broadway danny rose regia di Woody Allen USA 1984
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broadway danny rose (1984)

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locandina del film BROADWAY DANNY ROSE

Titolo Originale: BROADWAY DANNY ROSE

RegiaWoody Allen

InterpretiWoody Allen, Mia Farrow, Nick Apollo Forte

Durata: h 1.24
NazionalitàUSA 1984
Generecommedia
Al cinema nell'Agosto 1984

•  Altri film di Woody Allen

Trama del film Broadway danny rose

In un piccolo ristorante di New York, un gruppo di vecchi artisti del varietà ricorda i tanti episodi delle rispettive carriere, più favoleggiate che autentiche, nonché i vari tipi e "numeri" di successo. Ma tutti poi tacciono, quando uno del gruppo prende a raccontare la curiosa vita e le gesta di Danny Rose, un modesto impresario del loro ambiente, collezionista più di fallimenti che di successi.

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Voto Visitatori:   7,71 / 10 (38 voti)7,71Grafico
Migliore sceneggiatura straniera
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Migliore sceneggiatura straniera
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Voti e commenti su Broadway danny rose, 38 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Romi  @  23/02/2019 09:19:23
   8½ / 10
Mi e' piaciuto molto. Sara' meno famoso o gettonato rispetto ad altri film di Allen, ma per me e' uno dei migliori e piu' divertenti. Il finale e' dolcissimo.

pak7  @  16/03/2018 12:47:41
   6½ / 10
Una commedia non irresistibile, ma comunque abbastanza piacevole da seguire. Allen ha fatto molto meglio.

