i diavoli regia di Ken Russell Gran Bretagna 1971
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i diavoli (1971)

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locandina del film I DIAVOLI

Titolo Originale: THE DEVILS

RegiaKen Russell

InterpretiOliver Reed, Vanessa Redgrave, Dudley Sutton, Max Adrian, Gemma Jones

Durata: h 1.43
NazionalitàGran Bretagna 1971
Generehorror
Tratto dal libro "The devils of loudun" di Aldous Huxley
Al cinema nel Novembre 1971

•  Altri film di Ken Russell

Trama del film I diavoli

Francia, XVII secolo. Urban Grandier, capo spirituale e carismatico di Loudun, difende la sua città dalle mire di Richielieu che ha ordinato la distruzione di tutte le fortificazioni per impedire una rinascita ugonotta. La vita dissoluta del prete sarà il mezzo che l'inviato del cardinale, il barone De Laubardemont, userà per vincere le sue resistenze. Accusatolo di stregoneria, riuscirà a ottenere, grazie al padre esorcista Barré, una confessione di suor Giovanna degli Angeli che si dirà posseduta da lui. Sarà il rogo per Grandier, la distruzione per Loudun.

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Voto Visitatori:   8,49 / 10 (38 voti)8,49Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su I diavoli, 38 opinioni inserite

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Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  07/10/2018 09:03:10
   9½ / 10
Molto disturbante, ma da vedere e guardare, una sola volta è sufficiente per sempre.

alex94  @  05/04/2018 21:22:01
   8 / 10
Capolavoro visionario di Ken Russel,un film maledetto,che purtroppo non ha ricevuto le attenzioni che avrebbe meritato a causa di censure e divieti vari....
Visivamente splendido si lascia ricordare anche per la magnifica interpretazione di Oliver Reed.
Un film unico,estremo ma sicuramente da recuperare.

VincVega  @  16/04/2017 14:01:18
   9 / 10
Un film incredibile "I Diavoli", ingiustamente osteggiato per quasi 50 anni, non basterebbe rifarlo uscire nei cinema, nei dvd, nelle tv di tutto il mondo per i torti subiti all'epoca e negli anni a venire. Una pellicola ancora oggi troppo avanti per questo mondo, fatto di censure e divieti, "I Diavoli" sarebbe stato un cult del cinema nell'immaginario collettivo al pari di film come "Arancia Meccanica", ma a causa di pressioni esterne, non è potuto succedere. Solo alcuni, spulciando nei meandri della rete oppure le filmografie dei creatori e cast presenti, hanno potuto cogliere l'occasione di visionare tale pellicola, capace di far discutere, nel bene o nel male. Ken Russell dirige un film maestoso, con scenografie bellissime, ma soprattutto profondo nel mostrare le malefatte della chiesa, assetata di potere, nel XVII secolo, impreziosito da interpretazioni straordinarie, in primis un mostruoso Oliver Reed.

ferzbox  @  12/04/2017 17:11:52
   9 / 10
Capolavoro satirico diretto da Ken Russell, erroneamente catalogato nel genere Horror qui su Filmscoop, ma in verità molto critico e cinico nei confronti delle inquisizioni medievali, e allo stesso tempo estremamente crudo e senza peli nella lingua nel mosrare la deficenza umana(che purtroppo persiste anche nei giorni nostri....e parecchio).
Un'introspezione su tutto ciò che può essere negativo e virale per l'uomo; la fede verso qualcosa che dovrebbe essere benevolo e di buon senso ma che in realtà non è.....la convinzione che il potere può dare la libertà di decidere per gli altri seguendo il proprio codice morale(immorale?!?); il bisogno di trovare un capro espiatorio per poter risolvere un conflitto o una questione in sospeso; la totale alienazione di persone vittime di istituzioni beffarde; la manipolazione delle persone da parte di tutto ciò che è male e adora apparire come "bene".....
....insomma un'autentico spaccato satirico di tutto ciò che contamina negativamente l'uomo, prendendo come protagonista un personaggio che viene presentato come negativo sin dall'inizio, per poi trasformarlo nel "diavolo" meno pericoloso e vittima dei demoni più malsani che si possano immaginare.
Ad aiutare il tutto le pittoresche scenografie e i bellissimi costumi, che insieme alla particolare recitazione adottatata dagli attori contribuisce a donare anche una sorta di teatralità all'opera, quasi criticabile per alcuni momenti "approssimativi" della regia e del montaggio, in realtà concepiti appositamente così per aumentare ancora di più la forma di disagio inevitabile per lo spettatore.
I dialoghi poi sono un'ulteriore asso di cuori; decisamente coinvolgenti e intriganti dall'inizio alla fine........
Una pellicola che mi sento di consigliare per l'ottima qualità di tutti i suoi aspetti.....è uno di quei film che rimane addosso come una cicatrice....e tutt'ora ATTUALISSIMO nella sua tematica e critica....

