cantando dietro i paraventi regia di Ermanno Olmi Italia 2002
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cantando dietro i paraventi (2002)

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locandina del film CANTANDO DIETRO I PARAVENTI

Titolo Originale: CANTANDO DIETRO I PARAVENTI

RegiaErmanno Olmi

InterpretiJun Ichikawa, Bud Spencer, Camillo Grassi

Durata: h 1.36
NazionalitàItalia 2002
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2003

•  Altri film di Ermanno Olmi

•  Link al sito di CANTANDO DIETRO I PARAVENTI

Trama del film Cantando dietro i paraventi

Un giovane studente occidentale - in un ambiente estraneo al suo contesto abituale - a causa di un fraintendimento di indirizzo, viene condotto in un luogo fuori mano, a un teatrino-bordello per clientela in cerca di forti - trasgressive - emozioni. Appena varcata la soglia del portoncino illuminato da una lanterna cinese, ecco che viene subito introdotto alla esplicita realtÓ delle libere seduzioni. Yuttavia, allo sconcerto iniziale, a poco a poco e magicamente si sovrappone l'incanto della rappresentazione, fino a suscitare suggestioni e abbandoni da confondersi con il sogno.

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Voto Visitatori:   7,00 / 10 (33 voti)7,00Grafico
Migliore scenografiaMigliori costumiMigliori effetti speciali
VINCITORE DI 3 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Migliore scenografia, Migliori costumi, Migliori effetti speciali
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Voti e commenti su Cantando dietro i paraventi, 33 opinioni inserite

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kafka62  @  12/05/2018 18:50:52
   7 / 10
"Cantando dietro i paraventi" è una pellicola pacifista e antimilitarista, apparentemente utopistica e anacronistica come una favola, in realtà necessaria e attuale come una poesia senza tempo. Alternando la stilizzazione del teatro (bella e originale l'idea di ambientare il prologo in un bordello-sala da teatro) al ritmo lento e rarefatto di un racconto orientale, Olmi sfiora solamente il genere piratesco e avventuroso (così come le suggestioni borgesiane della "Storia universale dell'infamia"), approdando invece (in perfetta sintonia con il precedente "Il mestiere delle armi") a un apologo morale di rara intensità e bellezza, come la sequenza degli aquiloni che si levano dalle navi imperiali e il monito-interrogazione che l'imperatore rivolge alla vedova Ching ("Perché combattere? Il perdono è più forte della legge") dimostrano efficacemente. "Cantando dietro i paraventi" è la dimostrazione di come si possa parlare dell'oggi senza urlare o polemizzare, ma facendo leva soltanto sulla saggezza della ragione e sulla forza delle immagini.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  27/11/2013 21:26:17
   8 / 10
Non è un film facile. A me però è piaciuto molto.
Si compone di due parti. Nella prima si presenta la struttura dell'opera ed è quindi una parte "tecnica". In effetti si può rimanere un po' interdetti perché non si capisce dove il film voglia andare a parare. E' invece una parte importante, perché stabilisce la chiave con cui va letta la seconda parte.
Ciò che viene messo in maggiore evidenza è la natura artistica e di finzione con cui va interpretato il materiale del film. Ciò avviene tramite la figura del narratore, gli inserti di teatro filmato e la mescolanza di oggetti presenti (un orologio, gli occhiali moderni) nel contesto storico del XVIII secolo in Oriente.
Questa prima parte è molto spezzettata, un po' confusa e stranamente con un ritmo convulso (tantissimi stacchi e molte inquadrature, montaggio libero), un po' inusuale per Olmi. E' comunque molto suggestiva e significativa.
L'inquadratura della storia come qualcosa di fantastico ed esemplare aiuta a capire meglio il taglio sincopato e quasi simbolico che viene dato alla seconda parte. Si accetta meglio la semplificazione della storia e la riduzione del carattere a personaggio. Allo stesso tempo acquista forza ed efficacia il messaggio che sottintende un po' a tutto il film: una forte critica dei potenti e dei governanti, visti quasi come peggiori dei pirati, che perlomeno agiscono a viso scoperto e in maniera diretta, senza il paravento del denaro e del potere. Alcune scene e alcuni discorsi sono chiari a proposito. Tra l'altro lo spettatore è portato quasi a simpatizzare e a identificarsi con i pirati (fra cui "milita" anche il narratore).
Anche se Olmi tratta di pirati e di gente di armi, alla fine condanna la violenza e si schiera a favore della pace e del perdono.
Questa seconda parte si svolge con ritmo più lento e contemplativo. Tra l'altro è di rara bellezza visiva, qualcosa di meraviglioso per i paesaggi, le ricostruzioni delle navi e per gli interni e le scenografie. Veramente bravo Olmi.
Riuscita e convincente secondo me anche la resa del mondo orientale. Non c'è pretesa di fedeltà, tanto più che il narratore è un occidentale, come dire: la storia è vista tramite i nostri occhi. E' poi è una finzione artistica e quindi si può derogare.
Stentavo a riconoscere Bud Spencer. Molto bravo in quel ruolo. Complimenti però a tutti gli attori.
Veramente un bel film.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  07/12/2010 01:44:36
   7½ / 10
In generale Olmi non mi piace molto, ma questo film l'ho apprezzato, soprattutto per la sua dimensione di favola e teatro. E'soprattutto favola però (e Bud Spencer sembra proprio un personaggio delle fiabe). La lentezza non mi ha disturbato perchè le immagini si lasciano guardare con grande piacere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  20/05/2010 23:52:56
   8½ / 10
Autentica delizia per gli occhi questo bellissimo film di Olmi che racconta una particolarissima storia di pirati cinesi.
La particolarità sta in vari fattori: prima di tutto la rarefazione e la lentezza del ritmo di narrazione che raggiungono (onestamente) dei livelli di pesantezza non indifferenti,ma un amante delle belle immagini non può non rimanere estasiato e quindi non mi sono annoiato per nulla di fronte ad una messa in scena tanto sublime.
Poi,non ci vengono mostrate scorrerie e violenze per quanto la storia tratti di una vendetta piratesca (femminile in questo caso),c'è una bella mescolanza tra teatro,cinema e realtà dato che la storia in questione sembra sia realmente accaduta.
Bud Spencer bravo in un ruolo particolare e non facile,sorprendente.
A volte per la perfezione stilistica di alcune inquadrature sembrava di vedere un film del miglior Greenaway,quello più barocco che a me fa impazzire.
Il fortissimo messaggio di pace è tanto rilassante e toccante che le parole finali sono davvero liberatorie e profonde,così come gli aquiloni nel cielo,o le parole che gli innamorati si scambiano sull'amore e la vecchiaia...
Mezzo voto in più perché se questo è un esercizio di stile ignorato dai più,allora voglio altri film del genere per favore!