kafka62  @  26/01/2018 11:35:57
   8½ / 10
"Credevo che fosse una cosa buffa… E' terribile!". Questa battuta, pronunciata da uno dei sette amici che, seduti a un tavolo del Carnegie Delicatessen Restaurant, stanno rievocando la tragicomica storia di Danny Rose, è il miglior commento che si possa fare al film di Woody Allen. Broadway Danny Rose, infatti, è fondamentalmente una commedia, la quale sforna gags visive e verbali a getto continuo e presenta situazioni parodistiche (la festa italo-americana, ad esempio, prende garbatamente in giro – anche se in maniera un po' stereotipata – le solenni riunioni familiari descritte ne Il padrino, mentre la visita all'indovina è una ironica citazione di Ladri di biciclette) e sequenze in puro stile slapstick; eppure il regista, per la prima volta nella sua filmografia (anche se gli ibridi precedenti di Manhattan e Zelig erano stati delle eloquenti avvisaglie in tal senso), vi innesta non trascurabili elementi di riflessione, di nostalgia e di scoperta malinconia. Danny è uno dei tanti schlemiel falliti che popolano le pellicole di Allen, e quest'ultimo si diverte a mettere in ridicolo le sue idiosincrasie linguistiche (la ripetizione ossessiva di espressioni come "Mi sente Dio!", "Questa è Bibbia!" o "Vorrei interporre un concetto") e comportamentali (l'insopprimibile abitudine – tipica degli entertainers – di mettere a loro agio e ingraziarsi le persone fingendo interessamento per loro e facendo complimenti ruffiani, oppure il tormentone degli zii, cugini e parenti vari chiamati continuamente in causa per citare aforismi e massime di filosofia spicciola), ma il suo personaggio assurge a un valore che va ben al di là dell'immediato impatto comico. Il laico Woody Allen non è mai stato infatti così "religioso" come in questa storia "in minore" di un piccolo impresario che si fa in quattro per trovare una scrittura a quella autentica "corte dei miracoli" dei suoi clienti (xilofonisti ciechi, ballerini di tip tap con una gamba sola, giocolieri monchi e ventriloqui balbuzienti) e che considera "perdono, comprensione e amore" i tre fondamentali comandamenti della vita di un uomo. Tutti i grandi temi dell'esistenza (il Bene e il Male, la responsabilità dell'individuo nei confronti delle proprie azioni, la colpa e il pentimento, la gioia e la sofferenza) si concentrano in una trama esile, in cui più delle picaresche avventure di Danny e Tina conta lo scontro dialettico tra le loro opposte concezioni di vita, l'una improntata al sacrificio, alla dedizione verso il prossimo, alla considerazione che alla fine tutti "dobbiamo rendere conto al Grande Impresario", l'altra invece cinica e amorale, preoccupata di prendere dalla vita tutto ciò che è possibile "prima che te lo freghino gli altri". Il fatto che Danny sia destinato a uno sconsolante fallimento (anche se va detto che il finale lascia aperto uno spiraglio alla speranza) vena la seconda parte del film di un sottile e acuto senso di tristezza, e prepara in un certo senso la strada ad altri famosi "sconfitti" alleniani, come la Cecilia de La rosa purpurea del Cairo o il Clifford di Crimini e misfatti.
L'idea di far raccontare la storia a distanza di vari anni da un gruppo di uomini di spettacolo (il loro bavardage, orchestrato con evidente affettuosità dal regista, è tra le cose più belle del film) trasferisce il personaggio di Danny Rose sul piano della leggenda e del mito, con ciò distanziandolo emotivamente ed evitando ogni possibile tentazione melodrammatica. Tutta la sceneggiatura concorre del resto a stemperare in un controcanto ironico o semplicemente paradossale gli episodi più tristi: così, subito dopo esser stato tradito da Lou, il frastornato Danny scopre di essere stato a sua volta la causa di un'altra sciagura, quella occorsa all'amico ventriloquo (da lui denunciato ai mafiosi perché erroneamente creduto al sicuro fuori degli Stati Uniti). Il film si fa inoltre apprezzare per la sua fluidità di racconto (non è mai stato reso il dovuto riconoscimento alla suprema abilità dimostrata da Woody Allen nello "sforbiciare" i suoi film, cioè nel tagliare ed eliminare le scene non essenziali) e per la sua leggerezza (che molti hanno a torto interpretato in senso limitativo). Allen non esita a ricorrere per questo ai generi più umili e popolari, dalla parodia (in particolare dei film del neorealismo e della sagra coppoliana di Little Italy) al cinema di avventura (la caccia dei killer, il rapimento, la fuga), dalla commedia degli equivoci (Danny viene scambiato ingiustamente per l'amante di Tina) al fumetto (nel capannone dei carri allegorici i personaggi, a causa del gas diffusosi nell'aria, parlano come dei cartoni animati). Il risultato è un film dal ritmo impeccabile, che non concede pause né vuoti narrativi (gli unici nei sono forse il ricorso un po' artificioso ad un flashback nel flashback – quando si viene a sapere che Tina, prima di conoscere Danny, ha persuaso Lou a cambiare manager – e l'impaccio con cui viene raccontato nel finale l'evolversi della crisi spirituale della donna), con dialoghi calibratissimi nella loro logorroicità e battute spesso fulminanti ("A mio marito gli spararono in mezzo agli occhi." "Come? E' cieco?"; oppure: "Siamo in due contro uno!" "Sì, ma lasciati ricordare che ha l'accetta… perciò siamo due, ma ci fa subito quattro.") e con un personaggio, quello di Mia Farrow, tanto più splendido quanto più distante dallo standard consueto dell'attrice (è molto difficile immaginare la Farrow nei panni ruvidi di una donna isterica e aggressiva, con una voluminosa parrucca bionda ed occhialoni neri al viso).
Come regista, Woody Allen non ha uno stile molto appariscente, anche se i suoi insistiti carrelli a seguire i personaggi deambulanti conferiscono agli esterni, e soprattutto ai paesaggi metropolitani a lui così cari (strade, quartieri, edifici), un grande interesse cinematografico. Il merito maggiore di Allen consiste a mio avviso nella capacità di valorizzare al meglio gli elementi pro-filmici a sua disposizione: la musica (le divertenti canzoni italo-americane, soprattutto quella dei titoli di testa che fa anche da tema conduttore del film, connotano benissimo personaggi e situazioni), gli ambienti (mai casuali, ma sempre scelti in modo da restituire una impressione forte e non superficiale dei luoghi in cui i personaggi si muovono, al punto da diventare essi stessi protagonisti della storia), le scenografie e gli arredamenti (accuratissimi e sempre in sintonia con il ruolo ed il carattere dei personaggi, a dimostrazione del perfezionismo del regista e della sua abilità nel farsi circondare sempre dai collaboratori migliori). La macchina da presa si muove poco, ma Allen (che privilegia i piani sequenza all'avvicendamento tradizionale dei piani) organizza così meticolosamente la messa in scena da creare un raro e perfetto equilibrio tra la tecnica e la rappresentazione, ossia, per dirla in parole povere, tra ciò che rimane al di qua dell'obiettivo e ciò che sta invece davanti, al di là di esso.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  10/09/2016 12:38:07
   7 / 10
Solita commedia di Allen con Allen, dove è il solito Allen a occupare la scena. Elegante e divertente, storia semplice ma non banale.

