mamma roma regia di Pier Paolo Pasolini Italia 1962
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mamma roma (1962)

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locandina del film MAMMA ROMA

Titolo Originale: MAMMA ROMA

RegiaPier Paolo Pasolini

InterpretiAnna Magnani, Ettore Garofolo, Franco Citti, Silvana Corsini, Luisa Loiano, Luciano Gonini

Durata: h 1.50
NazionalitàItalia 1962
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1962

•  Altri film di Pier Paolo Pasolini

Trama del film Mamma roma

"Mamma Roma" è una prostituta che decide di chiudere col marciapiede, dopo il matrimonio del suo protettore, e dedicarsi al lavoro più sicuro di venditrice di frutta e verdura. Per suo figlio Ettore sogna un buon avvenire, ma lui non solo non la ama e le rimprovera il passato, ma frequenta cattive compagnie...

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Voto Visitatori:   8,78 / 10 (54 voti)8,78Grafico
Voto Recensore:   9,50 / 10  9,50
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Voti e commenti su Mamma roma, 54 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

AMERICANFREE  @  04/04/2019 21:50:30
   8 / 10
Mio primo film di Pasolini che ho visto con molto interesse e piacere. Grandissima Anna Magnini e in generale tutto il cast che ha recitato molto bene. Consigliato

2 risposte al commento
Ultima risposta 13/04/2019 12.23.15
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Oskarsson88  @  01/12/2018 02:50:42
   8½ / 10
Veramente un capolavoro di Pasolini, del tentativo di riscatto del proletariato. Film molto poetico che contrappone l'energica Mamma Roma e il malinconico e trasognato figlio Ettore che vaga per le periferie romane. Immagini suggestive, a descrivere il disagio della periferia e la povertà dei suoi quartieri. Che dire, un film che ha fatto storia.

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/01/2019 11.20.36
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Matteoxr6  @  19/09/2017 04:09:02
   10 / 10
Una delle pellicole più intense di Pasolini, forse anche grazie ad Anna Magnani, che ha saputo veicolare attraverso la sua meravigliosa interpretazione l'intensità che intendeva trasmettere il regista.

Dottor Fener  @  18/06/2017 17:55:44
   9 / 10
Questo secondo film di Pasolini è un capolavoro sensibile sulla periferia romana, animata da gente vogliosa di un riscatto sociale che stenta ad arrivare.
Un mondo a parte analizzato con delicatezza da Pasolini che contrappone due ideali, quello di Mamma Roma e dei ragazzi di strada a confronto, ognuno con le proprie visioni sulla vita e sul proprio futuro ma legati dal comune senso di cercare un miglioramento sociale che sembra un'utopia.
Grande performance di Anna Magnani, perfettamente a suo agio nel personaggio diventando anima e corpo del film.

Oskarsson88  @  11/04/2017 00:01:20
   8 / 10
Bel film dal valore storico di Pasolini.. si respira la vita vera del proletariato del dopoguerra e il tentativo e voglia di riscatto di Mamma Roma, che cerca in tutti modi con il suo amore incondizionato di mettere il figlio sulla strada che vuole lei, cercando di elevarlo dalla sua condizione attuale. Finale triste e quasi visionario.

Italo Disco  @  26/12/2016 18:24:50
   9½ / 10
Alla fin fine è quello che è: un Documento storico della città di Roma e dei suoi abitanti. Tanta acqua è passata sotto i ponti ma la sostanza non cambia.....nichilismo a livelli di guardia e scoramento ineludibile.....stupenda pellicola, anche i riferimenti colti non stonano all'interno della storia. Grande prova della Magnani.

topsecret  @  20/12/2016 18:11:31
   7½ / 10
La prova di una Magnani straordinaria (come sempre) impreziosisce una storia intensa, fatta di emozioni umane, sentite e toccanti, capaci di coinvolgere e calamitare l'attenzione del pubblico in un susseguirsi di scene di grande presa, dirette con grande abilità da Pasolini alla sua seconda prova in veste di regista.
Un film da vedere.

Colibry88  @  25/10/2016 15:00:22
   8½ / 10
Mi sono avvicinato a questo capolavoro con molta prudenza e curiosità. Conoscevo già la grande Anna Magnani ma non vedevo l'ora di "vederla" all'opera. Che dire?! Una straordinaria interprete che resterà - giustamente - insuperata. Il film è molto intenso, commovente e profondamente vero. Opera d'arte di Pasolini.

