la nostra vita regia di Daniele Luchetti Italia 2010
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la nostra vita (2010)

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locandina del film LA NOSTRA VITA

Titolo Originale: LA NOSTRA VITA

RegiaDaniele Luchetti

InterpretiElio Germano, Isabella Ragonese, Raoul Bova, Stefania Montorsi, Luca Zingaretti, Giorgio Colangeli, Alina Berzunteanu, Marius Ignat, Awa Ly, Emiliano Campagnola

Durata: h 1.35
NazionalitàItalia 2010
Generecommedia
Al cinema nel Maggio 2010

•  Altri film di Daniele Luchetti

Trama del film La nostra vita

Claudio (Elio Germano) è un operaio edile di trent’anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E’ sposato, ha due figli, ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena (Isabella Ragonese) è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità. All’improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta: Elena muore e Claudio non è preparato a vivere da solo. Rimuove il dolore e sposta il suo lutto nella direzione sbagliata: pensa solo a sfidare il destino, e a dare ai figli e a se stesso quello che non hanno avuto finora: il benessere, i soldi, i capricci, le vacanze, in una parola le “cose”. Per risarcire la sua famiglia, si caccia in un affare più grosso di lui e quando capisce che da solo non può farcela, si vede costretto a rivolgersi agli unici di cui si fida: la sorella troppo materna (Stefania Montorsi), il fratello timido e imbranato (Raoul Bova), il pusher vicino di casa (Luca Zingaretti).

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Voto Visitatori:   6,68 / 10 (68 voti)6,68Grafico
Migliore regiaMiglior attore protagonista (Elio Germano)Miglior sonoro
VINCITORE DI 3 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Migliore regia, Miglior attore protagonista (Elio Germano), Miglior sonoro
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Voti e commenti su La nostra vita, 68 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

topsecret  @  02/01/2017 22:12:02
   7 / 10
LA NOSTRA VITA non è affatto una commedia, non ti mette di buonumore e non ti strappa sorrisi leggeri. Il film diretto da Luchetti è un dramma famigliare forte, dove le assurdità della vita si presentano all'improvviso con un conto salato da pagare. LA NOSTRA VITA è un film ben diretto e ancora meglio interpretato, grazie a Germano che ci mette passione e talento, capace di far riflettere su quella quotidianità a cui nessuno è immune, a volte senza peli sulla lingua, altre volte in maniera cinica, ma sempre con una certa linearità e credibilità. E' una pellicola che sa come coinvolgere, che sa dove colpire e che riesce ad essere ordinaria senza risultare banale o retorica, almeno non troppo.

sweetyy  @  22/08/2015 00:54:20
   6 / 10
Dramma familiare ben diretto da Luchetti ma che non suscita abbastanza empatia nonostante la bravura di Germano.

Gaza  @  21/10/2013 16:27:57
   8 / 10
Film davvero molto triste, nonostante questo però è molto gradibile.
Mi è piaciuto moltissimo elio germano in questo ruolo, sembra cucito addosso a lui.
La storia raccontata è molto suggestiva: poche favole,solo dura e cruda realtà.
Bello davvero.

Paolo70  @  07/07/2013 20:04:42
   7 / 10
Film realistico con un dramma familiare. Da vedere come spunto di riflessione.

polbot  @  06/07/2013 23:19:17
   7 / 10
Un perfetto spaccato neorealista in cui decisamente spicca un Germano divino.. che dico.. reale!

Tuonato  @  03/01/2013 11:40:18
   6½ / 10
Quel che mi ha sorpreso principalmente è stata la perfetta aderenza alla realtà romana, questo film è uno spaccato di vita vero.
Se qualcuno fuori dalla capitale dovesse chiedersi com'è il romano verace, beh questo è Claudio.
Con la sua loquacità, generosità, rabbia, strafottenza, semplicità.
Che poi Germano ci metta tanto della sua bravura vestendo perfettamente Claudio oh, non possiamo che essere orgogliosi per una volta del cinema italiano.

Kitiara31  @  06/10/2012 10:47:41
   7½ / 10
Sceneggiatura senza infamia e senza lode, mi unisco (volentieri) al coro delle lodi a Elio Germano bravissimo, intenso, perfetto. Bravo anche Zingaretti. Raoul Bova nella parte del fratello sfigato che ha problemi con le donne fa abbastanza ridere.

Lory_noir  @  04/09/2012 21:54:30
   7 / 10
Un film valido e ben recitato dal buon cast ma comunque un po' limitato.

Xavier666  @  10/02/2012 21:01:42
   7½ / 10
Mi unisco alle litanie dei colleghi qui sotto: Elio Germano è di una bravura folle.
Ado oggi il più grande attore italiano insieme a Favino. Giudizio personalissimo.
Un voto intero al film solo grazie alla sua straordinaria interpretazione.

somberlain  @  18/12/2011 22:33:09
   6½ / 10
Dopo la piacevole sorpresa di Mio Fratello E' Figlio Unico, ecco un'altra pellicola con Luchetti alla regia e Germano come protagonista.
Beh, c'è da dire che Germano dimostra doti veramente pazzesche, riesce a dare una genuinità ai suoi personaggi che è fuori dal comune (e qui il meritatissimo riconoscimento a Cannes), e Luchetti si riconferma un regista capace, che dà il meglio di sè nei momenti più drammatici.
Il film è ricco di spunti riflessivi, che spaziano dal problema del lavoro in nero e della crisi economica ai valori della famiglia e dell'amicizia, con varie sfumature che rendono deliziosa la visione (come l'amico pusher paraplegico, sposato con una ex prostituta, che si dimostra leale e disponibile alla pari dei familiari di Claudio).
La pecca del film, a mio parere, è che viene un po' lasciato per strada il messaggio di fondo, la morale, soltanto appena accennato dal ragazzo (il manovale assunto da Claudio) e poi non degnamente approfondito, se non con sequenze di immagini (come nel finale) che lasciano comunque una libera interpretazione troppo ampia.