....un'orgia di sensazioni......e riflessioni......

N.B. Spettacolare l'interpretazione di Vanessa Redgrave....

1 risposta al commento
Ultima risposta 07/10/2018 09.06.38
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BlueBlaster  @  11/03/2014 15:28:29
   8 / 10
Questa è una pellicola che indubbiamente non lascia indifferenti...sia sotto l'aspetto narrativo che per quanto concerne gli aspetti visivi.
Come ampiamente detto la parola che meglio si presta a definire il film è VISIONARIO...perché pare proprio di assistere ad un racconto onirico, un incubo nell'ipocrisia medioevale fatta di "caccia alle streghe" e di una Inquisizione usata spesso come pretesto per scopi tutt'altro che divini ma molto più politico-sociali.

Si resta quasi increduli nel vedere con che coraggio Ken Russell metta in scena una tematica così blasfema (ma veritiera) e lo faccia in un modo oltretutto forte a livello visivo...ricordiamoci che era il lontano 1971, dovevano ancora arrivare film come "L'esorcista", e di film così così scottanti e "pesanti" proprio non ce ne erano ma addirittura al giorno d'oggi pochissimi osano puntare così prepotentemente il dito contro la Chiesa che fu e che purtroppo ancora conserva certi retaggi!
Caddero molte teste a quel tempo e quei pochi, coraggiosi ed oggettivi, critici e addetti del settore che osarono lodare il film videro compromessa la loro posizione...maledetto bigottismo italiano!

Il film di Russel è un'opera unica nel suo genere...visivamente forte e realistica ma realizzata con una fotografia "ovattata" che distacca lo spettatore dai canoni a cui è abituato e lo catapulta in una situazione spazio-temporale eccentrica ma tangibile.
Sin dai primi fotogrammi in cui appare un corpo in putrefazione ci si rende conto di quanto elevato sia lo spessore tecnico realizzativo del film in questione con una cura eccelsa della fotografia, delle scenografie, dei costumi e del trucco!
Ci ritroviamo in un passato che contrapponeva lo sfarzo e gli eccessi di corte ad un desolante ed insalubre realismo che rappresenta la buia epoca del medioevo o giù di li...un clero che andava a braccetto con il potere temporale mentre le popolazioni marcivano, un regno di terrore e timorato!
Le scene forti sono molte (gli pseudo-esorcismi lasciano il segno così come tutte le torture), i dialoghi sono molto profondi, i temi raccontati lasciano ferite indelebili sulla Chiesa...il finale del rogo mi rimarrà stampato nella mente a vita credo!
Sarà che io ho sempre avuto sempre un debole per quel periodo storico e sopratutto per i film che bistrattano, giustamente, i gravi errori della Chiesa!

Le interpretazioni sono da incorniciare con un Oliver Reed probabilmente al suo massimo e Vanessa Redgrave da brivido e perfetta nel suo essere grottesca quanto cinica ma allo stesso tempo debole e frustrata dalla sua situazione di castrazione.
I personaggi sono volutamente caricati, uno dei temi portanti è l'ignobile obbligo di castità (mai rispettato) che trasforma il clero in covo di frustrati ed ipocriti.
E' un film pieno di carnalità e l'austerità si trasforma in un'orgia...il male si va ad insinuare proprio all'interno di quelle sacre prigioni...assistiamo così a suore completamente nude che delirano in una atmosfera da Girone Dantesco!

Non posso dare di più perché non è un tipo di film che riesco ad apprezzare nella sua totalità per via di questa eccentricità, mancanza di appartenenza ad un genere (classificarlo come horror mi sembra un azzardo) e per uno stile narrativo pressoché filosofico.
Ma mi devo per forza prostrare di fronte ad un'opera di grandissimo valore artistico e senza tempo che ti segna senza via di scampo!