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Ultima risposta 25/10/2016 18.20.33
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GianniArshavin  @  02/08/2016 19:53:09
   8 / 10
Il sogno di un miglioramento sociale, la speranza di crearsi un futuro migliore in uno dei più veri ed autentici ritratti della vita dei proletari italiani nell'immediato dopoguerra.
Pasolini , dopo l'importante ma a mio parere ancora grezzo "Accattone" , al suo secondo film realizza una delle sue migliori opere cinematografiche , un'epopea reale e vera che dalla commedia piano piano diventa una tragedia dai connotati cristologici.
Pasolini in regia dimostra di essere ormai padrone del mezzo , aiutato da un comparto sonoro di grande livello e da una delle migliori prestazioni di una fenomenale Anna Magnani.
Mamma Roma è una pellicola che colpisce , che non sente per nulla il passare degli anni e che si conclude con un finale incredibile per potenza emotiva.
Semplicemente uno dei migliori esponenti del filone neorealista italiano , che immortala come pochi altri hanno saputo fare vite , persone ed esistenze ai margini.

Filman  @  23/04/2016 14:50:17
   8½ / 10
Tra dramma e realtà, tra tristezza e poesia, la storia di MAMMA ROMA ingloba l'immaginario di Pier Paolo Pasolini contenuto nelle sue tematiche realiste e veriste, riportate sullo schermo con il suo primordiale modo di fare, che, per quanto finto e macchinoso, risulta vincente indipendentemente dalla sua reale volontà iniziale. La situazione sociale che viene inquadrata rappresenta con estrema razionalità la vita lontana dalla borghesia e succube inconscia del capitalismo, argomento prelibato dall'autore, intellettuale sempre schierato a favore di una condizione utopica ma di lucida espressione umanistica. Chiarificato nella poetica e interessante per ciò che riguarda i concetti esposti dalla trama, questo grandissimo film italiano, storico ma dalla bellezza sempre intatta, sigla un proseguimento coerente per il regista, che si migliora, dando maggiore peso al ragionamento del racconto, pur non presentando concetti cinematograficamente rilevanti, ad esclusione di quello stile un po' casuale dettato dall'istinto dello stesso Pasolini, figlio di una marcia artistica onnipresente.

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  31/03/2016 13:39:28
   10 / 10
Enorme... Anna Magnani commovente.... nient'altro da dire.....

Goldust  @  06/11/2015 16:01:26
   7 / 10
A costo di beccarmi qualche insulto dico che Pasolini tecnicamente, come regista, non era un granchè; a livello contenutistico il discorso ovviamente cambia e questa Mamma Roma - trainato da un'immensa Magnani in una delle sue interpretazioni più riuscite - racconta bene il sogno impossibile di scalata sociale della protagonista ed il rapporto indissolubile e quasi morboso che si instaura tra madre e figlio. E' un bello spaccato sull'incomunicabilità dei tempi e sull'educazione alla vita, imbevuta di arte di arrangiarsi e di riferimenti cristiani; ma se dovessi dire che mi ha emozionato mentirei.

1 risposta al commento
Ultima risposta 06/11/2015 19.02.30
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DarkRareMirko  @  11/07/2014 01:27:18
   9 / 10
Ideale sequel di Accattone, con il quale condivide temi, attori, aspetto, pessimismo, tragedia.

Ottimo film, pienamente degno del grande Pasolini, che viene mostrato anche in lezioni universitarie; presenta vari rimandi artistici e religiosi (ad esempio il ragazzo legato al letto rimanda al Cristo morto del Mantegna) e molte idee e pensieri dell'artista sono espresse in certi dialoghi (ad esempio quello che afferma che le persone sarebbero tutte buone se avessero i mezzi per farlo).

Ottima fotografia di Delli Colli, bravissima la Magnani, checchè altri dicano (regista in primis, a quanto ho capito, che la criticò); film su condizioni che è impossibile cambiare, visto che la società, ignorante, appone segni terribili che marchiano a vita.