marimito  @  04/12/2011 19:56:46
   6½ / 10
Un Elio Germano strepitoso che salva tutto il film e gli altri interpreti.. sceneggiatura perfettibile

pinnazza  @  28/10/2011 09:51:15
   6½ / 10
Film 'germanocentrico' (passatemi il termine) e lui offre un'interpretazione perfetta.
Per il resto, niente di eccezionale.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  16/09/2011 16:24:52
   7 / 10
Grazie ad Elio Germano, la cui interpretazione ha strameritato la palma d'oro, il film si arricchisce di quelle sfumature che danno sostanza ad una storia drammatica e comune, che se avesse ruotato intorno ad un protagonista di minor pregio attoriale, forse non avrebbe così colpito. Anche il regista, tuttavia, ha saputo dirigere una storia di lutto ordinaria, non infarcendola d'inutili sentimentalismi forzati, bensì regalandole quella spontaneità e quel realismo da renderla viva e vera.

paride_86  @  30/08/2011 23:34:16
   7 / 10
Un film interessante cui, però, manca qualcosa per essere davvero brillante.
E' una storia di Italiani e lavoro, ma soprattutto è un ritratto psicologico dell'italiano medio.
Si perde un po' nel finale, dove non riesce a prendere una posizione netta su tutti gli eventi che narra.

enter  @  14/06/2011 08:26:09
   6½ / 10
classico film italiano che spizzica sempre i problemi in italia,stavolta sul mondo dell'edilizia,e dalla vita di un padre distrutto da una tragedia familiare..diciamo che e e reale e tra l'altro e stranamente recitato bene soprattutto elio germano...ogni tanto finalmente qualche chicca italiana esce fuori...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  11/05/2011 14:00:10
   6½ / 10
Forse come molti mi sono avvicinao a questo film principalmente per il premio vinto a Cannes dall'attore protagonista!
In effetti gran parte del valore del film è dovuto a Elio Germano che si cala perfettamente in un ruolo difficile e controverso...
Il titolo ci fa capire che il film non racconta solo la vita di questo piccolo operaio Romano ma che si tratta proprio della "nostra" vita...la situazione attuale del nostro paese dove c'è il lavoro nero,poca sicurezza e soprattutto dove si pensa che i soldi possano riparare a tutto!
Claudio si dimentica quasi del suo lutto cercando di seppellire la moglie con i soldi piu' che con la terra...terra che non andra' mai a visitare!
Peccato perche il film prometteva molto bene nella prima parte...Poi il figlio del guardiano morto lancia un messaggio,una morale...che rimane nel vuoto di una sceneggiatura che , o dava risalto a questo "messaggio" con eventi successivi, o era meglio fare silenzio!
E invece dopo quelle piccole frasi il film cambia registro e si prolunga in un finale quasi patetico che vuole facilitare troppo le cose...peccato davvero!

Reservor dog  @  03/05/2011 09:58:04
   6 / 10
E' chiaro che la pecca più grande di questo film sia il non aver una precisa collocazione tematica e quindi costringere lo spettatore a chiedersi se il film mirava ad essere una denuncia delle condizioni lavorative, un introspezione nel dolore d'un giovane uomo, o piuttosto un tentativo di descrivere la nostra società che faticosamente prova a compattarsi insieme alle innumerevoli etnie di cui oggi è composta. La storia risulta insomma un po' campata per aria, o meglio, un insieme di tante cose che alla fine non ne fanno nemmeno una; e non fosse per la maestosa interpretazione di Germano (a cui, più che una palma avrebbero dovuto dare un intero palmeto d'oro) e, in parte, anche degli altri interpreti, il risultato credo sarebbe stato davvero improponibile.

Black Eight  @  01/05/2011 23:36:52
   6½ / 10
E' ovvio che Elio Germano sia non solo il protagonista ma l'anima del film. La sua è un'interpretazione veramente superlativa (premiata giustamente a Cannes) che lo consacra assolutamente come uno tra i migliori in Italia, anche se purtroppo è meno in evidenza di altri. Detto ciò il film non offre molti altri spunti interessanti. Non si capisce bene dove finisce il dramma della storia personale del protagonista e dove inizia la denuncia sociale. In ogni caso Luchetti sottolinea ancora la sua firma dimostrando le sue apprezzabili capacità, resta quindi tra i più interessanti nel nostro panorama cinematografico

Alexn1  @  01/05/2011 17:11:09
   7½ / 10
Stupenda prova di Elio Germano.

PS: Correggete la scheda del film perchè io di Scamarcio e Argentero non ho visto nemmeno l'ombra a meno che non interpretassero la carriola e la betoniera...
Anche Germano inserito come 5° interprete non rende giustizia all'attore!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Dexter '86  @  10/04/2011 18:15:00
   6½ / 10
Un immenso Elio Germano e un simpatico Raoul Bova tengono in piedi un film che dovrebbe essere di denuncia ma che non affonda il colpo come avrebbe potuto.

MMarco  @  23/03/2011 04:35:21
   8 / 10
BELLISSIMO FILM.

Riccà  @  04/03/2011 20:52:01
   7½ / 10
Germano for president

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/03/2011 16.36.08
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ema3876  @  23/02/2011 15:56:21
   9 / 10
Gran bel film, Germano si conferma uno dei migliori attori italiani, una storia di vita vera, senza mai portare agli eccessi le situazioni di cui parla il film. Sono stupito dal voto così basso, era parecchio che non mi commuovevo così.

TopoXL  @  10/01/2011 10:06:15
   9 / 10
un elio germano fantastico.
il film cala perfettamente nella vita di un ragazzo normale di una periferia normale.
Tra sogni di ricchezza,coattagine,tragedie reali e integrazione culturale.
film perfetto a mio avviso.

da vedere se si ha voglia di pensare e deprimersi un po' consapevolmente..

calso  @  09/01/2011 12:26:59
   6½ / 10
Spaccato italiano ben realizzato con un Elio Germano che dal mio punto di vista è troppo sottovalutato ed in realtà è maturato moltissimo...la trama è ben articolata, e coinvolge fin dall'inizio...gli aspetti dell'Italia edilizia sono resi ottimamente e "purtroppo"molto fedeli alla realtà...

