biutiful regia di Alejandro Gonzalez Inarritu USA 2010
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biutiful (2010)

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locandina del film BIUTIFUL

Titolo Originale: BIUTIFUL

RegiaAlejandro Gonzalez Inarritu

InterpretiJavier Bardem, Blanca Portillo, Rubén Ochandiano, Félix Cubero, Martina Garcia, Manolo Solo

Durata: h 2.18
NazionalitàUSA 2010
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2011

•  Altri film di Alejandro Gonzalez Inarritu

Trama del film Biutiful

Questa è la storia di un uomo in caduta libera. Sulla strada verso la redenzione, l'oscurità illumina la sua via. In comunicazione con la vita nell'aldilà, Uxbal è un eroe tragico e padre di due figli che sente il pericolo della morte, lotta contro una realtà corrotta e un destino che lavora contro di lui per perdonare, per amare e per sempre.

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Voto Visitatori:   7,98 / 10 (108 voti)7,98Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su Biutiful, 108 opinioni inserite

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markos  @  17/06/2018 11:23:31
   8½ / 10
Devo dire la verità, film un po' pesante, vuoi la durata e il tema che tratta.
In una Barcellona che sembra povera e sporca, il protagonista cerca di vivere la giornata.
Un film che ti rimane dentro.

danyz74  @  02/10/2017 17:14:11
   10 / 10
"Papà...papà..." Queste parole ancora mi rimbombano nella testa e riescono a farmi commuovere in qualsiasi momento ci penso. A parte questo reputo Biutiful un gioiello da vedere e sopratutto da avere. Buona visione. Dio quanto adoro Inarritu...

C_0_  @  23/08/2017 16:22:04
   6½ / 10
Non è malaccio ma come tutti i film di Inarritu è troppo palloso. Si poteva inserire meno roba e farlo durare molto meno. Bardem ottimo.

xymox  @  26/10/2016 15:14:08
   9½ / 10
Per i miei gusti è il capolavoro di Inarritu, da non perdere.

Invia una mail all'autore del commento bart1982  @  08/02/2016 22:51:55
   6 / 10
Film troppo troppo drammatico e per alcuni aspetti un po' esagerato o comunque fuori dai limiti, vedere spoiler.
Attori davvero bravi.

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marcogiannelli  @  12/01/2016 20:45:03
   7½ / 10
un film ben scritto, ben girato e ben recitato
un uomo solo al comando con la sua storia e la Barcellona che non conosciamo come sfondo
Biutiful

Giovans91  @  12/01/2016 12:34:47
   8 / 10
Film che chiude la trilogia sulla morte (Amore Perros, 21 grammi e Babel). Inarritu si concentra sulla storia di Uxbal (magistralmente interpretato da Javier Bardem), eroe tragico in una Barcellona sfigurata. Nell'assolo di dolore che Inarritu porta sullo schermo convivono due anime: il senso di ricatto che gioca sul dramma senza fine, e quello di amore per un padre tanto imperfetto e devoto da rappresentare il concentrato di un'umanità profondamente buia e incredibilmente luminosa. Lo sguardo a tratti borioso e auto-compiaciuto di Inarritu è dunque filtrato da quello umile e indulgente di Bardem: è impossibile non amarlo.
Questo è un film dove è difficile restare impassibili.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  17/12/2015 12:42:10
   7½ / 10
In una Barcellona mai cosi cupa di muove il nostro protagonista, Uxbal, un tipo poco raccomandabile che sfrutta il traffico di clandestini. Ma altri due suoi aspetti molto importanti sono al centro della storia. La sua capacita' di parlare con i defunti e la sua malattia... Cosa che lo porta a riconsiderare la sua vita e il rapporto con i figli che vuole tenere all'oscuro dei fatti.
Inarritu e Bardem fanno un lavoro superbo. Se nel primo caso non rimango sorpreso resto affascinato dalla prova di Javier, praticamente perfetto.
Nel suo essere spietato il film regala vari pugni sullo stomaco ma dal finale mi aspettavo qualcosa di piu'. L'ultima dissolvenza mi ha lasciato un po' di amaro in bocca.

david briar  @  21/09/2015 00:13:02
   6½ / 10
Uno stratosferico Javier Bardem si aggira nella Barcellona più brutta che si possa immaginare,in un film che è una totale strumentazione del brutto e del dolore.
Forse Innaritu crede che basti rappresentare personaggi disgraziati per essere profondo e commovente,quando invece "Biutiful" da più pesantezza che emozioni,più stress che dolore,più dispiacere passeggero che immedesimazione.E Innaritu dà il sentore più di calcolo programmatico della miseria che di sincerità vera e propria,più di dolore ricattatorio,di quello che vuole farci sentire in colpa per non esserci commossi,che di dolore davvero sentito.
E se ho dubbi sulla sincerità dell'autore,non ne ho su quella dell'attore,in un'interpretazione veramente complessa e interiorizzata che eleva il film ad un livello decisamente più alto.E se ci sono alcune scene,soprattutto con i figli,che toccano davvero,il merito è in gran parte anche suo.

Se un tale impiego di talento sia sprecato in un festival infinito di perdita e dolore,di lungaggini vuote e di stanze piene di morte,dipende dai gusti.Personalmente penso che "Biutiful" senza di lui avrebbe funzionato ancor meno di quanto abbia fatto..

1 risposta al commento
Ultima risposta 26/09/2015 23.22.56
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crimal9436  @  23/04/2015 18:13:43
   7½ / 10
Non lo ricordo bene ma mi ricordo bene l'impressione che ancora mi fa sentirne il nome

Alex22g  @  03/04/2015 16:44:44
   10 / 10
Altro splendido film di Innaritu . Procede lento e drammatico (anche piu'di altre sue opere) ma la bellezza delle immagini,la fotografia e la bravura di Bardem rendono il tutto sempre interessante e profondo. Un film duro,come trama e ritmo di narrazione, che sapra'regalare emozioni come poche altre opere sono riuscite, a patto ovviamente che apprezziate il genere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  30/03/2015 18:14:55
   8 / 10
Solito grande Inarritu che questa volta ha anche al suo servizio un mostro come Javier Bardem.
Il regista messicano pur cambiando rotta rispetto al passato mantiene le sua concezione della vita umana fatta soprattutto di solitudine, dolore, morte e chi più ne ha più ne metta in questo vortice di pessimismo che non lascia scampo. E poi c'è il già citato Bardem, autore di una prova grandiosa, un magnete in grado di attirare tutta l'attenzione verso sè stesso.

"Biutiful" è un film di indiscutibile valore che deve senz'altro essere visto senza se e senza ma. Poi da parte mia ho preferito le vite incrociate della "Trilogia della Morte", ma qui si entra nel campo dei puri gusti personali.

Beefheart  @  17/03/2015 10:26:49
   6½ / 10
Wow! Una botta di vita!!! La grande bruttezza nel pieno della sua esaltazione. Altri temi, in questo Biutiful, non se ne trovano.
Infatti, come spesso capita al regista, c'è molta più forma che sostanza ed in questo caso la strumentalizzazione del brutto, per farsi bello, appare palese.
Va da sè quindi che oltre ad un giudizio positivo prettamente tecnico, sto film non possa aspirare. In fin dei conti il dolore esiste a prescindere da Inarritu, il quale più che spiattellarcelo in faccia con una regia leggermente più sobria del solito ed inquadrando come si deve un Bradem, al solito, ispirato, evidentemente non può, o non sa, fare. Risultato: un'overdose di s**** e pessimismo che ti ottenebra per più di due ore.
Nel complesso penso che nessuno possa dire che è un brutto film, ma furbino e ruffiano probabilmente si.

maitton  @  16/03/2015 18:21:50
   8 / 10
uno dei film piu' intensi che abbia mai visto, un'intensita' che alla fine devasta tanto il protagonista quanto lo spettatore.
il finale e'pura poesia.