Trixter  @  26/07/2013 08:10:59
   7½ / 10
Difficile restare indifferenti difronte ad un'opera del genere. Russell confeziona una pellicola surreale, onirica, visionaria; caratterizzata da ambientazioni tanto barocche quanto fredde e lineari, da una colonna sonora disturbante, da scene urlate. Alla sceneggiatura perfetta, condita da dialoghi apparentemente deliranti ma di grande impatto e lucidità, fa eco un Oliver Reed in stato di grazia, audace interprete di un meraviglioso Grandier (peraltro ottimamente doppiato dal compianto Renzo Palmer).
Il film ha vari piani di lettura e l'elemento simbolico è presente praticamente in ogni fotogramma, a volte nascosto negli sguardi, nei monologhi, fino ai titoli di coda.
Non stupisce che quest'opera suscitò, all'esordio al Festival di Venezia del '72, polemica ed indignazione soprattutto da parte di certa stampa filo-clericale nonchè del mondo cattolico. Ma la grandezza del film è assolutamente evidente, ed ogni polemica si rivelerà, poi, pretestuosa e stucchevole.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  09/07/2013 10:00:52
   9 / 10
Ho notato che più che "scandaloso" il termine più usato per descrivere questo film è "visionario". Sono perfettamente d'accordo e mi accodo: Russell mette in scena una vicenda storica dando libero sfogo ad un talento visionario unico, che dopo oltre 40 anni non smette di stupire per la sua imponenza ed incisività. Strepitosi sia il mitico Reed che Vanessa Redgrave, particolarmente coraggiosa nel mettere in scena (lei, donna bellissima) una suora gobba e tormentata.

alepr0  @  03/10/2012 18:02:37
   6½ / 10
Film che denuncia gli orrori della chiesa avvenuti nel XVII secolo. Molto sadico e crudele nelle scene di tortura. Tutto sommato interessante anche se non è un gran film a mio avviso.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  07/07/2012 19:43:02
   7 / 10
Un film che dà a Ken Russell la possibilità di sprigionare il suo talento visivo.
Surreale ed eccessivo in tutto, in certi punti sembra davvero perdersi in un delirio anticlericale.
Storia tratta da un romanzo di Huxley che porta a riflettere su tematiche sempre attuali.

Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento ilSimo81  @  15/04/2012 19:56:04
   9 / 10
[Non ho saputo trattenermi, sono presenti lievi spoilerate]

Derivato etimologicamente dal verbo greco "diaballo", "diavolo" è il separatore, colui che crea conflitto, che divide, che tenta. Ecco il significato profondo del titolo di questo grande film. Perché sì, si parla di possessioni ed esorcismi, ma non v'è traccia di presenze demoniache nella storia narrata: "i diavoli" sono tutti i conflitti che si susseguono nelle trame e nelle vite dei protagonisti.

"I diavoli" è un film sul conflitto.
Il primo conflitto: STORIA. Le vicende sono contestualizzate in un periodo storico caratterizzato dalla continua e reciproca ingerenza tra potere secolare e potere spirituale. Lo Stato francese del XVII secolo, nelle volgari vesti di un re lascivo e superficiale, è retto politicamente dal cinico cardinale Richelieu, uomo di Chiesa che però si occupa in prima persona di gestire i giochi di potere all'interno del regno.
Il secondo conflitto: EROS. L'osceno vortice di lussuria, corruzione e perversione si abbatte su Loudun travolgendo tutti, uomini e donne, chierici e suore, tranne l'unica persona che ha agito con amore sincero e puro. Non per nulla, sarà proprio Madeleine (la sposa di Grandier) l'unica persona che abbandonerà la dannata città di Loudun, orgia peccaminosa da cui ella si allontana, in un metaforico viaggio in cerca di salvezza.
Il terzo conflitto: EGO. Grandier, sacerdote pieno d'orgoglio ed edonismo, fornisce la propria blasfema interpretazione dell'amore cristiano, dandogli i perversi lineamenti del sesso. Sorella Jeanne, una monaca di clausura frustrata e lussuriosa, con le sue menzogne si presta a divenire strumento della caduta di Grandier, decidendo di rovinare l'uomo che ella non poteva avere per sé. Gli uomini di Chiesa (da Richelieu all'esorcista Barrè), ambiziosi e bugiardi, non esitano a calpestare gli uomini per perseguire i propri obiettivi ed innalzarsi alla gloria.