Curiosamente nella parte finale un personaggio cita "il girone della *****", che il regista renderà indimenticabile, 13 anni dopo, in un altro film...

benzo24  @  24/03/2014 12:33:51
   9 / 10
Leggermente inferiore al primo, anche se c'è una grande Magnani

Lucignolo90  @  17/05/2013 17:41:36
   9 / 10
Secondo film e secondo capolavoro di PPP dopo Accattone; questo può essere considerata una evoluzione delle analisi tematiche del primo film; stessa la città, stesso il ceto sociale, stesso il punto di vista del film che sembra già presagire una tragedia annunciata. Pasolini infatti mette ancor più una pietra tombale sulle speranze di chi dà sottoproletario, in cuor suo, ha pensato di poter fare un salto sociale. Non può ambire a vita onesta Accattone, per quanto possa tentare la via più giusta, ma anche più faticosa, del lavoro così come non lo può fare in questo film la signora Mamma Roma, una prostituta che ha deciso di cambiare la vita del figlio Ettore, portandolo dalla campagnola e isolata Guidonia a Roma. Ma non è l'ambiente che fa la persona, non basta trasferirsi da una casetta diroccata in mezzo al nulla a un grande appartamento per diventare qualcuno. L'amara constatazione che mamma Roma fa in una delle sue passeggiate notturne mentre batte i marciapiedi (con carrellate all'indietro di personaggi magnifici che manco Orson Welles), è che lei è nata così e guarda caso sua madre e suo padre erano gente di malaffare e a loro volta i loro padri e le loro madri. In un certo senso lei per prima è conscia che suo figlio, con una madre del genere e senza un padre, sia destinato a soccombere ancora prima di potersi affermare, inghiottito dalla grigia e desolante periferia romana, dove il più di chi vi abita mangia pane e miseria, dove il raggiro e il furto sono all'ordine del giorno. Gli onesti sono quelli che hanno pensato bene di mettere la testa a posto subito sin dalla scuola, d'altronde come ha modo di dire il prete del quartiere in una scena del film "Sul niente si costruisce il niente".
Quello che però distingue un film di Pasolini a un classico neorealista è la valenza religiosa che dà a ogni suo film, sia nell'identificazione delle gesta dei personaggi che a livello iconografico; è cosi che la scena del matrimonio iniziale tra burini (con un grande e sempre fedele Franco Citti) balza subito agli occhi come una Grande Cena vinciana e il figlio a fine film è la rappresentazione del Cristo in un celebre dipinto del Mantegna così come la Magnani è una piangente *******. A questo aggiungiamo che qui la musica è di Vivaldi, in Accattone utilizzava la Passione secondo Matteo di Bach, in un contesto non solo squalificante agli occhi di molti, ma addirittura sacrilego. Perciò non si può esattamente accomunare Pasolini con i vari De Sica, Visconti e Rossellini vari...perchè per il regista romagnolo i reietti della società sono proprio quelli che hanno maggiore possibilità di elevarsi, sono loro i primitivi, i dimenticati, ma forse proprio per questo quelli più veri e meritevoli della discesa dello Spirito Santo in mezzo a loro.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  03/01/2013 11:34:15
   9½ / 10
Una delle vette del cinema italiano.
L'abilità di Pasolini di descrivere personaggi e luoghi di confine, ai margini è rimasta impareggiabile.
L'interpretazione di Anna Magnani è giustamente celebrata, ma tutto il cast è diretto in modo magistrale.

Da vedere e rivedere per tutta la vita.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  11/11/2012 13:45:53
   8 / 10
Bellissimo il personaggio di Anna Magnani in questi film di (tentata) redenzione, in una Roma rarefatta ed infernale, molto lontana dall'immagine che, probabilmente, all'epoca di lei si dava al cinema. Magari prevedibile (e anche la continuità della storia si inceppa un po') ma molto intenso e coinvolgente.

Lory_noir  @  14/06/2012 22:49:51
   6½ / 10
Ho apprezzato tanto la Magnani che è sempre bravissima ma questo genere di film lo sento lontano da me e spesso non mi coinvolge. De gustibus.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  10/04/2012 16:18:55
   9½ / 10
Straordinario. Un fiume di significati ed un notevole numero di simbologie come negli standard del regista. La Magnani straordinaria, bravissimo anche l'attore che interpreta il figlio. Da far vedere a scuola.