GianniArshavin  @  24/10/2014 20:11:11
   5½ / 10
Niente da fare,malgrado la predisposizione di spirito e la voglia , malgrado le alte aspettative purtroppo questo amatissimo "Biutiful" non è riuscito a far breccia nel mio cuore come in passato lo stesso regista era riuscito a fare con "Amores perros".
Per la prima volta senza il suo fedele sceneggiatore Inarritu prova a scrivere una storia totalmente sua , centrando il bersaglio (a mio parere) solamente in parte: se da un lato la prima ora , il finale e qualche momento nel mezzo risultano effettivamente emozionanti e profondi , per la maggior parte della sua durata l'opera in questione non ha saputo coinvolgermi come ha fatto con tanti altri utenti del sito , portandomi spesso e volentieri in uno stato di distacco dalla vicenda che si è spezzato solo negli ultimi e toccanti minuti.
Nonostante una regia che migliora di pellicola in pellicola , un Bardem stratosferico ed una Barcelona sporca , povera e ferita lontana dalla città fatta di sole e mare che spesso ci viene proposta dalla tv e dai media , "Biutiful" non ha inciso nel mio animo , non è riuscito a intrufolarsi nei miei sentimenti e a segnarmi dentro sebbene Inarritu provi a farlo usando mezzi convincenti e quasi mai artificiosi o costruiti.
Il film ruota attorno alla domanda " se dovessi scoprire di avere un tumore terminale e di avere dunque pochi mesi di vita , come potrei aggiustare tutto quello che non va dopo un'esistenza costellata da errori?"... Il proposito è nobile ma come già detto il cineasta messicano non è stato in grado di farmi riflettere a dovere sull'importante tematica , vuoi per la lunga durata , vuoi per alcune situazioni già viste o per mia colpa.
Comunque ricapitolando "Biutiful" non è un film brutto , tutt'altro , ma ad oggi , a due giorni dalla visione , il mio legame verso l'opera non è dei migliori. Un domani concederò sicuramente una seconda chance al titolo cosi come farò per l'altra grande delusione firmata Inarritu: "21 Grammi".

stanferla  @  14/09/2014 14:55:21
   10 / 10
film meraviglioso,Inarritu è un regista formidabile che sa raccontare come pochi le vicende umane,coadiuvato da uno strepitoso Bardem.

DarkRareMirko  @  24/07/2014 01:13:47
   9 / 10
Altro ottimo film per Inarritu, che stimo da sempre, anche se comunque preferisco (almeno per stile paraepisodico) Amores perros, esordio folgorante.

Tutto al solito riuscito e Bardhem è strepitoso; il non plus ultra registico avviene nelle scene all'aperto, con la polizia che rincorre e la gente che scappa, scene del resto terribilmente vere.

Vicenda perlomeno verosimile, nonostante qualche forzatura qua e là.

140 minuti che non stancano, almeno alla fine SPOILER, dopo pugni in pancia mica da ridere (gli asiatici trovati morti, per esempio) e tante emozioni belle e brutte.



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clint 85  @  02/06/2014 01:16:21
   8 / 10
Dramma e denuncia sociale; un film diretto e interpretato magistralmente.

Inarritu e Bardem strizzano maestria da tutti i pori.

APPLAUSI.

kastaldi  @  16/03/2014 17:31:10
   7½ / 10
Non ho visto gli altri film di Inarritu per cui non ho metri di paragone ma in Biutiful l'accoppiata con Bardem è azzeccata. Nulla da eccepire sulla recitazione, un padre di famiglia separato che vive di espedienti per tirare avanti. L'ho trovato bello ma molto triste, anche troppo,

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
inoltre è un po' lungo anche se non ho avvertito quella sensazione tipica di certi film che sembrano non finire mai e ti chiedi se devono durare ancora molto a lungo.

giraldiro  @  30/09/2013 01:27:42
   7 / 10
Ottimo dramma su una realtà attuale che ha come sfondo un degrado sociale visto con estrema lucidità e grande realismo. Forse un po' troppo lungo e privo di qualcosa di essenziale, ma comunque apprezzabile.

Matteoxr6  @  17/09/2013 04:06:12
   5 / 10
Solo chi conosce Inarritu può apprezzare certi aspetti del film. Stavolta però non basta. Andatelo a vedere lo stesso.

7219415  @  15/08/2013 02:32:37
   7½ / 10
Un Inarritu atipico ma comunque di valore!

manuakacoach  @  15/01/2013 16:31:29
   9½ / 10
Fantastico. Una storia di lotta disperata per la vita con un protagonista scritto benissimo e interpretato magistralmente da Bardem. Bellissima fotografia di una Barcellona spietata e decadente. Personalmente lo ritengo superiore a 21 grammi (per ora sono gli unici film che ho visto di Inarritu). Finale semplicemente perfetto.

Ciaby  @  08/11/2012 18:51:37
   9 / 10
Il film più lineare di Inarritu che, però, non tralascia una grande complessità nel tratteggiare argomenti, sensazioni, immagini e svolte. Il suo stile, irriconoscibile, racconta, ancora una volta, in modo straordinario, uno, due, centomila drammi.
Attori sempre eccellenti. Tantissime le scene indimenticabili. Bellissimo il finale.
Imrpessionante.

Oskarsson88  @  03/11/2012 12:02:26
   7 / 10
Inarritu purtroppo non lo apprezzo mai pienamente. Anche questo suo quarto film, in cui non rinuncia al suo stile frammentario e fatti di sequenze talvolta messe in ordine cronologico sballato, è intenso e anche bello, come storia e ambientazione e tutto quanto. Ma la sua frammentarietà e la mancanza di un forte filo portante rendono alla fine il complesso filmico un po' faticoso. D'altronde ognuno ha i suoi gusti...per me è 7+

C.Spaulding  @  31/07/2012 18:45:19
   8 / 10
Davvero un ottimo film. La storia di un uomo malato che comincia a sentire il peso della morte ma che nonostante tutto riesce a prendersi cura dei figli e della moglie mentalmente instabile anche se vive di espedienti. Un film che tocca varie tematiche e pur essendo lento e lungo non annoia. Bardem è veramente un attore straordinario. CONSIGLIATO !!!