"I diavoli" assume quindi i connotati di una pesante critica.
Una critica rivolta (si badi) non alla religione in sé, ma alla corruzione di quegli uomini e donne che per primi dovrebbero essere difensori della fede e praticanti dei precetti cristiani. E' un violento attacco contro coloro che abusano dello strumento religioso, spogliandolo dell'aspetto caritatevole e salvifico, per renderlo un bastone con cui colpire i nemici, un filo con cui manovrare persone come burattini, un'eretica giustificazione per il proprio peccato.
Al contempo, si intuisce anche la critica del potere laico (colpevole di ingiustificato assenteismo, nel momento in cui esso scende a compromessi con la Chiesa) e dell'uomo in generale: capace di vivere oniriche ed ossessive visioni instillate dal desiderio, capace di compiere orrende depravazioni quando animato da intenti corrotti. L'uomo può essere diavolo, l'uomo può essere dannato. Suggestive le immagini finali: le fiamme del rogo consumano Grandier, ma dalla sua prospettiva l'inferno è tutt'attorno, e sembra che le fiamme stesse lambiscano i suoi concittadini, che ridono di lui bevendo e simulando orge.

Che storia tremendamente attuale.

Dal punto di vista estetico, "I diavoli" è monumentale. Le ambientazioni e i costumi ostentano il barocco elegante e al contempo imponente della Francia del Seicento.
Oliver Reed e Vanessa Redgrave sono magistrali, ma si deve riconoscere che anche le altre interpretazioni sono intense ed appassionate, al punto di sfociare talora in un tono teatrale e melodrammatico (non è cosa spiacevole e neppure anomala, per un film degli anni '70).
Il fattore coinvolgimento è senz'altro notevole. Le vicende impressionanti e il ritmo incalzante portano lo spettatore ad appassionarsi alla trama: tesa, vivace e pure coinvolgente, visto che la storia "sblocca" sentimenti, emozioni e riflessioni.

Imperdibile.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  28/01/2012 00:22:44
   10 / 10
Un film immortale, un film maledetto che ipnotizza lo spettatore. Un regista che dovrò approfondire...

Guy Picciotto  @  09/11/2011 14:37:25
   9 / 10
Di questo dissoluto pretacchione si parla di sue visioni, di sue parole , all'interno di questo film; visioni, parole e altre CONSOLAZIONI comuni all'estasi, ma San Giovanni della Croce testimonia se non ostilità almeno riserva. L'esperienza ha senso per lui soltanto nella conoscenza di un Dio senza forma e senza modo, Santa Teresa stessa attribuiva, alla fine, valore soltanto alla "visione intelletuale". Allo stesso modo io sono convinto che la conoscenza di Dio, fosse anche senza forma e modo sia un arresto del movimento che ci porta alla conoscenza più oscura dell'ignoto: di una presenza che non si distingue più in nulla da un assenza. Bel film

