magnifica presenza regia di Ferzan Ozpetek Italia 2012
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magnifica presenza (2012)

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locandina del film MAGNIFICA PRESENZA

Titolo Originale: MAGNIFICA PRESENZA

RegiaFerzan Ozpetek

InterpretiElio Germano, Margherita Buy, Paola Minaccioni, Giuseppe Fiorello, Vittoria Puccini, Andrea Bosca, Alessandro Roja, Claudia Potenza, Monica Nappo, Gea Martire, Bianca Nappi, Massimiliano Gallo, Platinette, Anna Proclemer

Durata: h 1.45
NazionalitàItalia 2012
Generecommedia
Al cinema nel Marzo 2012

•  Altri film di Ferzan Ozpetek

Trama del film Magnifica presenza

Magnifica presenza vede protagonista Pietro, 28 anni, che arriva a Roma dalla Sicilia con un unico grande sogno, fare l'attore. Tra un provino e l'altro sbarca il lunario sfornando cornetti tutte le notti. E' un ragazzo timido, solitario e l'unica confusionaria compagnia Ŕ quella della cugina Maria, apprendista avvocato dalla vita sentimentale troppo piena.Dividono provvisoriamente lo stesso appartamento legati da un rapporto di amore e odio in una quotidianitÓ che fa scintille. Ma arriva il giorno in cui Pietro trova, finalmente, una casa tutta per sÚ, un appartamento d'epoca, dotato di un fascino molto particolare e Pietro non vede l'ora di cominciare la sua nuova esistenza da uomo libero. La felicitÓ dura solo pochi giorni: presto cominciano ad apparire particolari inquietanti. E' chiaro che qualcun altro vive insieme a lui. Ma chi?

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Voto Visitatori:   6,07 / 10 (45 voti)6,07Grafico
Voto Recensore:   3,00 / 10  3,00
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Voti e commenti su Magnifica presenza, 45 opinioni inserite

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topsecret  @  28/05/2019 20:33:39
   6½ / 10
Bravo Ozpetek a imbastire una storia godibile, a suo modo affascinante, discretamente dosata tra commedia e dramma, tra sentimento e mistero.
Non male la prova del cast, bene la regia, abbastanza fluido il ritmo e visione che scivola via senza fastidi, pur non eccelsa, intrattenendo piacevolmente.

fabio57  @  08/09/2016 09:25:11
   6 / 10
Ozpetek , regista talentuoso e originale, qui compie un piccolo passo falso.A fronte di un cast notevole, peraltro ottima la recitazione di tutti gli attori, propone una storia strana con un risvolto metafisico spiazzante. Si ha l'impressione che il regista abbia l'ambizione di voler dire molte cose, ma che poi non riesca a tradurle tutte in linguaggio cinematografico comprensibile. S'intravedono delle citazioni per i cinefili, come giustamente rilevato da altri utenti, ma sembra tanto un esercizio di stile fine a se stesso.

Zarco  @  22/05/2016 20:04:58
   6 / 10
La cultura italiana è ormai incancrenita da una propaganda soffocante che si insinua ovunque. Così nel cinema, monopolio di una classe di potere degenerata e traditrice che impone i suoi volgari contenuti, e che quindi consente di lavorare solo a chi ad essi si piega, i suoi attori, i suoi registi, etc. La cultura libera non c'è più. Si sta ripetendo il modello dell'epoca fascista, in cui ogni produzione culturale deve trasmettere i "valori" di regime.
Questo film, che parte da un'idea suggestiva e che avrebbe avuto una radice fertile, resta in superficie e non approda a nulla di significativo, pur in un elegante contesto estetico e rappresentativo che a tratti richiama una sensazione lirica.
Innanzitutto le musiche, arabeggianti (primo elemento da imporre in funzione dell'invasione araba in corso che devono farci accettare) o comunque esotiche, che non c'entrano nulla con la storia raccontata, tipicamente italiana e di un'epoca in cui queste sonorità non si sapeva neanche cosa fossero.
Poi il marito arabo (e ci risiamo) di una delle componenti la compagnia, un'anomalia forzata che ulteriormente fa stridere la storia.
Sono riusciti a piazzare un "mohamed" anche qui (il figlio della coppia). Ormai li troviamo in ogni anfratto.
Naturalmente anche il personale extracomunitario che sostituisce il lavoratore italiano (e poi col tempo anche l'italiano tout court) prende anch'esso il suo gettone di presenza.
Ancora, non potevano mancare i soliti nazisti cattivi che uccidono la gente, tanto per farci rammentare sempre il senso di colpa da provare ogni qual volta si esca dal pensiero unico "buonista" del regime, per cui per chi devia è subito pronta l'accusa di nazismo.
Insomma, un buon embrione reso deforme da una situazione culturale generale che rispecchia la decadenza e la degenerazione di una società, la nostra, malata e in agonia.
Valutazione finale dunque di sufficienza risicata, per essere generosi.



