le conseguenze dell'amore regia di Paolo Sorrentino Italia 2004
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le conseguenze dell'amore (2004)

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locandina del film LE CONSEGUENZE DELL'AMORE

Titolo Originale: LE CONSEGUENZE DELL'AMORE

RegiaPaolo Sorrentino

InterpretiToni Servillo, Olivia Magnani, Adriano Giannini, Raffaele Pisu, Angela Goodwin

Durata: h 1.40
NazionalitàItalia 2004
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 2004

•  Altri film di Paolo Sorrentino

Trama del film Le conseguenze dell'amore

Ogni uomo ha il suo segreto inconfessabile. Ma Titta Di Girolamo ne ha più di uno. È evidente. Altrimenti perché un uomo di cinquant'anni, del sud, dovrebbe vivere da otto anni in una anonima camera d'albergo di un'anonima cittadina della Svizzera italiana? Otto anni trascorsi a non lavorare. Apparentemente. Anni di silenzio e di sigarette, anni appollaiato tra la hall e il bar dell' hotel, indossando abiti elegantissimi senza concedersi, però, alcuna mondanità. Un'atroce routine, nell'eterna attesa che accada qualcosa di rocambolesco. Cosa mai accadrà? Titta osserva, scruta impassibile la vita che gli scorre davanti e nessun sentimento, nessuna emozione trapela. Apparentemente. Senza più nessuno. Solo. Un uomo perduto. Perso da anni a contemplare di nascosto qualcosa. Ma cosa? E perché? Insomma, quali sonoi segreti inconfessabili di Titta Di Girolamo?

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Voto Visitatori:   8,17 / 10 (239 voti)8,17Grafico
Miglior FilmMiglior regiaMigliore attore protagonista (Toni ServilloMigliore sceneggiaturaMiglior fotografia
VINCITORE DI 5 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior Film, Miglior regia, Migliore attore protagonista (Toni Servillo, Migliore sceneggiatura, Miglior fotografia
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Voti e commenti su Le conseguenze dell'amore, 239 opinioni inserite

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kafka62  @  12/05/2018 18:59:28
   8 / 10
Titta De Gerolamo è un uomo di mezza età che vive da otto anni recluso in un albergo del Canton Ticino. La sua vita si svolge, giorno dopo giorno, invariabilmente, entro il perimetro claustrofobico della sua stanza, dove trascorre interminabili notti insonni, e la hall dell'hotel, dove osserva pigramente e senza alcuna curiosità l'andirivieni della gente intorno a lui. L'unica sua occupazione è trasportare una volta alla settimana una valigia piena di soldi presso una banca, dove impiegati ossequiosi e zelanti contano le banconote una a una sotto ai suoi occhi ("Bisogna avere fiducia negli esseri umani" risponde laconicamente al funzionario che gli chiede perché non vuole farle più agevolmente contare dalle apposite macchinette). In realtà Titta dimostra di avere ben poco interesse per il genere umano: i rapporti con i suoi familiari in Italia si limitano a sporadiche telefonate, alle quali peraltro i destinatari dall'altra parte del filo non sembrano avere molta voglia di rispondere; la visita del giovane fratellastro è accolta con freddezza se non addirittura con malcelato fastidio; i tentativi di approccio cordiale da parte dei clienti e del personale dell'albergo sono degnati a malapena, quando va bene, di qualche parola di circostanza bofonchiata a mezza voce con aria distratta e annoiata; gli ultimi contatti con l'amico del cuore risalgono a vent'anni prima. Il protagonista è sotto tutti i punti di vista un uomo arido, privo di emozioni, prosciugato dalla vita, una sorta di cadavere anzitempo, e il regista Sorrentino è bravissimo ad accentuare il carattere funereo di questa prima parte del film con immagini ripetitive e asettiche, depurate di qualsiasi emozione e suspense (anche laddove la trama fa scoprire allo spettatore i segreti di Titta, vale a dire il suo essere un eroinomane e un corriere della mafia). Il destino è però immancabilmente in agguato. Nonostante la sua tenace, maniacale volontà di non farsi coinvolgere da nulla e da nessuno, e nonostante abbia diligentemente scritto nel foglietto dei suoi progetti per l'avvenire la frase "non sottovalutare le conseguenze dell'amore", è proprio l'improvvisa e imprevedibile passione per una giovane cameriera a mandare la vita di Titta a gambe all'aria. Di colpo la sua esistenza acquista un senso nuovo ed importante. Mosso per la prima volta da un sentimento autentico, Titta compie finalmente delle scelte, anche se ormai è troppo tardi, i suoi legami col passato non possono più essere recisi e la sorte lo conduce passo dopo passo, inesorabilmente, come in una specie di tragedia greca trasportata ai giorni nostri, a una morte terribile e spaventosa.
Il capovolgimento dell'anticlimax per lungo tempo dominante nel film rivela un meccanismo ad orologeria di raffinata precisione. Come il non dimenticato Mr. Hire del romanzo di Simenon (e del film di Leconte), Titta investe interamente se stesso nel rapporto con la ragazza di cui si è implausibilmente innamorato, rischia il tutto per tutto come un giocatore d'azzardo e, dopo aver perso

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER, si consegna volontariamente al regolamento dei conti con la mafia, non prima però di aver compiuto il suo primo e ultimo atto autenticamente morale, ossia riscattare la cattiveria di cui era stato protagonista qualche giorno prima quando aveva ferocemente umiliato una anziana coppia di aristocratici ridotti sul lastrico attraverso la consegna della valigia milionaria che aveva rocambolescamente rubato ai suoi datori di lavoro. In tal modo assistiamo a un paradossale capovolgimento di scena: Titta, dopo avere vissuto tutta la vita come un morto, muore in seguito all'unico atto vitale che finalmente si è deciso a compiere. Dopo avere a lungo raggelato la messa in scena, Sorrentino porta così a vette di malinconica e nostalgica tragicità un'opera che rivela (oltre a un interprete, Toni Servillo, perfetto nella sua controllatissima e virtuosistica inespressività) una stupefacente qualità fotografica e di montaggio, una capacità di stilizzare le immagini (l'inquadratura su cui scorrono i titoli di testa) e di comporre sequenze originali (il piano sequenza che perlustra in tutte le direzioni il volto del protagonista quando lo vediamo drogarsi la prima volta) che non ha eguali nel cinema italiano, e infine una sensibilità cinematografica (fatta di ritmo, di attenzione ai dettagli, di costruzione delle atmosfere) tale da conferire ad ogni fotogramma una valenza quasi metafisica.

Nic90  @  09/11/2016 13:31:51
   8 / 10
Un film triste,misterioso (quasi fino alla fine),malinconico e molto angosciante.,
magistralmente interpretato come al solito da Servillo e con una regia degna di nota,musiche altrettanto azzeccate (tranne quella della Vanoni).
Sicuramente uno dei migliori film italiani.
Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/07/2016 23:51:49
   8½ / 10
Un'apatia esistenziale rinchiusa nel bozzolo ovattato di un albergo svizzero. Un'apatia condotta con metodo, dalle valigie in banca, dal rumore del conteggio delle banconote, fino alla pera settimanale. Un uomo svuotato e misterioso che in qualche modo l'attrazione verso una donna gli dona un ultimo sussulto di vita, di svelare una miscela di sentimenti ed emozioni perdute da tempo immemore. Stupenda specialmente la prima parte dominata dagli sguardi obliqui del protagonista, mai veramente assente dal contesto, resa dinamica dalla regia di Sorrentino e dalla bellissima intepretazione di Servillo.

Jolly Roger  @  29/05/2016 14:54:20
   6 / 10
L'amore è un sentimento che ti sconquassa la vita. Anche a cinquant'anni, l'amore può entrare nella vita di un uomo e stravolgerla completamente. L'amore, in questo racconto, è quello che l'enigmatico cinquantenne Titta comincia a provare nei confronti della giovane cameriera del bar dell'albergo svizzero, dove lui alloggia ormai da anni.
Fra i due sboccerà una passione, a dir la verità soltanto platonica, ma non per questo meno intensa, non per questo meno in grado di farlo sentire finalmente vivo, di fargli compiere un'azione avventata, rischiare per lei, non accettare più costrizioni, ma soprattutto portandolo ad aprire sé stesso, a tirare fuori tutto, anche le cose di cui andare meno fiero.