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  03/11/2011 15:03:28
   8½ / 10
A distanza di quattro decenni "I diavoli" mantiene ancora immutata la propria carica sovversiva ed anti istituzionale.Non sorprende quindi che sia stato fortemente criticato dalla chiesa e da certa stampa pro-clericale durante la presentazione al festival di Venezia del ‘71,per poi essere distribuito e velocemente sequestrato dalle sale italiane.Il film di Ken Russell è infatti un lungo e delirante rituale orgiastico dal violento impatto tematico e scenografico ,disseminato di personaggi licenziosi e perversi che nella città di Loudon inscenano il grande ed eterno balletto del potere tra stato e istituzioni religiose.
Da una parte un re gaudente da subito sbertucciato nell'incipit straordinariamente eccentrico, in cui viene offerta una versione teatrale ultrakitsch della "Nascita di Venere".Dall'altra,a tessere le trame più meschine, il cardinale Richelieu,risoluto nel voler fare abbattere tutte le fortificazioni urbane allo scopo di rendere così più vulnerabile ogni agglomerato cittadino,onde evitare che i protestanti insorgano di nuovo trovando rifugio inespugnabile dietro le mura.
A Loudon il sacerdote Grandier per tutelare il suo gregge si ribella a questo affronto alla libertà inimicandosi così l'autorità ecclesiastica.Per farlo fuori occorrerà far leva sulle sue debolezze e l'uomo ne accusa parecchie,in particolar modo sfrutta il suo fascino per sedurre le donne più avvenenti della città.
Grandier di primo acchito può essere visto come personaggio a sua volta sacrilego,invece è logica espressione umana, condannabile per via della negazione di quei precetti cui ha giurato fedeltà ma anche assolvibile,in quanto dominato da un istinto connaturato represso da imposizioni assurde.
Il resto dei personaggi è un'accozzaglia deplorevole che per conquistare sempre più potere va contro quella rettitudine sbandierata con somma ipocrisia."I diavoli" è un film ferocemente critico nei confronti degli uomini di chiesa e mai irrisorio riguardo le scritture cristiane,si limita ad una dimostrazione ineccepibile di quanto sia facile manipolare la persone attraverso la fede.Di certo è un film coraggioso nell'eleggere Grandier come un Cristo moderno e tentatore non per altro tradito dai suoi stessi protetti,visto come tale dalla suora di clausura Jeanne ,l'eccezionale Vanessa Redgrave munita di gobba, il cui stato d'isolamento reprime il suo istinto sessuale che esplode furioso in geniali squarci onirici,dove il sacerdote diventa un messia da desiderare carnalmente in un rituale blasfemo.
La pellicola si fregia di un'impostazione di tipo teatrale collocata in scenari dalla severa geometria in cui il contrasto cromatico la fa da padrone,evidenziando una grande originalità architettonica.
Russell sceglie di viaggiare sempre sopra le righe,associa i suoi barocchismi visivi a uno stremante isterismo che sfocia nella pungente dissacrazione degli ambasciatori del verbo divino attraverso sequenze shock come quelle degli esorcismi o nel toccante calvario finale.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  06/01/2011 23:49:30
   8½ / 10
Il commento potrebbe contenere Spoiler.



Delirio visivo di rara potenza,un'orgia blasfema che sorpassa i limiti del moralmente accettabile per distruggere e andare oltre i tabù sulla chiesa. Russell non fa alcun tipo di sconto e I Diavoli è quanto di più dissacrante si sia mai visto sul grande schermo; può non piacere perché è volutamente esagerato nella messa in scena,barocco ed eccessivo in tutto,dall'isterismo di massa dei suoi personaggi alle sequenze esplicite di crudo realismo pur senza dimenticare che tutto è affrontato secondo una visione surreale.
Però il fanatismo religioso e le violenze perpetrate dalla chiesa,preti che si sposano e si lasciano andare ad atteggiamenti lussuriosi,inquisitori pazzi e uomini di potere pronti a tutto pur di continuare a svolgere il proprio ruolo erano all'ordine del giorno al tempo. Ad uscirne esaltata nel suo martirio anche se non purificata del tutto è proprio il lascivo Grandier (Reed strepitoso) che pur venendo meno al dovere imposto dai propri voti seguirà con coerenza ciò che professa fino alla fine.
Finale difficilmente dimenticabile,un climax di spropositata partecipazione emotiva e di delirio assoluto tra le fiamme (non dell'inferno) e i volti sghignazzanti da incubo. Efficace in queste scene l'uso del boia come unico personaggio che, in un marasma generale in cui tutti dileggiano Grandier, avrà compassione di lui e cercherà di non farlo soffrire promettendogli di strangolarlo per poi fallire anche in questo; Grandier,per professare ciò in cui crede,dovrà soffrire fino all'ultima goccia.
Occasione da non perdere per vedere come la chiesa abbia dato vita ad assassini e circuito per secoli e secoli le menti delle persone; e non a caso all'uscità del film di Russell (quasi certamente il suo capolavoro) le accuse di blasfemia ne decretarono accuse su accuse ma anche,paradossalmente,il successo. Sta di fatto che è un mistero non poter trovare una versione dvd italiana: coincidenza o che la chiesa continui il suo oscurantismo come può?
Tra l'altro ho la brutta sensazione che la copia visionata sia pure tagluzzata... ci si accontenta come può.