topsecret  @  16/04/2010 17:09:17
   6 / 10
Non sarebbe neanche tanto male se avesse un po' di fluidità narrativa in più.
Comunque, pur non essendomi appassionato tantissimo, devo assegnare al film di Olmi un voto positivo per la buona realizzazione delle scenografie, le ambientazioni e per un cast abbastanza convincente, capitanato da un irsuto e spagnoleggiante Bud Spencer in un ruolo più pacato di quelli a cui ci aveva abituati.

Rand  @  28/05/2009 12:35:08
   6 / 10
Peccato per la lentezza, bravi gli interpreti, belle le ambientazioni, un film atipico vista l'idea del teatro, alla fine però la storia apprezzabile non mi ha lasciato molto, sento la mancanza di un'impostazione più cinematografica, quella teatrale, fondata su un palcoscenico fissa non mi ha ma preso, preferisco il cinema, apprezzabile comunque l'idea e lo sforzo di fare un opera non facile.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/03/2008 14:05:40
   7 / 10
Un film affascinante, la storia vera della Vedova Ching riletta nell'alone mitico della favola. Ottimo dal punto vista tecnico e scenografico, eccellenti gli attori, tra cui certamente spicca Bud Spencer in un ruolo per lui insolito. L'atmosfera estremamente rarefatta del film rallenta un po' troppo il film, ma è una buona pellicola, non la migliore di Olmi comunque.

sestogrado  @  24/10/2007 19:51:59
   3½ / 10
commentare un film di ermanno olmi non è cosa facile. ma soprattutto comprendere, assaporare e penetrare nelle opere di questo regista, lo ammetto, non è da tutti. e io non ci riesco proprio. dunque siamo qui per commentare i film dal proprio punto di vista e qualsiasi critica sarà accettata positivamente, ma non posso non dare un voto basso perchè probabilmente non possiedo le chiavi per entrare nello stile narrativo di olmi, uno stile che mi annoia e che non mi piace. la storia tuttavia è molto interessante e anche l'idea del teatro nel cinema mi piace molto; belli i colori e splendidi i costumi.