GianniArshavin  @  13/07/2016 20:23:06
   8 / 10
Broadway Danny Rose è un film di Woody Allen uscito nel 1984 e girato in un elegante bianco e nero.
La storia parla di Danny Rose , una sorta di talent scout che va in giro a cercare personaggi di dubbio talento. Tutto ruota intorno a questo grande personaggio ,una sorta di Ed Wood dello spettacolo , che prova con ingegno e passione a dare una possibilità ad altri pur non avendo grande fiuto e capacità.
Da questo assunto il regista tocca temi importanti come l'ingratitudine , l'attaccamento alla fama e la caduta dei valori e lo fa nel suo solito stile arguto fatto di dialoghi e situazioni esilaranti ma allo stesso tempo significativi.
La vicenda scorre via veloce , ha un fascino quasi favolistico e amalgama al meglio contenuti e risate. Tante sono le scene che lasciano continuamente in bilico fra malinconia e divertimento come solo i migliori lavori di Allen sanno fare.
Passando al capitolo "musa alleniana" in questa pellicola abbiamo Mia Farrow scanzonata e tosta in un ruolo atipico che a mio parere è fra i più riusciti fra quelli scritti per lei dall'ex marito. Allen invece conferma la sua bravura nei panni dell'ennesimo grande personaggio da lui ideato.
Nota di merito per lo straordinario finale , che mi ha ricordato quello di Big fish di Burton.
In conclusione consiglio vivamente questa perla di Allen , un'opera che contiene tutte le caratteristiche peculiari del regista e che riesce a divertire e a far emozionare con una semplicità incantevole.

3 risposte al commento
Ultima risposta 23/02/2019 09.22.46
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BrundleFly  @  12/02/2015 18:15:03
   7 / 10
Brillante e divertente, dove Allen si ritaglia un personaggio davvero molto interessante.
Non lo metterei però tra i miei preferiti del regista.

Dick  @  01/08/2014 22:50:06
   8 / 10
Allen riflette sul mondo dello spettacolo attraverso una ridda di equivoci ed inseguimenti alternando momenti divertenti ad altri riflessivi e malinconici.

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marcogiannelli  @  05/06/2014 19:53:32
   7½ / 10
buono ma non eccelso, di Allen c'è di meglio!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  26/09/2013 17:21:55
   6½ / 10
A chi piace Woody Allen farà impazzire questo film. A me Allen non fa impazzire, nonostante la stima che ho per lui, di conseguenza pur non avendolo trovato per nulla pessimo, anzi molto divertente a tratti e con un tocco di malinconia che non guasta mai (e con una fotografia e delle location bellissime), non riesco a dargli più di tanto.
Ad Allen riconosco un grande talento e poca genialità, se non nessuna a parte nelle battute che tira fuori dal nulla come dei prodigi. Ma preferisco di gran lunga altro di suo, anche se è consigliato per la brevissima durata.