Da vedere senza indugio,piaccia o no.

paride_86  @  25/07/2010 00:35:21
   10 / 10
A partire da una reale vicenda storica, Ken Russel realizza un film sul potere e la connivenza tra Stato e Chiesa. Humour nero, sarcasmo, eccesso, satira, grand-guignol sono le componenti che si fondono a formare un film eterogeneo e disturbante, ma allo stesso tempo profondo e intelligentemente provocatorio.
Tutto è allo stesso tempo realistico e deformato: scenografie, personaggi e avvenimenti sono filtrati in maniera personale e visionaria al punto che l'impatto del film sullo spettatore è fortissimo, anche a distanza di quarant'anni dalla sua prima uscita.
A suo modo è certamente un capolavoro.
Purtroppo in Italia ancora non ne esiste una versione in dvd.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  13/05/2010 14:49:49
   8 / 10
L'inconfondibile stile di Russel in un film dal forte impatto emotivo ed estetico

pinhead88  @  13/05/2010 14:47:22
   8½ / 10
Un'orgia di blasfemia riportata ai tempi dell'inquisizione.
capolavoro di Ken Russell

benzo24  @  23/03/2010 14:12:20
   9 / 10
il capolavoro di russell.

BraineaterS  @  22/03/2010 20:04:30
   8½ / 10
All'inizio eravamo un po' scettici, ma si è riveleato davvero un gran film. Il personaggio di Grandier all'inizio non ci convinceva, poi invece diventa il personaggio migliore di tutto il film. E' un film che fa riflettere su come una volta Chiesa e Stato facessero i loro interessi indisturbati, diventando dei macellai autorizzati.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  25/01/2010 16:13:08
   8 / 10
Dato che il film non lo ricordo perfettamente, prendo ancora una volta spunto da una piccola considerazione scritta sul forum:

L'inferno non è che sofferenza terrena, che morte. I suoi simboli non sono che ciò che ad essi riconducono.
L'incendio, invece di provare ad estinguerlo, l'alimentammo con nuovi ceppi: quali la penitenza e il castigo. I desideri - sani e vitali, carnali come il sesso, gli appetiti - sono condannabili; anti-istituzionali. Questo ce lo dice la Storia.
E' bene dire, a mio parere, che analogamente il paradiso sia cosa terrena: la serenità, il sollievo, la quiete. E l'uomo disporrebbe, in parte e per quanto possibile, anche di questo.
Se mi guardo intorno, nel mondo vegetale o animale, non trovo tale serenità: ma un perpetuo stato "purgatoriale", che però rimane irredimibile. Un sopravvivere oltretutto e un sopportare.
La natura ha squarci infernali e scorci paradisiaci, ma solo dalla prospettiva umana. In realtà, non è l'uno né l'altro, e non va al di là della vita.

Tornando al film, se si passa al di là del suo valore nichilista, grottesco e provocatorio - e seppure credo che le bizzarrie di Russell (per non molto che ho visto) spesso non abbiano fatto centro - sono d'accordo nel dire che riesce a contenere potenti affreschi del "nostro" inferno fatto di corpi, da noi espanso oltremodo, e dalle cui ceneri s'amplierà uno scenario apocalittico (sempre a livello terreno).

Parlo ad esempio della scena in cui la monaca, immersa in un falso candore, e in uno sterile rigore, genuflessa, spezzata da una vita penitente, stringendo tra le mani il rosario come una serpe, sogna convulsamente il suo amore scendere dalla croce, fare sesso con lui. Oppure di quella finale:
Davanti al volto che si fa tumefatto dalle fiamme, che si sfigura (e che quasi ricorda alcune sculture dei malati mentali di Franz Xaver Messerschmidt), davanti all'estrema sofferenza d'un "peccatore", ecco, quelle maschere ensoriane, trovano l'occasione di beffarsi del dolore, quasi a volerlo esorcizzare.
Ma sono risa isteriche; coinvolte emotivamente e non ancora fisicamente. Poveri "diavoli".
Mi chiedo quelle stesse facce quale espressione assumerebbero di fronte alle stesse grida, alle stesse smorfie, agli stessi eritemi, all'identico simbolo di sofferenza qualora fosse quell'uomo sdraiato sopra un letto d'ospedale, adesso commiserabile.
Probabilmente l'umanità è più attirata verso "l'inferno" - e a tal punto da crearne di artificiali - poiché è consapevole che l'ultima parola sarà la sua: della sofferenza e della morte. E questo non si riesce proprio ad accettarlo.