1 risposta al commento
Ultima risposta 02/12/2007 19.15.34
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addicted  @  26/09/2007 17:45:23
   9 / 10
Magnifico sogno ad occhi aperti.
Una dichiarazione d'amore per il teatro, per la finzione, per i costumi esotici e per il cinema!!!
Ammalia per la bellezza formale, per l'originalità della storia e per alcune sequenze che lasciano a bocca aperta per lo stupore.
E' un teatro dei sogni.
Un film splendido.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  05/06/2007 00:07:38
   6 / 10
Ottimo movimento della macchina da presa, scenografia inpagabili, grande eleganza e tecnica da vendere........noooo basta dai non ce la faccio sinceramente un film è tante cose però è anche svago, riflessione, emozioni, qui siamo in presenza di un mero esercizio di stile...........TUTTO IL RESTO E NOIA MA NOIA NOIA NOIA MALEDETTA NOIAAAA direbbe Califano però vanno riconosciuti i meriti e quindi non posso metterci un voto troppo basso perchè la professionalità c''è e so vede

karaberto  @  09/05/2006 15:42:52
   8 / 10
considerando che questo film è del 2003 e "Hero" del 2004, mi viene il dubbio che Zhang Yimou abbia... preso ispirazione

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  09/05/2006 15:16:30
   7 / 10
Olmi ultimamente è sempre stato vicino, troppo vicino, a realizzare puri esercizi di stile. Anche in questo caso il sospetto rimane perchè a parte una bellissima scenografia e le splendide immagini, nel film la storia dopo un pò annaspa e la noia affiora prepotente.
Non è un problema solo dovuto all'ellissi temporale molto dilatata (cosa che secondo me è necessaria quando si volgiono approfondire molto i personaggi) ma ad alcune scene che potevano tranquillamente durare la metà (o essere espresse diversamente) e che rendono più pesante la visione.
Rimane però la straordinaria forza visiva ed un finale eccellente per un film con luci ed ombre che comunque fa bene al cinema italiano.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  12/12/2005 11:59:05
   8½ / 10
Stupendo film di Ermanno Olmi, dovremmo essere orgogliosi che in Italia si realizzino ancora pellicole di questo genere. Sorprendente prova di Bud Spencer e fotografia, scenografia, costumi e montaggio fantastici. Spero che Olmi ci regali presto altre di queste meraviglie.

viagem  @  27/07/2005 17:16:44
   7 / 10
D'accordo con Requiem: uno splendido inno alla pace. La fotografia è davvero superba.

andy82bof  @  30/04/2005 11:23:04
   7 / 10
A mio parere "Cantando dietro i paraventi" è un buon film che narra una storia particolare.
In effetti è molto lento, ma cmq non mi pare che olmi abbia mai girato film d'azione, no? Ha una fotografia mozzafiato, pochi dialoghi ma sicuramente azzeccati (e soprattutto in linea con il fatto di essere ambientato in cina).
Insomma un film particolare ma che alla fine non mi è affatto dispiaciuto.


fata  @  18/03/2005 18:09:07
   2 / 10
film di una lentezza e di una noia mortale.......da evitare!

Invia una mail all'autore del commento Malvagio  @  23/02/2005 13:43:25
   2 / 10
ottima la sceneggiatura,gli effetti visivi,la fotografia e i costumi....però il dinamismo narrativo è assente rendendo un film ke poteva dare molto in una porcheria che fa addormentare....non sono riuscito a vederlo tutto...alla fine ho dovuto potare avanti.