vale1984  @  07/01/2011 10:55:05
   7 / 10
bravissimo germano che affronta una parte complessa tenendo alto il valore del personaggio fino alla fine...l'inizio è dolce e poi diventa amaro e riesce a tenere fino alla fine...bova in una parte marginale è sottotono ma così richiedeva il suo personaggio...la storia è bella e molta vicina purtroppo al mondo reale dell'edilizia in italia...insomma un film che non mi aspettavo...buono.

davmus  @  06/01/2011 15:09:25
   6½ / 10
Si guarda bene senza aspettarsi chissà cosa, ma resta gradevole!

the saint  @  05/01/2011 22:28:17
   5 / 10
insomma pensavo a qualcosina di più carino leggendo i commenti sotto... niente di che

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  12/12/2010 23:44:11
   6½ / 10
Germano domina incontrastato in quest'ultima pellicola di Luchetti, specchio di quell'Italia al nero, del ricorrere ai mezzucci, di arrivare allo scopo senza curarsi tanto del come. E' un personaggio ben tratteggiato, completo in ogni suo aspetto e Luchetti segue passo passo la sua evoluzione.
Però le scorciatoie di quest'Italia d'oggi si vedono anche nel film, schematico in taluni aspetti, non approfonditi alcuni personaggi di contorno interessanti, anche se l'impostazione del regista, cioè di concentrarsi principalmente aul personaggio di Claudio, era da mettere in conto.

ValeGo  @  21/11/2010 17:15:32
   5 / 10
Il film non decolla mai... Bova pessimo come sempre..non male Germano

Souffle  @  15/11/2010 20:17:48
   7 / 10
Sono d'accordo con altri commenti... il film non è mai davvero decollato, tuttavia Lucchetti tenta di trattare tematiche attuali e di un certo spessore (immigrazione, difficoltà economiche, lavoro nero

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER ecc..).
Buon ritmo, anche se l'ho trovato in alucni punti un po' confusionario...
Grande Germano..non sbaglia un colpo!

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Invia una mail all'autore del commento bleck  @  14/10/2010 00:13:14
   6 / 10
film discreto, il soggetto e la bravura di germano potevano dare adito ad un film di notevole spessore ma purtroppo quella scintilla che tramuta un discreto film in un grande film non è scattata. poco credibile bova nella parte del fratello tontolone per non parlare poi di zingaretti con i capelli da fricchettone...davvero si poteva evitare...con tanti attori sulla piazza...
evidentemente il produttore avrà preteso quei nomi nel film per poterlo poi distribuire meglio....

maurimiao68  @  11/10/2010 18:08:15
   5 / 10
Decisamente meglio i precedenti "mio fratello è figlio unico" e "dillo con parole mie"...raul bova poi..mamma mia..ma ancora lo fanno lavorare??ke pena!!!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  28/09/2010 11:51:54
   5 / 10
Lucchetti con "La nostra vita" gira un film di denuncia su un paese corrotto, su un paese sempre più povero, sull'illegalità dilagante in Italia, sul lavoro nero, sulle morti bianche, sugli extracomunitari o comunitari a fatica accettati, sui poveri che sembrano costretti a diventare disonesti per potere "tirare avanti". Un film che adotta troppi mezzucci, troppe facilonerie e soprattutto troppo superficiale per così tanti temi importanti.
Se non fosse per la grandiosa prova di Germano, supportato comunque da un ottimo cast, il film non varrebbe nemmeno la visione.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  24/09/2010 14:21:11
   5½ / 10
Un immenso Elio Germano tiene in piedi un film ambizioso che in tutta onestà si limita ad un'osservazione mediocre e fastidiosamente indulgente di spinose problematiche.
Vorrebbe essere specchio dell'Italia corrente,quella dei cervelli ottenebrati.Il belpaese del compromesso, del sotterfugio ,dei comportamenti da "fijo de ‘na ********" giustificati dalla smania di apparire,di consumare senza freni.
Mutui improponibili,bollette sempre più martellanti,perenne rialzo del carovita non sembrano impensierire più di tanto l'italiano medio,concentrato nell'accumulare "la roba" ,arrivando addirittura a elaborare un lutto devastante mediante il possedere.
A Luchetti preme descrivere una società fatta di lavoro nero,di individui trattati peggio delle bestie e la cui morte non vale nulla,di extracomunitari sfruttati fino all'osso da imprenditori senza scrupoli,di illegalità dilagante e di perdita morale che ormai hanno corrotto il paese.
Per farlo si rivolge a quell'Italia popolare e popolana che canta a squarciagola Vasco,chiama un figlio come il famoso rocker , se ne va in giro con la felpa della propria squadra di calcio e si esprime con forte inflessione dialettale.Mezzucci grossolani per descrivere un determinato ambiente,troppo schematico e privo di sfumature,quasi snobistico nel catalogare quell'umanità oggi galleggiante tra ricchezza sproposita e povertà.
Il regista non inquadra uno spaccato probabile,è superficialmente convenzionale ma soprattutto buonista,mostrato il problema lo risolve (o meglio,illustra)in poche battute con un ammasso di fiacche sequenze.Ha dalla sua un cast di gran livello,detto dell'eccellente Germano pure gli altri si muovono con grande aderenza al ruolo (Colangeli e Montorsi su tutti),ma assolve qualsiasi malefatta a dimostrazione della benevolenza di un paese dove farla franca è ormai la prassi.
Incoerente il cambio di registro sul finale,suscita piacere la comprensione della necessità di presenza amorevole oltre che materiale,ma la favoletta accomodante non tiene botta.

zeta  @  03/09/2010 10:15:29
   5½ / 10
Francamente una mezza delusione. Germano a parte, sbagliati gli altri attori. Isabella Ragonese è troppo delicata per fare la romanaccia (meglio la Ramazzotti?); Raul Bova è improbabile in un ruolo del genere. Ma l'anello debole del film è in una sceneggiatura confusa, che parte da un lutto per poi prendere strade completamente differenti, che non c'entrano nulla con l'elaborazione del lutto stesso, di cui si torna a parlare solo nel finale. Il risultato è un film sconclusionato, che sembra mettere sul piatto troppi elementi senza approfondirne nessuno e senza una regia che dia spunti particolarmete interessanti.