marfsime  @  11/06/2009 18:52:59
   8½ / 10
Straordinario film che di fatto denuncia il gioco di potere della chiesa e le assurde persecuzioni contro coloro che si opponevano al potere centrale dello stato. Straordinarie le interpretazioni..Reed su tutti..ma anche gli altri attori se la cavano bene. Un film molto visionario e onirico..con delle scene che rimangono impresse come l'esorcismo delle monache o gli ultimi istanti di vita di Grandier tra la sua tortura finale e il rogo. Un film che non lascia spazio a compromessi e con un finale terribile annunciato..gran film.

GodzillaZ  @  26/05/2009 03:43:08
   7 / 10
Questo film è davvero disturbante.
Tratta un argomento delicato, denuncia la totale corruzione della chiesa e il suo fondersi con la politica. L' importante è l'uomo, semplicemente nella sua natura.
Il tutto reso visivamente in maniera molto forte, visionaria, morbosa, oltraggiosa, blasfema.
Film assolutamente non per tutti ma indiscutibilmente bello.
Non esagero col voto appunto perchè in certi momenti è un pò esagerato, a volte anche la recitazione è un pò sopra le righe (Oliver Reed però è stato bravissimo), e quindi un pò pesante.
Quando è uscito (1971) deve essere stato un bello scandalo...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  22/05/2009 18:40:22
   9 / 10
Invia una mail all'autore del commento Enora  @  30/04/2009 01:43:36
   7 / 10
Invia una mail all'autore del commento angel__  @  25/09/2008 19:56:25
   8½ / 10
film terribilmente realistico,perfettamente riuscito. interpretazioni ottime soprattutto di reed (bravissimo anche in ballata macabra). splendidi i costumi e le varie soluzioni della sceneggiatura per rendere la storia reale

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  06/05/2008 00:09:09
   8 / 10
"Non sono preti, sono carnefici"

Grande opera di Ken Russell regista controverso in grado di realizzare opere stupende come questa o Tommy e bruttissime come China Blue.

I Divoli è un'opera basata su una durissima denuncia alla chiesa sia come istituzione, più interesata alla politica e al guadagno che ai propri fedeli ,e sia alle persone che la compongono annegate nelle loro contraddizioni.
Un film carnale invece che spirituale. Il desiderio sessuale attanaglia chiunque e soprattuto coloro che non dovrebbero avere di tali pensieri o fare certe azioni.
Preti,suore di clausura tutti dominati da una indomabile pulsione carnale e soprattutto tutti falsi mentitori e spergiuri. Un ritratto veramente negativo.
L'unico che Russell dipinge con toni meno foschi è proprio il protagonista (interpretato da un bravissimo Oliver Reed). Egli, Urban Grandier, opera mosso in contraddizione con il proprio ruolo e le promesse un tempo fatte, ma coerentemente al proprio pensiero. Quest'ultimo sostiene l'importanza tra uomo e donna e la possibilità da parte di preti di prender moglie.
Una regia molto buona. Se devo trovare un difetti in alcuni frangenti Russell mi sembra un poco autocompiaciuto della sua opera e anche la recitazione di alcuni personaggi è troppo caricata.
Un film da riscoprire ma sicuramente impegnativo e crudo.

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gei§t  @  01/03/2008 16:12:56
   8 / 10
pellicola che riesce a mettere i brividi soprattutto nella parte finale, dopo un inizio abbastanza lento e quasi teatrale.
L'esorcismo, la follia, il rogo, tante scene forti quanto bellissime.

alex75  @  13/02/2008 10:17:14
   8½ / 10
Bel film ultravisionario e scabroso, come solo allora se ne facevano. La psicosi mistico-erotica della madre superiora (Vanessa Redgrave stupenda), innamorata senza speranza del sanguigno padre Grandier, scatena la follia nel convento. E' il diavolo a manifestarsi? L'inquisizione, spaventoso marchingegno persecutorio, interviene in questo senso a placare gli sconvenienti e peccaminosi furori delle monache: la superiora finirà male e il suo amato finirà sul rogo. Ken Russell, prima dei pasticciacci successivi, firma un film dal grande potere evocativo, sostenuto da splendide scenografie (tra Breugel e gli anni Settanta) e interpretazioni magistrali. Da vedere!