Avv. Kobayashi  @  28/07/2012 13:48:29
   8½ / 10
Javier Bardem vale da solo tutto il film.

alastar  @  10/07/2012 08:29:26
   8 / 10
Che film ragazzi,uno dei pochi che mi ha lasciato senza parole e con mille pensieri e riflessioni in testa.Incredibile la storia di quest'uomo che nonostante tutte le avversità della vita,vivendo in povertà riesce con espedienti vari a mantenere se stesso,i propri figli e ad aiutare la gente che ne ha bisogno,tutto questo ambientato in una Barcelona della quale viene mostrato lo spaccato peggiore,quello del quartiere latino dove droga,prostituzione e mafia cinese la fanno da padrone.Javier Bardem è mostruoso,una prova da incorniciare.

ide84  @  20/06/2012 13:21:50
   5½ / 10
Inarritu é uno dei miei registi preferiti. Immense le altre sue opere, ero curioso di vederlo all'opera con una sceneggiatura più ortodossa e lineare.
Purtroppo non mi é piaciuto. La storia di Uxbal non riesce a coinvolgermi come le altre, osa ma non riesce. Peccato..rimango in attesa di esser smentito dal suo prossimo film.

gantz88  @  09/06/2012 00:23:22
   9 / 10
film veramente bello il migliore di questo regista...e finalmente ha messo un unico protagonista principale tra l'altro bravissimo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  04/06/2012 23:56:59
   8½ / 10
Beutiful non si scrive come si pronuncia, essere convinti del contrario produce un errore innocente. Uxbal compie le sue imperdonabili e giustificabili azioni mosso dal desiderio primario di vivere, e vivendo di essere innanzitutto un padre. Orfano da sempre, senza nessun modello a cui aggrapparsi, cerca di tenere in piedi la sua fragilissima famiglia con la maniera goffa e commovente dei disperati. Non c'è per lui possibilità di redenzione, così come non c'è speranza di guarigione. L'unica salvezza è paradossalmente nel dolore, non nel suo ma in quello riflesso della figlia, carico di memoria, indissolubilmente legato al volto paterno ( "guardami negli occhi, guardami in faccia, ricordati di me per favore"). E poi c'è Bea, amica impotente, che offre in dono franchezza e corpo materno in un abbraccio lacerante (la scena più bella del film).

Jimmy.Carollo  @  04/06/2012 14:40:37
   7 / 10
Devo dire la verità. Ci si rende subito conto, appena il film è terminato, di come questa pellicola possa risultare indigesta a molte persone e amata da tante altre. La storia, infatti, pur essendo molto ben descritta mantiene un ritmo lento, riflessivo, che alla lunga a molti può stancare... La forza del film però, a mio avviso, è proprio questa: la capacità di dare un'istantanea ben definita di alcune situazioni critiche che caratterizzano la nostra società. Fotografia eccezionale, anche Javier Bardem conferma la sua bravura e la sua predisposizione innata a ruoli simili. Detto questo, il mio voto è una media tra fotografia (8) e gusto personale del film (6.5)... Cmq da vedere, non c'è dubbio

demarch  @  04/06/2012 02:57:56
   5 / 10
dalla media stratosferica immaginavo un gran film, potrebbe essere un 6.5 ma tolgo un punto e mezzo per la delusione finale. Bella storia si, ma troppo lenta e cupa. bella invece la fotografia ma non basta, almeno per me. A mio avviso film sopravvalutato. consigliato solo per amanti del genere

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  27/05/2012 11:40:11
   6 / 10
Mi aspettavo di più da questo film incensato dalla critica. L'ho trovato "normale" e nel complesso troppo tetro e deprimente.

Weltanschauung  @  24/05/2012 12:55:46
   8½ / 10
In Biutiful Inarritu ci trascina nelle zone infere di una Barcellona cupa e desolata, tra sentieri colmi di dolore, sopraffazione e disperazione.
Ci fa respirare un'atmosfera intensa ed indigesta sin dalle prime inquadrature.
Il messicano, al suo quarto film, decide di abbandonare la narrazione ad intreccio, eliminando così salti temporali e sovrapposizioni, scegliendo invece la linearità e dedicandosi interamente ad un unico personaggio.
Alla sceneggiatura troviamo la solita collaborazione con l'ottimo Arriaga, alla fotografia Rodrigo Prieto alle prese con cieli scurissimi e colori forti, ed alle musiche il buon Gustavo Santaolalla.

Biutiful ha la rara dote di mostrare una storia di degrado in maniera viva e lucida, ma aldilà degli aspetti tecnici, il soggetto che rende il film strepitoso è Javier Bardem, che dona anima e corpo ad Uxbal, un personaggio complesso e sofferente.
Un uomo che ci viene subito presentato nel suo dramma interiore: un cancro aggressivo alla prostata gli concede soltanto due mesi di vita.
Il lavoro di Inarritu è dunque subito esplicito divenendo un lungo percorso di redenzione, la regia ne segue gli intenti, portentosa e priva di virtuosismi, descrive alla perfezione la condizione di un uomo contraddittorio in caduta libera, sia fisica che morale.

Uxbal è padre di due figli, Ana e Mateo, che ama profondamente, ed una ex moglie(una intensa Maricel Alvarez) afflitta da depressione.
E' un personaggio multiforme, si trascina per i quartieri sporchi di Barcellona tra traffici illegali e spiritismo, la sua malattia è un universo di paure che gli esplode nel cervello, una febbre intollerabile.
Ogni attimo è per lui un' occasione di accettazione del suo strano destino e di immersione totale nella realtà, ma il presente è fatto di sopraffazioni, di rottami, di tristezze debilitanti, di nostalgie indefinite, di frammenti e sentimenti contrastanti: è caos, ad Uxbal manca la terra sotto i piedi ed una riconciliazione con chicchessia diviene per lui un impresa.

La città vecchia(come la chiamerebbe De Andrè) in cui si dimena è totalmente indifferente alla sofferenza umana, non vi è possibilità di dominarne gli sguardi, il fato sembra indicare una propensione alla guerra e all'odio che rende insostenibile tutto il resto, egli cerca di rimanere in piedi tra le rovine, provando ad accettare suo malgrado l'idea di una fine prematura(" non aggrapparsi alla vita come fa la gente sciocca"). Osserva questa sua inquietudine della morte in profondità ed a poco a poco riesce ad uscire dalla forma, dal corpo, fino ad esplorarla dal di fuori.
E così che anche la paura si dissolve, ed egli, tramite un sogno in cui fuma una sigaretta insieme al padre mai conosciuto, comprende con un dolce sorriso di essere vita eterna.
Sulla strada della redenzione, la sua via diviene inevitabilmente luminosa.

"Il malato? Un metafisico suo malgrado."(E.Cioran)

6 risposte al commento
Ultima risposta 24/05/2012 18.39.36
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Dexter '86  @  18/05/2012 18:47:43
   7½ / 10
Che Inarritu non fosse esattamente un allegrone lo avevamo già intuito, però con questo "Biutiful" riesce a superare se stesso per i livelli di tristezza e disperazione raggiunti. Mentre nei suoi film precedenti la frammentazione della storia permetteva allo spettatore di prendersi delle pause dallo strazio emotivo per rimettere insieme i pezzi, stavolta il dramma procede senza soluzione di continuità fino alla fine. Ovviamente tutto ciò non è necessariamente un difetto, specialmente quando si può contare su un Javier Bardem mostruoso come al solito e su capacità registiche notevolissime come in questo caso.
In definitiva avrei forse potuto essere più generoso dato che ci troviamo di fronte ad un opera oggettivamente di alto livello però non potrei essere ipocrita nei confronti di un film che probabilmente non riguarderò mai più.

tonysea7  @  18/05/2012 00:02:10
   9 / 10
Non mi commuovevo da tanto. Film bellissimo, non date retta a chi si permette di dire che è un "polpettone" o "lento" , non meritano la visione di questo film. Bardem FENOMENO.

Levarg  @  02/05/2012 15:28:36
   6½ / 10
Regia, interpretazioni (Bardem su tutti... ovviamente!) e fotografia di altissimo livello, ma la visione ti mette addosso una cupa tristezza davvero difficile da mandare giù.
Resto comunque un bel film, e fa' vedere una parte di Barcellona più vicina alla triste realtà attuale.
In definitiva, diciamo che mi aspettavo qualcosina di più...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  28/04/2012 20:08:08
   6 / 10
Un film valido, che ha molti pregi: interpretazioni (straordinario Javier Bardem), regia, fotografia. Interessante lo spietato ritratto qui mostrato di Barcellona, lontano dall'immagine da cartolina a cui siamo abituati. Purtroppo rimane un film troppo triste e tetro per i miei gusti.