Invia una mail all'autore del commento OpheliaQueen  @  08/04/2012 15:10:32
   9½ / 10
Tutti i sentimenti vengono trattati in modo superlativo. Un mix di arte pasoliniana contrapposta alla fierezza e naturalezza della Magnani, ancora una volta DIVA!

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  26/11/2011 22:25:55
   8 / 10
Se in "Accattone" premeva a Pasolini porre l'accento sul soggetto mostrato (un mondo fino ad allora tenuto nascosto o ignorato) e rappresentarlo con uno spirito opposto a quello usato fino ad allora (in genere negativo e squalificante), con "Mamma Roma" Pasolini amplia il discorso e introduce elementi astratti universali (la natura corrutrice della civiltà - vedi Rousseau - le ferre regole dell'ereditarietà e dell'ambiente che impediscono di fatto il riscatto sociale dei ceti inferiori - vedi Zola).
Inoltre in "Mamma Roma" Pasolini mostra di avere preso pieno possesso della natura suggestiva e astratta che ha un certo tipo di rappresentazione visiva e l'uso personalizzato dei movimenti di macchina (vedi Dreyer e Orson Welles).
In "Accattone" la tecnica era diretta, immediata, quasi naif; in "Mamma Roma" si mostra un certo studio e notevole finezza. Si vedano ad esempio le inquadrature iniziali del matrimonio, in cui la tavolata si staglia su di una grande parete nuda con un arco dietro. Qui Pasolini sfrutta la suggestione che hanno i contrasti di pieno-vuoto grande-piccolo, nonché i risvolti metaforici ed espressivi degli elementi architettonici puri. E' la grande lezione di Dreyer che Pasolini fa sua. Molto originali sono anche i lunghi piani sequenza notturni con Anna Magnani che cammina ripresa con carrellate all'indietro. Dal buio spuntano personaggi, parlano con Mamma Roma, spariscono, e così in successione. Una maniera molto compatta, sintetica, complessa e ricca di esprimere sentimenti e mostrare tipologie di persone. Qui Pasolini dimostra di avere imparato da Orson Welles.
Come pure sono di grande fascino le inquadrature che contrappongono la campagna trapuntata dalle rovine romane e il fronte dei casermoni di periferia che avanza inesorabile. La campagna è il luogo della libertà, dei giochi, dell'amore, la città dei duri obblighi, della fatica e dei crimini diffusi.
Il messaggio del film è un messaggio amaro: non esiste riscatto per chi nasce povero e reietto. E' inutile puntare a elevarsi; le eredità, le zavorre, le predisposizioni fanno sì che si cambi ambiente (case moderne, appartamenti invece di baracche e immondizie) ma non si cambi il destino (marginalità, passività, esclusione).
Ed è l'umanità dei personaggi allora quella che li salva moralmente, quella che eleva e nobilità chi sta in basso, ai margini, e ne fa il ceto spiritualmente più elevato della società. E qui Pasolini ci regala personaggi più complessi e intimi rispetto ad "Accattone". Su tutti Mamma Roma con la viva passionalità e il suo grande cuore, ma anche Ettore con il suo candore, la sua semplicità, la sua introversione e irrequietezza. Sono dei ritratti molto belli.
Questi personaggi vengono letteralmente celebrati nel finale, in cui un mirabile montaggio alternato ci regala immagini di una potenza espressiva e purezza formale che lascia senza fiato (la stessa suggestione dei quadri di Mantegna e delle Madonne doloranti rinascimentali), mentre un delicato e struggente sottofondo di Vivaldi stringe forte l'animo di chi guarda.
Il finale di "Mamma Roma" mi ha colpito molto, è uno dei più belli che abbia mai visto.

dave89  @  22/07/2011 20:58:12
   9 / 10
stupendo film che affascina e che fa riflettere.assolutamente da non perdere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  11/04/2011 23:48:24
   8 / 10
Il sogno di raggiungere un po' di benessere piccolo borghese e riscattare la propria vita proveniente da un retaggio di squallore e quotidiane miserie. E' un riscatto impossibile per Mamma Roma destinato fin dall'inizio a fallire e Pasolini di certo non lo nasconde affatto. Cambia la forma, via le baracche delle borgate per apparenti e più accoglienti case-dormitorio, ma non la sostanza di una violenza meno visibile ma pur sempre presente. "La cattiveria del mondo" che Mamma Roma conosce colpisce sempre.
Commovente l'intepretazione della Magnani, una delle sue migliori interpretazioni se non la migliore, attrice professionista in mezzo a non professionisti, ma quasi non te ne accorgi ed è proprio per questo che la Magnani era unica.

