milano odia: la polizia non puo' sparare regia di Umberto Lenzi Italia 1974
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milano odia: la polizia non puo' sparare (1974)

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locandina del film MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUO' SPARARE

Titolo Originale: MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUO' SPARARE

RegiaUmberto Lenzi

InterpretiTomas Milian, Henry Silva, Ray Lovelock, Gino Santercole, Laura Belli

Durata: h 1.36
NazionalitàItalia 1974
Generepoliziesco
Al cinema nel Gennaio 1974

•  Altri film di Umberto Lenzi

Trama del film Milano odia: la polizia non puo' sparare

Giulio Sacchi, feroce balordo di periferia, organizza il rapimento di una ragazza, figlia di un ricco imprenditore. Sulle sue tracce il commissario Grassi, che ha capito tutto, anche l'epilogo tragico della vicenda. Dovrà farsi giustizia da solo.

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Voto Visitatori:   8,16 / 10 (72 voti)8,16Grafico
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Voti e commenti su Milano odia: la polizia non puo' sparare, 72 opinioni inserite

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BlueBlaster  @  08/01/2019 12:42:35
   7½ / 10
Poliziesco cinico ed a tratti allucinato con un eccellente performance di Tomas Milian, un cast di contorno di buon livello, una sceneggiatura asciutta che mira al sodo ed una regia capace.

Fiammino  @  25/03/2017 21:24:30
   8 / 10
Guardie e ladri nella Milano degli anni '70. Senza compromessi, altro che PG13.

GianniArshavin  @  02/04/2016 19:38:38
   8 / 10
Milano odia è uno dei più bei film del nostro cinema di genere e del poliziesco all'italiana, un vanto per la nostra filmografia del periodo troppo spesso ingiustamente bistrattata quando invece film come questo fanno invidia a produzioni d'oltreoceano ben più ricche e rinomate.
Quest'opera di un Lenzi mai cosi in forma trasuda nichilismo da tutti i pori , ritrae al meglio un periodo della storia del nostro paese utilizzando violenza e ferocia,non risparmiandosi per quanto riguarda omicidi e sangue. Il titolo non vuole essere solamente un semplice poliziesco cruento , ma vuole palesemente criticare una società fondata sulla crudeltà,le ingiustizie e sulla violenza che genera violenza.
La regia ispirata del regista da vita a scene d'azione che mozzano il fiato e ad una storia che non concede pause. Inoltre una colonna sonora calzante e la fotografia sporca al punto giusto riescono a ricreare un clima ideale per questo tipo di vicenda.
Ovviamente quello che ha reso enorme Milano odia è la prestazione di un incredibile Tomas Milian ,forse nel ruolo della consacrazione; Giulio Sacchi infatti è uno dei personaggi più squallidi e luridi mai apparsi al cinema e la mimica dell'attore di origine cubana,folle e schizzata a livelli stellari ,ha reso questo personaggio un antesignano dei vari Tony Montana venuti successivamente.
Sacchi è un pazzo furioso che semina morte malgrado sia in fondo un perdente e un debole ,che non conosce nessuno stile di vita se non quello della delinquenza; questo personaggio è indubbiamente uno dei migliori mai visti nel genere e rappresenta appieno una categoria di persone ancora oggi in giro.
Indubbiamente una prova attoriale cosi magistrale ruba la scena agli altri interpreti , anche se non ho trovato cosi fuori luogo la presenza del commissario , che col passare dei minuti acquista sempre maggiore credibilità.
Chiude la pellicola in maniera perfetta un finale cattivissimo che palesa in modo inequivocabile la denuncia sociale dell'intera trama.

In sintesi Milano odia è uno di quei film che dovrebbero renderci fieri del nostro cinema.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  02/01/2016 18:40:58
   7½ / 10
Gran bel poliziesco italiano anni '70!

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  07/12/2015 20:44:26
   8 / 10
Inusitato capolavoro di violenza e ritmo. Oltre le regole classiche del poliziottesco, Lenzi gira un film che per sadismo della messa in scena e la veemenza dell'interpretazione di Milian lascia un segno indelebile non solo nel cinema di genere dell'epoca, ma è un vero metro di paragone per la successiva rappresentazione della violenza. Seguendo i deliri di un derelitto della stessa malavita, la trama avanza non tanto per scene forti o episodiche - il punto debole anche dei noir italiani anni 70 - ma seguendo una logica di deraglio fisico e psicologico che lascia esterrefatti.