Invia una mail all'autore del commento Living Dead  @  18/08/2010 19:01:28
   5½ / 10
Tipo film italiano di denuncia ma che dimostra di non avere gli attributi necessari per andare fino in fondo al problema.
Regia stancante che appesantisce inutilmente il film il cui unico punto di forza è il cast che offre delle ottime prove, per il resto è tutto già visto e poco interessante.

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/08/2010 19.19.07
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vjvjen  @  09/08/2010 02:36:42
   6 / 10
Un film sufficiente. Realista. Non mi ha emozionato in alcun modo.

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  19/07/2010 11:34:02
   7½ / 10
Una premessa necessaria: il mio coinvolgimento emotivo in questo film è stato fortissimo, per diverse ragioni, quindi mi è difficile essere obiettiva. Quando Lucchetti - senza troppo paraculismo ma a orologeria - cerca la lacrima, in me l'ha trovata senza nemmeno troppa fatica.
Detto questo, La nostra vita si regge sull'interpretazione monumentale di Elio Germano, che non sembra nemmeno recitare e, secondo me, a tratti improvvisa perfino, andando oltre copioni e indicazioni registiche. La figura di un papà vedovo che si perde nella fanghiglia di appalti e subappalti, oltrepassando i confini della sua onestà di fondo per contentare i suoi bambini, è dura, reale: commuove e al contempo innervosisce.
Ottimi i comprimari, bello lo script.
Insomma, senza obiettività mi ha fatto piangere come una disperata... con obiettività è un bel film e il premio a Germano è meritatissimo.

4 risposte al commento
Ultima risposta 20/07/2010 20.05.42
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jiko  @  04/07/2010 13:04:38
   9 / 10
Un film di estremo realismo, Lucchetti porta sullo schermo argomenti delicati e drammatici come il lavoro nero, le morti sul lavoro, il degrado delle periferie, la malavita e riesce a fotografare una società italiana dedita solo ai consumi e a un benessere illusorio. Un cast affiatato e perfetto su cui spicca tra tutti un bravissimo Elio Germano.

marco86  @  04/07/2010 03:59:44
   6½ / 10
non riesco mai a dare voti alti a questo genere di film: si tratta del solito film all'italiana, iperrealista e che in fondo affronta sempre le stesse tematiche.
onestamente, poi, come mi capita con altri film dello stesso genere, non ho ben capito dove volesse andare a parare, e condivido alcuni dubbi espressi da fidelio poco sotto.

se do cmq un voto sopra la sufficienza, è per diversi motivi:

1) Elio Germano... mi è sempre piaciuto e qui l'ho apprezzato davvero tanto... pareva vero;
2) in fondo mi ha anche coinvolto in qualche modo, come se mi raccontassero una storia che mi riguarda;
3) l'idea di scegliere Raul Bova (imo nella top 3 dei più boni di sempre, sopra a brad e sotto a me) per interpretare la parte dell'uomo single sfigato, è talmente scema che mi ha fatto divertire;
4) da tutte quelle situazioni che ci univano
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano
da tutte quelle situazioni che non tornano mai!
Perché col tempo cambia tutto lo sai
cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi!
e cambiamo anche noi!

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  30/06/2010 15:03:03
   7½ / 10
Ottimo film, un ritratto amaro e realista dell'Italia di oggi, con un Germano a cui viene finalmente data la ribalta internazionale.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  27/06/2010 13:47:19
   6 / 10
Sono stato molto indeciso sul voto da assegnare a questo film, ma alla fine ho optato per una sufficienza.
L'elaborazione del lutto è trattata in modo interessate, ma la sceneggiatura non arriva dove dovrebbe.
L'inizio è troppo furbo e scontato. Da Rulli e Petraglia mi aspettavo qualcosa di più... la rappresentazione dell'idillio familiare è scolastico ed è fin troppo facile intuire come la sceneggiatura evolverà. Assolutamente da bocciare in questo inizio sono l'aspetto scenografico e registico. Il primo ignora completamente la realtà nella quale viviamo, il secondo predilige l'estetica alla sostanza. I maestri degli anni 70 si sarebbero sentiti male a vedere tanto scempio.
Ma anche a livello concettuale tale rappresentazione è sbagliata: la reazione del protagonista è quella di buttarsi a capofitto nel capitalismo per far soldi e compensare con esse le mancanze. Ma nella prima parte tali mancanze non sono messe in evidenza e ciò non da forza alla sua scelta. Il film lentamente si incanala però in una difficile via che percorre discretamente anche grazie alla bellissima interpretazione di Elio Germano.
Si perde poi nuovamente in un finale assolutamente sbagliato, che non morde, troppo veloce e sbrigativo. E qui la colpa è della sceneggiatura che manca di coraggio. Non arriva dove dovrebbe. Il conflitto si risolve in modo patetico e scontato e non riesce a conferire al film la giusta durezza.
Ma il film non è tutto da buttare: ha un suo discreto intento di denuncia sociale e mostra una realtà fin troppo nota, ma ignorata.
La regia strizza l'occhio a Muccino e forse lo fanno (purtroppo) anche gli sceneggiatori.
Un film vedibile, ma che si ricorderà più per le parole dell'attore a Cannes che non per i suoi contenuti.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  25/06/2010 08:20:36
   4 / 10
Ennesimo film di denuncia sociale che ci propone il nostro cinema di cui francamente ne abbiamo piene le scatole e poi si sapessero fare......

In primo luogo il film manca di sufficiente mordente, Lucchetti è troppo benevolo verso il suo protagonista, gli da tante giustificazioni morali e questo elementi taglia le gambe a qualsiasi intento di denuncia sulla situazione italiana.
Il dramma si presenta come ingombrante e la redenzione è posticcia e nuovamente paracula.
Il finale addirittura conciliatorio, insomma un film in apparenza di denuncia ma assolutamente buonista e privo di mordente.
Lo stile è invece addirittura irritante, la telecamera a mano per tutta la durata del film che si concetra solo in primi piani da un lato esalta l'interpretazione del protagonista, dall'alto appesantisce inutilmente la visione del film.
Classica scelta autoriale assolutamente fuori luogo poichè inoltre sottolinea l'aspetto intimista e non sociologico e di denuncia.

Nel complesso, ripeto, solito film all'italiana, poco ispirato e sopratutto senza coraggio, di un Lucchetti che mi convince sempre meno.