Sarà, forse, proprio l'amore a renderlo scattante e spietato come un felino, quando servirà.
Sarà, forse, sempre l'amore a fargli sentire quanto pesanti sono le catene che lo imprigionano, fino a portarlo a compiere un gesto di estrema ribellione.

------------------spoileroso da qui in poi------------

Tutto ok, ma ci sono dei difetti. Innanzitutto, l'amore platonico tra la giovane cameriera e il vecchio Titta non è per niente approfondito, ma solo lasciato intuire. Tant'è che l'apice di questo amore è un'oretta di shopping insieme.
Ah, no: l'apice è un auto da centomila dollari, che lui le regala dopo due giorni che si conoscono, peraltro comprata con i soldi della mafia!

Questa è solo una delle enormi forzature di questo film. Già il fatto che una giovanissima ed avvenente cameriera si interessi a Titta è una cosa difficile da mandar giù. Lui ha trent'anni in più, è un brutto uomo, introverso come un riccio, simpatico come la carta vetrata.
Eppure, è lei che fa il filo a lui. Fantascienza.
E' altrettanto una forzatura il fatto che lei prima rifiuti l'auto in regalo, ma poi l'accetti. Soprattutto considerando che lei ha saputo che lui è un contabile della mafia, che quindi l'auto non è piovuta dal cielo (non proprio una morale di ferro!).

E' una forzatura che un affiliato alla mafia spiattelli tutta la verità alla prima ragazzotta che manco conosce. E' una forzatura che, dopo ciò, lei si mostri ancora più interessata a lui.
Tuttavia, non possiamo pensare che il suo amore per Titta fosse "interessato". Altrimenti mi cade tutto il senso del film…che quando mi parla di conseguenze dell'amore, m'aspetterei che parlasse dell'amore vero, come ho detto nella premessa pre-spoiler.

Insomma, io credo che questa storia non sia stata scritta bene, a causa di queste forzature e di questi mancati approfondimenti. Non hanno aiutato le interpretazioni. Servillo se la cava, lei no. Troppo avvenente, troppo sveglia e disinibita per recitare la tipologia di ragazza problematica che può innamorarsi di quel tipo di uomo, così più anziano di lei. Dall'altra parte, troppo intelligente e seria, anzi seriosa, per rappresentare quella tipologia di zoc.cola a caccia soltanto di un pappone coi soldi. Insomma, un personaggio totalmente sbagliato.

Credo, comunque, che tutto quanto detto sopra si possa riassumere in un concetto: è un film acerbo. Sorrentino verrà fuori dopo (a mio parere, This Must Be The Place è un film stupendo, a cui ho dato 9).

Tuttavia, il messaggio del film è bellissimo. L'amore anche in tarda età, le conseguenze che porta nella vita di una persona, il riappropriarsi della dignità, ma soprattutto la ribellione alla mafia, a costo di andare incontro alla morte, perché la morte è comunque meglio della prigionia di quel mondo schifoso.

1 risposta al commento
Ultima risposta 09/07/2016 00.45.14
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wicker  @  16/02/2016 19:32:42
   8 / 10
Lento perchè così deve essere la vita di chi vive ai margini della normalità e nella monotonia.
Uno scatto d'amor proprio o amor veniale può distruggere tutto..o è solo la ricerca di un riscatto sociale e morale..
Grande Sorrentino ,non c'e' un gran bisogno di parole ... commessi viaggiatori ,qui romanzati come meglio non si potrebbe..
l'invisibile cameriera che diventa icona del non possesso e chimera irraggiungibile se non con le armi più subdole e scontate..
Servillo maiuscolo come sempre.. non è una novità..

Matteoxr6  @  31/01/2016 21:05:16
   5½ / 10
Sorrentino farebbe un gran favore a sé stesso se si limitasse a fare il regista, che gli riesce molto bene (tranne quando esagera), perché quando si mette a scrivere le sceneggiature e i dialoghi appare lampante come la sua ambizione superi di gran lunga il suo talento. Tramuccia da due soldi, Olivia Magnani in un ruolo decisamente non credibile, Adriano Giannini buttato lì così e poca originalità generale. Il fatto di cincischiare molto nella prima metà (ma possiamo usare la locuzione "velare di mistero e ambiguità" per i più sensibili) può ingannare molto la valutazione globale, a mio avviso.

mauro84  @  21/05/2015 11:55:47
   8 / 10
Grazie a Iris, canale digitale, periodo favorevole mi son preso l'impegno di vedermi sto film del nostro amato regista italiano. Trama molto bella, scene un po' pesanti alcuni, da digerire,altre da capire fino alla fine... rimane quel sorriso sulle labbra.
Gran bel film!

Toni Servillo, top attore italiano, lo vedo e mi piace, recita, ci sà fare!
Olivia Magnani, bella attrice, non la conoscevo lo ammetto. Appare il giusto e lo fa bene^

Sorrentino o caro, questi 5 premi di donatello son la conferma che i film li sai fare!
Complimenti per la regia, fotografia, montaggio scene... che dire..

Il piccolo capolavoro, anno 2004, in anni dove il film italiano era nessuno... abbiam dimostrato di saperci fare! Da vedere!!! Consigliato!

tritech  @  21/05/2015 11:30:40
   6 / 10
Mah, dopo la visione di questo film mi appare chiaro che Sorrentino proprio non lo digerisco.

Film lento, lentissimo.
Per fortuna qui era ancora "giovane" ed è riuscito a trattenersi dalle divagazioni oniriche che si concederà ampiamente nei lavori successivi.
Sufficienza raggiunta grazie a Servillo (senza Toni, mi chiedo, esisterebbe Sorrentino ?), il resto è appena accettabile.

...Capolavoro ? ma dove ?

crimal9436  @  23/04/2015 18:14:22
   7½ / 10
Lento ma bello

fabio57  @  06/03/2015 12:10:39
   8 / 10
Ho rivisto con immenso piacere questo film, che all'epoca dell'uscita,mi colpì moltissimo,non conoscendo ancora bene nè Sorrentino, nè Servillo.Stavolta l'Ho apprezzato ancora di più. Efficace la regia asciutta e diretta del regista,la grande prova di Servillo,enigmatico ed ermetico, eroe negativo dai dialoghi taglienti e caustici,il fatalismo tragico che accompagna alla fine il protagonista, che in uno slancio di dignità e di rimorso, si ribella a una vita mediocre di compromesso e di miseria umana,sconfiggendo non il sistema ma la genuflessione ad esso. Grande film

Larry Filmaiolo  @  27/01/2015 14:09:55
   7½ / 10
miglior sorrentino che abbia visto finora. meno onirico e più incisivo del solito, unico appunto qualche scena improbabile e alcune parti della colonna sonora decisamente discutibili. servillo domina

Goldust  @  11/11/2014 11:27:15
   8 / 10
L'eleganza formale di Sorrentino al servizio di una storia estrema di riscatto personale, tutta incentrata sulla personalità complessa e solitaria di un personaggio a suo modo indimenticabile come Titta Di Girolamo. Il ritmo della pellicola, come la vita del suo abitudinario protagonista, è scientificamente compassato, e solo di rado è scosso da qualche necessaria accelerazione; nonostante questo e qualche perdonabile eccesso di formalismo ( il processo di mafia; alcune frasi filosofiche un pò troppo ad effetto ) la storia è interessante e si segue senza patemi, anche perchè il regista è abile ad instillare nello spettatore il seme della curiosità facendo perno sull'inconfessabile segreto custodito dal buon Titta. Finalmente una pellicola italiana di alto livello. Molto bene.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  03/07/2014 08:20:21
   8 / 10
Ancora una volta Sorrentino ci regala un film tenuto in piedi praticamente dal protagonista (ancora una volta l'ottimo Servillo) ed impreziosito (anche troppo) dal suo formalismo. Sfortunatamente non tutti gli attori ne sono all'altezza (e, verso la fine, pure la sceneggiatura), ma in fondo tutto funge da contorno all'eccezionale personaggio di Servillo ed alla sua storia personale. Sicuramente merita una visione.