ulisseziu  @  17/02/2011 15:14:03
   8 / 10
Stupendo affresco della roma di un tempo, quanto mi piace rivedere il parco dietro casa e scoprire che già all'epoca era frequentato dalle giovani coppiette in preda ai primi amori.
Un ottimo esempio di neorealismo, con una storia toccante e cruda;
l'interpretazione della Magnani, da sola, fa alzare di quasi un punto il mio giudizio... grandissma!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  16/02/2011 22:10:19
   7½ / 10
Bellissima storia di Pasolini. La storia di Mamma Roma che più di ogni altra cosa al mondo vuole che il figlio abbia un futuro, una vita dignitosa. Ovvero, la vita che lei non ha, essendo una prostituta e passando anche ai ricatti pur di trovare un lavoro per il figlio. Anzi, sarà addirittura per colpa sua che

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La regia di Pasolini è curatissima, e questo è solo il suo secondo film. La Magnani è a dir poco stupenda.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  29/11/2010 19:14:41
   9 / 10
Grandissima Magnani capolavoro di Pasolini

tati83  @  25/06/2010 18:48:49
   10 / 10
mitico pasolini! mamma mia che film! senza parole. capolavoro e un altra volta CAPOLAVORO!

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  22/06/2010 10:12:50
   8½ / 10
Mamma Roma è il secondo film di P. P. Pasolini, ad un anno di distanza da Accattone. E, in un certo senso, è l'evoluzione tematica dell'opera prima del regista romano. E' la storia di Mamma Roma, una prostituta affrancata dopo il matrimonio del suo magnaccia, che tenta di ricostruirsi una vita lontana dalla strada e dalle borgate, una vita da piccolo-borghese per lei e per suo figlio sedicenne, Ettore. Una tensione verso una classe sociale che però è lontana anni luce dalla loro, quasi una discesa verso gli inferi, come fanno intuire i versi danteschi recitati in carcere verso la fine del film.
Cos'è per Pasolini infatti questa tensione al cambiamento sociale se non una forzatura, una negazione degli istinti animaleschi che osservava con rimpianto? Un simbolo della perdita di una condizione primitiva che non può portare ad altro se non alla pazzia e alla morte?
Mamma Roma cerca il riscatto. Lo fa proprio attraverso il figlio, bruciando le tappe di una trasformazione forse negata nei principi, perchè Ettore non vuole cambiare, non può, e la storia d'amore impossibile con Bruna è simbolo di questa impossibilità. Attraverso l'affrancamento del figlio, il personaggi di Anna Magnani, intensissima perchè, per volere di Pasolini, lontana dal tipo di interpretazione che aveva caratterizzato la sua carriera (e la scelta della Magnani fu quasi imposta al regista, che ad ogni modo la considerò fallimentare) cerca di affrancarsi dal proprio passato che, come vedremo, la seguirà senza lasciarle scampo. Lo fa però con metodi borgatari, sintomatici della sua vera condizione. Per questo la tragicità del suo sguardo proiettato verso il quartiere in cui credeva avrebbe trovato la felicità bastana, più di mille parole, a descrivere un fallimento, personale ma allo stesso tempo sociale (perchè la colpa e sua, dice in uno dei monologhi/dialoghi più belli del film, come in passato era stata dei suoi genitori e dei genitori dei suoi genitori).

Un film magnetico, questo, molto meno statico di Accattone e non meno tragico, intenso quanto l'interpretazione della protagonista. Non di certo il migliore di Pasolini ma una prova ancora strettamente lagata alla sua visione dei Ragazzi di Vita.
Pier Paolo scelse, per accompagnare alcune scene chiave del film, le musiche di Vivaldi: concerto in do maggiore e concerto in re minore. Una scelta azzeccata visto la natura "popolare" di queste musiche.

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Ultima risposta 24/06/2010 10.20.36
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pinhead88  @  03/06/2010 22:22:12
   7 / 10
Non tra i migliori di PPP.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  19/05/2010 21:44:44
   8 / 10
La Magnani al massimo del suo splendore in un film che passa con estrema scioltezza dalla commedia al dramma nelle viscere di Roma e della romanità descritta con grande realismo da PPP

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  19/05/2010 20:55:33
   8½ / 10
"è acqua che passa,è acqua che passa..."