FlatEric  @  22/08/2004 21:10:13
   3 / 10
Mi dispiace dirlo, ma è difficile non addormentarsi durante la visione di questo film! Con tutta la buona volontà Olmi stavolta c'è riuscito a fare un film soporifero al massimo... Carino l'intento della trama, ma senza 1 buona conclusione

4 risposte al commento
Ultima risposta 20/09/2006 13.53.52
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Ulbabrab78  @  18/08/2004 13:56:02
   10 / 10
A mio parere è il FILM della stagione... quasi due ore di autentica poesia, recitata divinamente e con una fotografia da brividi.. i messaggi sono molti ed attuali, lanciati con garbo e raffinatezza tipicamente orientale (divino l'utilizzo degli aquiloni).
Grazie maestro Olmi, ci hai regalato un capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  04/05/2004 10:49:17
   7 / 10
Decisamente una pellicola molto particolare. "Cantando dietro i paraventi" è sicuramente inferiore al precedente "mestiere delle armi", ma in esso si riconosce lo stile di Olmi. Ritmi lentissimi che ricordano registi russi (ma non solo) come Tarkoskji , immagini e fotografie splendide. Forse il tutto è un po' estremizzato. Infatti a molti ( non a me) il nuovo film di olmi è sembrato un semplice esercizio di stile. A mio avviso va visto come un poetico inno alla pace. "Perchè combattere? IL perdono è più forte della legge". Questa è la frase su cui si basa l'intero film.


Da sottolineare infine la splendida ultima sequenza con la flotta e gli aquiloni in cielo. Immagini che rimangono impresse.
Non un capolavoro , ma comunque da vedere!

Invia una mail all'autore del commento Morfeo  @  27/04/2004 17:51:43
   8 / 10
La magia del film sta in questo caso nelle immagini, nelle luci e nelle centinaia di aquiloni che perforano l'azzurro del cielo.
Olmi non è mai banale, difficile forse, ma mai banale, mi è sembrato uno di quei film che "ritornano" a distanza di settimane.
cosa mi è ritornato?
mah...
La voglia di indipendenza tipica dei pirati, quella che ha fatto scrivere a samuel bellamy nel XVIII secolo "sono un principe libero, ed ho altrettanta autorità di dichiarare guerra al mondo intero come colui che ha cento navi in mare" , mi viene anche in mente anche la piratessa, mentre avvolta in una notte umida decide di prendersi l'uomo che desidera.
Il discorso alla ciurma contro l'ipocresia del potere lo potremmo fare tutti, dal pennone più alto dei nostri palazzi, ora come allora.
Tornano altre immagini, le più sono quelle legate agli aquiloni, messaggi portati dal vento in una lingua morta, ma che raccontano del perdono, ed è proprio il perdono e la capacità di leggere ciò che ci circonda, che si nasconde dietro le immagini.


Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  29/03/2004 22:23:34
   7 / 10
Un film ben fatto, anche se in alcuni punti può risultare piuttosto pesante. Certo che Olmi come regia e particolarità ci sa fare....

Invia una mail all'autore del commento Dado  @  19/02/2004 12:13:00
   8 / 10
Cari amici, avete detto tutto: splendide la regia, i colori, le musiche, l'ambientazione teatrale. Voglio spendere una buona parola per Bud Spancer: un vero grande attore, straordinaria interpretazione e personaggio che gli calza a pennello. E pensare che fino all'altroieri faceva coppia con quel pezzo di legno di Don Matteo! solo una critica al film: io l'ho visto senza intervallo, e vi dico che di tanto in tanto la lentezza era quasi soffocante

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  06/02/2004 13:11:34
   8 / 10
Bella favoletta, delicata e raffinata come si conviene allo stile di Olmi, ha, oltre alla leggerezza dei personaggi e del trattamento della materia bellica, un’ottima fotografia, che al bianco rarefatto e freddo della Pianura Padana del Mestiere delle armi, oppone i colori caldi della Cina (le location sono in realtà in Montenegro!) e delle sue atmosfere pregnanti dei bordelli teatrini, nonché delle rappresentazioni degli ambienti pirateschi. “Tutte le tonalità del vivido / pallori nuovi tendenti al fluorescente”

