante la visione.

jiko  @  11/01/2015 19:52:21
   6 / 10
Un Tim Burton sottotono e annoiato si limita a fare il suo compitino senza lasciare alcuna traccia, onestamente ho riconosciuto davvero poco del suo stile, se vi aspettate la sua impronta gotico-dark rimarrete delusi. Tutto si riduce a una favoletta insipida, con un finale preannunciato e prevedibile, e con un Christoph Waltz che "gigioneggia" oltre ogni sopportabile limite. Aspettative troppo alte, parzialmente deluse, nel complesso un film facilmente dimenticabile appena usciti dal cinema.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  10/01/2015 15:06:02
   6½ / 10
Pur catturando vivacemente lo spirito glamour (ed europeista, in trasferta) di certi anni 50" (pensiamo ai film di Minnelli) e con un Waltz inedito sempre piu' simile (e ugualmente antipatico di) a Roody McDowall, e' un Burton minore. Il tocco di B. si trova solo nella scena del supermarket, fra l'altro diretta senza troppi colpi d'ala. Ridondante o kitsch, tuttavia assai godibile nella sua ingenua neutralita', il film e' un racconto sulla fama dove una scontata Amy Adams tratteggia in modo imperfetto un personaggio da eroina Ibseniana. Strizzate d'occhio al cinema di George Cukor o Stanley Donen, ma manca un po'di "anima". Solo grandi occhi che non paiono veri

Nudols85  @  09/01/2015 01:20:17
   6½ / 10
Una semplice commedia tutto qui, che fa un pò presa per il semplice fatto che è tratto da una storia vera, ma in realtà niente di nuovo sotto il sole, Burton stecca con una commediola quasi natalizia. Se non fosse stato per il regista probabilmente non avrei visto proprio per il tema trattato ma poi pensi è sempre Tim Burton si sarà inventato qualcosa, niente una commedia piatta che regala qualche emozione, non da buttare ma delude le aspettative. Una tranquilla commedia recitata discretamente.

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/01/2015 09.59.23
Visualizza / Rispondi al commento
dagon  @  08/01/2015 22:35:33
   6 / 10
Forse il film meno Burtoniano di Burton. Non è che debba esser condannato a esser "strano" per forza, ma in questo caso, se fossi andato al cinema senza conosce il nome del regista, penso che mai avrei pensato che potesse essere un film di Tim Burton. Come molti film recent,i sembra un compitino eseguito con professionismo, ma senza la minima anima o personalità. La storia era pure intrigante, ma non ne sono state esplorate minimamente le potenzialità, a mio avviso. Peraltro, ma forse sono il solo, ho trovato assolutamente insopportabile Waltz. Da "Bastardi senza gloria" in poi continua fare Hans Landa, recitando sempre sopra le righe ed elargendo generosamente un campionario (sempre uguale) di smorfie e gigionerie varie. Ora, se sei in un film di Tarantino con un registro, a sua volta, sopra le righe può andare bene, ma in altri film come "Carnage" o questo, lo trovo veramente stucchevole e fastidioso. Si può vedere, ma veramente niente di che.

gemellino86  @  08/01/2015 18:37:18
   6½ / 10
Film discreto tratto da una storia vera ma non mi ha entusiasmato. Se fosse uscito una decina di anni fa probabilmente lo avrei apprezzato di più. Burton stavolta si dedica all'arte dopo "Alice in Wonderland" e "Dark Shadows". Dialoghi ironici e frizzanti. Bravo Waltz, un po' meno Amy Adams. Nella seconda parte cala molto di ritmo. Alla fine non lascia niente ma la storia è carina. Consigliato ai nostalgici degli anni 60.

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  07/01/2015 13:40:37
   6 / 10
Una storia che meritava di essere raccontata ma il film è normale, diretto da un regista apparentemente normale, ma sappiamo tutti che Tim non lo è... è molto di più... e molto diverso..... ma qui non si nota per niente.... certo se il Burton gotico deve essere quello di Alice e dell'insulso Dark Shadows.....

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  07/01/2015 10:16:33
   6 / 10
Mah, andrò controcorrente ma questo film non mi è piaciuto molto; giusto la sufficienza.

Waltz che io amo qui lo vedo sottotono, la Adams non mi ha mai convinto e la storia è carina ma boh non mi ha emozionato.