Bravo Elio Germano anche se, in un film che si rifà alla tradizione verista ci sarebbe voluto un'attore fisicamente più credibile ma questa è una mia personale opinione.

wuwazz  @  19/06/2010 19:56:29
   6½ / 10
mi stava piacendo molto fino a 20 minuti dalla fine.... Tutto troppo semplicistico buttato lì, per chiudere un film che alla fine si rivela essere sorretto dall'interpretazione di un fenomenale Elio Germano, finestra delle emozioni sul mondo (quasi) reale riprodotto nel film. Peccato. Un'ottima occasione sprecata: una solida struttura che si sbriciola negli ultimi 20 minuti. Un grande mistero

Rotkäppchen  @  19/06/2010 00:29:58
   8½ / 10
Semplicemente vergognosi i commenti che ho dovuto leggere. 4 - 4,5 - 5,5 - 6 ? Oh, ma stiamo scherzando? Luchetti senza retorica, senza mezzi termini, racconta com'è veramente questa schifosa italietta (ed è per questo che a *sapete chi* non è piaciuto). Scusate, al momento, oltre a cinepanettoni e il solito Tornatore che fa tutti film uguali, cosa c'è in Italia? Niente. Questa è la speranza della rinascita del cinema italiano.
Poi devo leggere anche della scelta sbagliata di usare il romanesco. Ma stiamo scherzando? Mi sa che non siete mai stati su un cantiere - romano, in particolare -, perché altrimenti rimareste a bocca aperta per come è ricreato perfettamente il clima di lavoro, dove il capo sgrida a tutti, dove ha tanti impicci da risolvere.
Vorrei dare 10, ma purtroppo ne servirebbero una 15ina di 10 per far alzare la media vergognosa che ha questa pellicola.

2 risposte al commento
Ultima risposta 19/06/2010 02.05.36
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR jem.  @  17/06/2010 11:20:24
   7½ / 10
Veramente una bella visione.
Bellissimo e bravissimo Elio Germano.
Lacrimuccia e coivogimento sincero per questo giovane padre che cerca di arrabattarsi nel mondo dell'edilizia, commettendo un passo sbagliato dietro l'altro, ma non perdendo la voglia di riuscire.

"E la vita continua
anche senza di noi
che siamo lontano ormai
da tutte quelle situazioni che ci univano
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano
da tutte quelle situazioni che non tornano mai! "

FABRIT  @  13/06/2010 12:31:16
   7 / 10
Buon film!Grande Elio Germano......meritato il premio a Cannes!

willard  @  09/06/2010 14:57:32
   7½ / 10
Un intensa storia di vita, che come dice il titolo stesso, potrebbe appartenere a chiunque fra piccole gioie e grandi dolori, amicizie varie e conoscenze ambigue.
Un grande Elio Germano (che vince il premio come miglior attore a Cannes per questa sua interpretazione) che si trova ad affrontare una situazione che lo pone di fronte a grandi dilemmi, continuare a vivere nel vuoto assoluto, dopo una grave perdita, o porsi degli obiettivi che per quanto difficili e illeciti gli consentano di andare avanti, inseguendo il vil denaro che, però, in fondo non sarà l'unica cosa per la quale vale la pena esistere.
Un appunto al cast indicato sopra: Riccardo Scamarcio e Luca Argentero mi sa proprio che non ci sono in questo film, mentre confermo la presenza di Raoul Bova nell'insolita parte del fratello un po' imbranato e, soprattutto, di Luca Zingaretti che nella parte del pusher vicino di casa, ormai sopraffatto dalla vita, rappresenterà quasi un'ancora di salvezza per il protagonista ;-)

branco  @  06/06/2010 21:21:10
   7½ / 10
In parole povere un BEL FILM ! !

1 risposta al commento
Ultima risposta 06/06/2010 21.23.21
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exdinu  @  05/06/2010 01:22:14
   5½ / 10
Il Lucchetti di E' arrivata la bufera , La Scuola e de Il Portaborse è un altro Lucchetti; qui l'argomento che si coglie

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER è di attualità, ma la storiella, dolce-agro-dolciastra- con finalino da produzione americana, per me, lascia un po a desiderare;

NandoMericoni  @  03/06/2010 11:36:24
   8 / 10
uno dei film migliori visti questa stagione, un punto in più solo per il "solito" Germano che ormai non sbaglia un colpo...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  01/06/2010 23:54:39
   6½ / 10
La morte di Elena (Isabella Ragonese, ottima in "Dieci inverni" e qui conferma le sue doti) rappresenta il punto di svolta nella vita di Claudio (Elio Germano); da quel momento, diventa un vero "italiano" a cui interessano solo i "sordi", in qualunque modo arrivino...è il proletariato del terzo millennio, è il popolo dei centri commerciali, quelli che pensano di essere ricchi, pur essendo poveri. All'ingiustiza sociale Claudio risponde con la disonestà che lo metterà in seri guai fino all'evitabile lieto fine...Della pellicola rimangono una più che discreta sceneggiatura (di Rulli e Petraglia), in particolare nella prima parte, una buona prova registica con le riprese asfissianti sui protagonisti a voler dare ancor più il senso del reale e la straordinaria prova attoriale di Elio Germano, giustamente premiato a Cannes dove ha dedicato il premio agli italiani che non si arrendono, cercando di fare dell'Italia un paese migliore, nonostante gli attuali politicanti.