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  29/01/2012 21:24:21
   9 / 10
Film sporco e durissimo con venature di poesia assoluta.
Il mio preferito di Inarritu, insieme ad Amores perros.
Bardem ancora una volta si conferma uno dei più grandi attori viventi.
Se fossi una donna farei follie per conquistarlo.

gandyovo  @  29/12/2011 13:44:50
   8 / 10
un magnifico film drammatico con bardem ad un livello di recitazione eccelso. il regista non ripropone una sceneggiatura "ad incastri" come nei precedenti lavori ma la pellicola non ne risente affatto. La fotografia e la colonna sonora sono all'altezza del film. L'immigrazione descritta in un modo che raramente, se pure ne siamo al corrente, ci fa riflettere. In mezzo il personaggio di Bardem che nell'inferno quotidiano della sua vita riesce comunque a proporre a tutti noi una speranza.

guidox  @  08/12/2011 18:54:29
   8 / 10
le tematiche non si discostano dagli altri lavori del regista che alla lunga avevo trovato parecchio ripetitive, ma un Bardem impressionante trasmette emozioni incredibili ed è il vero elemento che porta questo film a colpirti in pieno.
Inarritu è bravissimo, ma a mio avviso ha la pecca non indifferente di voler trattare un po' troppi argomenti nelle sue pellicole e sulla scelta e il loro sviluppo non sempre mi trovo in grande sintonia.
comunque ripeto: un attore del genere con una prova maiuscola, rende questo film imperdibile.

marcodinamo  @  22/11/2011 19:16:14
   8 / 10
Film duro, recitato benissimo. Un pugno nello stomaco

Clint Eastwood  @  04/11/2011 23:33:30
   9 / 10
Commuove fino alle lacrime per chi si addentra nella vicenda e vive l'emozione in diretta oltre al semplice fatto di sapere che è solo un film, delle volte ci si dimentica. Vedere il lavoro psicologico che Inarritu fa dall'inizio alla fine delle riprese nel making of la dice lunga sull'impegno che ci mette nel realizzare un'idea forte di grande impatto emotivo. Stavolta però speriamo che cambi la corrente del "dolore perenne" e ci proponga qualcosa di nuovo.
Il migliore (per ora) del regista messicano. Finale evocativo, tra i più belli in assoluto. 9/10

druss86  @  24/10/2011 13:41:04
   5½ / 10
Sii...bello ...struggente...complesso....silenzioso...introspettivo...ma daiiii troppo giu di morale....quasi mi taglio le vene io alla fine del film...il mio voto è complessivo...buon lavoro...ma troppo deprimente....anche se la fine rilassa molto ..

2 risposte al commento
Ultima risposta 29/01/2012 21.25.50
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paride_86  @  27/09/2011 02:32:07
   6½ / 10
La vita di Uxbal scorre candida fino alla fine, nonostante le sue molteplici e diverse implicazioni nel malaffare, tra cui sfruttamento di immigrati clandestini per le strade e nei cantieri. Privatamente, invece, si trova a dover mandare avanti da solo una famiglia "orfana" di una madre bipolare, mentre un dramma personale è alle porte.
L'ultimo film di Inarritu è diverso dai precedenti, almeno nella forma: non è una collisione di storie diverse, ma, più convenzionalmente, il racconto intimista di un uomo alle prese con la sopravvivenza nel mondo cosiddetto "civile".
E' certamente meritevole il ritratto delle periferie suburbane: il regista propone allo spettatore il degrado e la complessità delle vite ai margini della società, vite che la maggior parte di noi - ipocritamente - ignora, ma che contribuiscono alla nostra economia e al nostro benessere; d'altra parte, però, Inarritu cade in facili cliché (le sequenza iniziale e finale), inutili digressioni (le capacità paranormali del protagonista: fini a se stesse, visto che il film funzionerebbe benissimo senza) e tecniche documentaristiche (l'odiosissima camera a spalla).
Bravissimo, come al solito, Javier Bardem, al quale è affidato un ruolo complesso e sfaccettato.

uzzyubis  @  02/09/2011 11:32:34
   9 / 10
Innarritu conferma una volta di più di essere uno dei migliori registi sulla piazza in questo momento.
Il film è struggente carico di una drammaticità che ben si sposa con la periferia urbana di Barcellona (ma potrebbe benissimo essere qualsiasi altra metropoli).
Film "sporco" nella fotografia e nel dialogo con lo spettatore.
E' come ascoltare una canzone di Waitts o del miglior Lou Reed va diretta allo stomaco senza passare dal via.
Grandissima interpretazione di Bardem forse la sua migliore fino ad ora.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  30/08/2011 23:11:23
   7½ / 10
Credo che la critica abbia trovato modo di assecondare il suo sadismo davanti all'esibizione così cocente e brutale del dolore, tema che il regista predilige da sempre. Comunque anche senza lasciarsi influenzare ho vissuto questo film come un maelstrom maestoso e superbo - almeno tecnicamente - e devo dire che non è certo un film perfetto, ci sono tonnellate di autocompiacimento, certe volte il filo che passa tra il bisogno di raccontare senza clichè una realtà tanto complessa e sfruttata e la prevedibilità dietro l'angolo è sottile come una corda che rischia talvolta di spezzarsi. Non è neppure vero che questo film segna una svolta radicale nella carriera del buon regista messicano, perchè molte (troppe?) cose appartengono a quel suo marchio di fabbrica, neanche si trattasse di una sorta di Babel parte seconda. Non c'è il cinema a incastro delle collaborazioni con Arriaga, ma resta un film profondamente suo, al cento per cento.
Eppure Biutiful (che fatica snobistica scrivere scorrettamente questo aggettivo!) ti assorbe completamente, complice una fotografia sconvolgente che richiama alla mente Al di là della vita di Scorsese, e qualche affinità evidente con il neorealismo italiano.
Io non so onestamente se questo sia il mezzo giusto per affrontare il tema della morte, visto che ci hanno provato in tanti e con risultati nobilissimi e incompiuti, per altri versi. Pensiamo al tocco delicato della Coixet quando raccontava un dramma al femminile nel suo "La mia vita senza me".
E così al di là del virtuosismo tecnico Biutiful raggiunge il meglio di sè nei momenti più intimisti, proprio quelli a forte rischio di emotività affettata. Si respira un clima di sordido squallore proprio perchè la vita, in certi casi, è meno facile del suo sinistro opposto - e di elementi a riguardo il film ne descrive più d'uno.
L'unica dannazione dell'Uomo è la sua commovente impotenza

Curiosity  @  10/08/2011 00:08:34
   5 / 10
Roba triste. Come deprimersi in due ore ed oltre di polpettone. Ok l'attore Javier Bardem, grandissimo. Ma questa resta una classica mattonata, tra l'altro stradrammatica. Se volete farvi del male..