Nichilista ma mai banale, disturbante ma non per questo catartico. Un film da riscoprire assolutamente.

InvictuSteele  @  03/09/2015 15:58:17
   8 / 10
Ottimo thriller vecchio stampo, quando l'Italia era capace (e ne aveva la voglia) di girare grandi film, seppur con un budget non troppo elevato. Un lavoro ben impostato, privo di sbavature, con una bella sceneggiatura e con dialoghi riusciti, a tratti potenti. Un film capace di intrattenere senza annoiare e di trasmettere le atmosfere malsane di una Milano degradata e corrotta, un film coraggioso, molto violento per l'epoca, privo di sentimenti e volutamente cinico. Il tutto funzionare alla perfezione.

kingofdarkness  @  23/03/2015 16:02:08
   9 / 10
Eccellente thriller-poliziesco dalle tinte noir, forse uno dei migliori mai realizzati in Italia.
Gran parte del merito va sicuramente ad un Tomas Milian in puro stato di grazia, che ci regala un'interpretazione quasi alla "Scarface" (sempre immenso il doppiaggio di Ferruccio), ma un applauso va fatto anche a tutto il resto del cast, Henry Silva in primis, monoespressivo fino alla morte ma perfettamente calato nella parte.
Il film in sè risulta duro, cattivo e sporco, ma anche estremamente coinvolgente, ottimamente realizzato (ragazzi, che dialoghi!!!!), senza fronzoli e senza clichè, con un ritmo devastante e una tensione sempre ai massimi livelli.
Perfette anche le musiche (grazie Ennio!), azzeccate le locations, ben curata la regia (adoro i primi piani sull'arma prima dello sparo)........insomma, tutto è stato realizzato a regola d'arte, ogni elemento è al posto giusto.
Non so se si possa definire un capolavoro del genere (ho visto troppo pochi polizieschi italiani per poter giudicare), ma sicuramente è un film che lascia il segno....un piccolo gioello del cinema italiano, per dirla in due parole.

6 risposte al commento
Ultima risposta 25/03/2015 17.12.55
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Spotify  @  09/08/2014 16:02:49
   6 / 10
Media troppo alta per un film che invece, almeno per me, non è tutta sta cosa. Se non fosse per una grande interpretazione di Milian, il resto sarebbe stato ancora più modesto . E' un film molto crudo, grezzo e sporco, tutte "qualità" che però doveva avere, per far capire, come la violenza imperversava a quel tempo. Infatti Lenzi sotto questo punto di vista fa centro, cura molto le scene di violenza, e trasmette sullo schermo una cattiveria inaudita. Però, è solo questo, perchè per il resto la sua regia non mi ha convinto più di tanto, molto sporca e non coinvolgente al punto giusto, tant'è che da un certo punto in poi, ci si comincia ad annoiare. Peccato, perchè il film parte molto bene e procede sulla retta via per una buona parte, però nell'ultima mezz'oretta, invece di accelerare, rallenta, e perde tutto il suo smalto. Tutto questo è colpa anche di una sceneggiatura che lascia parecchio a desiderare: vengono approfonditi solo i protagonisti del film, per il resto, molte cose sono approssimative, e poi c'è una ripetizione infinita di scene. Da aggiungere anche che è piatta e molto prevedibile. I dialoghi almeno si salvano. Come ho detto prima, c'è una grandissima interpretazione di Milian che però mette in ombra tutti gli altri attori, e così diventa difficile giudicarli. Buona la fotografia, molto grigia e cupa, anche se perde qualcosa nelle scene notturne. Musiche di Morricone molto belle. Bello il doppiaggio di Ferruccio Amendola. Finale carino ma telefonatissimo.

Sicuramente interessante, la piena sufficienza c'è, ma non vado oltre! 6+ .

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  29/07/2014 20:44:48
   7½ / 10
Bravo Umberto Lenzi, da incorniciare la performance di Tomas Milian. Un film ben radicato negli anni '70 con delle eco purtroppo ancora attuali. Un piccolo grande cult, da vedere senz'altro.