marco mec  @  20/11/2003 17:26:21
   6 / 10
olmi firma un'opera che nasce come una favola. Gli ingredienti ci sono tutti: dai costumi reaalizzati rispettandone i particolari storici, alla volontà di giocare sul cinema inteso come teatro. Riprendendo una tematica già presente nel suo capolavoro "L'albero degli zoccoli", Olmi realizza un film raccontato come una fiaba cinese. La trama si divincola in colpi spettacolari che interagiscono con una lentezza narrativa tipicamente estremo orientale. Un particolare che a mio giudizio fa scadere la qualità artistica del film: con un budget stratosferico che ha permesso rievocazioni storiche spettacolari anche se inventate, con la ricercatezza maniacale del regista di creare attraverso uno spiccato realismo una vera e proria favola, mi chiedo il motivo per cui, nella scena finale, quando l'eroina piratessa decide di ritornare dall'imperatore, gli stendardi celebrativi ripresi in primo piano sono stati segnati da scarabocchi invece che da ideogrammi, a differenza di quelli trascritti sugli aquiloni che seppur tradotti con licenza poetica rappresentavano degli ideogrammi o come la citazione di pseudo dinastie cinesi (chang???) vengono accompagnate da personaggi storici realmente vissuti o a cui il regista si è ispirato. Se fossero veramente volute da Olmi il taglio cinematografico sarebbe stato diverso, così come quella sottile ironia, a tratti demagogica e gratuita che rendono il film a mio giudizio un'occasione persa per un piccolo capolavoro

llnoir  @  09/11/2003 10:58:53
   10 / 10
Olmi è il più grande regista vivente in italia !
E' una persona straordinaria (l'ho conosciuto e posso garantirlo) e questo
"Cantando dietro i paraventi" è assolutamente un film unico e speciale !
Dovrebbe essere proiettato, studiato ed analizzato in tutte le scuole di cinema e le università, almeno per poter provare ad avere un'idea delle infinite possibilità combinatorie di
Musica e Immagini...

Un Film con delle immagini splendide e con musiche originali e di repertorio ( da Stravinkij a Berlioz a Ravel...)
Quando si parla del cinema
come Arte...

Invia una mail all'autore del commento Marco!!!  @  04/11/2003 16:16:23
   7 / 10
Ermanno Olmi e' una grandissimo regista. Anche se come film preferisco il precedente mestiere delle armi.....mi ha deluso un po' infatit cantando dietro i paraventi: la narrazione e' troppo lenta, anke se affidata a delle bellissime immagini..

NanD  @  01/11/2003 12:11:14
   5 / 10
Carino, ma mi è sembrato un po noioso, forse sono andato a vederlo con le aspettative sbagliate

NGC1261  @  30/10/2003 22:18:07
   7 / 10
mi è sfuggito. Questo è stato il primo commento che ho fatto appena uscita dal cinema.
Non so perchè, ma questo film non mi ha toccata. Tutto splendido, non c'è che dire; belle le musiche, splendida la continua contaminazione cinema-teatro-vita, splendido il volto della Vedova Chin, i suoi occhi decisi e tristi, e belle le giunche cinesi, il loro placido scivolare sull'acqua. Eppure non mi ha toccato, per qualche motivo non ha saputo emozionarmi o coinvolgermi. Oggettivamente vedo la poesia insita negli aquiloni che planano leggeri sulla nave col loro messaggio di pace, eppure è come se vedessi tutto ciò dietro ad un vetro, senza che possa parteciparvi.
Non so spiegare il perchè di questa sensazione; probabilmentye è perchè non riesco a cogliere chiaramente l'unità della storia, il concatenarsi degli eventi che conduce alla fine, l'unità di significato, l'apologo dietro la storia. Però è così, una pura questione di sensazioni.
Resta la splendida poesia che la vedova recita in due momenti differenti del film e la belissima frase finale: "Perchè combattere? IL perdono è più forte della legge".

Invia una mail all'autore del commento patty  @  28/10/2003 20:38:10
   10 / 10
é BELLISSIMO!
potreste rifletterci ore.. oppure trattarlo come ha fatto il regista, senza cercare di motivare l'accaduto. Io non so quale delle due scegliere.. so solo che questo film mi ha toccato tantissimo nel profondo e per questo non potrò dimenticarlo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/10/2003 16.31.16
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aldo colombo  @  28/10/2003 15:27:08
   10 / 10
Sublime e ben oltre i luoghi comuni della nostra epoca. Politico nel senso alto del termine senza essere ideologico e partitico. Forse è fin troppo avanti rispetto a questa epoca . Volesse il cielo che il mondo cominciasse a ragionare come Olmi. Capolavoro

Moonlight  @  25/10/2003 02:17:39
   7 / 10
Buon film, curata la regia.
"Il perdono e' piu' forte della guerra"

1 risposta al commento
Ultima risposta 12/01/2004 01.11.25
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lara93  @  24/10/2003 15:16:33
   8 / 10
Un film sicuramente difficile ma molto affascinante e bello.

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