1 risposta al commento
Ultima risposta 22/05/2016 20.10.27
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Wilding  @  08/05/2016 20:12:49
   6½ / 10
Personalmente considero Elio Germano tra gli interpreti più bravi del nostro cinema (grande anche qui), e apprezzo moltissimo Ozpetek, ma questa pellicola (forse la meno bella del regista) non mi ha lasciato nulla di particolare. Una trama curiosa (ma non originale) e un lento susseguirsi degli eventi, un trascinarsi stancamente a riva e ancorare la barca. Bello ma non irresistibile si direbbe, e così direi anch'io.

Jumpy  @  10/03/2014 17:36:04
   6 / 10
Ozpetek a volte mi da' l'impressione di rifare "le fate ignoranti".
Cambia il contesto e la sceneggiatura, ma i temi, gira e rigira son sempre gli stessi: omosessuali, trans, frustrazione per la mancata realizzazione di qualcosa, tradimenti (di un amicizia, di un amore), relazioni difficili.

Stavolta mi ha un po' deluso: le costanti atmosfere cupe e scure vengono a noi dopo un quarto d'ora e dopo mezz'ora hanno effetto soporifero.
Ben recitato, sceneggiatura che si sviluppa in modo intrigante (e compensa in parte il sonno di cui sopra). Qualche colpo di scenda prevedibilissimo...

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Per un cinefilo poi la curiosità è un po' svegliata dalle numerose citazioni cinematografiche.

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  26/08/2013 11:54:22
   6 / 10
Sarà che ho una predilezione per Ozpetek ma a me il film non è dispiaciuto affatto. Non all'altezza di altri lavori del regista ma tutto sommato questa magnifica prersenza si fa guardare con interesse, sembra a tratti originale ed è ben recitata. Ottimo anche il cammeo della Proclemer.

marimito  @  09/07/2013 22:34:23
   6 / 10
A fronte di uno strepitoso Elio Germano che non delude mai, il film è privo di consistenza artistica e non solo, nessun valore aggiunto; dopo averlo visto tutto rimane come prima. La sufficienza solo per l'interpretazione di Germano

edoppa  @  05/06/2013 01:42:59
   6½ / 10
film simpatico ma senza troppi spunti...non ha molta sostanza!

dkdk  @  03/04/2013 20:27:44
   6½ / 10
non male come film, bravissimo come al solito elio germano, storia che lascia un po cosi senza una vera e propria fine

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  31/03/2013 22:51:01
   4 / 10
Al termine del film una domanda mi è sorta spontanea..."Quindi?"
Si perche questo lavoro di Ozpetek è assolutamente inutile e inconcludente, direi il punto piu' basso della gia' mediocre carriera di questo regista.
Eppure con "Mine vaganti" mi aveva sorpreso in positivo con un'ottima verve comica...
In questo caso niente da fare...il cast fa bene il suo lavoro (Germano è sempre bravo) ma la sceneggiatura non è affatto brillante!
Da dimenticare

Trixter  @  18/03/2013 22:44:38
   6 / 10
Non sono un amante di Ozpetek, tuttavia questa pellicola non mi è dispiaciuta del tutto. Certo, al termine della visione il sentore dell'occasione persa è piuttosto forte: un ottimo potenziale attoriale, un soggetto intrigante... ma il tutto non si amalgama a dovere, tanto che il film, per lunghi tratti, risulta fiacco e senza mordente. Anzi, proprio l'entrata in scena della compagnia Apollonia, che dovrebbe determinare una sterzata nello svolgimento dell'azione, regala momenti soporiferi e dialoghi privi d'interesse.
Anche la scelta del protagonista gay risulta forzata, inutile e di nessuna valenza nell'economia della pellicola. Resta, comunque, un film abbastanza originale, con belle atmosfere ed un bravo Germano.

Seida  @  02/01/2013 10:18:35
   5½ / 10
Non un granchè,film abbastanza noioso e piatto.Mezzo voto in più per l'ottimo Elio Germano.Sicuramente Ozpetek ha fatto di meglio e sicuramente mi aspettavo qualcosa di più.

gabri68  @  24/11/2012 19:55:50
   5 / 10
Ho apprezzato gli altri film di Ozpetek, da Le Fate ignoranti a Saturno Contro, ma questo film è noioso e a tratti perfino stucchevole. Insomma ragazzi, du' palle!

Doctor Feelings  @  05/10/2012 11:16:00
   5½ / 10
Commedia italiana di stampo fortemente classico, priva di elementi originali e alquanto superficiale.