PignaSystem  @  28/07/2011 22:47:01
   8½ / 10
Questo di Iñárritu è un film fisico e spirituale, denso e vigoroso.
Le prime immagini sono di pura poesia sembra un po' come trovarsi davanti ad una pellicola di Tarkovskij, ma poi il film diventa la cronaca di un inferno, la malattia allo stato terminale del protagonista (Uxbal) del suo lavoro di trafficante; e il tutto si svolge dentro ad un inferno, una città cosmopolita (Barcellona) dove i rapporti sono superficiali, fatti per interesse (esemplare il dialogo al bar tra lui e il poliziotto corrotto).
Uxbal, probabilmente perchè consapevole di essere verso la fine della sua vita, sembra voler cercare relazioni più profonde, le trova nel rapporto con i suoi figli e anche per quanto possibile nel rapporto difficile con una moglie "sbagliata". E quasi inaspettatamente alla fine trova il calore incondizionato di una migrante africana che deciderà di prendersi cura dei suoi figli.
Dentro a questo film c'è la morte, la vita, la malattia, la religione (anche con le sue superstizioni), la spiritualità ma soprattuto una ricerca disperata di amore. Iñárritu ci mostra tutto questo con lucido distacco, senza dare risposte.

willard  @  13/07/2011 16:49:38
   8 / 10
In una Barcellona cupa e tumultuosa Uxbal (splendidamente interpretato da Javier Bardem) vive ai margini, svolgendo attività che sconfinano spesso in una pericolosa illegalità.

Ma tutto è finalizzato, con assoluto altruismo, all'ottenimento di un'esistenza dignitosa per i due figli, così come ai tentativi di riavvicinamento ad una moglie psicotica che combina guai a non finire o ad assicurare un trattamento migliore agli immigrati africani o cinesi con i quali ha continuamente a che fare nei suoi loschi traffici.

Ma nonostante la continua lotta giornaliera per la sopravvivenza, sarà la vita stessa a mettere Uxbal all'angolo e a costringerlo ancora di più a cercare di sistemare le cose per il meglio.

Inarritu ci regala un altro splendido lavoro, caratterizzato come sempre da ritmi lenti ed estremamente intensi, in cui sono particolarmente significativi i silenzi e le atmosfere attorno ai protagonisti.
Come nei suoi precedenti lavori (ricordiamo "Babel" (2006) o "21 Grammi - Il Peso Dell'Anima" (2003)) è la morte la presenza costante di tutta la storia, che si affaccia continuamente nell'esistenza di Uxbal e che sembra corteggiarlo in ogni situazione

Splendida fotografia che riesce a dare un senso di inquietudine allo spettatore dall'inizio alla fine della storia, così come la bella colonna sonora originale di Gustavo Santaolalla (già vincitore di due oscar, tra cui quello per la colonna sonora del già citato "Babel" (2006)).

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  11/07/2011 04:07:26
   9 / 10
La storia di Uxbal è quella di un uomo fondamentalemente buono e pieno d'amore che è costretto dalle contingenze ad azioni criminose, provandone frustrazione e rimorso.
La storia di un uomo lacerato dal bisogno di non essere solo, dalla necessità di crescere al meglio i propri figli e dalla voglia di vivere che gli viene tolta dalla brutalità della malattia giorno per giorno.
Lacerata è anche la Barcellona immortalata da Inarritu, una città sconosciuta ai turisti, una citta zeppa di solitudini e segreti.
Grandioso Bardem, ottima fotografia e ottima regia.

suspirio  @  11/07/2011 00:38:54
   9½ / 10
Secondo me il miglior film degli ultimi anni. Ottima regia, ottima sceneggiatura, Bardem attore bravissimo. Una città bellissima come Barcelona mostra il lato nascosto di sé, quello + crudo e al centro di essa un uomo si trova da solo a dover proteggere i figli dalla vita. La cosa + triste è che lui potrà farlo ancora per pochissimo tempo.

tritech  @  04/07/2011 10:47:42
   4 / 10
Decisamente e ampiamente insufficiente.
Gli altri film di Inarritu li avevo seguiti con piacere, si lasciavano vedere anche se non tutti mi sono piaciuti allo stesso modo.

Questo invece è proprio un polpettone.
Storia lenta che si trascina stancamente senza praticamente evoluzioni di rilievo (gli ultimi 40 minuti di film non hanno alcun perchè).
Fotografia gradevola ma non certo eccezionale come scritto da qualcuno.

calso  @  04/07/2011 10:14:47
   7½ / 10
Un film toccante, che colpisce dritto al cuore come tutti i film di Inarritu; la storia si sviluppa a Barcellona, seguendo le vicende di un uomo che cerca di riscattarsi dopo una vita difficile che, anche per colpa sua, gli ha portato molte sofferenze...un amore infinito verso i suoi figli, che restano sempre al di sopra di tutto...insomma storia toccantissima, dura e cruda fin dalle prime scene...da vedere

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  30/06/2011 13:10:34
   9½ / 10
Percorso inverso: Amores Perros,21 Grammi e Babel raccontavano intrecci corali destinati ad incontrarsi per un caso fortuito in un vortice di dolore e senza speranza; una Trilogia della Morte,appunto. Scritta anche da Arriaga,fedele sceneggiatore del regista. Ma i due litigano definitivamente e Inarritu deve dimostrare di non essere solo un semplice regista che deve tutto al suo ex-sceneggiatore,ma che la potenza delle storie deriva da una concezione personale della vita che può anche non piacere,fatta di dolore e solitudine.
Non solo con Biutiful Inarritu dimostra di essere un grande regista ma firma un capolavoro assoluto,di certo il suo lavoro migliore. Dal percorso inverso,come si diceva: dalla storia corale ci si concentra su un solo uomo,Uxbal ovvero un Bardem talmente grande da non poter essere vero.
L'unico problema è che dovrebbero astenersi chi non concepisce il cinema come un vortice di emozioni pessimiste e crude,sbattute in faccia senza retorica alcuna; questo può disturbare,d'altronde c'è ancora la concezione imbecille che al cinema uno debba andare per divertirsi. Eppure il cinema può essere un'esperienze di arricchimento interiore e di certo lo è Biutiful,film completo e che accende le luci di una speranza e di un ottimismo difficile da vedere all'interno di morte,squallore,degrado e pessimismo cronico.
Non c'è ironia,proclamano i critici dell'ultim'ora: sai che scoperta, quando mai le tragedie devono avere per forza all'interno un momento di esorcizzazione del dolore,è necessario avere questi momenti? Se la Tragedia è la Vita,puoi concepirla in maniera diversa ma criticare una concezione personale come quella del regista diventa anche offensivo verso una forma d'arte pura come quella di Biutiful.

Poi il film andrebbe visto tre volte: la prima sei talmente sconvolto e guidato dalle emozioni da viverlo sulla tua pelle con effetti controproducenti come dolore psicologico per un bel pò di tempo; la seconda volta tenti di razionalizzare il tutto,noti dettagli che magari ti erano sfuggiti ad una prima visione così intensa; la terza volta capisci che non c'è una mazza da razionalizzare perché Biutiful è un'esperienza e un'esperienza va vissuta,come la prima volta. E ricomincia il gioco...



Biutiful è la storia di un uomo con i giorni contati e una vita problematica. La domanda è: cosa fai quando sai che ti rimangono neanche due mesi di vita e hai una famiglia a carico,una moglie molto disturbata e vivi arraggiandoti come puoi nei bassifondi della città?
Non puoi goderti al meglio ciò che ti rimane,devi risolvere i problemi. Il problema di Uxbal diventa la sua missione,mettere le cose a posto mentre il timer continua inesorabilmente la sua corsa,i dolori aumentano,pisci sangue e chi ti sta attorno non ti rende di certo le cose facili.