7219415  @  15/08/2013 02:34:53
   7½ / 10
Classico poliziesco italiano anni settanta. Godibile

DogDayAfternoon  @  17/05/2013 21:06:25
   6½ / 10
Se non fosse per Tomas Milian e Henry Silva, questo film sarebbe davvero poca cosa. La storia di per sé è anche intrigante, ma quello che non funziona è il contorno, partendo dall'accento dialettale milanese che mi ha irritato moltissimo (non ho nulla contro i milanesi anzi, ma io un film con cadenze dialettali proprio non lo reggo..possibile che in Italia sia impossibile fare un film senza sentire uno che parla romano o toscano o con qualsiasi altro accento marcato??). Con un paio di altri buoni attori sicuramente sarebbe venuto fuori un gran bel film, mi è piaciuta particolarmente l'ultima scena.

Invia una mail all'autore del commento Project Pat  @  14/03/2013 15:11:25
   8 / 10
Crudissimo dramma poliziesco del'74, esente da qualsiasi forma di censura, sia nel linguaggio sia naturalmente nelle immagini. Sicuramente il più diretto nel suo genere, considerando che in esso gli esiti delle vicende prendono le pieghe peggiori, quelle che lo spettatore non vorrebbe ma è costretto a vedere.

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Per concludere in maniera per nulla ortodossa: ¢azzo, che film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  09/03/2013 16:32:20
   8 / 10
Senza dubbio uno dei migliori polizieschi italiani mai girati nella storia.
Violento, spietato, sporco, cinico, nichilista: Lenzi tocca con coraggio e semplicità tutte le corde giuste sia dal lato dell'azione che dell'analisi sociale, senza risparmiarsi sequenze di una cattiveria inaudita e feroci critiche verso l'intero sistema.
Già il film in sè avrebbe funzionato più che bene, ma con l'apporto fondamentale di Tomas Milian, straordinario più del solito, l'opera di Lenzi si eleva a livelli quasi da capolavoro; infatti è proprio Milian con il suo Giulio Sacchi (e il contributo indispensabile della grande voce di Ferruccio Amendola) a fare la differenza. Credo siano veramente rare le volte in cui si sia visto un solo attore mettere in ombra tutto e tutti ed attirare al 100% l'attenzione dello spettatore su di lui dal primo all'ultimo minuto. Questo riesce a fare Milian (che ha un che sia di Al Pacino che di Mickey Rourke), tenere chi guarda calamitato allo schermo quando parla e si atteggia, e poi, quando questi non è più in campo, gettare lo spettatore temporaneamente nell'impazienza in attesa che costui venga di nuovo inquadrato e il film possa riprendere con tranquillità.
Ecco cosa può fare un grande attore quando fa completamente suo un personaggio e lo rende interessante e verosimile in tutti i suoi aspetti: di fatto Giulio Sacchi rimane uno degli individui più squallidi, schifosi, repellenti, patetici e brutali che il cinema ricordi. Una nullità capace di fare il duro solo con i più deboli di lui che lo temono, un emarginato rifiutato dai suoi stessi pari che lo trattano come monnezza, un reietto che si rifugia dietro al sistema e se ne fa beffa come e quando gli pare (rimane impressa in memoria la frase "Per condannare qualcuno all' ergastolo ci vogliono prove alte come il grattacielo Pirelli"), un perdente consapevole di ciò che è e di ciò che rappresenta, e quindi proprio per questo sempre pronto a sfogare la sua rabbia e la sua frustrazione compiendo i gesti più sadici ed efferati possibili, a volte anche per i motivi più insignificanti.
La caratterizzazione perfetta di un personaggio che non si può non odiare con tutto il cuore ma, al tempo stesso, amare per il suo carisma e compatire per ciò che egli rappresenta agli occhi della società. Anche perchè, alla fine, tutto quello che esce dalla bocca (non dalle azioni) di Giulio Sacchi è quasi sempre la verità.

Insomma, un noir/poliziesco coinvolgente, ricco di tensione e duro da digerire, ancora oggi intatto nel suo fascino, al quale si può perdonare la presenza quasi inutile, fuori parte e poco incisiva di Henry Silva, unica vera nota dolente di tutto il film.
Guardacaso, tanto per riallacciarmi al concetto espresso all'inizio, le parti in cui non si vede il volto di Milian sono quelle dove compare il monotono Silva...