GianniArshavin  @  03/05/2014 14:35:28
   8½ / 10
Altro grande lavoro di Sorrentino , forse il suo migliore al momento (almeno fra quelli che ho visto).
In questa opera straordinaria funziona tutto, dalla regia alla magnifica colonna sonora , dal portentoso Toni Servillo agli ultimi,memorabili 40 minuti di film,uno spaccato perfetto di vero cinema.
Non mi dilungo ulteriormente visto che tutto è già stato detto su "Le conseguenze dell'amore"; io mi limito a consigliarlo e a ribadire come questo regista sia spesso ingiustamente bersagliato malgrado i migliori prodotti del nostro cinema degli ultimi anni portino quasi tutti la sua firma.

freddy71  @  06/04/2014 20:33:54
   8 / 10
bellissimo film....servillo è straordinario...bella anche la fotografia.

TonyStark  @  24/03/2014 16:09:37
   7½ / 10
L'esistenza grigia e insignificante di un uomo che si limita a galleggiare nel nulla della ripetizione, senza fini e senza scopi, un grigiore che viene scosso solamente dalla decisione di cedere all'attrazione per una donna. Mi è piaciuta molto la regia, elegante, raffinata. la storia raccontata a volte però si dilunga in dettagli inutili che fanno perdere attenzione allo spettatore. egregio Servillo, meno brillanti gli altri.

Lavezzi78  @  20/03/2014 17:51:12
   9 / 10
Il miglior film di Sorrentino. La regia, l'interpretazione di Servillo, le musiche e l'ambientazione sono perfette. Probabilmente l'oscar Sorrentino lo meritava con questo film! Grandioso!!!

bionduz  @  10/03/2014 13:11:35
   8½ / 10
L'enorme (e meritato) successo de "La Grande Bellezza" mi ha spinto a guardare altre opere del regista Sorrentino.
"Le conseguenze dell'amore" testimonia più di altri sui film la grande capacità di esprimere intense emozioni da parte del regista italiano.

beppe2  @  05/03/2014 15:04:29
   9 / 10
Per me rimane il capolavoro di Sorrentino. Lontano mille miglia da quell'autentica delusione che è "La grande bellezza". Ma quello ha preso l'oscar e questo magari in America manco sanno che esiste...

anthony  @  03/03/2014 15:44:37
   9 / 10
Paolo Sorrentino, con questo gioiello, riesce a imprimere in maniera perfetta -nella mente e nel cuore dello spettatore-...la parabola umana di Titta di Girolamo: un uomo che cerca di capire cos'è la vita, il suo senso, la sua essenza, l'atto stesso del viviere..e tutto questo mentre la sua esistenza scorre.. senza viverla..nell'attesa (o nell'osservazione?) di un qualcosa che dovrebbe capitare, o passare per lui.
Un concentrato alchemico perfetto (dalla regia, al soggetto, alla sceneggiatura, alla fotografia, alle prove attoriali...) fa di questo film una vera e propria sorpresa..un qualcosa di indimenticabile e propriamente 'bello'.

Paolo70  @  02/03/2014 23:20:02
   8 / 10
Il dramma di un uomo privato della sua libertà ben interpretato da un "freddo" Toni Servillo.

marimito  @  02/02/2014 13:18:25
   9 / 10
Ricercato e d' effetto in ogni scena.. ogni scelta, da quella dei silenzi a quella dei dialoghi ridotti al minimo, alla mimica, alla location, alla fotografia, all'interpretazione strepitosa di Servillo, tutto è lì per dire che l'arte non si inventa, ma è qualcosa che richiede talento e fantasia.. e Sorrentino ne ha in quantità.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  15/01/2014 18:57:26
   8 / 10
Da qui in poi Sorrentino assume un linguaggio registico autentico, nel precedente 'L'uomo in più' seppur condotto discretamente bene per un esordiente era ancora troppo di maniera, non aveva formato uno stile proprio che trasuda invece da questo 2° lungometraggio, con un soggetto poco dinamico, forse anche con poco appeal, in grado però di contaminarlo di poesia, lunghi silenzi, sobrio di dialoghi, atmosfera quieta e con un Servillo tra le mani condotto in maniera certosina, freddo, anaffettivo lasciato nel suo stato di perenne inerzia. Un personaggio reso perfettamente noioso nel suo vuoto esistenziale, indifferente non solo al mondo esterno ma alla sua stessa vita, dalla parte tecnica non mancano i frontali che dispiegherà in tutta la sua filmografia, ancor più suggestivi ne 'Il Divo', il solito trasporto musicale ad alleggerire quei momenti di stasi e a scandire il climax ansiogeno a supportare le soggettive del protagonista trascinato nel tourbillon della mafia. Il finale gestito impeccabilmente lasciato volutamente in silenzio senza lasciar aperta neanche una porta alla retorica, asettico come il suo protagonista.

Trixter  @  04/11/2013 22:28:38
   6½ / 10
Film elegante, affettato, silenzioso, caratterizzato da una regia pulita e dalla bravura di tutti gli interpreti. La trama non è un granchè, piuttosto semplice e, a ben guardare, anche alquanto banale... i personaggi (alcuni, invero, direi caricaturali, soprattutto i mafiosi) sono discretamente caratterizzati. Bravo Servillo, interessante Olivia Magnani.
Tra i vari (troppo) lunghi silenzi, s'innestano alcuni dialoghi interessanti e ben strutturati (non "da pelle d'oca" come ha scritto qualcuno, ma senz'altro intriganti). Ne esce un film corposo, denso, di convincente fattura ma, forse, un pò soporifero. Nel complesso, sufficienza piena ma non griderei al capolavoro.

Gualty  @  09/09/2013 21:24:05
   8½ / 10
Film timido, come il protagonista, a tratti misterioso, a tratti impacciato, poi risoluto ed eroico. Un quasi manieristico climax attorno alla vita, le scelte e le passioni di un uomo distinto che osserva la vita passargli affianco, salutarlo ogni giorno senza ricevere risposta alcuna.
Ma non è solo un osservatore, Di Girolamo ha un segreto ben più terribile dei soliti segreti che affliggono normalmente le persone. Un segreto con cui ha convissuto fin'ora e lo tiene sveglio la notte.
Non è solo la delusione per il fallimento di una carriera brillante.
Non è un mal di vivere, un mal d'essere.
Il tandem tra Sorrentino e Servillo ci regala un Noir nostrano, un cupo protagonista dal flemma di ghiaccio e una valigia misteriosa.