Uxbal è un uomo nella tempesta e Biutiful racconta la "solita" storia di redenzione di un padre che disperatamente tenta di insegnare ai propri figli a non dimenticarlo,nutrendoli con il suo amore e la pazienza,cercando di essere un buon genitore come può nonostante gli intrallazzi complicatissimi di una vita fuori dalle legge; nonostante quel maledetto timer,nonostante la tempesta. Perché Uxbal sa cosa vuol dire non ricordarsi di un padre,e allora Biutiful nel meraviglioso finale innevato diventa qualcos'altro: la storia di un figlio,questo figlio è Uxbal. E per quanto la domanda "cosa c'è lì?" nasconda il nero,l'abisso,l'incomunicabile perfino Uxbal ricorda cosa voglia dire sentirsi figlio ed abbandonarsi alla pace di un sorriso dopo essere stato trasportato dalla tempesta in un mondo che non dovrebbe appartenergli,dopo aver lasciato come testamento ai propri figli tutto quello che dovrebbe lasciare ogni padre ai propri figli: le sue parole.

vale1984  @  30/06/2011 13:03:22
   7½ / 10
un film corale, affascinante che si snoda intorno ad un complesso personaggio fatto di contrasti forti, di slanci di forza e di dolcezza, di emozioni e di paure, di falsità e di convinzioni. Un uomo con una vita difficile, con contraddizioni e difficoltà, che riesce a dare l'ultimo addio ai morti e trova infinite difficoltà con i vivi. Una vita ai margini della società raccontata in modo fluido e dinamico, coinvolgente e intenso...un bel film, particolare e intenso con un protagonista bravissimo. Non saprei dire cosa ma qualcosa non mi ha coonvinto fino in fondo e pur apprezzando lo stile, l'intensità della storia e la regia non riesco a dagli più di 7 e mezzo...forse perchè pensavo mi avrebbe lasciato ancora di più. Comunque un film da vedere!

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  29/06/2011 16:53:52
   9 / 10
Portentoso.
Inarritu abbandona gli intrecci e si concentra nei meandri fatiscenti e disperati di una vita familiare, che è anch'essa un intreccio quasi inestricabile.
Uxbal è un sensitivo accidentale, uno sfruttatore quasi misericordioso, un padre severissimo per troppo amore, un corrotto e corruttore con una certa rettitudine.
Uxbal è un uomo scavato nella roccia, uno che sopravvive col commercio di umani di serie B, che non hanno diritto nemmeno a un materasso e che si cavano gli occhi in una cantina fredda. E' tanto dolorosa la sua vita che i dolori degli altri sembrano non toccarlo, non prova empatia, è un coacervo di assenza di virtù ma proprio per questo la sua umanità è devastante.
La sua vita è marginale come i quartieri di Barcellona che attraversa, privi di tutta la magia che possiede la città per chi la vive da turista o da fortunato cittadino.
Dall'inizio alla fine si viene trascinati nell'entropia, a contatto con vite che di solito vengono accuratamente tenute lontane dagli occhi delicati degli spettatori che si commuovono alla notizia dei bambini nati durante le traversate bibliche degli immigrati ma che, al massimo, elargiscono loro il resto della colazione consumata al bar in cambio di un'occhiata alla bicicletta lasciata aperta, o che acquistando una borsa taroccata si lavano un po' di coscienza e intanto mettono in mostra la tela logata "che sembra vera".
Nel tentativo di mettere insieme tutti i pezzi e lasciare qualcosa di buono ai suoi figli dopo la sua morte, Uxbal non fa altro che aumentare l'entropia, ma deve farlo perchè, a differenza di quello che dice la sensitiva Bea, l'universo non paga l'affitto.
Un film totale, che parte da un dramma personale per abbracciare molti temi, forse un nuovo esperimento di mosaico: stavolta non storie che si intrecciano ma un solo uomo che ha in sè molte storie.
Un esperimento riuscito, che lascia senza fiato ed tecnicamente monumentale.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  29/06/2011 14:35:07
   8½ / 10
Nei bassifondi di un' irriconoscibile e fatiscente Barcellona si muove Uxbal,sorta di factotum che sopravvive sfruttando traffici di varia natura nelle vesti di intermediario tra malavita,immigrati clandestini e autorità compiacenti dietro lauta ricompensa.Javier Bardem è una memorabile maschera di angoscia e sofferenza,padre amorevole e severo,marito amareggiato da una moglie dedita all'alcol e mentalmente instabile ,si fa carico di quella famiglia disarmonica alla quale tenta di donare un pizzico di solidità.Un cancro incurabile gli stravolge la vita,i suoi due figli diventano priorità assoluta e durante i due mesi a disposizione deve riavvolgere i fili di una vita riprovevole per garantire all'adorata prole qualcosa di importante.In fin dei conti un'inezia temporale da superare sotto pressione prima che il suo corpo raggiunga il limite e quella data di scadenza ormai assodata.
Per Inarritu niente più tortuose intersezioni narrative,orfano del fidato sceneggiatore Guillermo Arriaga il regista messicano imprime su pellicola un deprimente e lineare quadro odoroso di vita ai margini,di paura e disperazione,lasciando tuttavia filtrare anche in un contesto così sgradevole quell'amore che a volte può far miracoli .La tentacolare città catalana indifferente alle preoccupazioni di Uxbal viene eletta a culla (poco accogliente) da famiglie africane dirottate in strada nella speranza di fare qualche euro vendendo paccottiglia fornita dai cinesi.Ossia altri sventurati stipati in cantine gelide e obbligati a turni massacranti,strati sotterranei di una civiltà mai così distante da Sagrada familia e spiagge assolate.
La robustezza di "Biutiful" sta soprattutto nella determinazione di un dolore lancinante espresso da un pensiero a più voci canalizzato in una singola disgrazia,quella di un uomo a suo modo rispettabile e definitivamente redento dalla necessità .
Ombroso e trasandato come i posti che frequenta,risoluto nel voler rimanere radicato nel ricordo essendo cosciente di ciò che comporta non avere memoria ,Bardem domina la scena galleggiando tra vita e morte mosso da un senso di responsabilità paterno finalmente concreto.

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Tom24  @  26/06/2011 19:31:58
   8½ / 10
Ai livelli di Babel.

Manu90  @  26/06/2011 13:54:59
   8½ / 10
Il capolavoro di Inarritu. Un vero e proprio pugno nello stomaco, di una potenza emotiva impressionante. Bardem monumentale, veramente.
Film da vedere, assolutamente.

The BluBus  @  25/06/2011 17:24:19
   8½ / 10
Un pugno nello stomaco.
(Bardem sta diventando mostrosuamente bravo)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  21/06/2011 23:40:35
   9½ / 10
ATTENZIONE: sono presenti spoiler.

