l'amante giovane regia di Maurice Pialat Francia 1972
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l'amante giovane (1972)

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locandina del film L'AMANTE GIOVANE

Titolo Originale: NOUS NE VIEILLIRONS PAS ENSEMBLE

RegiaMaurice Pialat

InterpretiJean Yanne, Marlène Jobert, Macha Meril, Christine Fabrega

Durata: h 1.46
NazionalitàFrancia 1972
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1972

•  Altri film di Maurice Pialat

Trama del film L'amante giovane

Jean, quarantenne e sposato, ha da tempo una relazione con la giovane Catherine. Ma il loro rapporto si incrina: dopo ripetuti scontri e riavvicinamenti, la ragazza lo abbandona.

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Voto Visitatori:   7,75 / 10 (2 voti)7,75Grafico
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Voti e commenti su L'amante giovane, 2 opinioni inserite

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Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  28/11/2015 18:40:11
   8½ / 10
Come spesso accade, tipo quest'anno con Audiard, la palma d'oro non arriva al punto più alto toccato da un autore ma altrettanto frequente, appena se ne presenta l'occasione, è l'assegnazione riparatoria ad un torto procurato in precedenza, Pialat nel '72 meritava la Palma non nel '87.
'L'amante giovane' è la summa del suo pensiero, l'opera che meglio raggruppa le sue tematiche, unisce un cinema sospeso dalla realtà, pensare alla 'Regina della notte' di Borowczyk che per l'intera durata della pellicola pedina la coppia (un uomo e la prostituta) evadendoli dallo sfondo, Pialat fa altrettanto disinteressandosi delle vicende esterne alla coppia (un marito fedifrago e la propria amante), dell'azione (quotidianità, lavoro, vacanze), sforbicia in sede di montaggio tutto ciò che non rientra nel suo trattato sulla dissoluzione della coppia, si passa da una sequenza in cui lei va alla stazione dovendo spostarsi per un lungo periodo e la sequenza successiva la ritroviamo seduta al parco con lui, Pialat elude giustificazioni narrative ai bruschi tagli, il suo è un vero e proprio saggio, con uno stile molto simile a quello corrente di Cassavetes (alla Nouvelle Vague non si è mai sentito appartenente).
Enorme Jean Yanne, trasmette quella continua sensazione di ira repressa che da un momento all'altro possa emergere contro la donna, scorbutico ma generoso, geloso ma protettivo, ad ogni difetto accompagna un pregio, dialoghi brillanti ed identificatori di quei nuclei famigliari che si reggono a malapena in piedi, l'epilogo non indolore raccoglie ciò che nel tempo la coppia ha spezzato, una metaforica corda in cui alle iniziali attenzioni dell'amante si ripercuoteva l'egoismo dell'uomo, ma nel momento in cui l'amante se ne tira fuori sarà lui ad ingoiare l'orgoglio e cercarla in ogni dove.

Crimson  @  28/09/2009 22:07:43
   7 / 10
"posso dirti che chi ho amato non mi ha mai preso sul serio
e che ignoro lo sguardo di riconoscenza che una donna rivolge a un uomo" (Cesare Pavese)

Protagonista alter-ego, cifra stilistica personale difficilmente digeribile ma di caratura, approfondimento psicologico e totale disinteresse per l'azione, in un quadro narrativo quasi sospeso nel tempo: è il primo successo di Pialat e uno dei suoi film più riusciti. Fin dalla prima scena è evidente che il fulcro è una relazione ormai consumata ("l'ultima volta che mi sei piaciuto è stata tre anni fa"). Lui sceneggiatore in crisi, con un padre alcolizzato, nessuna relazione sociale e una moglie che tradisce da sei anni ma da cui non riesce a divorziare. Lei borghesotta nullafacente, volubile e in un primo tempo assoggettata alla routine della relazione fedifraga, che finalmente avrà il coraggio di troncare. Non si cede mai alla convenzione, i dialoghi sono brillanti, la risoluzione tutta da immaginare. Interpreti di spicco: Marlene Jobert (poi caduta un pò nel dimenticatoio) e Jean Yanne (autentico mattatore in 'le boucher'), con cui Pialat aveva recitato in 'ucciderò un uomo' di Chabrol.

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