Woodman  @  10/08/2013 18:48:49
   9 / 10
I detrattori di Sorrentino (club del quale anche io ho fatto parte, dovendomi però poi ricredere) farebbero meglio a spostare le loro critiche odiose cariche d'invidia da qualche altra parte.
Arriva l'artista capace di riportare allo splendore il cinema italiano e anzichè incoraggiarlo, provando a fottercene del suo presunto narcisismo - io non l'ho proprio percepito, e sono particolarmente attento nel cogliere segnali- ci si lancia contro di lui dicendo che è un megalomane che crede di far chissà che cosa (vero bravi giornalisti di Nocturno?)
Semplicemente Sorrentino è consapevole di essere assai dotato e creativo. Lo dico poi nonostante anche io tempo addietro pensavo che fosse un gran ciarlatano presuntuoso. E' in realtà un regista che va tenuto d'occhio, seguito e incoraggiato. Un regista che va riconosciuto per quel suo talento sempre più crescente, nell'imbastire immagini e vicende dai toni puliti e simmetrici, figurativi e stoici.
Il suo secondo film (ed il primo che vidi) rappresenta l'inizio del rinnovamento. Davvero si assiste ad una pellicola italiana (e soltanto secondo opus di un regista giovane) capace di confronti con il cinema di Antonioni e Bertolucci. Si parla di stile, di visione, di ideologia, di intellettualismo (ahimè, e qui posso capire chi vi si accanisce) ma anche di tematiche GROSSE quali la solitudine e l'incomunicabilità.
Nel finale mi ha tanto ricordato il cinema della Campion, sempre in bilico sul filo sottile che separa il sublime dal ridicolo involontario (involontario?).
Assistiamo ad un connubio ottimo fra recitazione, sceneggiatura, musiche, il creare tensione, il creare spavento, sgomento, l'innescare malinconia e empatia. Perchè il povero Titta Di Girolamo è uno, nessuno e centomila. Proprio come tutti noi. Un personaggio scritto da d.io, affidato ad un ammaliante e glaciale performance di un Servillo premiato con un bel David.
Efficacissime le riprese in soggettiva, buona alternanza di montaggio frammentato, lento, o frenetico.
Film gelido e anomalo nel panorama del contemporaneo italiano.
Da vedere per comprendere come forse ritorneremo a brillare, noi, che al cinema per primi abbiamo dato energia e che di quel cinema abbiamo fatto forma d'arte, portandolo a vette sempre più alte di immaginazione, con una passione unica. Noi che eravamo fra i massimi esponenti della settima arte, noi che dagli anni '80 siamo precipitati fra i più inutili riciclatori di mode e cultura popolare nel più basso senso dei termini.
Un rilancio. Ce la possiamo fare. Sosteniamo Sorrentino.
Notevole la Goodwin, vecchia leggenda fra i cosiddetti attori di fianco.

"E' il mio migliore amico"
"Ma perchè lo vedi ancora?"
"No. Non lo vedo, non lo sento da vent'anni.."
"Ah beh, allora mi sembra arduo definirlo il proprio migliore amico, no?"
"E invece lo è."
"Vabbè ho capito, è il tuo amico immaginario, come ce l'hanno i bambini, quello a cui dici tutte le cose che non dici a me?"
"Dino Giuffrè è il mio migliore amico e basta. Quando si è stati amici una volta lo si è per tutta la vita"

Nessuno può immaginare la pelle d'oca che mi ha assalito in questo punto (e nella scena delle "spiegazioni" a Nitto). E vogliamo parlare dell'ultimissima scena sulle montagne?

Grandioso.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/08/2013 10.16.23
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peppe87  @  28/07/2013 22:58:27
   6½ / 10
non saprei, è lentissimo ma quando ci sono i dialoghi sembra un filmone

Eddie993  @  16/07/2013 12:44:30
   7½ / 10
Film registicamente molto raffinato, anche troppo alle volte, con inquadrature che rischiano di essere forzatamente ricercate e artistiche.
Sorrentino riesce comunque, specialmente nella prima parte del film, con la sua tecnica a raccontare egregiamente la solitudine del protagonista, un Toni Servillo come sempre immenso.
Si perde forse un po' nel finale, a mia impressione un po' tirato via e irreale

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ma si conclude comunque in modo dignitoso senza scadere nel patetico, pur essendo un finale un po' scontato.
Buone le interpretazioni degli attori, con un Servillo, come già detto prima, davvero enorme e coinvolgente.
Film assolutamente consigliato soprattutto a chi si vuole approciare ad un regista quale Sorrentino.

debaser  @  14/07/2013 20:06:39
   6 / 10
Delusione totale. Un film dalla trama traballante, da una lentezza che si basa tutto sulle spalle del bravissimo Tony Servillo. I personaggi intorno a lui sono tutte delle macchiette, insopportabili a tratti. Finale stereotipato

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C'e' un senso di occasione mancata in questo film, non condivido i voti alti degli altri utenti.

MonkeyIsland  @  27/06/2013 18:27:25
   8 / 10
Film molto raffinato, ritmo lento ma allo stesso tempo molto coinvolgente.
Toni Servillo immenso, probabilmente il miglior film italiano del decennio passato.

JOKER1926  @  10/06/2013 03:08:46
   7½ / 10
Dalla sua parte ha lo stile e l'eleganza. Dall'altra una fumosità tutt'altro che inespressa.

Paolo Sorrentino è un regista sfarzoso ed ammaliante, a livello tecnico. Gli estetismi quando peccano di efficacia (alias sostanza) si infrangono su binari anomali.

Con "Le conseguenze dell'amore", però, nasce immediatamente un connubio fra l'arte visiva e il messaggio, profondo e umano. Questo prodotto del 2004 comporta, da parte di chi giudica e critica l'apparato del film, ad affermare che "Le conseguenze dell'amore" è veramente una rivelazione di fattura notevole.
Ogni cosa architettata dal regista gira alla perfezione nel nome di un disegno così articolato e vibrante (nella sua staticità) da far impazzire lo spettatore a più riprese.
A salire in cattedra, insomma, una storia raggiante e un personaggio, Titta di Girolamo, più unico che raro.
La sceneggiatura e la narrazione (non capita sempre con la regia in questione) dirottano fin da subito il personaggio in un circuito quanto mai ammaliante, ma al contempo, assai ermetico. I dettagli, svelati pian piano, iniziano a formare e a far quadrare le cose. Il film allora perde categoria e vaga, in modo sublime, fra più generi; o meglio, oltre gli stessi.
Ci pensa poi Toni Servillo ad esaltare la situazione, l'attore casertano è uno dei maggiori pilastri del cinema attuale. Servillo veste i panni di un uomo circoscritto in un silenzio agghiacciante, sbilanciandosi cambierà le prospettive della storia, la storia della sua vita…
Il gol decisivo lo segna, nella circostanza, una confezione tecnica fatta di inquadrature, fotografia e musica di altri tempi. Sorrentino con uno stile aulico, ma non retorico , questa volta , regala immagini e fotogrammi di pura classe; la musica non può far altro che collimare nella festa dell'estetica, i risultati sovrastano qualsiasi congettura teoretica e critica.
Il film ha un'anima che si ricerca proprio nella costruzione cinica della scena e dei personaggi; i dialoghi fra le tante immagini e i tanti richiami di Sorrentino sono la vera metafora, il vero "succo". Tramite i dialoghi vien fuori tutta la logica e la proiettività umana del personaggio, perché ne "Le conseguenze dell'amore", esiste un solo faro, Titta di Girolamo, il resto son satelliti che con umile luce riflettono un uomo schiavo e padrone della propria vita.

Dopo lo spasimo degli elogi resta ben poco da fare e da dire, Sorrentino regala tanto con questa pellicola, il fattore estetico stravince fino all'ultimo, per fortuna la logica (narrativa) tiene botta. La drammaticità in tutte le sue più variegate congiunzioni lacrima sagacia ed amore.

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Invia una mail all'autore del commento franx  @  26/05/2013 09:01:39
   7½ / 10
Un viaggio umano, pieno di spunti e riflessioni a non finire. Addirittura inatteso in alcuni punti e a dire il vero, anche "troppo" inatteso, ma tutto calza a pennello con il tema centrale.
Altro personaggio sfortunato, ovviamente. Altra storia triste, ma con finale perfettamente coerente. Alcuni attimi di pura genialità, nelle scene cardine.
Un'occhio alle cose che veramente contano, nella scena finale, insieme ad un perfetto "testacoda" del personaggio che, in un certo modo, decide di "redimersi", anche se forse non c'era bisogno.

ragazzoinblues  @  20/05/2013 19:28:32
   6 / 10
Tutti lodano questo film e non ne capisco il motivo. La trama è striminzita e banale, mah

Lucignolo90  @  12/05/2013 01:40:22
   9 / 10
Dopo l'esordio con L'uomo in piu (e sti***** che esordio!) con questa pellicola Sorrentino sforna il suo capolavoro: algido nella fotografia e minimale nelle esternazioni degli attori, stupenda la prova di Servillo, attore senza pari a oggi in Italia. Mano solida e brillante di Sorrentino

DarkRareMirko  @  13/01/2013 16:35:19
   9½ / 10
Stupendo film di Sorrentino con un Servillo monumentale; lungometraggio elegante, minimale, distaccato, imperturbabile, che si basa su di uno stile e su di una maestria registica davvero rare da trovare oggigiorno nel panorama italiano.