Il secondo film di Pasolini non si discosta dagli ambienti e dalla città di Accattone,nè grossomodo dalle tematiche anche se lo stile è molto più ricercato e simbolico. Alcune scene sono palesemente iconografiche,da quella famosa del figlio/Cris.to morto di Mantegna a quella iniziale del matrimonio/ultima cena.
Il dramma è accompagnato dalle musiche classiche liriche e struggenti di Vivaldi che raggiungono il climax nel toccante finale.
Alla sua presentazione a Venezia,manco a dirlo,l'opera fu denunciata per oltraggio al comune senso del pudore e offese al buon costume. Come se la censura possa allontanare la veridicità e la realtà di una storia raccontata in maniera tanto pietistica dal regista (ispirata per buona parte nel finale ad un fatto di cronaca vera).
Mamma Roma,prostituta,tenta inutilmente di elevarsi dalla sua condizione cogliendo l'occasione del matrimonio del suo protettore, senza comprendere che una mentalità radicata non può fingere di essere qualcos'altro. Si trasforma così in una piccolo borghese per amore del figlio,senza considerare la palese contraddizione tra questa suo nuovo stile di vita e le passate esperienze da prostituta (che userà sempre per amore del figlio). Difatti il passato torna a bussare prepotentemente alla porta,e vuole pure il resto. Cambiare è l'errore più grande di Mamma Roma,errore che si ripercuoterà sulle scelte della persona per lei più importante in maniera drammatica.
Come nel suo Accattone,l'aria che si respira da subito è quella della tragedia annunciata e lo sguardo di Mamma Roma che osserva la sua città con la morte negli occhi è lo sguardo di chi colpevolizza un ambiente che non dà respiro nè scelta.
Una società ancora una volta clamorosamente assente è quella messa sotto accusa da Pasolini.
Tra le scene da ricordare,a parte quelle del finale,ci sono il dialogo tra Mamma Roma e il suo protettore che ha di nuovo bisogno del suo lavoro per i soldi (in cui Citti è sempre bravissimo) e quella del matrimonio burino,celebrato tra i porci ma con palese riferimento all'Ultima Cena.
La Magnani è colossale e pensare che sia lei che Pasolini,pur mantenendo stima reciproca,dichiararono fallimentare questa esperienza...

A Roma,dopo la proiezione del film,Pasolini venne aggredito da alcuni neofascisti che vennero cacciati dagli amici dello scrittore-regista. Una vita vissuta tra le violenze solo per esprimere un pensiero...

3 risposte al commento
Ultima risposta 23/06/2010 13.53.14
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Invia una mail all'autore del commento baskettaro00  @  24/12/2009 16:10:47
   8½ / 10
dramma sociale sapientemente diretto da Pier Paolo Pasolini.
ottima Anna Magnani,perfettissima in questo ruolo.
secondo me questo è un film ricco di significato che neanche il tempo potrà mai sbiadire.
tra i miei cult personali.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  17/05/2009 10:52:27
   8½ / 10
Ottimo film del grande Pasolini.
Grandissimo affresco della periferia romana.
Anna Magnani perfetta, bene anche gli altri.
Evidenti i riferimenti pittorici presenti in questa pellicola.
Film che sottolinea anche la quasi totale impossibilità di un riscatto sociale.
Uno dei migliori lavori del maestro Pier Paolo Pasolini.
Visione assolutamente consigliata.

vitocortesi  @  10/05/2009 20:44:44
   9½ / 10
Capolavoro di Pasolini che dirige una Anna Magnani strepitosa.Finale di una drammaticità sconvolgente.