Il top di Lenzi come regista e quello di Milian come attore (di questi seguono subito prima l'ispettore Giraldi della serie "Squadra/Delitti" e poi il Chaco de "I Quattro dell'Apocalisse" di Fulci). Però importante specificare che il top del primo, in questo caso, dipende molto dall'eccellente lavoro fatto dal secondo...

In ogni caso, da vedere assolutamente. Un pezzo di storia del cinema italiano.

guidox  @  11/02/2013 18:28:30
   7 / 10
non male, ma Di Leo per rimane su un altro pianeta.
a differenza di altri che hanno commentato prima di me, non ho trovato Tomas Milian così irresistibile, a differenza di Henry Silva che nel ruolo dall'altra parte della barricata è convincente e accattivante.
con una trama parecchio scarna, riesce comunque nel suo intento, dimostrando comunque i pregi che contraddistinguono un certo genere che ha fatto la fortuna del cinema italiano e facendo sorvolare sui vari difetti.

addicted  @  08/02/2013 16:27:01
   7½ / 10
Intensissimo poliziesco, pieno di violenza e cinismo.
E' uno dei migliori del suo genere, per cui il cinema italiano degli anni '70 è oggi, giustamente, oggetto di culto un po' ovunque.
Erano film davvero notevoli.
Lenzi dirige con mano sicura, senza sbavature e azzeccando sempre i tempi e i modi giusti di ogni scena.
Milian interpreta in modo magistrale un cattivo che non si dimentica facilmente. Riesce a dare vita ad un criminale laido, vigliacco, sadico e senza scrupoli. Metà del film si regge su questo protagonista repellente.
L'altra metà è nell'atmosfera. I film polizieschi di quegli anni rendono davvero bene la sensazione di una società allo sbando. Comunicano un autentico senso di insicurezza.
Ottimo film nel suo genere, che non sente il peso degli anni. Da vedere.

Crazymo  @  07/02/2013 20:51:57
   8 / 10
Questo film è Tomas Milian. Partiamo precisandolo. Tomas Milian ruba la scena a tutto e a tutti, è il protagonista incontrastato del film, ci regala una performance eccezionale di questo uomo squilibrato, pericoloso e cinico in ogni suo gesto; gesti violentissimi che diventano di volta in volta delle scene cult, basti pensare alla strage nella villa. Lenzi dirige benissimo, fin dall'inseguimento iniziale: secco, crudo e dinamico, capiamo lo stile di Lenzi all'istante, meno "onirico" di quello di Fernando Di Leo ma più diretto e dinamico, capace in tutti i casi di regalarci delle sequenze fatte benissimo, curate da un vero regista con i contro. Ottimo anche Henry Silva nella parte del "Callaghan italiano", anche se gli avrei riservato un paio di minuti in più, per metà film non fa altro che sproloquiare fra un omicidio e l'altro, brancolando nel buio più totale. Anche questo film risente inevitabilmente degli anni di piombo, anche qui ogni istante è una sorta di cartolina dell'epoca, fra un omicidio e l'altro ci facciamo strada per questa semplice ma coinvolgente storia che a volte sembra un documentario dell'epoca. Un filmone, da vedere, sia per MIlian sia per lo stile di Lenzi, oltre che per le tantissime scene cult. Bellissimo!

Marv91  @  29/12/2012 17:00:08
   9 / 10
Violento poliziesco con un eccezionale Tomas Milian nel ruolo di un cattivissimo pazzo criminale, bravo anche Herny Silva nel ruolo (un pò atipico) di un commisario di polzia. Un film nichilista, feroce e cinico come pochi, un opera fondementale del cinema poliziesco (e non).
Probabilmente il capolavoro in assoluto di Lenzi.

vieste84  @  30/08/2012 18:54:33
   8 / 10
Milano odia la polizia non può sparare è il secondo film poliziottesco che vedo dopo Milano calibro 9. vederlo dopo talle capolavoro forse ha penalizzato il mio voto per questo film che poi tanto poliziesco non è, dato che ci sono pure scene horror e CLASSICO sviluppo tipo noir.Il protagonista di qui e praticamente l'opposto di Ugo Piazza, dato che qui tomas milian interpreta alla grande uno dei personaggi piu sporchi sudici, schifosi e vermi di tutta la storia del cinema. Giulio Sacchi non viene neanche rispettato dai colleghi della malavita e l'unica persona con la quale fa il duro è la donna che lo ama.
La valutazione del film è difficile anche perche a volte la violenza è gratuita, e la trama presenta varie pecche e le solite forzature per far combaciare il tutto