E' grave che un protagonista non subisca cambiamenti nella trama, soprattutto quando vive un'esperienza di anime tormentate, come quelle che scoprirà dentro la sua nuova abitazione. Ma ciò che davvero non permette allo spettatore di rimanere entusiasta di questa pellicola è proprio la superficialità con cui è stata sviluppata. Trama banale, Pietro vuole fare l'attore e inizia a vedere i fantasmi di una compagnia teatrale uccisa misteriosamente settant'anni prima in quella stessa casa. Dialoghi privi di tensione e personaggi in cerca di autore incorniciano una sceneggiatura poco sfruttata, così come alcuni elementi di contorno, quali la storia d'amore che poteva esserci tra Pietro e il suo vicino e la passione stessa del protagonista per la tv, finiscono con il risultare forzati e privi di uno spessore narrativo. L'omosessualità del protagonista questa volta mi è apparsa fin troppo spinta (tipico del regista), mentre il vuoto stesso della trama permette allo spettatore di carpire benissimo ciò che non va. Vale la pena di guardarlo, ma solo se non paghi il biglietto!

outsider  @  02/09/2012 13:30:11
   8½ / 10
questo e' un film magnifico, per ricalcare il titolo.
non sono uno che osanna ozpetek ad ogni scor reggia, pero' qui anche un vagamente antipatico elio germano risulta piacevole perche' tutto, trama, impalcatura, ritmi audio, coreografia, scenografia, colori, sono a posto.
e comunque e' un film non comune. a me e' piaciuto tanto tanto. ma per apprezzarlo bisogna essere spiriti elevati e mi scuso per l'implicita presunzione, ma e' questa la realta' e non secondo me, ma oggettiva visto che, dato utile per chi lo volesse vedere, questo e' un film che parla di quel qualcosa che vorremmo sempre sognare, il contatto con chi non c'e' piu' nel corpo, ma esiste, e' in mezzo a noi.
naturalmente condito di note di fantasia che svelar non posso, non manca di ironia e tanto, tanto altro.
bravo maestro, perche' comunque e' un Maestro. Un po' pesante questo aspetto dell'omosessualita' sempre presente, giacche' si poteva inserire una bella storia d'amore fra un uomo ed una donna, ma tant'e'; c'amma fa!
buy, fiorello e gli altri bravissimi. ******* il grassone coruzzi non lo sopporto, fa un'interpretazione breve, ma me pare de vede' nno schetch televisivo!
ah ah, ridete ragazzi, dicono che la vita sia bella....speriamo.

Lory_noir  @  19/08/2012 23:23:59
   7½ / 10
Ozpetek riesce sempre a toccare le corde giuste a mio parere. Mi aspettavo un film scadente, invece ho visto un film diverso dagli altri del regista, ma sicuramente valido, convincente, divertente, commuovente, ben recitato e con ottime musiche.

C.Spaulding  @  19/08/2012 11:19:31
   5 / 10
A me non è piaciuto. Un film piuttosto noioso anche se ben recitato.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  01/08/2012 13:01:46
   6½ / 10
Non uno dei migliori film del regista italo-turco ma comunque un intrattenimento gradevole.
Un bravo Elio Germano occupa per quasi due ore l'intera scena non risultando mai fuori luogo.
Carina l'idea iniziale anche se non totalmente supportata da una sceneggiatura a tratti poco brillante così come i dialoghi che soffrono troppo di alti e bassi.
Stupendo il titolo.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  13/07/2012 17:30:52
   6 / 10
Discreto film di Özpetek.Molto bene il cast dalla Buy a Germano a Beppe Fiorello ad Anna Proclemer

VIRGINIA82  @  12/06/2012 01:58:37
   5½ / 10
Magnifica o solo Piacevole visione? Ferzan centra la trama e il cast, ancora una volta. Carina l'idea degli attori- spettri che accompagnano il protagonista. Ma il film nel complesso non riesce a brillare, malgrado gli ottimi presupposti. Non viene ne approfondito ne snocciolato. La storia va avanti e si lascia vedere, ma manca di qualche brio o novità. Tutto scivola in maniera un pò scontata, cedendo a prototipi Ozpetekiani che annoiano un pò. Il passato scavato e la sua maschilista- omosessualità. Non riesce ad espandere il suo genio registico personale e innovativo. Quell'amarezza distinta che lo contraddistingue, qui fa fatica, arranca e si cela (come di consueto) tra i suoi bizzarri personaggi. Ma ancor di più è velata da tonalità più commediali e dilettevoli. Promette nuovi orizzonti, che sono solo appena accennati. Sempre più bravo però Elio Germano.

