la vita oscena regia di Renato De Maria Italia 2014
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la vita oscena (2014)

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locandina del film LA VITA OSCENA

Titolo Originale: LA VITA OSCENA

RegiaRenato De Maria

InterpretiIsabella Ferrari, Clement Metayer, Roberto De Francesco, Iaia Forte, Andrea Renzi, Duccio Camerini, Anita Kravos, Miriam Giovanelli, Eva Riccobono

Durata: h 1.25
NazionalitàItalia 2014
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 2015

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Trama del film La vita oscena

Rimasto solo, per lo sgretolamento improvviso della sua famiglia, Andrea, intraprende un viaggio alla ricerca della morte, ma finisce per trovare la vita. Sulle ruote del suo skateboard Andrea inizia così un percorso allucinato, in cui la visione drogastica si sovrappone alla realtà, deformandola. In attesa di una fine che non arriva e non arriverà mai, attraverserà il fuoco onirico della dissoluzione, inseguito dallo sguardo della madre. Fino a trovare il senso più profondo della sua Vita Oscena.

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Voto Visitatori:   5,25 / 10 (4 voti)5,25Grafico
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Voti e commenti su La vita oscena, 4 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Vax87  @  27/04/2016 18:45:42
   7½ / 10
No, questa volta mi dissocio, il film mi è piaciuto molto e l'ho trovato , per essere un prodotto italiano, originale e coraggioso, fotografie meravigliose e anche il montaggio da alcuni criticato l'ho trovato ben riuscito, il problema è che le persone prima di visionare un film devono prepararsi a ciò che stanno per vedere, non è un titolo per qualsiasi momento quello sicuramente in quanto vuoi che scorre lento, vuoi che tratta un tema sconfortante quale la ricerca di morte tramite la distruzione totale del corpo e della mente, in alcune scene io mi son sentita angosciata davvero, la solitudine, la noia e la tossico dipendenza del protagonista sono disarmanti, il libro è senz'altro altra roba ma il regista a mio avviso ha saputo fronteggiare questa missione non poco coraggiosa e c'è riuscito bene, belle le musiche e carini i vaneggiamenti poetici di una sconfinata malinconia per poi sfociare in un lieto fine ( il ritrovo di dare un senso a sè stesso e la voglia di ricominciare a vivere).

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  12/06/2015 01:44:10
   6 / 10
Scelta difficile o pretenziosa? Entrambe le cose. Il guaio e' che e' tratto da un libro bellissimo e spaventoso come quello di Aldo Nove. Ok ci azzecca De Maria con quel senso di straniamento che si respira, ma gigioneggia alla grande con uno stile da videoclip. Soprattutto, omette misteriosamente quasi tutto cio' che nel libro e' Osceno veramente. Tutto sommato non mi e' dispiaciuto, ma tra le due scelte consiglio di correre in libreria a comprare il libro. Brava la Ferrari, scialbo Metayer

Jumpy  @  25/02/2015 22:18:34
   3 / 10
Visto a Venezia... fino alla fine... con pubblico che, via via, si è più che dimezzato.
Sinceramente, un lavoro del genere poteva far presa,
forse, negli anni '80/'90 quando andavan di moda
ragazzini che non avevano altro da fare che strafarsi
tutto il giorno foraggiati da mamma e papà.
Montatissimo ed artefatto all'inverosimile, tanto da
sfociare nel ridicolo... grande fotografia, ma il film è
inesistente, flop clamoroso di De Maria.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/11/2014 15:16:18
   4½ / 10
Non nego che De Maria mi piace. E' riuscito a dare corpo sullo schermo ad Andrea pazienza con Paz! ed è uno dei pochi registi che ha trattato un argomento tabù come gli anni di piombo in italia, grazie a Prima linea.
Dispiace quindi trovarci di fronte ad una pellicola malriuscita come questa, una specie di spin off dello stesso Paz! con un incedere più virato al tragico che racconta la vita di Aldo Nove prima di diventare scriuttore e poeta. Non facile da trasporre sullo schermo, perchè oggettivamente è un dialogo intimo con sè stesso e di conseguenza l'onnipresente voce fuori campo diventa in breve tempo insopportabile. Più che un film sembra di vedere un video libro. I dialoghi sono scarni sospesi tra il banale e il comico puro e non aiuta l'attore protagonista dotato di una singola espressione per tutto il film. Non basta la buona resa visiva della fotografia di Ciprì a salvare una pellicola che comunque mostrava già difficoltà sulla carta. Un passo falso che non inficia certo la carriera di un buon regista come De Maria. L'importante è che non continui...

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