Butterfly Knive  @  29/08/2013 22:33:34
   8 / 10
Commedia stupenda, leggera e incredibilmente piena di pathos, con un sempre eccelso Allen davanti e dietro la macchina da presa. La storia non è originalissima ma il cardine del film è rappresentato dai dialoghi sempre eccelsi e dalle interpretazioni perfette. Un bianco e nero fondamentale ai fini dell'emozione e musiche molto belle a completare il quadro. Dispiace che finisca dopo poco più di un' ora.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  11/05/2013 15:30:31
   7½ / 10
Ciò che fa funzionare così bene quest'opera è il calore sentimentale che avvolge tutta la pellicola, un perfetto equilibrio tra pathos e umorismo, quest'ultimo mai travolgente, garbato in modo da non scoprire troppo il fianco allo sviluppo narrativo mantenendo alto l'interesse verso il racconto eterodiegetico. Si respira un fatalismo malinconico -che traboccherà nel successivo illusorio 'La rosa purpurea del Cairo'- impotente dinanzi alla corrotta ambizione del successo.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  20/02/2013 15:32:36
   8 / 10
Commedia dolceamara, dai toni teneri e malinconici, ma con le consuete "accelerazioni" del tipico tocco di Allen: battute fulminee e situazioni paradossali.

Il b/n è perfetto per calarci nella parte più oscura e misconosciuta dello show business, tra fallimenti e rimorsi (e la parola rimorso è spesso citata da Allen), delicatezze e sogni smarriti.

Un film assolutamente di Woody Allen, che può scontentare chi non lo ha mai amato, ma che è pura delizia per chi (come il sottoscritto) lo trova irresistibile.

baskettaro00  @  19/11/2012 22:45:59
   7½ / 10
amaro e divertente,allen mette in mostra un tenero personaggio cui non è difficile affezionarsi.non tra i suoi più famosi,ma rimane una buona pellicola che testimonia la genialità del regista.

alepr0  @  27/09/2012 14:10:14
   4½ / 10
Commedia di Woody Allen che non mi è piaciuta. Non mi ha fatto praricamente mai ridere.

Lory_noir  @  21/09/2012 20:45:35
   7½ / 10
Un Woody Allen come sempre esuberante e una Mia Farrow in una delle sue interpretazioni più atipiche. La fine è in pieno stile Allen... quasi poetica. Commedia molto carina.

kako  @  17/12/2011 12:11:01
   7½ / 10
Allen porta sullo schermo in maniera ironica la storia un po' malinconica di un personaggio che metteva il cuore nel suo lavoro ma che era sempre destinato a scarso successo. Ottimi dialoghi, bravi gli attori, buona la scelta del bianco e nero.

Goldust  @  20/11/2011 00:12:07
   8½ / 10
L'elegia del perdente: è questo quello che penso tutte le volte che rivedo questo piccolo gioiello, uno dei miei preferiti tra i lavori del buon vecchio Woody. La stranezza della vita, l'ingratitudine umana, l'arte di arrangiarsi ed il valore dell'amicizia ( non sempre corrisposta ) sono solo alcuni dei temi sviscerati dal regista in questa amara commedia che ha il pregio di far divertire, riflettere e perchè no anche commuovere.
Piccolo neo, almeno per me, l'averla girata in un bianco e nero piuttosto anonimo..Neo che comunque non sminuisce il valore di quest'opera, che contiene un paio di battute tra le più folgoranti della produzione alleniana ed almeno altrettante scene memorabili ( il geniale inseguimento nel capannone dei carri allegorici; il toccante finale ). Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/10/2011 17:11:06
   7 / 10
Una commedia amara su un uomo buffo che molti definirebbero un fallito. Forse lo è veramente, ma con una dignità difficile da trovare anche nei cosidetti vincenti.
Il mondo dello spettacolo dei gradini più bassi, un Danny Rose personaggio per nulla cinico, di fronte invece ad un ambiente pronto a scaricarti appena si assapora l'ebbrezza del successo. Non tra i miei preferiti, ma secondo me importante nella sua sintesi tra l'Allen comico degli inizi e quello più impegnato.