whynot88  @  11/06/2012 00:29:49
   7 / 10
Emerge sempre con successo il genio di Ozpetek. Una rappresetazione tetrale in un film o una pellicola in un teatro? A tratti sembra ricordare "Sei personaggi in cerca di autore" di Prirandello. Sbalorditivo il continuo sovrapporsi tra finzione e realtà, ci si domanda continuamente dove finisce l'uno e dove comimcia l'altro. Un sarcasmo pungente e irriverente stimola il sorriso e lascia il pubblico perplesso in una prima fase. Le colorate colonne sonore perfettamente adattate alle scene. Affrontati i temi della solitudine e della fantasia scaturita da immagini visionarie provocate dalla nebbia dell'abbandono. Un cammeo di Drusilla Foer e di Platinette che impersona il capo di un'industria di cappelli dove lavorano un gruppo di trans ; stuzzicante la sovrapposizione dei registri linguistici e delle inflessioni dei dialetti regionali. Il regista mette in scena i canoni della drammaturgia teatrale classica e il passaggio da quest'ultima al cinema contemporaneo. La menzogna può essere convincente, per fortuna la verità lo è ancora di più.

Mr.Skaglio  @  29/04/2012 20:47:58
   4 / 10
Una rottura di c***** di film!
lento, noioso, prevedibile, affollato da gay e turchi sembra che Ozpetek ce li metta dentro a forza...perché Ozpetek ama gay e turchi e non sa parlar d'altro.

ottofranz  @  24/04/2012 00:33:10
   8½ / 10
E' una bella cavalcata di 15 magnifici attori, dallo sparire da finzione di scena nella realtà della morte.
Poi viaggiare nella realtà di fantasma in cerca della verità fino a sparire nuovamente nella finzione teatrale.
La parte omosessuale, così tanto criticata da qualcuno è invece così soffice che quasi non si nota. Poteva una conturbante coppia etero riuscire a non distrarre dal tema del film? Io direi di no.
E poi c'è chi disse cosa c'è di più vero della finzione ?
Il film va visto e discusso perché è qull'uno su 10 che oggi vale la pena vedere nessun genere escluso.
Bravo il regista che finalmente guarda anche nell'obiettivo.

giuliowi  @  15/04/2012 01:27:00
   8½ / 10
Come tutti i film di Ozpetek possono apparire "semplici" ma in realtà sono dei piccoli capolavori italiani. Anche in questo film il regista riesce a far recitare gli attori in maniera "fine", sfumatore e sensibilità mescolate a comportamenti e ragionamenti che spesso fanno parte del mondo omosessuale senza mai esasperare o rendere le azioni dei personaggi di cattivo gusto. Ozpetec riesce sempre a far vivere emozioni allo spettatore sensibile. Geniale la capacità di mescolare l'irrealtà con la realtà, la fantasia con la vita quotidiana, il passato con il presente. Elio Germano è bravissimo.
La storia è piacevole, semplice ma di buon gusto. Il tutto viene recitato con buon gusto, sembra quasi un lavoro di Woody Allen. Film da vedere!!

LaurettaKoizumi  @  04/04/2012 20:06:25
   7½ / 10
Lo dico pure senza problemi: per me "Mine Vaganti" era riuscito meglio.
Questo film mescola il drammatico con la commedia, generando un film amabile ma non molto brillante. Nessun difetto ai due attori principali, assolutamente riusciti nel loro ruolo, ma nell'insieme il tutto è forse un po' troppo lungo e caratterizzato da un buon inizio e un bel finale, da una parte centrale che invece tende un po' a perdersi.
(Non ho potuto fare a meno di notare come la sequenza finale, col primo piano, sia uguale a quello de "La finestra di fronte".)
Sempre una scelta molto oculata e riuscita delle musiche, davvero belle.
Nell'insieme è comunque un buon film!
Se conoscete lo stile di Ozpetek non vi deluderà troppo: ha fatto decisamente di peggio, per me.

Kitiara31  @  04/04/2012 11:51:45
   8 / 10
Qualcuno può dire a Ozpetek che anche se un film pieno di personaggi omosessuali può serenamente dichiararsi gay lo stesso?
A parte questo, a me il film è piaciuto molto: la sceneggiatura ben strutturata e originale , la musica fantastica che accompagna le scene, tutti gli attori hanno ben recitato (Beppe Fiorello, la Buy e la Puccini) .
Su tutti Elio Germano, secondo me il miglior attore italiano in circolazione.

6 risposte al commento
Ultima risposta 18/11/2012 23.33.00
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kerkyra  @  01/04/2012 12:51:23
   3 / 10
Premesso che normalmente il regista mi ha abbastanza convinto, io mi chiedo come mai un regista omosessuale debba sempre e dico sempre mettere la tematica omosessuale in ogni suo lavoro.
Mi sembra estremamente claustrofobico, ripetitivo e castrante.
Il film è talmente brutto che anche un attore fantastico come Elio Germano appare spaesato.
E ho detto tutto!!!!