Didone92  @  05/01/2015 23:35:42
   7½ / 10
Tim Burton tenta altre vie con questo meraviglioso film, fedelissimo alla storia di una pittrice simbolo degli anni 60. Nessuna atmosfera grottesca, dark, o gotica ma il tocco di Burton si sente eccome. Il film scorre molto bene, è pieno di suspence e tensione. Bravissimi gli attori, belle le immagini, recitazione ottima soprattutto da parte di Christoph Waltz. Un film da vedere assolutamente che conferma la bravura di Tim Burton.

pak7  @  04/01/2015 14:49:50
   8 / 10
Non sono un cultore di Tim Burton: mi ricordo di aver amato Big Fish e di aver odiato Alice in Wonderland. Da lì non l'ho più seguito, non recuperando nulla di suo, standoci appositamente lontano.
Big Eyes mi sembra che si stacchi dal suo modo di intendere cinema, la fotografia infatti non è la solita dai tratti gotici e scuri, ma è pimpante, con tutti quei quadri dagli occhi grandi, che nascondono comunque una grande malinconia, sempre in primo piano. La storia è una discesa negli inferi di una coppia trovatasi per caso, due pittori, interpretati da una sorprendente Amy Adams e da un Christopher Waltz, convincente e nella parte specialmente nella seconda parte del film. Il finale è ovviamente scontato, percepito già da metà film, ma la storia è bella, piacevole per tutta la sua durata. Lo consiglio.

DogDayAfternoon  @  04/01/2015 14:30:01
   7 / 10
Non fosse per il nome che compare nei titoli di testa, non si direbbe un film di Tim Burton. Sono infatti del tutto assenti i tratti macabri e gotici che spesso contraddistinguono i lavori del regista, "Big eyes" è un film convenzionale che non presenta grandi particolarità ma che comunque si fa seguire con piacere.

La storia è interessante e si svolge in maniera chiara e semplice, anche se con qualche forzatura di troppo. Ora, io non conosco la storia vera e nemmeno ho vissuto negli anni '60, ma mi sembra piuttosto difficile che una donna, per quanto debole, possa lasciarsi consapevolmente abbindolare in tal modo dal proprio marito per poi (dopo dieci anni!) svegliarsi tutto d'un colpo e fare causa all'ex marito.

Finale abbastanza sottotono, con la parte del processo troppo banale e fatta male.

Christoph Waltz bravo sì ma molto lontano dai suoi standard tarantiniani: la parte gli si addice ma la sua interpretazione è talvolta troppo artificiosa, manca insomma di spontaneità e naturalezza (come detto prima, nelle scene del processo è ridicolo). Viene completamente surclassato da un'ottima Amy Adams, che si conferma sempre più una delle migliori attrici degli ultimi anni.

Carine le musiche, con il sodalizio Burton-Elfman che funziona ancora, ma c'è spazio anche per Lana del Rey, non male i suoi due brani.

Per gli standard odierni, consigliato.

"Eye did that!"

andreapau  @  03/01/2015 16:02:00
   7 / 10
Tim Burton, quando non può "veramente esagerare" con mostri sanguinolenti, perde efficacia.
A distanza di 10 anni circa da Big Fish, nell'affrontare big lies attraverso la rappresentazione di grandi sentimenti, divente inesorabilmente manieroso è americano, rasentando in diversi punti la caricatura, purtroppo in maniera involontaria.
Il film è certamente godibile, ma a mio avviso, nessuno degli elementi è perfettamente messo a fuoco.
Non certo il pregiudizio maschilista, non certo il dramma sentimentale, non i rapporti di forza familiari, menomati da un Waltz poco carismatico.
Soprattutto, quello che non sfonda, è l'eterno dilemma tra arte, spettacolo commercializzazione e serializzazione del prodotto artistico, vero fulcro della pellicola, che ben altra attenzione avrebbe meritato.

gringo80pt  @  02/01/2015 15:43:16
   8 / 10
Usciti dal turbinio forzato dei cinepanettoni ecco un'ottima proiezione che non stanca mai.
A tratti è alquanto convincente, soprattutto nella linearità della trama. Il regista riesce a far esprime al meglio i caratteri opposti dei due protagonisti. Prestazioni godibili sia di Amy Adams, sia di Waltz.
Il film a tratti è sorprendente, anche se verso la fine una scena da 4-5 minuti è pressappoco grottesca/imbarazzante (mezzo voto in meno).

DELIZIOSO

spiderciko  @  02/01/2015 15:34:22
   7½ / 10
Buon film, leggero e Amy Adams e Christoph Waltz affiatati!

  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


1008770 commenti su 44074 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net