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  11/12/2011 15:51:54
   7½ / 10
Violento, amorale, nichilista. Giulio Sacchi è disposto a tutto pur di togliersi da quella marginalità estrema della società e della criminalità stessa che lo tratta come un rifiuto. E' una rabbia senza freni che semina morte e terrore per motivi anche tra i più futili.
tomas Milian prende in mano il film, lo domina e lo porta con sé insieme alla regia di Lenzi in crescendo di violenza dove anche la morale integerrima di un commissario di polizia viene meno per essere risucchiata nella spirale d'odio e vendetta generata da Giulio Sacchi.
Il personaggio di Milian è memorabile, toglie spazio alle figure di contorno, ma il film probabilmente funziona proprio per questo.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  01/11/2011 17:51:49
   10 / 10
Uno dei film più belli che abbia mai visto. Geniale in tutto, dalla sceneggiatura, ai dialoghi, alla mostruosa interpretazione di Tomas Milian. Un cult assoluto, forse anche meglio di Milano calibro 9!

Oskarsson88  @  21/08/2011 11:07:00
   7 / 10
Premetto che sono rimasto un po' deluso dalla visione, in quanto reduce dalla trilogia del milieu, e speravo così di trovarmi davanti un film sulla stessa linea d'onda, ed invece, seppure certo le ambientazioni e le situazioni un po' si accomunano, la qualità dista anni luce dai capolavori di Fernando Di Leo. Quello che trovo faccia scadere un po' questo film, da un possibile capolavoro, ad un'opera discreta è una trama decisamente troppo accomodata ed incongruente, ed ho già notato di non essere l'unico ad avere trovato questa pecca. Infatti

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Tomas Milian è davvero bravo nel suo ruolo polivalente, da crudele assassino a macchietta indifesa che piange su se stesso, anche se talvolta la mimica facciale mi è risultato troppo eccessiva...forse un tocco meno era meglio.
Di positivo c'è comunque una bella colonna sonora, ed un ritmo incalzante che consente quindi anche di sorvolare sui piccoli errori, ed alla fine ci si intrattiene bene per quell'ora e mezza. Henry Silva, invece, ha un ruolo più marginale ed in antitesi col cattivo; forse poteva essere curato di più.
Penso che tutto sommato il grande pregio è il fatto che è un film difficile da dimenticare, soprattutto per un paio di scene cult, e per l'efferato e ambiguo personaggio di Giulio Sacchi.
Obiettivamente sopravvalutato su questo sito, ripeto, lontanissimo dai film di Di Leo, anche se tutto sommato si sa far rispettare...

Leonardo76  @  08/08/2011 20:39:43
   9 / 10
Grandissimo Milian nei panni di uno dei più feroci cattivi di sempre (alla pari della banda del grande racket), una vera e propria iena: piange quando viene pestato, prende in giro la polizia, stupra donne e uomini, uccide come nulla fosse. Ottimo film, forse la parte del commissario è messa troppo in seconda parte (tranne il finale ovviamente).

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DarkRareMirko  @  10/07/2011 00:33:13
   8 / 10
Un poliziottesco buono ma un pò troppo sopravvalutato; Milian è bravo, ma la sua caratterizzazione è talmente sadica ed esagerata da sfiorare il aprossistico ed il ridicolo.

Silva è una degna spalla ed interessante è notare come anche questo cinema utilizzi il trito clichè del "a volte le persone per bene, o che in questo caso rappresentano l'ordine, sono capace di gesti degni, se non peggiori, di quelli dei carnefici", tematica propria dei rape and revenge.

Lungometraggio avvincente, diretto e montato con mestiere, con dialoghi e situazioni non credibilissime ma comuqnue funzionali al racconto.

Ad ogni modo tra i migliori film di Lenzi, altalenante regista capace di girare buonissimi thriller e polizieschi, ma anche sadiche porcate video nasties come Cannibal ferox.