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/04/2012 22.29.38
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Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  01/04/2012 02:10:25
   7 / 10
Elio Germano esce temporaneamente dalla serie tv per approdare al cinema nel nuovo film MAGNIFICA PRESENZA, regalandoci una prova perfetta (come tutto il cast, dalla Proclemer alla Puccini passando per la Buy e Fiorello, senza dimenticare Platinet, che sinceramente non pensavo sapesse recitare seriamente), anche se in lontananza se vogliamo essere pignoli l'accento si sente ancora ma chiudiamo pure un occhio sul piano della dizione, visto che di questi tempi trovare un attore bravo italiano è un impresa più unica che rara. La stessa impresa che si fa per produrre un film decente, e sinceramente MAGNIFICA PRESENZA riesce a essere un buon risultato, anche se inferiore nel panorama Ozpekiano.
Certo, certo c'è sempre la commedia in mezzo ai piedi, ma più che altro ci si riesce a spostare su una storia che vive tra il fantastico e il reale, col passato che rivive nel presente, tra ossessioni e sogni, dove troviamo temi cari al regista come la solitudine e la diversità.

Che sia un'Ispirazione o una citazione il regista si rifà sicuramente all'opera di Pirandello 6 PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE e al lontano FANTASMI A ROMA di Pietrangeli con Gassman, Eduardo De Filippo e Mas*****nni, aggiungendoci tocchi di egoismo, narcisismo, omosessualità, tradimento. In un finale di certo non previsto scopriamo che è lei la colpevole, attrice di grande fama così incontentabile, avara e narcisista che pur di recitare e avere tutti gli sguardi su di sè è pronta a tradire i suoi compagni, dopo tante avventure passate insieme. Chi recita in teatro sa che valore ha una compagnia ed è come se Opzeck prendesse in causa le persone che hanno più a cuore il mondo del teatro. Come non accorgersi dei continui riferimenti allegorici che vengono fatti su di esso.
La figura del trans, figura come altre forse, per qualcuno pure derisoria, d'intrattenimento, è invece l'essenza del teatro. Nel teatro l'arte del travestirsi sta alla base di tutto, il divenire qualcun altro sotto i ceroni e i costumi sfarzosi. L'emozione di salire sopra un palco e di interpretare una persona che poi nella vita reale non si sarà mai è una delle tante soddisfazioni che da questo lavoro.
Ma a dirla tutta non c'è niente di più bello e toccante come il momento delle prove: lo stare tutti insieme e provare e riprovare, ridere agli sbagli degli altri, lottare con il regista per il cambio di una battuta o di un'azione, le mangiate e le bevute a fine giornata,..
La compagnia nel teatro è tutto, se essa non va lo spettacolo non verrà a farsi. Ed è proprio questa magia che la Morosini distrugge mentre si pavoneggia davanti al povero Pietro raccontandogli le motivazioni, per lei assolutamente valide, come se lo scopo finale potesse giustificare i mezzi che lei ha adottato.

Mi si è stretto il cuore quando ho visto che le scene sono state girate al Teatro Valle di Roma che ricordo occupato ancora da giugno scorso per protesta della condizione penosa dell'arte nel nostro Paese e per questo ringrazio Opzeck che almeno lui si ricorda di queste cose e ha unito l'utile al dilettevole. Visto il mezzo comunicativo e la storia a disposizione non ha perso tempo e ha ricordato questa triste e dura realtà che molto spesso i telegiornali dimenticano, o molto più semplicemente, la verità è che si preferisce far passare per i palinsesti televisivi la protesta sulle farfalle troppo in vista piuttosto che quella più spinosa sulla situazione artistica italiana.

Mpo1  @  31/03/2012 22:48:40
   8 / 10
Bello, uno dei film migliori di Ozpetek, al livello delle sue prime opere.

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  28/03/2012 20:46:38
   4 / 10
Mi dispiace bocciare il mio caro Ozpetek ma non mi ha convinto affatto questo suo ultimo lavoro.

Invia una mail all'autore del commento DjAlan78  @  27/03/2012 09:25:50
   5½ / 10
Una delusione, cosi' come gli altri ultimi film di Ozpetek, in piena crisi artistica. Non emoziona, non fa ridere, non fa riflettere, manca di poeticità e atmosfera. Esci dal cinema e dici: "No, non ci siamo. Mah".
Di certo non arriva alla sufficienza.

zakfett  @  23/03/2012 16:46:31
   6½ / 10
Un pò lento, un pò già visto (anche se con un paio di trovate azzeccate) con belle ambientazioni e personaggi inquadrati a sufficienza.

franzcesco  @  21/03/2012 11:09:35
   5½ / 10
Mi aspettavo davvero di più...
In molti hanno detto che è il suo miglior film, ma per me Mine Vaganti è di gran lunga migliore!!!
Non raggiunge la sufficienza perchè da uno come Ozpetek, e attori del calibro di Germano, la Buy e la splendida Puccini, ci si aspetta molto di più.
Buona colonna sonora, ma non basta...

paride_86  @  21/03/2012 02:18:36
   6 / 10
Film lieve, evanescente e fine a se stesso.
La cura per la scenografia è inferiore rispetto agli altri film di Ozpetek, ma il personaggio di Pietro risulta molto simpatico e ispira tenerezza. Merito, ovviamente di un bravo Elio Germano che non delude mai le aspettative.
Diviso tra sogno e realtà, "Magnifica Presenza" è un film che va preso così com'è, senza stare troppo a sindacare sulla coerenza logica di fatti e personaggi; quello che conta è l'esperienza, l'intrattenimento. E' proprio qui il problema: ci si diverte, ma con moderazione, e alla lunga il gioco dei fantasmi stanca un po'.