Che dire, davanti a film così pure io son fiero di essere italiano.

Tanto di cappello; un pò di derivatività c'è in effetti, ma Sorrentino sa comunque anche ritagliarsi propri spazi personali.

Non sempre però il regista replicherà tali livelli; bene pure Giannini e l'idea del finale, anch'essa in linea con tutta l'ottima qualità della precedente ora e mezza.

Tra i migliori film italiani di sempre, e magari pure non solo italiani.

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Niko.g  @  09/01/2013 12:45:25
   6½ / 10
Se questo è il cinema di qualità che rappresenta l'Italia all'estero, siamo messi maluccio.
Tanto per cominciare il titolo: le conseguenze dell'amore?! Quale amore? Dove? Chi? Quando? Mai titolo fu più ingannevole e fuori luogo, visto che tutte le azioni compiute dai personaggi della storia hanno il movente dell'egoismo, non ultima quella del protagonista che si riscatta "solo" per un atto di ribellione e riscatto personale, non certo per un atto d'amore.
Benissimo regia e fotografia, talmente perfette da ricadere nel formalismo estremo (ma Sorrentino non è Kubrick), anche quando il film comincia a decollare con rapidi mutamenti di situazione e colpi di scena, ma col disastro dietro l'angolo. E il disastro, infatti, arriva puntuale nell'ultima sequenza con voce narrante in sottofondo, quando dal traliccio dell'alta tensione l'amico Dino Giuffré punta lo sguardo dritto nella cinepresa: cos'è, la pubblicità dell'amaro Montenegro?

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Ultima risposta 11/07/2013 14.29.50
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Invia una mail all'autore del commento anthonyf  @  30/12/2012 13:37:11
   9 / 10
"Le conseguenze dell'amore" è un film dal respiro internazionale amio giudizio splendido. E' un intenso ed enigmatico gioco di seduzione, psicologico ed emotivamente perfetto, che ruota intorno ad un personaggio strano e affascinante, magistralmente interpretato da Toni Servillo. Sorrentino compatta in modo personale ed eccellente la materia che ha disposizione, dirigendo una pellicola di genere prevalentemente noir, davvero molto molto bella e unica. Molto suggestiva la fotografia e intensa la colonna sonora. Da non perdere.

deliver  @  07/12/2012 16:52:51
   10 / 10
Per me, il miglior film italiano da 20 anni a questa parte...e una delle pellicole più belle di sempre, tant'è che meritava una degnissima candidatura all'Oscar..

Sorrentino cavalca i binari del noir avvalendosi dell'interpretazione di un attore del calibro di Toni Servillo: perfetto per il ruolo di Titta e in grado di esprimere una profondità e tristezza disarmanti, senza mai scadere nel melò.
L'ambientazione in un albergo svizzero e il countdown finali sono qualcosa di eccezionale così come il racconto: la sofferta malinconia di un uomo a cui il destino nega una seconda opportunità, ma che saprà ad ogni modo riscattarsi con un eroico gesto.

Un film da difendere con le unghie e con i denti. Non potete non averne una copia nella vostra videoteca personale.

Crazymo  @  25/11/2012 17:22:08
   9 / 10
Sorrentino riesce a fare quello in cui molti grandi registi peccano: Mischia una grandissima tecnica ad una grande componente "di sentimento", non facendoci mai apparire il film vuoto e basato solo sulla tecnica del regista, ma facendoci guardare un film perfetto sotto tutti gli aspetti. La storia di Titta Di Girolamo (Un immenso Toni Servillo) è misteriosa, curiosa nella sua monotonia e nella sua piattezza, ci viene narrata in un modo sensazionale, tramite inquadrature estreme e grandi virate improvvise di musica e regia. Stupenda anche "l'uscita" dai binari della trama, la crudissima (e bellissima) scena d'omicidio ad opera del mafioso... indimenticabile nella sua freddezza. Le scene memorabili sono tantissime, una dietro l'altra, stupendo anche il lunghissimo piano sequenza con il boss mafioso, veramente da oscar. E' inutile spendere altre parole su questo film stupendo, una vera odissea allucinata ed alienante nella mente di Titta Di Girolamo. Stupendi i minuti finali.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  24/11/2012 17:52:41
   8 / 10
Ottimo film di Sorrentino. Perfetto Toni Servillo.
Storia perticolare, l'amore - una volta tanto - non è quella specie di sentimento dal sapore dolciastro.
Probabilmente una dele cose migliori prodotte in Italia negli anni zero. Da vedere.

paoloberna46  @  15/10/2012 13:09:31
   9 / 10
Bellissimo... Trovato per caso... Non lo conoscevo... Un film con il maiuscolo... Servillo si conferma un attore bravissimo e il regista affronta un tema molto ma molto sconveniente... Consigliatissimo.

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  17/09/2012 23:57:52
   9 / 10
barone_rosso  @  17/06/2012 21:36:55
   4½ / 10
Film sopravvalutatissmo. Esercizio di stile di Sorrentino, per dimostrare che di stile non ha neanche un po'. La trama sarebbe anche decente, se non fosse per l'eterna infinita noia che pervade tutto il film. I film con pochissimi dialoghi, con personaggi silenziosi e misteriosi, bisogna saperli fare... Sorrentino non li sa fare.

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Ultima risposta 07/12/2012 17.25.43
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topsecret  @  23/04/2012 18:56:40
   6 / 10
Non realizzato benissimo secondo il mio punto di vista, si lascia un po' andare in alcuni stereotipi e in qualche scena che mi hanno convinto poco.
L'atmosfera plumbea e i colori freddi di questo secondo film di Sorrentino hanno il merito di presentarlo sotto un profilo squisitamente visivo degno di apprezzamento, però non è riuscito a coinvolgermi pienamente lasciandomi con un leggero moto di insoddisfazione.
Da sottolineare la regia asciutta di Sorrentino e la prova del protagonista Toni Servillo, capace di risultare freddo e distaccato in maniera convincente, mentre il resto dei comprimari non aveva lo stesso carisma e spessore interpretativo.
Certamente c'è un risvolto psicologico da considerare ma personalmente mi aspettavo qualcosa di più frizzante.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  11/04/2012 23:20:05
   9½ / 10
Capolavoro di Paolo Sorrentino nonchè il più bel film italiano e forse europeo del decennio.
Toccante ritratto di un uomo distrutto ma ancora pieno di dignità e capace di amare e di trovare la vera essenza dell'amore : il donarsi.
Un film ricco di tecnica e dalla grandissima colonna sonora cha spazia da musica sperimentale fino a Ornella Vanoni.

Sorrentino costruisce i suoi film intorno a grandi personaggi che siano Andreotti (Il Divo),Geremia de' Geremei (l'amico di famglia),Cheyenne (This must be the place) è però in Titta di Girolamo che riesce in pieno ad offrire una umanità vera, sincera e di rara profondità-

Una pellicola toccante che a parte alcuni risvolti narrativi un pò affrettati nel finale, riesce ad essere indimenticabile

Lillipuzziana  @  08/04/2012 22:55:27
   9 / 10
Che dire....Orgogliosa di questo regista italiano!
Classica 'lentezza' (che poi lentezza non è) dell'azione un po'tipica dei suoi film, storia enigmatica ma gestita egregiamente, per nulla banale, cruda e realistica al punto giusto, senza mai scadere nell'eccesso.
La scelta della svizzera per me non è casuale, si parla italiano ma non si riesce a immedesimarsi, crea un certo straniamento.
Ottima interpretazione di Servillo.
ECCEZIONALI alcuni montaggi e SPLENDIDA la fotografia e le scelte registiche, al pari, se non superiore, di This must be the place.
bravo sorrentino!!!