Invia una mail all'autore del commento AcidZack  @  05/10/2011 19:13:54
   8 / 10
Classica atmosfera dei film di Woody Allen. I personaggi mi sono piaciuti particolarmente, a differenza di altri suoi film

PignaSystem  @  29/07/2011 17:41:41
   8½ / 10
Woody ritorna nell'ambiente del cabaret, degli artisti part time, degli esordienti e dei mediocri, in cui sguazzava una ventina di anni prima e da cui emerse trionfalmente; ci ritorna con un pizzico di nostalgia felliniana, impostando il discorso sull'umanità di questi artisti più o meno fortunati (e di Danny per primo) piuttosto che sull'effettivo repertorio e quindi su un tono riflessivo prima ancora che comico. Ne esce un risultato a tratti divertente e a tratti pensieroso, caratteristica che già Allen ha adottato nei suoi precedenti lavori e che sarà bene o male una costante dei successivi. Danny Rose in definitiva non è un vincente, ma nemmeno un fallito: è più semplicemente un uomo. Intelligente - magari non originalissima, ma qui efficace - la trovata di evocare il protagonista nelle chiacchiere da bar degli amici e conoscenti; buona parte del cinema di Allen ricorda qualcos'altro, ma rimane sempre a suo modo brillante.

gandyovo  @  12/02/2011 18:43:58
   8½ / 10
un woody allen su livelli eccelsi. una sceneggiatura spettacolare, personaggi surreali e bellissimi. dialoghi al top. imperdibile per chi ama il regista

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  20/12/2010 18:54:44
   8½ / 10
Splendida commedia amara firmata Allen che interpreta un personaggio estremamente positivo ma sconfitto dalla vita...una delle piu' tristi caricature dell'attore che come sempre ci diverte con una sceneggiatura carica d'ironia!
Un dei miei preferiti di Allen!

dobel  @  09/10/2009 13:51:09
   9 / 10
A mio avviso il film più toccante di Allen: un lavoro nostalgico e poetico.
E' il rimpianto per un epoca in cui i manager erano qualcosa di più che buisnessman assetati di guadagno e mercanti di bestiame artistico; lo sguardo tenero, lirico e commosso su un mondo estinto. Danny Rose è l'agente che tutti vorrebbero in fondo avere: colui che ti è vicino nelle difficoltà, che crede in te, che si sacrifica in ogni modo perché tu possa svolgere al meglio il tuo lavoro e che la prende regolarmente in quel posto. Niente di più reale e allo stesso tempo commovente della cenetta tra amici dopo il lavoro in palcoscenico: le storielle sui vecchi attori, i vecchi impresari... ognuno porta il proprio aneddoto. Già, è la fotografia di un modo di vivere lo spettacolo che oggi è scomparso per lasciare posto a qualcosa di più redditizio ma anche di molto più gelido. Che storielle si racconteranno la notte dopo lo spettacolo nel locale di turno? Quelle sulla quantità di tangenti che si devono versare per lavorare e sugli stipendi milionari dei sovrintendenti che poi non pagano macchinisti, coristi e orchestrali...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  09/10/2009 00:30:44
   8 / 10
Un film molto discusso, tanto amato quanto odiato, e secondo me una delle migliori sceneggiature di Allen: bucolico, cinico, graffiante come pochi altri.
Qua e là lo spunto poteva essere sfruttato meglio, ma le potenzialità del film restano enormi

topsecret  @  02/10/2009 16:33:41
   7 / 10
Ironico e beffardo, Allen racconta le disavventure di un manager dello spettacolo affabile ma sfortunato, costretto ad assistere artisti di scarso successo.
Tagliente e spiritoso come suo solito, l'attore e regista americano riesce ad essere divertente con intelligenza e maestria ponendo l'accento sui drammi esistenziali del suo personaggio.
Brava anche la Farrow.

heartbreaker  @  29/09/2009 11:57:37
   8 / 10
Impossibile dare meno di 8 a questo film di Woody Allen. Attraverso le storie dei suoi clienti viene tracciato il profilo di Danny Rose, un tenero e simpatico gestore di artisti. Si ride di gusto grazie alle trovate geniale e alla giornata particolare di Danny che deve solo portare l'amante al concerto del cantante italo-americano... Da questo episodio partiranno una serie di disavventure che coinvolgono e fanno ridere lo spettatore.