outsider  @  01/06/2010 17:52:07
   6 / 10
i titoli di coda recitano che questo film è stato definito di interesse culturale.
certamente la pellicola getta un fascio di luce sul mondo dell'edilizia e su tutti i suoi problemi, questo è un pregio, ravviso in questo film molti pregi e difetti.
la tecnica di ripresa usata è quanto mai penosa, gira la testa a guadare le pessime inquadrature, specie nei primi 40 minuti di film, evidentemente voluti per acuire l'aspetto reale sempre presente. non era necessario, giacchè forse uno dei pregi di questo film è proprio quello di poter essere definito un prodotto di quello che potremmo chiamare "il nuovo neorealismo".
mi spiace per gli estimatori dell'attore, ma a me elio germano fa pena. a prescindere dal fatto che non ho ancora capito se sia rosso o bruno, causa la barbetta rossa e i capelli scuri, particolare comunque trascurabile, a me il suo ghigno e la sua faccia danno la nausea.
per scherzare un pò voglio dire che solo una mente perversa poteva piazzarlo come fratello del bellissimo raoul bova, peraltro eccellente nella recitazione in questo film e amabile nelle sue sfumature.
zingaretti bravissimo, un istrione...cavolo, sa veramente impersonare tutti i tipi.
brava l'attrice che fa la moglie del germano...per poco perchè non posso ricadere nello spoiler qui, comunque amara la realtà, mi ripeterò, dell'edilizia che fa scadere ancora di più il personaggio di germano quando si rivolge al signore straniero che fa l'operaio e che, molto umilmente, aveva evidentemente detto prima di essere un pediatra. dobbiamo rispettare questa gente, specie quelli di quei popoli che hanno la forza, per vivere, di accettare quel prezzo da pagare.
il personaggio della rumena e del ragazzo rumeno, anche loro fanno cadere il personaggio di germano. l'attrice bella e autentica ed il ragazzo genuino, sono aspetti reali della nostra quotidianità ormai. una Roma che non si vede mai, il film non è girato in città, ovviamente, ma che si sente presente nei dialoghi, peraltro fastidiosi perchè le parole sono biascicate sottovoce. Bova sempre bene, anche nella recitazione, come peraltro zingaretti.
germano davvero amorfo, forse il regista voleva questo per sottolineare un tipo senza nerbo ed allo sbando, fatto che si evince anche per il tema fulcro del film dopo il triste evento, ovvero il suo cercare di aver denaro per fare chissà cosa.
la ricostruzione scenica non giova al tutto, poichè le riprese sono davvero troppo strette, spazi angusti che tolgono ariosità alle inquadrature, peraltro intrise da colori smorti, ma forse anche questo era voluto.
abiti di scena brutti, casting peggio, ovvero acconciature quasi assenti, si è ecceduto quasi a voler ripercorrere i tentativi dei ritratti italiani che potevano essere consoni a film come brutti, sporchi e cattivi ma non qui, perchè? d'altra parte il bellissimo bova addirittura all'inizio sembra davvero che sia uno che vive ai margini da pescatore, salvo riscoprirlo poi poliziotto municipale.
un voto a metà mi pare quanto mai adeguato.
il film scorre così e così e ti lascia con una tristezza da pugno nello stomaco.

4giulio  @  01/06/2010 12:32:12
   7½ / 10
oltre all'ottima recitazione di Elio Germano, direi che è un film molto intenso e ben diretto...mostra bene lo stato d'animo del protagonista, dal dolore alla voglia di rivincita nei confronti della vita...viene descritta perfettamente una classe sociale non agiata che fa dell'unione, dell'amicizia e della famiglia la propria forza...

eravo  @  01/06/2010 09:09:38
   8 / 10
a volte penso che il cinema italiano non va avanti anche a causa di una critica troppo severa come tanta che ho letto su questo forum. Naturalmente chiunque può scrivere quello che vuole, ma alcuni commenti all'ultimo di Lucchetti mi sembrano un pò ingenerose e alla ostinata ricerca del famoso pelo nell'uovo. Secondo me "la nostra vita" racconta, in modo Apolitico, Apreconcetto, Apregiudiziale, l'Italia in cui viviamo: si lavora al nero con la convinzione che sia giusto, si cerca di far soldi con la convinzione che quella sia la felicità, ci si fa aiutare dalla 'famigghia' perchè così succede (a chi non è successo?), si ama con tutto il cuore i propri figli ma in modo sbagliato. In questo c'è la potenza del film, oltre alle ottime e non convenzionali interpretazioni: fotografare l'italia e Lucchetti lo ha fatto senza pietà. Poi quest'italia può piacere o meno (a me no!), ma la fotografia è stata scattata veramente bene!

4 risposte al commento
Ultima risposta 03/06/2010 09.06.07
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  31/05/2010 21:29:27
   7 / 10
Sempre bravo Luchetti, che a me piace molto. Con l'ennesima, decisa virata, Luchetti sforna un affresco dolorosissimo che sa però anche sdrammatizzare una situazione in cui da ridere c'è poco.
Tutti gli stereotipi sono capovolti: Germano è un coattello, Bova un imbranato represso, "Montalbano" uno spacciatore disabile. Però funziona tutto ad orologeria, ed il coinvolgimento alla fine è massimo nonostante tutto.
Come al solito, Luchetti riesce a far recitare bene pure i sassi (sorprendente Raul Bova), ma il miracolo lo compie Elio Germano che, già bravissimo per i fatti suoi, qui sforna l'interpretazione della carriera, una cosa di livello internazionale.
Bene così.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  31/05/2010 11:49:49
   8 / 10
Doloroso ed emozionante fino all'ultima inquadratura, l'ultimo Lucchetti secondo me è un prodotto perfettamente riuscito con il pregio non indifferente di riuscire a spazzar via molti clichè e luoghi comuni da film con un paio di caratterizzazioni davvero meravigliose: Zingaretti è uno spacciatore ma è anche un disabile, Raul Bova è un bell'uomo ma questa volta recita nella parte del timido sfigato con le donne. Oltre a loro c'è un Germano ai massimi livelli, giustamente premiato a Cannes.