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Ultima risposta 09/04/2012 13.07.00
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the Good  @  03/02/2012 14:26:39
   10 / 10
Il mio commento è tutto uno Spoiler!!

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Ultima risposta 09/07/2016 00.29.32
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Oskarsson88  @  28/12/2011 23:21:25
   8 / 10
Sicuramente un bel film, molto particolare e soprattutto bisogna dare atto a Sorrentino che ha saputo sviluppare uno stile diverso. Molto enigmatico nella prima parte, si spiega nella seconda con tutto quello che c'è dietro e con l'evolversi della vicenda. Come altri, anche io mi sono chiesto un po' se non abbia ecceduto nell'esercizio di stile il nostro regista, e se alcune scene siano state forse eccessivamente lunghe, e questo può essere effettivamente vero. Altra cosa, piuttosto incomprensibile

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Comunque tralasciando il dubbio dell'eccessivo estetismo, e qualche altra momento un po' oscuro, resta una grande prova e risolleva un po' il cinema italiano degli ultimi tempi...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Peter Lyman  @  08/12/2011 16:55:11
   9 / 10
Molto, molto delicato nella sua angosciosa crudeltà. Veramente stupendo, sono felice che ancora in tempi moderni ci siano registi come Sorrentino e attori del calibro di Toni Servillo in grado di regalarci emozioni così forti e sincere. Visto a 15 anni, è uno dei film che mi ha fatto innamorare del cinema.

Uninvited79  @  04/12/2011 15:52:37
   9 / 10
Mi è venuta la depressione... nove!

Zanibo  @  01/12/2011 23:27:31
   9 / 10
Il film sorprende e personalmente affascina, per il tipo di riprese. Ottima la colonna sonora. Rimane sicuramente impresso, anche se per certi versi e` piu` forma che sostanza e la storia non e` niente di memorabile.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  29/11/2011 15:52:28
   8 / 10
buon film di Sorrentino con un grande Servillo

david briar  @  29/11/2011 15:38:26
   4½ / 10
Sono totalmente in disaccordo con l'acclamazione di questo film,che è uno dei titoli italiani più celebrati degli ultimi anni.Non ho alcun interesse ad andare controcorrente,do questo giudizio al film perchè è quello che merita.
Ora,io non credo che la lentezza sia un difetto,se riesce comunque a farti entrare nel film,e ho amato diversi film considerati lenti.In questo caso,però,la lentezza sembra totalmente inutile,o almeno lo è per lo spettatore.L'idea è quella che Sorrentino abbia voluto fare un esercizio di stile,tanto per far vedere quanto è bravo con la macchina da presa,in modo presuntuoso e gratuito.Tutto questo rende la pellicola noiosissima e poco coinvolgente,per nulla appassionante,ma soprattutto falsa.

Peraltro,la sceneggiatura è assolutamente risibile,viste le diverse situazioni inverosimili che si vengono a creare e la piattezza di molti dialoghi e di tutti i personaggi eccetto il protagonista.

Molti ci hanno visto diversi temi,come quello del titolo,che in effetti è presente.Il problema è che questi temi non arrivano proprio,sommersi dal virtuosismo fine a se stesso del regista e dalla bella ma invadente colonna sonora.A livello emotivo non lascia niente,e si dimentica con facilità,sono rimasto indifferente di fronte a questa storia.

Toni Servillo è sicuramente bravo,però non siamo di fronte a un'interpretazione epocale,buona ma non meritevole dei premi ricevuti.Il resto del cast non è certo memorabile, con recitazioni forzate e poco convincenti.

Insomma,"Le conseguenze dell'amore"mi sembra un film veramente sopravvalutato.E non so dire se lo sia anche Sorrentino,visto che è l'unico suo film che ho visto,ma se l'andazzo è questo,l'Italia dev'essere messa proprio male se è considerato il miglior regista nostrano..

kako  @  26/11/2011 21:13:19
   7½ / 10
pellicola originale e difficile da metabolizzare. Ci ho messo un po' a entrare nella dinamica del film e ci ho ragionato finita la visione. Storia sorprendente, che ci mostra un protagonista diverso da quel che sembra in partenza, fino a un finale eccezionale che vale tutto il film. Per il resto la pellicola è molto buona, con un ottima regia e un'ottima interpretazione di Servillo ma ho fatto un po' fatica a coinvolgermi in certe parti

Tautotes  @  05/11/2011 00:07:14
   9 / 10
Straordinario, non ci sono altre parole per descrivere un film semplicemente perfetto.

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momo  @  31/10/2011 09:28:19
   9 / 10
E' incredibile come in certi film un solo spezzone finale possa dare un senso a tutto il resto sopratutto se all'inizio si è un po' amareggiati dalla recitazione che fatta eccezione per Servillo non è proprio eccelsa. Il titolo poteva presagire una retorica e melodrammaticità a cui il cinema italiano ci ha, ormai da alcuni decenni, abituato: anche registi validi tecnicamente come Muccino scadono in questo tipo di prodotto che porta molto spesso ad una banalizzazione del concetto di amore o comunque ad una trattazione unilaterale verso quel tipo di amore da rapporto di coppia. Il lavoro di Sorrentino è invece più ragionato, spogliato dai facili clichè romantici, dall'idealizzazione dei protagonisti e dei sentimenti sembra che questa poetica cinica non lasci spazio se non all'aridità invece tra i piloni del trentino ogni tanto Dino Giuffré si ferma e dimostra come possano esistere sentimenti che ancora riescono a stupire.

Gabo Viola  @  24/10/2011 13:48:21
   5 / 10
Mi allontano dal coro delle ovazioni per Sorrentino. Le conseguenze dell' amore è un film decente, manca però quel lampo di genio e la capacità di smarginare come i maestri del nostro cinema ci hanno insegnato. Non si tratta ovviamente nè del cinema letterario di Bergman o Lean nè del furore di Fellini o Ferreri. Sorrentino rimane, per me, un regista troppo scolastico, accademico, incapace di essere pericoloso o ammaliare lo spettatore. Toni Servillo è il miglior attore italiano da tanti anni a questa parte, ok: bisogna però anche munirlo di un grande direttore d' orchestra.

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Ultima risposta 07/12/2012 16.54.11
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Gruppo COLLABORATORI atticus  @  17/10/2011 01:08:03
   8½ / 10
Uno dei film più innovativi nel panorama cinematografico italiano del nuovo millennio. Una tecnica registica assolutamente strepitosa, tra vertiginose acrobazie di macchina e discrete sospensioni minimaliste, al servizio di un personaggio laconico ma dal pensiero fino, uggioso come la città che lo ospita, sofferente a causa degli eventi ma redento dalla potenza di un amore inespresso e da un ultimo, orgoglioso slancio di dignità personale.
Sceneggiatura e dialoghi di rara bellezza ("Esiste nel mondo una specie di setta della quale fanno parte uomini e donne, di tutte le estrazioni sociali, età, razze, religioni. E' la setta degli insonni, e io ne faccio parte da 10 anni. Gli uomini non aderenti alla setta a volte dicono a quelli che ne fanno parte: se non riesci a dormire puoi sempre leggere, guardare la tv, studiare o fare qualsiasi altra cosa. Questo genere di frasi irrita profondamente i componenti della setta degli insonni, il motivo è molto semplice: chi soffre di insonnia ha un unica ossessione, addormentarsi"), musiche meravigliosamente aderenti alle scene e un Toni Servillo da standing ovation. Emozionante la presenza della giovane Magnani, nipote dell'eterna Nannarella.
Un melodramma pulp di grande spessore, bravo Sorrentino!