In una Barcellona che non profuma di paella ma di cibo in scatola, che sta lontana dalla rambla per percorrere stretti e sozzi vicoli, che invece della movida trasuda disperazione, vive Uxbal e i suoi due bambini. Uxbal è un uomo speciale, parla con chi ha appena lasciato questa vita, lo interroga, cerca di capire se passa al di là in modo sereno o con qualcosa rimasto in sospeso. Uxbal gestisce il mercato clandestino, sia quello dei neri che quello nuovo e dirompente dei cinesi. Non è uno sfruttatore, tutt'altro, quasi un mecenate. Vive in semipovertà coi suoi due figli. Li ama alla follia. Scopre di avere il cancro. Due mesi, al massimo, quello che gli rimane.
Film mastodontico sulla vita e sulla morte, sull'amore e sulla malattia, sulla speranza e sulla disperazione.
Inarritu quasi se ne frega del cinema. Se non fosse per la parentesi paranormale (invero, alla fin dei conti, minimamente ininfluente nel plot) ci sarebbe così tanta verità in Biutiful da star male. Perchè niente è più vero, penetrante e shockante nello spettatore quanto il tema della malattia terminale. Siamo praticamente costretti ad uscire dalla pellicola e porsi quella fatidica domanda: "e se capitasse a me?". Ogni singola azione, ogni singolo pensiero, ogni singolo rapporto non sarà più quello di prima. Due mesi. Perchè, allora, non subito? Perchè trascorrere fino all'utimo i nostri pochi e ultimi giorni? Perchè anche se la nostra vita è ormai una parentesi che sta per chiudersi (e abbiamo la tremenda (s)fortuna di saper quando), non lo è per chi farà scorrere il nostro sangue su questa terra per parecchio altro tempo. Uxbal lo sa. Uxbal che non ha mai conosciuto suo padre, fuggito giovanissimo in Messico. Ha di lui soltanto poche e vecchie foto. La sequenza del ricongiungimento post mortem con lui (che ricorda moltissimo il racconto finale di No country for old men) è di una bellezza e poesia unica. Uxbal vede suo padre giovanissimo, molto più giovane di sè stesso, perchè quella è l'unica immagine di lui che ha mai conosciuto. Son pezzi di cinema unici questi. Per questo motivo Uxbal abbraccia sua figlia. "Ti prego, ricordati di me. Non dimenticarmi" le dice. Perchè sa quanto sia importante avere un ricordo del proprio padre, un ricordo vivo, pelle contro pelle, viso a viso, col sudore e le lacrime che bagnano il viso e non una semplice e fredda foto. Se questo non fosse cinema, se questa fosse la vita reale, noi, grazie a Inarritu, grazie a Bardem (attore che considero un privilegio il solo poterlo veder recitare), sapremmo che no, è impossibile, la figlia di Uxbal non si dimenticherà mai di suo padre. Quel momento le resterà così scolpito nella memoria che nessun'altra cosa che le capiterà nella vita potrà mai avere la stessa forza e potenza nel ricordo. Uxbal ha avuto coraggio, umiltà, non è facile dir questo ai propri figli. Forse meglio lasciarli senza tanto rumore, come niente fosse, non con parole così forti e dirimenti per la loro vita futura.
"Biutiful", scrive erroneamente la figlia nel disegno. Già, beautiful, bellissima, quella che dovrebbe essere la vita. Ma alcune volte accadono cose, apparentemente piccole cose, come la notizia di avere un cancro. Il cancro è quella piccola lettera che sconvolge il significato, quella "i", una piccola ma tremenda variante nella bellezza della vita. Biutiful, appunto.

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Ultima risposta 30/06/2011 14.44.17
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-Uskebasi-  @  21/06/2011 14:13:51
   9½ / 10
Non mi era mai capitato di giudicare un film per un elemento esterno ad esso, e non mi hanno mai toccato particolarmente gli omaggi a persone scomparse nei titoli di coda.
Leggere però quel "dedicato a mio padre" al termine di Biutiful mi ha letteralmente sconvolto, e mi ha fatto capire tante cose.

Padri e figli. Biutiful parla essenzialmente di questo rapporto prima ancora della morte; del bisogno di lasciare una traccia nella memoria dei cari, quando per forza di cose ti rendi conto che non ne hai dei tuoi genitori. Ambientato a Barcellona, ma in un contesto dove il Bello è soltanto una parola che non si sa nemmeno come scrivere, il film è la storia di Uxbal, un uomo che sa dell'esistenza dell'aldilà e nonostante questo è attaccato alla vita con i denti, per la preoccupazione che ha del futuro di Ana e Mateo, e per il desiderio di rimanere nelle loro vite anche quando non ci sarà più. L'abbraccio tra lui ed Ana implorando il suo ricordo, accompagnato dal cuore che batte, è una scena da brividi. Così come la parte finale in cui padre e figlio si incontrano per la prima volta e si incamminano insieme verso l'ignoto. Le altre vicende servono perlopiù a far capire la straordinaria sensibilità ed empatia di Uxbal, un Bardem che se anche si fermasse ora, sarebbe comunque tra i più grandi attori della storia del cinema.

E' confortante vedere che c'è ancora qualcuno che faccia un film per motivi diversi dai soldi. E se questa persona poi, è un poeta come Inarritu, diventa semplice raggiungere il capolavoro.

Leonhearth87  @  09/06/2011 01:51:24
   6 / 10
Film difficile e con diversi temi scottanti, Biutiful è la storia di un uomo la cui vita scivola via tra le mani. Una storia ricca di drammi, di tragicità, di altruismo, di lotte contro un mondo sempre più corrotto. E l'interpretazione di Javier Bardem è fantastica. Ma questa pellicola, almeno per me, non è riuscita ad attirare più di tanto, a catturare la mia attenzione: alla fine, mi ha lasciato veramente poco, non riuscendo a suscitare emozioni. Forse la lentezza, forse l'eccessiva voglia di mettere troppi drammi in un unica storia non mi ha fatto apprezzare il film come invece speravo dalle molte buone parole spese sulla pellicola.
In conclusione, un film che sicuramente piacerà a molti visto i vari e delicati temi trattati e la grande interpretazione di Bardem, ma a me non è riuscito a colpire più di tanto lasciandomi, purtroppo, un pò di amaro in bocca.

Invia una mail all'autore del commento kossarr  @  25/05/2011 05:54:55
   9 / 10
Profondo, toccante, magnifico.
Perché un film del genere non lo facciamo in Italia?
Con questa intensità, questa profondità?
Ahhh dimenticavo... noi abbiamo le storielle di mafia, Vanzina e Moretti...
Consigliato a chi vuole vedere un FILM.

davmus  @  23/05/2011 09:28:25
   5 / 10
Il film non è riuscito a cattuare la mia attenzione nonostante la drammaticità della storia

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Egobrain  @  21/05/2011 16:33:31
   10 / 10
Il genio Inarritu raggiunge l'apice.
Abbandonato l'intreccio tra i vari personaggi come gia accaduto per la trilogia(Amores Perros,21 Grammi,Babel),qui il regista messicano proietta il suo dramma in una Barcelona disagiata e segnata dallo sfruttamento della manodopera.In Biutiful emerge la figura di Uxbal,impegnato nella sua strada redentiva segnata dalla sofferenza,non è la Barcelona della movida turistica,ma è una metropoli agghiacciante quella che si cela in questa pellicola,una realtà quotidiana denunciata da Inarritu che è in grado di miscelare mali della nostra era sublimamente.
E' sicuramente il film della consacrazione per Alejandro Gonzalez Inarritu,che dopo 21 Grammi e Babel,sicuramente interessanti ma non ai livelli di Amores Perros,ritorna a struggere il cinefilo con un film fortissimo sotto il punto di vista emotivo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  18/05/2011 20:05:33
   8 / 10
Non a tutti è dato di sapere come si scrive, quel termine così impossibile; chi se l'è dimenticato, chi non l'ha mai saputo. E brutta è Barcellona, brutto il tempo, brutto il mare, brutta la luce.
Messi da parte certi meccanismi narrativi, l'ultima di Inarritu è un'opera sofferta, torbida che pare di seguire il tutto attraverso un finestrino subacqueo, toglie sonoro e ossigeno dove più si sprofonda.
Il cancro del padre è ciò che un cancro è: sangue nelle urine, nausea, incontinenza, vomito, ma anche, nella mente che implode di realtà e memoria, un acuirsi improvviso di sensi. Sveglia la morte ovunque. Fa aggallare cadaveri dal sottosuolo. Li porta in superficie, li dissemina sulle rive delle spiagge. Vuole liberarli, ma li schiaccia su ruvidi soffitti in ombra. Tanta paura di lasciare i propri figli alla mercé di una madre instabile. Tanta disperazione da affidarsi ad amuleti e fantasmi, e provare, o meglio subire, una difficile comunicazione tra vivi e morti. Il nulla indurito in un diamante. "Biutiful" anche quello? Impossibile. "Cosa c'è di là?" Guarda di qua. C'è il brutto, lo so. Ma di là non c'è niente. Come quella vacanza progettata che non si realizza, tra i boschi rigidi e innevati che aprono e chiudono il racconto.