Sestri Potente  @  20/06/2011 22:49:52
   8 / 10
Ottimo poliziesco, ormai dal tipico sapore "vintage".
Tomas Milian qui sfoggia una grande interpretazione, una sorta di Tony Montana di periferia un po' goffo e ciarlatano, ma altrettanto crudele e spietato quando si tratta di portare a termine il colpo.
Un po' troppo forzato il finale, manca una "scena madre" come in Milano Calibro 9, per aggiungere quel pizzico di follia che in un film del genere non guasta mai.
Nel complesso, comunque, gli appassionati rimarranno pienamente soddisfatti.

incubodimorte  @  05/06/2011 16:50:58
   8 / 10
Che personaggio Giulio Sacchi, ma anche il commissario, cult.

spockino  @  19/05/2011 09:43:40
   10 / 10
Insieme a "Milano calibro 9" il più bel polizziottesco del cinema italiano... Tomas Milian grandissimo attore, ed Henry Silva indimenticabile.
Un capolavoro assoluto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  18/05/2011 04:15:36
   7 / 10
Poliziesco all'italiana che mette il luce una certa violenza venduta a buon mercato e una splendida interpretazione di Milian che nel suo ruolo giganteggia e convinge ( spietato e durissimo! ). Mi è piaciuto e consiglio agli amanti di queste pellicole di non farselo scappare!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  28/02/2011 19:23:37
   7½ / 10
Poliziesco Italiano diventato cult probabilmente per la violenza fisica e psicologica che mostra al pubblico!
Il personaggio di Milian è uno dei più spregevoli che si ricordi nel nostro cinema,e più ci sembra assurdo il suo comportamento e più ci sembrerà incredibile il comportamento della legge nei suoi riguardi!
Il carismatico Silva rappresenta l'impotenza della polizia di fronte all'eccidio di un solo uomo...L'unica soluzione sarà quella più disperata per un uomo che si ritiene un fallito!
Eccessivo!

outsider  @  12/02/2011 14:51:22
   7½ / 10
Poliziottesco tipico del periodo con molti evidenti errori nella tempistica delle scene.
Ad un occhio attento il film risulta ovviamente una fiction da studio a causa di questi errori.
Personaggi troppo tipici per essere veri.
Inserito nel periodo e nel contesto vale la visione.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/02/2011 21.23.23
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Invia una mail all'autore del commento eddiguff  @  05/01/2011 10:43:01
   7 / 10
E' indubbiamente un film che tiene svegli con quel incessante susseguirsi di scene violente. Ogni sequenza va dritta all'azione. Non v'è spazio per la riflessione. E questo è il vero limite del film. Escluso il personaggio interpretato da un bravissimo Tomas Milian, le altre figure sono trattate in maniera sbrigativa e quindi superficiale. Un vuoto psicologico, insomma, che trasmette situazioni troppo meccaniche. Una per tutte il brutto finale.

Cannibal Bunny  @  20/12/2010 23:19:57
   8 / 10
Un capolavoro di violenza, spietato come pochi.
Un ottimo noir-poliziesco da uno dei massimi esponenti del genere. Da vedere assolutamente.
Tomas Milian/Giulio Sacchi cattivissimo, misogino, folle. Il Tony Montana de noantri.