Sestri Potente  @  10/10/2011 22:59:51
   8 / 10
Un gioiellino del cinema italiano contemporaneo.
Titta Di Girolamo (uno straordinario Toni Servillo, già apprezzato ne "Il Divo") vive passivamente la sua vita per poi riscattarsi in un finale epico e drammatico.
La lentezza in certi momenti è esasperante (anche se scandita da una bella colonna sonora), ma penso sia congeniale al personaggio e al tipo di film che Sorrentino aveva in mente.
Scelta azzeccata.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  27/09/2011 22:07:40
   8½ / 10
L'aforisma è forse la forma d'espressione più affine agli avari di parole, ai timidi, coloro che "notano tutto ma sono molto bravi a non farsene accorgere". Quello di Titta Di Girolamo, voce esausta alla fine di ogni frase, è un linguaggio scarnificato ma sferzante, un linguaggio che impone il silenzio.
Il contegno impenetrabile del personaggio è del tutto conforme all'ambiente circostante, una Svizzera se vogliamo stereotipata nel suo rigore architettonico. La regia si adegua a questa perfezione apparente, è minimale, levigata. Eppure lo sguardo di Sorrentino non è rigido ma camaleontico, partecipa all'evoluzione intima di Titta, trasfigura insieme alle sue azioni, prima asettiche e prestabilite, poi estemporanee e sovversive. Man mano che i segreti si schiudono davanti allo spettatore, l'enfasi delle inquadrature aumenta e la musica irrompe con più forza sulle immagini.
Le conseguenze dell'amore, amore per una donna ma non solo, capovolgono una vita intrappolata nell'indolenza forzata, una vita che non si concede nemmeno la tregua del sonno. Il prezzo del cambiamento è prevedibilmente altissimo. Ma

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xtrinix  @  01/07/2011 20:08:06
   7½ / 10
Bel film. Sinceramente mi ci è voluto un pò di tempo per entrare nella dinamica (o meglio statica) della trama, ma piano piano mi sono dovuta ricredere. Il film è girato veramente bene, le riprese sono speciali. La recitazione ha poche pecche e la colonna sonora è perfetta secondo me.

Ciaby  @  17/06/2011 13:50:51
   10 / 10
E per il cinema contemporaneo italiano c'è speranza. Film splendido, freddo, raffinatissimo, girato alla perfezione e distillato in momenti di magica profondità ed intensità. Per non parlare di una colonna sonora che ti spiattella davanti, nello stesso momento, Lali Puna, Boards Of Canada e Mogwai.
Imperdibile, davvero.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  28/05/2011 04:30:15
   8½ / 10
Se l'esordio "Un uomo in più" non mi aveva molto convinto, qui Sorrentino fa il botto. Ogni elemento cinematografico è utilizzato dal regista al meglio: la fotografia, come si vede già dalla stupenda prima inquadratura, i movimenti di macchina, ora lenti e compassati, ora veloci e repentini, con alcune vere e proprie acrobazie come nella scena in cui Di Girolamo si fa la prima dose "fuori dalla regola". La bellissima colonna sonora, utilizzata magistralmente, che porta lo spettatore a seguire le immagini con maggior trasporto emotivo, ma senza mai scadere nel didascalismo dell'emozione indotta. E il film è anche scritto bene: si è incuriositi sin da subito sui segreti che si celano dietro all'imperturbabile protagonista, i dialoghi sono convincenti e i vari avvenimenti si susseguono senza lasciare un secondo alla noia. Ma "Le conseguenze dell'amore" è soprattutto la storia di un uomo che, tramite un amore che in realtà non si compie e rimane quasi simbolico, trova la forza di riaffermare la propria dignità e di ridonare un senso alla propria esistenza.

tonnorefanio  @  21/04/2011 12:03:10
   9 / 10
Musica  @  19/04/2011 23:43:57
   9 / 10
Ho rivisto il film due volte. Devo dire che è recitato veramente bene e che la colonna sonora è davvero bella; anche quando non c'è, ci sono suoni e silenzi che colpiscono. Cosi come gli occhi di Sophie. Da vedere.

endriuu  @  05/04/2011 23:45:16
   9 / 10
l'amicizia,l'amore,il riscatto avvolti in una splendida colonna sonora e dalla magnifica coppia sorrentino-servillo.

serrano  @  09/03/2011 19:23:41
   6½ / 10
Ben lungi dall'essere un capolavoro...ma avrebbe potuto di certo esserlo.
Per le motivazioni, leggetevi gli ottimi commenti di "bulldog" e "the jack" qui sotto che rispecchiano piuttosto (e anzicheno') bene i miei pensieri e sensazioni al riguardo.

ps
...ma....nonostante tutto, oggettivamente un voto inferiore a 7 e' difficile darlo...se non altro perche' "sto regista" e' davvero innegabilmente bravo.

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la_gradisca  @  09/03/2011 08:12:30
   9 / 10
Sorrentino è Sorrentino. In questo film c'è tutto: originalità, splendida colonna sonora, attori che meglio non potevano interpretare una sceneggiatura già vincente.

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  23/02/2011 01:05:40
   9 / 10
Film di grandissimo spessore cinematografico. Emotivamente coinvolgente si distingue per le sue scene lunghe, riflessive, ma mai noiose o banali. Una fotografia fantastica ed una trama splendida. Il migliore di Sorrentino. Il migliore di Servillo, e questo film è la sua consacrazione !! Lo rivedo sempre volentieri...

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AuroraMutevole  @  12/02/2011 14:59:42
   7½ / 10
Trama avvincente, dettagli ricchi di suspance, un'interpretazione del protagonista perfetta, una prima parte della pellicola tutta da scoprire. Insomma, sicuramente un buon film italiano. Tematiche caleidoscopiche e mai banali, dal primo all'ultimo fotogramma.

donfabios  @  09/02/2011 09:14:31
   8½ / 10
mai banale, avvincente, attori bravissimi (tranne il fastidioso adriano giannini), musiche scelte benissimo, suspence avvolgente, tematiche interessanti, e genere sfuggente alla chiusura di una parola.
Uno dei migliori film italiani degli ultimi 10 anni.

Ch.Chaplin  @  22/01/2011 15:26:30
   8½ / 10
x una volta do lo stesso voto di emans! gran film..ogni elemento possibile è utilizzato in funzione espressiva, dai movimenti frequentissimi della mdp ai minimi dettagli nelle inquadrature, specchi, trucchetti, luci, tutto rasenta sapientemente la perfezione..l'eccessiva lentezza del film debilita lo spettatore, ma è assolutamente necessaria.

7219415  @  30/12/2010 13:54:03
   8½ / 10
Uno dei più bei film italiani degli ultimi anni...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  08/12/2010 23:35:45
   8½ / 10
Commentando "il divo" ho scritto che si trattava di uno dei migliori film Italiani degli ultimi anni...
Commentando "le conseguenze dell'amore" mi devo ripetere poiche' ritengo anche questo film uno dei migliori dell'ultimo decennio!
E la coincidenza è che si tratta di due film nati entrambi dalla mente dello stesso regista!
Questo paolo Sorrentino che comincio ad adorare che scrive e dirige i suoi film con mano sapiente e con grande stile!
Basti pensare a due sequenze in particolare...la prima quando il protagonista entra nel covo dei mafiosi,un lungo piano sequenza in cui cresce l'attesa e la preoccupazione per le sorti dell'uomo!
La seconda riguarda l' incidente...la cura dei particolari,nessuna parola,solo suoni e rumori combinati perfettamente!
Se a questo aggiungiamo la bravura di Servillo abbiamo un coktail quasi perfetto!
Si perche quando vengono svelati tutti i segreti l'attenzione del pubblico cala un po' ed è piu' facile arrivare con la mente al finale prima che esso si compia davvero!
Gran film!