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  18/05/2011 13:10:23
   7½ / 10
Un grande Javier Bardem, una grande regia di Inarritu. Struggente. Alcune parti scorrono molto lente, rendendo la pellicola pesante ma mai inutile. Il regista firma il suo film più impegnativo, retto dall'interpretazione superlativa dell'attore spagnolo, senza dubbio uno dei migliori di tutti i tempi. Consigliato agli amanti di un cinema impegnato e difficile. Bellissima la fotografia.

barone_rosso  @  14/05/2011 22:11:36
   6½ / 10
Non male, ma non un capolavoro... A tratti sembra che il regista punti solo sull'autocompiacimento....

boiledfish  @  14/05/2011 00:03:18
   8 / 10
Non posso, non posso proprio esprimerlo... un giudizio di qualità per questo film, che si basi su un approccio razionale.

Il voto che gli attribuisco cerca grossolanamente di sustanziare il livello di attività emotiva che mi s'è originata durante la visione; attività che, finché m'è stimolata, sia nel positivo che nel negativo, m'è sempre urgente vivere.

Emozione a gogò, quindi.

Diavolo, però! Che frustrazione, per quel grosso malloppo di razionalità che ingombra la mia rete neuronale!

Perché, fornire Uxbal di doti medianiche?
Chi è quella donna che gli da le pietre per i figli e che sembra la sua mentore?
Chi sono e che senso hanno quelle figure umane che, almeno un paio di volte, s'intravvedono fuggevolmente, aderenti al soffitto? (adesso non ditemi che l'ho viste soltanto io, che non posso permettermi... di foraggiare un altro psicoterapeuta!).

Lascerò passare un po' di tempo e poi mi rivedrò questo film nella speranza di trovare risposta a dei quesiti che, forse, m'originano per una prima visione carente d'attenzione!
Certo, però... che quest'ultima ipotesi non mi sembra tanto plausibile, considerato che ero preparato... a guardare roba d'un certo impegno!

Nel frattempo, se qualche volenteroso, più acuto di me, potesse e volesse colmare le mie lacune di comprensione, gliene sarei veramente grato! :-)

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  27/04/2011 11:40:00
   8 / 10
Un film enorme, che affronta molti argomenti delicati, forse troppi che rischiano a tratti di distrarci dal tema portante del film, ossia il dramma di Uxbal nei suoi ultimi giorni di vita intento a recuperare una situazione familiare a dir poco disperata.... E' un film difficile, forte ma paradossalmente anche delicato e mistico..... Bardem si conferma un mostro di bravura e consente alla sceneggiatura di non precipitare nell'oblio....

saraceno12  @  20/04/2011 15:51:16
   8½ / 10
Un film che è un pugno nello stomaco, con Bardem, che io considero tra i migliori attori di sempre, all'altezza , sempre convincente, senza strafare, immerso in una barcellona caotica e disperata. Unaggettivo rende bene quest'opera di Inarritu...."struggente"

TheLegend  @  18/04/2011 00:25:06
   8 / 10
Un grande film non c'è dubbio.
Ottimo sotto il profilo tecnico,interpretazione di Bardem da oscar.
Peccato che nonostante tutto non mi abbia emozionato e coivolto come mi sarei aspettato.
Un qualcosa in più e sarebbe stato un capolavoro.

corey  @  13/04/2011 17:31:45
   9 / 10
Capolavoro, Bardem ai suoi massimi livelli, ci fa vivere una Barcellona nera e cruda, un film quasi di denuncia sociale in cui decadenza e voglia di farcela la fanno da padrone..Da Oscar l'interpretazione di Javier che conferma ancora una volta per chi non l'avesse ancora capito che razza di attore è..La scena finale che si collega a quello che si vede all'inizio è quasi di speranza, e di speranza ce ne vuole per sopravvivere alla vita che non sempre è facile.

TeoLoco7  @  11/04/2011 00:28:03
   6½ / 10
Anche io come fumoffu avevo grandi aspettative per questo film, non che non mi sia piaciuto pero sicuramente mi aspettavo molto di piu. Un film nudo e crudo che mostra una barcellona decadente e degradante, la drammaticità come interpreta la parte Bardem e impeccabile.

dagon  @  10/04/2011 18:57:36
   7½ / 10
film intriso di dolore come accade sempre con Inarritu che mi ha fatto pensare, in qualche momento ad

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER. Non so se sia per l'assenza di Arriaga ma stavolta la storia procede in maniera (quasi) lineare; è solo una notazione ma non è una pecca, anche perchè non è che Inarritu possa fare sempre e soltanto film a piani temporali sfalsati. Regia di alto virtuosismo

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fotografia splendida e livida, interpretazioni partecipate e dolenti da parte di tutti, in primis Bardem, veramente gigantesco.
Eppure, nonostante tutti gli elementi siano oggettivamente di altissimo livello, mi ha preso fino ad un certo punto.

Fumoffu  @  07/04/2011 20:52:04
   6 / 10
Un film verso cui avevo grandi aspettative, ma che alla fine non mi ha trasmesso nulla o quasi. Certo, metti insieme un sacco di problemi pensando di suscitare emozioni nello spettatore, ma non credo che la somma renda più drammatico o emotivamente migliore un film, talvolta basta anche un solo piccolo ed insignificante problema per fare qualcosa di meno distaccato e anche peggiore dal punto di vista drammatico.
Bardem si conferma un grandissimo attore e regge da solo praticamente tutto il film, il fratello non è degno di considerazione, la moglie fa la pazza ma non convince, i bambini almeno danno un senso di scopo al tutto. Alla fine le storie si sovrappongono tutte troppo velocemente, c'è quella voglia di aggiungere cose a cose che rende il tutto troppo di passaggio per potersi affezionare o soffrire per qualcuno o qualcosa. La storia dei cinesi, la metti insieme ai venditori ambulanti, insieme al cancro, insieme alla pazzia mentale, insieme alle visioni dei morti, il padre, la madre con bambina... troppo, non ho trovato nulla di ben approfondito, e quindi alla fine sono rimasto distaccato dalla storia.
Il momento migliore dal punto di vista emotivo e più credibile secondo me è quello delle stufe, per il resto la sofferenza di Uxbal è resa vera solo dalla magistrale interpretazione di Bardem, mentre il contesto non coinvolge e non lo aiuta nel suo ruolo.
Un po' come 21 grammi, grande abbuffata di situazioni drammatiche messe tutte assieme, alla fine è come guardare quel tipo di film che ti offre il dramma facile, e da lì tutto il resto diventa freddo.

Invia una mail all'autore del commento BIONDO  @  06/04/2011 20:11:45
   10 / 10
un capolavoro. la vera bellezza di questo film è che nulla è fatto a casaccio, ogni inquadratura è poesia. immaggini molto suggestive.

5 risposte al commento
Ultima risposta 08/04/2011 09.45.09
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