mister_snifff  @  26/08/2007 04:50:16
   10 / 10
come già scritto nei commenti precedenti, il film sebbene tratto da una storia vera
è molto più super-uber-ultra-fanta-onirico-barocco che storico,
morbosamente affascinante, da godere visivamente.
Le eroticoallucinazioni della capa-superiora son davvero la messa in scena di un incubo su pellicola,
un Russel perfetto, visionario, come non lo sarà mai più

Gruppo COLLABORATORI matteoscarface  @  12/05/2007 23:44:55
   8½ / 10
barocco, folle, visionario e senza alcun compromesso. Il dolly finale ricorda uno dei quadri di Bosch, ed è infatti questa l'atmosfera che si respira durante il film. Non un film per tutti i palati comunque. Grandissimo, come sempre, Oliver Reed

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  08/05/2007 11:47:46
   7½ / 10
Interessante film di Russell che prende spunto da una storia vera. Forte, espressivo, non lascia spazio la compromesso. Un film duro, interessante,ma forse troppo compiaciuto.

Jumpy  @  25/03/2007 18:51:25
   10 / 10
Capolavoro assoluto, coraggioso, crudo, agghiacciante a mio parere è di gran lunga il miglior film di Ken Russell, eccellente l'interpretazone di Oliver Reed.
La versione ufficiale, a quanto ne so, presenta numerosi tagli della censura, da cui i "salti", qualche volta, tra una scena e l'altra.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  02/03/2007 12:30:41
   6½ / 10
un film angosciante e crudo fino all'eccesso visivo del finale!
la regia non mi ha colpito molto,ci sono troppe sequenze quasi al buio...
poi alcune scene vengono interrotte bruscamente(non so se a causa della censura)...
carino

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  16/01/2007 17:44:47
   9½ / 10
Terribile film storico di Russell sulla malvagità umana, generata dal freddo calcolo politico, dalla superstizione religiosa, dalla meschinità e ristrettezza mentale degli uomini. Il falò al prete ugonotto è un falò in cui brucia la libertà di pensiero, l'onestà, la lungimiranza. Film tanto vero quanto doloroso.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Giordano Biagio  @  07/12/2006 10:55:45
   8 / 10
Superstizioni e fantasmi religiosi si intrecciano in una trama di passioni umane prevaricatrici verso gli altri e aberranti. Il potere e il desiderio si coniugano cinicamente in un gioco di perversioni orride e impregnate di egoismi senza limiti.
Un film sul male della religione fondamentalista che ha caratterizzato molto anche il nostro passato. Il demonio è una metafora della bestia desiderante che è dentro di noi.

karaberto  @  09/05/2006 14:40:29
   9 / 10
Film molto forte, di ottima l'ambientazione, ricchissimo di "pathos" e di contenuti profondi.
La cospirazione intreccia, saldandole, le storie di Loudun e delle sue mura, simbolo d'indipendenza dal potere centrale, con quelle della monaca e dell'abate.
Personaggi ed interpreti grandiosi: grande l'abate filosofo, l'esorcista assatanato e Vanessa Tombarossa; ottima la Folla, che assume un'importanza e la forza di un personaggio.
Grande regia, grande recitazione, grande realizzazione.
Il periodo migliore di Ken Russell

Rusty il Selvag  @  16/02/2006 16:06:08
   10 / 10
Provocazione di Russell,ma come ogni provocazione verità e denuncia

si leggono sullo sfondo,la denuncia dell'intolleranza religiosa e ideologica

dell'uso strumentale della persecuzione "caccia alle streghe"

o forse "caccia ai fantasmi", creati per terrorizzare e "attenzione" dominare.


"Il mondo è pieno di fantasmi ,ma tu li hai visti i fantasmi?

No! Ma mia nonna si".

Max Stirner

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  22/12/2005 20:55:50
   8½ / 10
Film stile barocco di Russel, visivamente incredibile e di sicuro piuttosto forte dal punto di vista emotivo. Difficile da vedere ancora oggi...

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