VikCrow  @  08/03/2009 13:07:40
   10 / 10
Il film di Pasolini che più ho apprezzato. Stilisticamente ineccepibile. Anna Magnani mette i brividi!

brasy22  @  14/01/2009 11:05:51
   10 / 10
Ciaby  @  24/12/2008 13:16:36
   9½ / 10
bello...nonostante l'irritante accento incomprensibile del ragazzo, il film è bellissimo e l'attrice protagonista mette i brividi

1 risposta al commento
Ultima risposta 24/12/2009 16.12.17
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Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  19/11/2008 22:42:02
   9 / 10
In "Mamma Roma" quello che salta subito agli occhi, fin dalla scena iniziale, sono le straordinarie capacità di Anna Magnani ( nessun'altra attrice avrebbe potuto offrire un'interpretazione più sentita e convincente ) e la ricchezza iconografica ( il banchetto di nozze è un palese riferimento al cenacolo ) che sempre ha contraddistinto il cinema di Pasolini.
Il personaggio martire del secondo lungometraggio del grande regista è Ettore, il figlio di Mamma Roma, una ex prostituta che durante un percorso di redensione dedica, fallendo a causa del suo ex marito/pappone ( quel Franco Citti già conosciuto in "Accattone" ) una fase della sua esistenza al tentativo di sottrarre il figlio al pesante degrado della periferia romana, all'abiezione alla quale vengono condotti, buoni e cattivi, i suoi abitanti.
Con richiami costanti a Dante ( anche in Accattone ed in altri suoi film non mancano citazioni della divina commedia ) la realtà della borgata sembra essere una vera e propria discesa negli inferi, Pasolini in queste storie di vita vera non lascia spazio alla speranza, l'atmosfera soffocante che si respira durante tutto il film occlude qualsiasi spiraglio di luce, il parco dell'acquedotto, il luogo dove sono stati girati la maggior parte degli esterni, è insufficiente a dare colore alle vite dei protagonisti, tutto appare grigio e desolante non meno del buio che avvolge Mamma Roma nelle sue camminate notturne sotto la luce dei lampioni.
L'omaggio a Mantegna nella straordinaria scena finale chiude un film che non lascia indifferenti, che scava nel disagio di esistenze povere lasciando uno spunto di riflessione allo spettatore di oggi: certe realtà sono esistite in Italia mezzo secolo fa, ma qualcosa fa pensare che stanno prepotentemente tornando.

paride_86  @  13/10/2008 18:23:48
   9½ / 10
"Mamma Roma" è uno dei film migliori di Pasolini che riesce a raccontare la storia di una donna forte e disperata e, contemporaneamente, a fare una spietata analisi sociale.
Mamma Roma, come Cabiria, è una prostituta verace, sguaiata, ma anche ottimista e convinta che impegnandosi potrà cambiare, se non il suo, almeno il destino dell'amato figlio.
Mentra la Masina, complice la regia di Fellini, dava un'interpretazione un po' fiabesca della prostituta, Anna Magnani è disperatamente vera, autentica: la sua sofferenza e i suoi desideri si possono quasi toccare. Pasolini poi, contrariamente al fatato mondo felliniano, ci parla del famoso salto di classe: una sottoproletaria che cerca di far elevare il figlio, di indirizzarlo verso un futuro più agiato.

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Un film stupendo.

Invia una mail all'autore del commento Project Pat  @  28/09/2008 21:31:18
   8½ / 10
Affascinante, "Mamma Roma" è un film davvero profondo e toccante, che a mio avviso fa riflettere su cos'era il cinema di una volta e quello di oggi. Un tempo erano questi film a prendere 10, adesso...
Bravissima Anna magnani. Pier Paolo Pasolini è stato davvero un grande del cinema italiano, e lo è ancora. Consigliatissimo.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  12/08/2008 13:15:48
   9½ / 10
Capolavoro.
Una delle analisi più accurate, interessanti e meglio scritte sul sostrato socio-culturale italiano anni '50 e al contempo più poetiche e cinematografiche.
Accompagnato da una messa in dom di Vivaldi che strazia l'anima come nient'altro sarebbe riuscito a fare, il calvario cristologico (ricordarsi l'ultima immagine) di Ettore (nome non scelto a caso) è dovuto al complesso sistema di sogni e speranze che dalla madre, insoddisfatta della sua condizione sociale, pende su di lui e che è destinato a fallire miseramente quando non supportato da una società aperta. Il giudizio di Pasolini è equo, non preponderante, la mano dell'intellettuale si vede nell'immagine, nel mezzo, non nel soggetto. Viene prima il Cinema della riflessione ivi contenuta. Lo sbaglio di Mamma Roma è un'aspirazione sociale in un "alto" che non sorretta da una reale conoscenza dei piani sociali, è depauperata e ingenua, distruttiva.