I detrattori - e ne leggo parecchi - urleranno che la realtà delle cose è ben più triste e drammatica - il finale abbastanza consolatorio è forse l'unico punto debole - ma per me va bene così, Lucchetti non è Loach e magari non ha neanche l'ambizione di esserlo: La Nostra Vita coniuga contenuti di spessore a un semplice intrattenimento. E la fa perfettamente, senza alcuna caduta di tono.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  30/05/2010 12:59:55
   6½ / 10
Luchetti fa il Ken Loach italiano. Ci prova, senza mantenere il piglio critico e la giusta distanza fino in fondo. Con una regia stretta addosso ai personaggi, senza lesinare in amarezze e crudezze, "La nostra vita" coniuga felicemente l'acredine sociologica con una vicenda che sa coinvolgere ed emozionare (turbare, angosciare).
E però l'operazione riesce solo a tratti, anche se spesso - tolto il finale - in modo più che buono.
Ma se è vero che dal finale occorre giudicare l'intera opera, purtroppo questo film non si sottrae al più grande limite del cinema italiano di oggi: non essere severo sino in fondo. Non portare la critica impostata sino alle sue estreme conseguenze. Far riconciliare alla fine lo spettatore con personaggi con i quali è possibile identificarsi senza farsi davvero orrore.
Un film come "This is a free world..." di K. Loach terminava mettendo i brividi addosso. Questo "La nostra vita" a partire dal titolo indica come vuole essere visto. Con un abbraccio collettivo. Con un "volemose bene" ché la realtà è brutta brutta brutta: e meno male che alla fine le cose "s'aggiusteno" (anche se il fatto che il denaro non sia tutto, e che stiamo sbagliando, va detto e viene detto).
Il personaggio del pusher-strozzino di Zingaretti è un vicino di casa tutto sommato affidabile (!), ...e via di questo passo.

Si esce dalla sala turbati, inquieti, magari anche disgustati: però con la sotterranea sensazione, consolante, che la solidarietà, la "famigghia" e i sentimenti meno male che ci sono, in un orizzonte per il resto così brutto... E questa è una convinzione italianissima, italicissima. E' il "particulare" e l'orticello.
Ed è la grave contraddizione da cui il film non si salva.

gringo80pt  @  29/05/2010 08:29:37
   7½ / 10
La prima parte pecca un pò nei dialoghi, ma la fotografia è eccellente: il regista riesce a catturare in modo impeccabile scene di vita quotidiana.

Elio Germano e Raoul Bova non saranno da Hollywood, ma riescono benissimo nei loro ruoli.

Una leggera pesantezza inizia ad emergere nella seconda parte del film, ma la cruda realtà, che viene proposta, e la trama ben organizzata non fanno precipitare l'attenzione.

Ottima colonna sonora.

BUONA PROVA DEL CINEMA ITALIANO.

Jumpy  @  28/05/2010 01:30:40
   6 / 10
Uno spaccato crudo e verosimile di certe realtà del Centro Italia.
Se la cavano piuttosto bene Elio Germano e Stefania Montorsi, Raul Bova viene relegato in un ruolo assolutamente marginale.
Emerge, tra le righe, la "morale dei buoni sentimenti", ma il film, tolto qualche brivido nella prima parte, non decolla mai.

frasc83  @  26/05/2010 16:57:19
   5½ / 10
Brutta prova di Luchetti che dopo il capolavoro de "La scuola"e la buona prova di "Mio fratello è figlio unico"non riesce ad essere altrettanto efficace.Anzi non lo è per nulla.Trama che non decolla mai e per di più senza un filo logico ben preciso,musiche di sottofondo messe un pò a caso ,romanità a volte troppo ostentata e sinceramente anche la prova di Germano non mi è parsa gran chè.

Vegetable man  @  26/05/2010 11:06:34
   5 / 10
Parentalismo esentasse: questa la formula economica prevalente nel nostro paese. Peccato che questo e molti altri temi siano rappresentati con troppa superficialità nel film di Lucchetti. Non affonda, non è incisivo, non coglie nel segno. Bene Elio Germano, ma la sua presenza 'fagocita' gli altri personaggi.

Imbarazzanti le sequenze con le canzoni di Vasco; capisco che siano rappresentative del 'credo di vita' della frangia di popolazione che Lucchetti vuole portare in scena, ma il suo maestro Moretti aveva tutt'altra sapienza nel dosare queste sequenze canore.

A parte questi pochi appunti, il resto lo avete ben detto già voi. Non sufficiente.

Lavezzi78  @  24/05/2010 18:53:40
   6 / 10
Mi aspettavo di più da Lucchetti. Il film non mi ha convinto molto. Bene l'interpretazione di Elio Germano, ma gli altri personaggi sono tutti macchiette....Mi erano piaciuto molto di più Mio fratello è figlio unico e la scuola. Lucchetti rimandato!

alex25  @  24/05/2010 15:14:43
   7½ / 10
Leggermente inferiore a "Mio fratello è figlio unico" che reputo il film migliore del regista, in questo c'è un passaggio chiave troppo frettoloso che chiude in maniera un pò anomala il cerchio del film.
Non si discute sul fatto che Elio Germano ha dato sostanza a questo film, abbiamo un grande attore in casa e credo che a breve verrà apprezzato anche dagli americani. Davvero incredibile la sua performance... e non è la prima volta.

scottlumber  @  24/05/2010 12:22:00
   4 / 10
non è che una buona interpretazione renda un film altrettanto buono (io perlomeno non vado al cinema per vedere prove d'attore) e in questo film, a parte l'ottima recitazione di Germano, si fa fatica a trovare qualcosa di interessante. non è un caso che tutto lo svolgimento sia centrato sulla storia del protragonista, e che gli altri personaggi finiscano per restare al più delle macchiette.
ma non è questo il difetto principale che ho trovato in questo "La nostra vita". Il film soffre di tutta una serie di superficialità e contraddizioni che rendono un soggetto potenzialmente ad alto tasso drammatico - morte, prestiti a strozzo, degrado - un prodotto finale tutto sommato piatto.
Le debolezze sono nelle reticenze nel collegare i vari snodi del plot tra di loro, e in un semplicismo di fondo che sembra figlio della fretta di finire il film, ad ogni costo.
Si passa dalla storia d'amore di questi ragazzi, così freschi nonostante 2 figli e un terzo in arrivo, al cinismo di Germano che salta il lutto per approdare direttamente alla sete di accumulazione. c'è il rapporto con il ragazzo romeno che cresce senza spiegazioni (ok il senso di colpa, ma è sufficiente?) e che culmina in una paternale finale da parte di Andrei che lascia il tempo che trova. c'è poi una versione edulcorata dell'usuraio, che non perde l'aplombe neanche quando rischia la vita per la mancata riscossione del denaro prestato. dulcis in fundo c'è un problema che si complica lungo tutto l'arco del film - il subappalto e le difficoltà di Germano nel portarlo a termine - e che alla fine si risolve in 2 minuti, come se il protagonista si fosse giocato un jolly.
il tutto condito da una regia fatta di continue inquadrature ravvicinate e da poco altro.
bene Elio Germano, molto credibile nella sua parte (detto da un romano), per il resto un film che si può tranquillamente evitare.