Il film, girato in bianco e nero, è come al solito perfetto. Ottima la fotografia e la regia. Inutile soffermarsi sulla sceneggiatura, geniale come sempre.

Ottimo film!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Silly  @  07/07/2009 11:02:53
   8½ / 10
La genialità del re del gaio pessimismo è l'inspiegabile capacità di mantenere sempre la stessa tipologia di film (ovviamente parlo delle sue commedie), lo stesso sfigato protagonista (se non è lui è qualcun'altro), ma risultare ogni volta originale ed unico. Sorprendente!

lupin 3  @  19/02/2009 21:10:39
   7½ / 10
Ne sono rimasto piacevolmente soddisfatto.
Consigliato!

inferiore  @  01/02/2009 14:23:33
   8 / 10
''Perdono, comprensione e amore.''
Un film godibile, sempre gli stessi argomenti ma trattati diversamente in questo caso in maniera più leggera.
Un riflessione sulo spietato mondo delle spettacolo, fatta con battute taglienti e esilaranti, forse uno dei più disimpegnati del regista.
Altra grande commedia scritta, interpretata e diretta con disinvoltura da Allen. Non uno dei migliori del cineasta ma comunque molto bello, perla di saggezza. Da vedere.
''Grazie a Dio, sono ateo.''

elmoro87  @  16/12/2008 14:26:48
   5 / 10
non mi ha entusiasmato... dialoghi lunghi e privi di interesse di ogni tipo, ma fine a se stessi... Allen da come al solito una grande prova, ma questo non basta al film per accendere i toni!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  26/05/2008 15:23:29
   10 / 10
Inutile, è proprio vero, i film di Allen sono tutti uguali anche se fatti sempre in maniera diversa; si rischia sempre di scrivere le stesse cose.
Non c'è molto da dire, è una commedia intelligentissima, perfetta, con un bel B/N, senza mai una caduta di tono, a ritmo di tarantella, un vero gioiello.
E' una chiaccherata da ristorante, dei ricordi, una storia d'arte che parla di uno che con l'arte aveva a che fare, la storia di un uomo, Allen, un manager dei fallimenti, scaricato per tutta la vita. Eccezionale.
Semplice ma incredibilmente d'impatto, per me, l'uscita di scena dalle scale, del protagonista ripresa in un campo medio/lungo -quindi un distacco anche per lo spettatore- avvilito dopo l'ennesima scaricata. E' un capolavoro.

benzo24  @  06/10/2007 19:10:01
   6½ / 10
bello e divertente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  29/03/2007 10:09:28
   7½ / 10
Tipica commedia alleniana, brillante soprattutto nei dialoghi. In questo caso mezzo voto in più per la scelta del bianco e nero e per la scelta di descrivere il mondo dello spettacolo con una venatura malinconica e amara.

marco86  @  22/03/2007 00:28:18
   8 / 10
con una fotografia in bianco e nero a dir poco splendida,woody realizza un film divertente dall'inizio alla fine,nella parte finale anche un pò malinconico.interessante soprattutto per capire qualcosa di più sul mondo del dietro le quinte dello spettacolo,descritto qui in maniera a volte grottesca con personaggi quasi surreali (vedi il ventriloquo balbuziente).
Bellissimo.

sweetyy  @  12/02/2006 15:40:20
   7 / 10
Divertente commedia! Ottima interpretazione di Allen..

durito  @  10/02/2006 09:13:01
   9 / 10
Divertente e poetico, secondo me trova ispirazione nel cinema di Chaplin e la scelta del b/n và in questo senso.
Uno dei migliori Allen se non il migliore in assoluto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  27/09/2005 16:48:20
   9 / 10
Uno dei massimi livelli in tutta la carriera di Woody allen.
E' un film divertentissimo e davvero intelligente , con tutte le caratteristiche tipiche del cinema alleniano e anche un amaro ritratto del mondo dello spettacolo.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  11/12/2004 11:31:38
   8 / 10
Uno dei migliori Allen.
Spassosissimo.
Da vedere.

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