Giulio422  @  21/03/2012 01:21:43
   7½ / 10
sono andato a vederlo senza guardare nessun commento su Filmscoop, senza sapere neanche di cosa parlasse visto che dal trailer non si capisce nulla.

Personalmente mi è piaciuto molto, una specie di favola drammatica per sognatori, proprio come il protagonista, bravo nella recitazione !!

Mi ha ricordato in un certo senso Midgnight in Paris, dove il nostro personaggio vive in un mondo accessibile solo a lui.

l'idea della compagnia teatrale mi è piaciuta, così come quasi tutti gli attori, non ho trovato di grande spessore la cugina ( Paola minaccioni)

in un certo senso questa pellicola in chiave italiana altro non è:

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Peccato solo non aver dato più spazio ad Alessandro Roja, attore da me molto apprezzato nel ruolo del Dandi in romanzo criminale.

gianni1969  @  20/03/2012 00:26:12
   3 / 10
brutto,brutto,brutto;storia senza senso,recitato male,se questo e' uno dei migliori registi italiani,siamo messi bene. a mio personalissimo parere,salvo rare eccezzioni,il cinema nostrano si ferma al 1980

8 risposte al commento
Ultima risposta 21/03/2012 23.58.25
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  19/03/2012 20:13:24
   4½ / 10
Calcava i territori più consueti con il suo film migliore ("Mine vaganti"), e adesso te lo ritrovi, l'italoturco, con il suo bisogno di essere fuori dal coro, in un contesto irrilevante, stridulo. E' "Magnifica presenza" il bel titolo di un film francamente terribile. Lo è "alla maniera di Ozpetek" osservando commossi il regista provare a rendersi credibile fuori dal suo cameratismo cinefilo. Poteva rivelarsi una gradita sorpresa, non è così. Non basta aver visto i film di Fellini, le commedie di Eduardo, qualcosa di Ferreri o rifare Bunuel ("L'angelo sterminatore" figuriamoci) pensando a quell'occhio surrealista che è anni luce distante dalla cucina e dai tinelli del "fornaio" Ozpetek (con tanto di pasticciere come ai bei tempi di La finestra di fronte). Non basta per reclamare una posizione privilegiata di "intoccabile". E' una specie di rispetto quella che si deve per un'operazione fallimentale piena di buone intenzioni, di quelle che il cineasta difende come "capolavoro della sua maturità", l'affetto che prova il padre davanti al figliol prodigo tornato a casa. Un'idea brillante congegnata male e realizzata peggio. Certo, convivono stilemi tipici del cinema di O., con la coralità Altmaniana, la dimora e soprattutto il passato. O. cerca esperienze corporative ma la pergamena della memoria non diverge poi molto dal passatismo di maniera di Pupi Avati. Una mise in scene che celebra i fasti del bel vecchio recital - la compagnia ricorda a tratti certe cose del Quartetto Cetra - ed è come se Pirandello riscoprisse una modernità che è solo nostalgia antiquaria. Tutto questo non può rendere giustizia nè all'effimero presente nè a fantasmi illustri o meno di un redivivo passato.
In questa "polvere di stelle" di fantasmi e ricordi, è emblematico il fallito provino di Germano, costretto ad ammiccare senza pudore a un tronfio clichè melodrammatico che non ha nessun bisogno di esistere, oggi.
Per questo unico momento davvero plausibile quello che riesce magnificamente a volteggiare tra grottesco e vita reale, passato e presente, è la liberazione "esterna" degli attori, in un'Italia contemporanea che ha poco tempo da dedicare a quel professionismo falso ed enfatico del vecchio teatro italiano. Puoi chiedere "in che anno siamo", sperando che il germanesimo tardivo di O. sia un giocoso paradosso. Quasi quasi meglio lasciare i fantasmi a morire

3 risposte al commento
Ultima risposta 07/04/2012 18.26.44
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marcodinamo  @  19/03/2012 18:48:26
   8 / 10
Al contrario di qualcuno che mi ha preceduto, io non ho mai sopportato Ozpetek. Ebbene questa pellicola l'ho trovata deliziosa con questo sapiente gioco fra realtà che sembra finzione e finzione che sembra realtà. Trovo piuttosto superfluo e invero stantio il solito ricorso alle vicende gay del protagonista

11 risposte al commento
Ultima risposta 22/03/2012 13.22.20
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aitante68  @  19/03/2012 10:06:58
   4 / 10
brutto film, si basa su una storia debole debole, ozpetek vorrebbe fare l'almodovar della situazione, ma gli riesce male. Un film che non appassiona e non decolla mai....