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Ultima risposta 24/05/2010 21.07.22
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Rand  @  24/05/2010 11:18:30
   8½ / 10
Luchetti si era un pò perso negli anni passati, dopo ottimi film come la scuola, discreti come i piccoli maestri con questo ha cercato il "realismo" della società italiana contemporanea. Ci è riuscito in parte, indubbiamente essere unico film in concorso a Cannes ha pesato non poco, certo rispetto ad un la stanza del figlio di moretti, trionfatore a suo tempo, ma con la tragedia in primo piano questo film ha poco da spartire. Luchetti riesce ha creare un contesto credibile, non bello, ma credibile, Elio Germano è figlio di quest'italia, che si ammazza di lavoro nei cantieri a fare muri, in nero, senza assicurazione, con gli immigrati, per portare a casa la pagnotta, la morte come quasi sempre porta la sua esistenza ad un bivio, abbandonarsi alla disperazione o tenere botta, ma cercando un sollievo nel lavoro, nel "fare soldi senza fatturare". Perchè se c'hai le cose devi mostrarle, per far vede... Claudio è il prodotto di questa italia, furba, violenta, spietata. Perchè è questo che siamo diventati, un paese senza diritt, senza speranza, in cui ognuno cerca di sfangarla come meglio crede, dove i sindacati si ricordano degli iscritti solo quando conviene, ma l'egoismo impera e Claudio decide di farsi furbo...per cosa?
Un pò di soldi, POCHI SOLDI, ma i soldi come dice il ragazzo rumeno non aggiustano le persone!
Gli esseri umani si aggiustano a vicenda, con la solidarietà, l'amicizia, la comprensione. Cast perfetto da germano a zingaretti, raul Bova, Isabella aragonese, insomma tutti. Musica semplice, con la hit di Vasco come pezzo forte, scenografie reali, insomma tutto perfetto, Kowaski ha criticato il film, io non concordo pienamente, certo un finale più drammatico avrebbe aumentato semplicemente la drammaticità della storia, ma a che pro?
In definitiva un film che fà riflettere molto sulla nostra vita presente e futura, perchè viviamo un esistenza critica, senza sbocchi, senza prospettive, ma in realtà poi le poche cose contano veramente, non la palystation, l'auto o cche altro. LA SEMPLICITA' questo conta, è un film semplice, secondo me.
DA VEDERE

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  24/05/2010 01:02:36
   4½ / 10
Sono generalmente bendisposto nei confronti del cinema italiano, ma non è possibile essere razionali quando le grandi pretese sfociano in un risultato che definire parodistico è poco. Ok, gente come Giorgio Diritti ce n'è poca, però finiamo spesso per plaudire codesti veicoli sociali dimenticando che la lezione di Francesco Rosi o Elio Petri è andata nel tempo progressivamente perduta. E allora è facile tirare in ballo il buonismo incoraggiante dell'ultimo Luchetti, capace di ravvisare i nervi scoperti della società italiana senza calcare la mano più del dovuto, a parte la recitazione di Elio Germano, fortemente provato dalle sue debolezze maschili (come se questa vitalità indicasse una nuova forza nella precarietà caratteriale degli italiani di oggi).
"La nostra vita", unico (?) film italiano in concorso a Cannes, mette ancora più in evidenza tutti i pregi e i difetti del nostro cinema, diventando a modo suo "rassicurante" proprio nella superficialità con cui tratta certi temi: come a dire "non possiamo pretendere di più".
Io, invece, pretendo di più e di meglio: la realtà è molto diversa da questo spaccato social-familiare dove, con la pretesa morale di un lutto da elaborare, abbondano i luoghi comuni sullo sfruttamento del lavoro e sugli extracomunitari. Non si può accettare una sequenza ridicola e ottusa come quella dei lavoratori in nero (o senza permesso di soggiorno, la stessa cosa nell'equazione qualunquista del pensiero comune) che scappano appena vedono un'auto della polizia guidata dal povero Raoul Bova, e si nascondono fino a quando il "dirigente" li avvisa che è tutto a posto.
Accidenti, se la realtà fosse ben più amara di questa, avrei riso davvero di gusto.
E "La nostra vita" racconta ogni minima meschinità di Claudio, personaggio che domina tutto il film fino allo sfinimento, ma in fondo è così garantista nei confronti di questo povero giovane vedovo che arranca come può, arrivando al suo culmine a tenere in braccio il figlio più piccolo per impietosire i dipendenti mentre confessa di non poterli pagare per un mese.
Ma poi, perchè spaventarci? In fondo tutto passa, attraverso la famiglia, tutto ha il sapore lieve di un'incoscienza che va premiata, perchè tale deve essere, e del resto è così che vegeta lo squallore morale del nostro paese di oggi.
Alcuni dicono che il film mantiene uno splendido equilibrio: naturale, visto che non rischia nulla, e Luchetti è incapace di approfondire anche un personaggio finalmente diverso come quello di Raoul Bova, per una volta più sopportabile del solìto.
Poteva scavare in quelle amarezze celate e sfruttare abilmente le sue debolezze, invece preferisce oscurarlo per lasciare spazio a un Germano forse acuto ma avvilente nelle sue contraddizioni.
Tra i comprimari, salverei il solo Zingaretti, nonostante la convenzionalità con cui costruisce il personaggio (e a dirci poi che un disabile non trova lavoro se non fa lo spacciatore, beh ce ne passa con tutto il rispetto per la demagogia a banda larga!).
Insomma, "La nostra vita" mi è parsa l'ennesima occasione perduta, così stucchevole nella sua esposizione lasciva dei sentimenti (cfr. persino "scandalosa" quando i bambini sperano di rivedere inconsciamente la loro madre) e dannatamente falso quando cerca di calarsi in una realtà scomoda senza colpo ferire, abile solo a rovesciarci addosso un malessere che passa grazie alle risorse del destino (o della furbizia).
Le lacrime di Germano sono sincere, ma questo nostro cinema non ha certo motivo di rallegrarsi

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Ultima risposta 19/06/2010 00.34.08
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