InSaNITy  @  21/05/2008 01:12:06
   10 / 10


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER , bastano da soli a decretare il mio spassionatissimo 10 a questa perla pasoliniana che non avevo ancora gustato. Forse mi sbilancio, ma a caldo credo che sia quanto di meglio Pier Paolo ci abbia dato.

freddy71  @  20/01/2008 10:02:19
   10 / 10
io penso che siamo di fronte ad un capolavoro.....sono pochi i film con questa intensità emotiva....e fedeli alla realtà...

2 risposte al commento
Ultima risposta 24/10/2010 20.24.18
Visualizza / Rispondi al commento
exdinu  @  19/10/2007 17:27:23
   8 / 10
Quasi per scherzo m,i è venuto giu "dall'etere" 'sto film (magia del p2p), in bianco e nero, un po lento..... ma che spaccato fotografico sulla Roma sottoprletaria degli anni 60!!!!!

addicted  @  25/09/2007 18:35:32
   10 / 10
Opera potente e dolente, con la migliore Anna Magnani (alla pari con "Bellissima"), in una Roma borgatara che fa venire la pelle d'oca.
Un pugno nello stomaco con sequenze da antologia.
Indimenticabile la scena di "Violino Tzigano"!!!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  31/08/2006 14:46:14
   9½ / 10
Pasolini è il miglior borghese nel raccontare la borgata senza giudicarla, senza soprattutto mettersi su un piedistallo da intellettuale e puntare il dito senza conoscere. Per questo "Mamma Roma" è un grande film, per questo e per l'interpretazione della sublime Anna Magnani.

Vedi recensione

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  29/08/2006 02:22:37
   8 / 10
Fortunatamente (o no?) Pasolini non opera una translazione del personaggio della Magnani, anzi probabilmente è questo il personaggio piu' autentico e personale della sua carriera (al di là delle considerazioni morali sul personaggio di mamma Roma).
Ne esce un'opera implosiva e fortemente realista, che passa dalla commedia al dramma privato, mai senza ostentare alcuna caricatura (neanche nello sguaiato defilè con i frocetti di quartiere) e arrivando al clou del finale, atroce rievocazione di un legame affettivo e individuale (la privazione della libertà in primis) reciso dalla società e dalla propria propensione a "vivere la propria influenza esterna"

KANE  @  16/06/2006 02:26:52
   8 / 10
film come questi dovrebbe essere proiettati nelle scuole o cmq ovrebbero occupare le prime serate dei palinsesti televisivi della rai!
oltre ad essere capolavori artistici, sono un importante segno dell'elevato grado di civiltà del nostro paese.
un tema così scottante come la redensione di una prostituta , interpretato e diretto magistralmente, porta a visioni tolleranti e approfondite che sono il fondamento della civiltà e della cultura.
un grande film, una grande opera sociologica.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Caio  @  15/03/2006 13:16:06
   10 / 10
Meravigliosa Magnani!!

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  11/03/2006 16:15:43
   10 / 10
LA MIA ATTRICE PREFERITA , GLI DAREI UN OSCAR PER OGNI SUA RECITAZIONE , LA PIU' GRANDE IN ASSOLUTO .. IL FILM ! BELLO , SCORREVOLE , UN ARGOMENTO CHE A SUO TEMPO FECE SCANDALO .... COMPLIMENTI ANNA ..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  03/11/2005 23:01:22
   7 / 10
grande la Magnani...il film scorre che è un piacere su un tema all'epoca "scandaloso"...

Invia una mail all'autore del commento Strangelove'90  @  14/09/2005 19:34:28
   9 / 10
Un film unico, tragico, disperato. Pasolini inscena la disperazione del sottoproletariato e dei suoi "ragazzi di vita", e più in specifico, il dramma di una donna, ex prostituta, che vorrebbe solo ricominciare da capo per poter crescere un figlio che ormai è perso. La prova della magnani è immensa e non può non tornare alla mente il grido disperato di Roma Città Aperta, quando, con meno voce ma uguale intensità, grida il nome del figlio.

controsenso  @  09/07/2005 22:34:12
   9 / 10
Visione disperata del sottoproletariato che cerca di affrancarsi dal proprio squallore e ricavarsi la propria nicchia individuale nella società borghese... vanamente. La Magnani è bravissima.

dragodilegno  @  16/12/2004 06:33:47
   9 / 10
grande, grande

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