Invia una mail all'autore del commento AcidZack  @  04/11/2010 01:05:32
   10 / 10
Fantastico il film e fantastico Servillo

maitton  @  18/10/2010 19:17:11
   8 / 10
avrei preferito che la storia si svolgesse in modo diverso...comunque, toni servillo eccezionale, sorrentino credo sia attualmente uno dei migliori registi in circolazione, la colonna sonora e'favolosa.
uno dei migliori film italiani degli ultimi anni.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  25/09/2010 18:42:58
   9 / 10
Preavviso che il commento contiene anticipazioni sul finale e su tutta la trama del film,altrimenti avrei dovuto metterlo interamente sotto spoiler.


"Forse sedermi a questo bancone è la cosa più pericolosa che ho fatto in tutta la mia vita"

Perché Le conseguenze dell'amore? Cos'è questo titolo strano che sembra preannunciare il solito filmetto da 4 soldi melodrammatico e strappalacrime da cui il nostro cinema è ancorato da anni?
Perché alla fine si tratta di un film strepitoso che i generi li mischia a suo piacimento e ha uno stile,quello di Sorrentino,che si dimostra unico nel suo genere. Né giallo,né gangster,né thriller fino in fondo eppure è anche tutte e tre queste cose.
Le conseguenze dell'amore è il titolo perfetto,ambiguo perché lo stesso film lo è fino alla fine. Lo è Titta Di Girolamo,residente da anni e anni in Svizzera con la sua fisionomia affascinante ad un primo sguardo ma anche indifferente e ombrosa ad una seconda occhiata. Protagonista assoluto su cui la pellicola gira (straordinario Servillo),uomo misterioso che in questo albergo consuma un'esistenza monotona e piena di segreti inconfessabili. E per buona parte della durata del film noi spettatori ci facciamo congetture e cerchiamo di penetrare all'interno di quest'animo per capirlo,poiché rimaniamo confusi dal suo essere una persona a metà come si definisce egli stesso: né un tossicodipendente ma neanche un uomo estraneo alla droga. Così tiriamo congetture,crediamo di aver capito che è un uomo mediocre certamente indifferente ai figli e alla ex moglie,che parla con supponenza e con l'aria di avere la puzza sotto il naso. Indoviniamo in lui anche scampoli di umanità quando viene tirato in ballo un suo amico d'infanzia e per la prima volta sembriamo accorgerci che anche lui ha dei sentimenti. Ma poi torna il Titta estraneo e inconoscibile,ci accorgiamo che è infastidito dalla visita del fratello minore.
Ogni tanto passa le sue serate giocando ad Asso piglia tutto con dei vecchi e squallidi nobili la cui unica aspirazione,oltre a barare, sarebbe quella di "morire in maniera spettacolare".
Ogni tanto c'è anche l'imprevisto che irrompe,come due scagnozzi siciliani che gli fanno una visita. Qui Sorrentino si sbizzarisce: nelle sequenze dell'omicidio compiuto dall'uomo in tuta notiamo tutta l'influenza che hanno avuto i film americani rielaborati però anche questi sotto il suo personale stile grottesco e visionario.
E l'esistenza del protagonista va avanti lenta e sempre uguale,tra il rumore ipnotizzante dei soldi con cui ha a che fare,le sigarette e l'apatia apparente verso tutto e tutti. Fino a quando finalmente la sua vita subisce uno scossone e subirà le famigerate conseguenze dell'amore,a cui si raccomanda di stare attento. Dopo questo i tasselli cominciano all'improvviso a mettersi al loro posto e ci si svela un Titta più umano,una persona tutt'altro che apatica ma a cui è stata rubata una vita,ricattato dalla mafia a rimanere in questo limbo di monotonia e di vuoto svizzero. Il ritmo che stava diventando insostenibile, per quanto delizioso e tecnicamente superbo, prende un accelerata improvvisa, si ribella alla routine e si ribella alla vita che è costretto a vivere,ci si ritrova a maledire i casi della vita che sembrano voler umiliare Di Girolamo (l'ambulanza che incrocia la macchina dove si trova,la moglie del nobile con cui gioca a carte che lo accusa di essere una persona cattiva perché ha smascherato il marito baro).
Poi capiamo in un crescendo di emozioni dataci dall'utilizzo perfetto del flashback che Titta sa bene a cosa va incontro,alla fine del film e alla sua fine. Finalmente decide di tornare veramente a vivere e di compiere un inutile sberleffo ai suoi forzati datori di lavoro; dopo che gli hanno rubato la vita lui ruba la loro valigietta. Una cosa in realtà da nulla per loro,dopo aver deciso della sua sorte per l'ennesima volta se ne vanno a pranzo,ma è tutto per Titta che trova il riscatto e la liberazione. Non deve dimostrare niente a nessuno ma solo a sé stesso quasi catarticamente ma rimane ambiguo fino alla fine.
Ci siamo resi conto che,pur sentendo i suoi pensieri,questa persona non la conosciamo affatto e rimane ambiguo fino alla fine: i soldi che da ai suoi vecchi compagni di gioco possono essere una compensazione dell'averli fatti soffrire per aver smascherato i loro imbrogli,o magari perché invece è Titta stesso che morirà in maniera spettacolare e inconsapevolmente a loro li ripaga in manier ironica (di cose di cui non hanno bisogno). I suoi pensieri verso Sofia sono di amore o magari di odio perché all'appuntamento finale lei non si è presentata? Possiamo solo immaginarlo.
Ma ci colpisce il suo ultimo pensiero,l'unica cosa certa di cui ci viene data conferma: la speranza che da qualche parte il suo miglior amico che non vede da anni e anni stia pensando a lui.
In un film freddo e apparentemente poco emotivo,il finale paradossalmente tenero in mezzo ai ghiacci è un colpo dolce al cuore,commovente. E ci viene voglia di rivedere e di capire più a fondo quali conseguenze abbia portato al protagonista l'amore.

"Una cosa sola è certa,io lo so.Ogni tanto,in cima a un palo della luce,in mezzo a una distesa di neve contro un vento gelido e tagliente,Dino Giuffrè si ferma,la malinconia lo aggredisce,e allora si mette a pensare;e pensa che io,Titta Di Girolamo,sono il suo migliore amico."

4 risposte al commento
Ultima risposta 28/09/2010 22.51.15
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guidox  @  25/09/2010 15:08:43
   8 / 10
Paolo Sorrentino è senza dubbio uno dei registi italiani più interessanti e con questo film lo dimostra a pieno titolo.
si facesse il riassunto della storia, potrebbe sembrare il classico film visto e rivisto, ma è l'atipicità nel trasporla cinematograficamente che invece lo rende particolare.
un Servillo magnifico nella sua interpretazione, si muove in questo albergo apparentemente come se non succedesse mai nulla e i giorni passassero stancamente senza nessun apparente motivo di interesse.
lo spettatore si chiede quale sia il motivo per cui ci venga raccontata la storia di quest'uomo, ma quando iniziano ad emergere i particolari del suo passato, uniti alle sua spiazzanti pratiche (non ultima il segreto incoffessabile), il ritmo sale e non tanto per l'azione in sè, ma perchè i tasselli iniziano ad andare al loro posto.
finale splendido, un film che consiglio vivamente.

sonoalessio  @  11/07/2010 14:39:57
   9½ / 10
avevo questo film da un po di tempo e non sapendo cosa fosse è rimasto li a prendere polvere perchè pensavo dal titolo che fosse qualche stupida commedia americana. invece ho scoperto un film spettacolare. non pensavo davvero che in italia si potessero fare ancora film così belli. ci avevo perso le speranze a forza di moccianate e vanzinate. il personaggio di titta è davvero ben fatto. ciò che mi ha lasciato a bocca aperta è stata la stupenda colonna sonora. la pecca della pellicola secondo me è la figura dei nobili decaduti. comunque davvero un piacere sapere che ci sono ancora registi come sorrentino e attori come servillo. ormai sono come i tartufi bianchi di 2 chili,sempre più rari

DuccioPatanè  @  23/05/2010 03:51:38
   10 / 10
grande storia,grande recitazione,meravigliosa fotografia...fottutamente toccante.
Sorrentino è davvero la speranza del cinema italiano.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 27/05/2010 12.54.58
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