Invia una mail all'autore del commento Larry King  @  19/03/2012 00:37:12
   8½ / 10
Summa poetica ed estetica di tutta la cinematografia di Ozpetek, crogiolo perfetto delle maggiori ispirazioni e suggestioni di tutte le sue opere. In un solo film riesce a riassumerli tutti, deliziandoci con un'opera delicata ed ingenua, come il suo protagonista, priva di qualsiasi ombra di scurrilita' (ed in tempi odierni meriterebbe il 10 con lode solo per questo).
Un cast di attori perfetto, ed un cambio di registro scenico ed emotivo continuo, dalla commedia al melodramma, al grottesco al horror (in cui il caro Ferzan per divertimento potrebbe anche provare a misurarsi). Uno dei rari casi in cui si puo'rimpiangere la fine della visione. Perfezione sfiorata per due piccole pecche: l'autorefenzialita' a volte leziosa ed il rischio, evitato, che il film si trasformi in un "Midnight in Rome". Per il resto, il cinema italiano, prima con l'ultimo Verdone, ora con questo, da'finalmente segni di vita importanti.

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Ultima risposta 21/03/2012 13.48.43
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specoletta  @  18/03/2012 23:03:16
   1 / 10
se volete buttare via i soldi del biglietto andate a vedere questa porcheria

jiko  @  18/03/2012 11:52:46
   8 / 10
Il nuovo film di Ozpetek sfugge a ogni definizione di genere, difficile da inquadrare in una definizione, il risultato finale è comunque eccellente. Ci sono tutti gli elementi tipici dei suoi film precedenti, mescolati insieme e riadattati in una storia dall'atmosfera onirica e surreale che richiama molto i "Sei personaggi in cerca d'autore" di Pirandello. Con qualche riferimento, forse fin troppo evidente, a "The others". Toni drammatici alternati a momenti comici in maniera equilibrata, così come realtà e finzione si alternano e si confondono in un film raffinato, visivamente ed esteticamente impeccabile, con un finale che emoziona e attori in stato di grazia.

annab  @  17/03/2012 20:09:48
   9 / 10
Sono andata a vederlo sulla fiducia: il film non mi attirava ma, ad oggi, ho amato tutti i film di Ozpetek che ho visto e quindi...
Film magnifico che si regge tutto su Elio Germano ma che di Elio Germano, o meglio di Pietro "Ponte", infondo, non racconta la storia. Del protagonista, infine, si sa poco, molto (per non dire tutto) viene lasciato all'intuito dello spettatore, cui viene dato solo qualche suggerimento qua e là. La storia che viene raccontata è quella delle "comparse". Ma di questo film non mi ha colpito la trama, che in qualche modo quasi non c'è, mi ha colpito la recitazione di Elio Germano, il suo accento siciliano che era naturalissimo e totalmente lontano da una qualunque "scimmiottatura", mi ha colpito la delicatezza e la poesia di quasi ogni scena, la grandezza di Anna Proclemer, il cameo di Mauro Coruzzi, e potrei continuare ma credo basti dire che, una volta uscita dal cinema, sarei entrata di nuovo per rivederlo e che i titoli di coda hanno spezzato un piccolo incantesimo durato quasi due ore.

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Ultima risposta 19/03/2012 16.13.53
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento LukeMC67  @  17/03/2012 03:31:47
   6½ / 10
Devo ammettere che quest'ultima fatica di Ozpetek mi ha spiazzato come pochi altri film, ci ho messo moltissimo a metabolizzarla e a cercare di gettarci una qualche luce per parlarne.

Dunque, prendete "The Others" e "Otto donne e un Mistero"; private il primo di ogni componente horror e il secondo di ogni gioco ironico; avvolgete quel che ne rimane con un pesantissimo velo di disincanto e di melanconia; spruzzate con un po' di nostalgia e di acuta acidità qua e là e otterrete questo "Magnifica presenza", il film in assoluto più cupo girato dal noto regista italo-turco.

Una black comedy in cui tutto è costruito per essere (volutamente?) irrisolto, in linea con il pessimismo senza scampo in cui da diverse pellicole in qua sembra essere piombato Ozpetek. Per carità, che in giro ci siano pochi motivi per essere ottimisti è innegabile. Ma il "mal di vivere" del buon Ferzan va oltre il momento contingente e investe le corde più profonde del suo essere, in particolare del suo essere artista. Il film, infatti, può essere letto anche come una lunga confessione di impotenza nei confronti dell'arte, incapace di cambiare di un solo millimetro la realtà.

E' utile a tal proposito confrontare questo film coi precedenti di Ozpetek: se "Magnifica presenza" può ricordare superficialmente "La finestra di fronte" o "Un giorno perfetto", in realtà se ne discosta per almeno due motivi: rispetto al primo manca del tutto un personaggio in crescita che si contrappone a un personaggio sconfitto; rispetto al secondo, poi, manca il senso di "liberatoria catastrofe" che il suicidio del protagonista dava alla storia. Le eroine di Ozpetek erano note per i loro strepitosi percorsi di consapevolezza che le portavano a cambiare radicalmente vita verso un'autenticità dolorosa ma auspicabile, quindi verso una serenità matura che avrebbe potuto dare luogo persino a momenti felici. In questo film il protagonista è maschio e perfettamente antieroe: infantile (dorme con una "semi-cugina" che gli fa da mamma), solo, maniaco-compulsivo (la sua forma di comunicazione più frequente è tempestare gli altri come un bambino in perenne debito di aiuto e di affetto), sognatore (scambia per storia d'amore un semi-incontro occasionale di sesso ricevendo un brutale rifiuto in cambio), non solo non imparerà nulla dalla strana vicenda che si troverà a vivere, non solo non cambierà nulla nel corso della sua grama esistenza, ma addirittura finirà con l'aiutare i (suoi?) fantasmi a prendere consapevolezza della loro esistenza che fu. Nella rappresentazione che Ozpetek ci offre, infatti, i più realistici risultano essere proprio i fantasmi, mentre la vita reale sembra una specie di assurdo incubo dal quale rifuggire. Le protagoniste donne, invece, sono scaltre, anch'esse irrisolte (se non proprio fallite!) e conservano al massimo quell'istinto materno che le porta a soccorrere il maschio debole di turno. Ma in un quadro di solipsistico egoismo.

Le chiavi di lettura di questo stranissimo film stanno secondo me in due personaggi che compaiono a mo' di... mine vaganti nella storia: la transessuale ferita e l'anziana attrice sopravvissuta alla propria ex-compagnia teatrale (una immensa Anna Proclemer qui in uno dei ruoli più odiosi che le siano stati affidati). Quest'ultima rappresenta la cattiveria dell'egoismo e della scaltrezza che non fa sconti a nessuno e che, anzi, pretende di non essere giudicata. E' lei, in fondo, il personaggio vincente della storia contro il quale si contrappone il patetico "frocetto saputello" che nulla sa della vita, a parte il suo sentimentalismo debordante. La transessuale è invece l'irruzione della realtà "vera" nella vita dell'uomo-bambino: ben presto sarà risucchiata anch'essa dai fantasmi del protagonista cui crede non perché li veda realmente, ma per gustarsi la "gentilezza di uno sconosciuto" rifuggendo così dalla durezza della propria esistenza di emarginata condannata a restare tale fino alla morte. Anche lei ha bisogno di sognare per non sentire il dolore delle ferite (corporali e non) che le vengono inferte. Ma nulla sembra incidere l'ineluttabile, tenero straniamento che invade il protagonista, curioso e speranzoso di trarre qualche vantaggio dalla straordinaria vicenda che sta vivendo senza però riuscirci; a poco serve la speranza che almeno riesca a corrispondere l'attrazione verso il bel ciclista incontrato per caso che poi lo soccorrerà: Pietro ha troppo da fare con i fantasmi per occuparsi di lui (è pure una persona rassegnata al suo destino: "non riesce neanche a essere gay, figurarsi a fare l'etero", dirà alla "cugina")!

Col consueto stile leggero e melò, contrappuntato dagli altrettanto consueti dialoghi ficcanti, da una strepitosa colonna sonora (da sempre marchi inconfondibili dei suoi film), da un montaggio straordinario (godetevi i suggestivi titoli di testa, al proposito!) e dall'accuratezza della direzione degli attori, Ozpetek ci spiazza raccontandoci della solitudine, del non saper crescere, della cattiveria e delle meschinità umane più profonde, dell'"inutile utilità" di sognare di fronte alle recite, anche quando esse non ci consolano e non sono edificanti.
Per sopravvivere devi essere scaltro fino alla fine, senza limiti morali. Il resto è inutile finzione. Poveri noi, chi si salva?

vermeer  @  16/03/2012 08:49:38
   3 / 10
adoro questo autore da sempre, ho amato qualsiasi dei suoi film, ed è per questo che resto sconcertato dopo averlo visto ieri sera all'anteprima, riesco solamente a dire, Ozpetek si è impazzito o cosa???
:-( non riesco a dare un voto migliore.
grande dispiacere.

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