Mothbat  @  18/11/2010 17:41:40
   10 / 10
Uno dei polizieschi più belli mai visti. Perfetto.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  31/10/2010 18:46:35
   8 / 10
Notevole questo film, una volta visto difficilmente si scorda. Soprattutto è il perfetto e migliore rappresentante di un certo genere stilistico (il cosiddetto “poliziesco all’italiana”) o almeno ha tutte le carte in regola per divenirlo, in quanto certe sue caratteristiche peculiari (ambientazione, rappresentazione e sviluppo della storia e del protagonista, musiche, recitazione) sono espresse in maniera perfetta, tanto da diventare un vero e proprio punto di riferimento stilistico.
E’ comunque un’opera di genere con certi precisi limiti, uno su tutti il mancato sviluppo e approfondimento dei caratteri. Lo scopo principale è quindi quello di impressionare lo spettatore, colpirlo, quasi travolgerlo nella maniera più diretta e brutale possibile. Ci si appella quindi non alla ragione ma all’emotività e all’istintualità dello spettatore.
Questo è ciò che viene trasmesso in maniera aperta, poi dietro ci sono tutta una serie di implicazioni etiche, sociali e politiche (quasi tutte riferite alla società italiana degli anni ’70) che vale la pena conoscere e approfondire, perché la dicono lunga sull’opinione pubblica e sull’atmosfera che si respirava all’epoca.
Tutto il film gira intorno al personaggio emblema di Giulio Sacchi. Diciamo che se lo si percepisce come persona, piuttosto che come personaggio, è tutto merito dell’interpretazione di Thomas Milian. Il film non ci dice assolutamente niente su di lui. Sappiamo di straforo che forse è orfano, vissuto in ambienti poveri e degradati ma niente di più. Poco, troppo poco per poter esprimere un giudizio o considerarlo in maniera realistica. Ci pensa comunque il grande Milian a caratterizzarlo perfettamente, anche se a senso unico. Ne viene fuori un misto di ordinarietà (l’aspetto esteriore, decisamente comune e senza attrattive), vigliaccheria (striscia e subisce vile la punizione del clan mafioso, ma del resto il voler risolvere tutto con il mezzo estremo – l’uccisione – denota una persona debole e insicura), opportunismo e furbizia (organizza tutto per filo e per segno e riesce a sfuggire alla polizia), cinismo e violenza (sfrutta tutto e tutti, compresa la sua donna). Non ha assolutamente niente di “positivo” e nemmeno qualcosa che possa fornire una ragione a questo comportamento estremo. Troppo facile pensare che sia qualcosa di “naturale”.
In “Arancia Meccanica” di Kubrick si assiste a un simile scoppio di violenza estrema da parte di una persona, ma tutto viene inserito all’interno di un contesto molto complesso e pieno di implicazioni. Qui ci troviamo davanti a uno sfoggio spesso fine a se stesso, senza un retroterra, uno sviluppo, un confronto, una riflessione.
Si può concludere che il personaggio di Giulio Sacchi è stato pensato come un ideale stereotipo del “criminale”, la rappresentazione perfetta che ne avrebbe dato un pensiero comune, sbrigativo e superficiale (come adesso facciamo spesso con i concetti di “clandestino” e “extracomunitario”). Faceva un po’ da proiezione collettiva di tutti i fatti di cronaca violenta che riempivano i giornali dell’epoca (oggi in confronto si vive in maniera tranquillissima).
In questa enfasi sul “negativo” c’è anche l’esigenza di “sfogare” tutto il represso collettivo, il disagio derivante da crisi economiche o ideologiche. Fatto sta che questi personaggi estremi e negativi (fino agli anni ‘70 - anni di lotta di classe - il criminale comune, dopo - anni di lotta esistenziale - il serial killer) vanno a identificarsi con quella parte buia di ognuno di noi che “segretamente” gode e si esalta nel sentirsi “libera”, dominante, appagata. Ed è così che anche Giulio Sacchi finisce per diventare una specie di “eroe” romanticamente negativo, che affascina per la sua risolutezza e per l’imperio e di cui sotto sotto ammiriamo la capacità di vincere.
L’archetipo di questa figura etica/estetica è senz’altro “Scarface”. Lenzi però come Hawks si accorge di questa traslazione di significato del male e del negativo e cerca di correre ai ripari. Il finale di “Milano odia” è quasi identico a quello di “Scarface”.

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L’ultima parola ce l’ha poi l’ordine e la legge. A tal fine viene creato il personaggio del commissario, ma si vede che è una figura “posticcia”, messa lì solo per contrastare lo strapotere etico di Sacchi. Io non ho visto i film di Don Siegel ma so che lì il personaggio del commissario (interpretato da Clint Eastwood) aveva tutt’altro rilievo e tutt’altro sviluppo. Qui veramente del commissario non sappiamo pressocché niente, un po’ come per Sacchi. Si può dire che anche lui è una specie di proiezione collettiva semplificante di come veniva concepito, dal sentire generico della gente, un ideale tutore dell’ordine. C’è da dire che allora come ora la macchina della giustizia era veramente malmessa e quindi certe “scorciatoie” diventavano quasi necessarie agli occhi della gente. Ciò non toglie che il commissario abbia moralmente torto. Chi gli dà la certezza che Sacchi sia il vero assassino? Non guardiamo che Lenzi ci mostra – a noi – tutto per filo e per segno. E se anche noi avessimo visto solo quello che il commissario ha visto? Basta pensare a tutte le vicende raccontate nei film di Fritz Lang e di Hitchcock (“Il ladro”) in cui l’ordine pubblico è convinto di sapere chi è il colpevole, quando invece è in realtà tutt’altra persona. Io mi sento più dalla parte di Lang e Hitchcock. In queste cose c’è da andare con i piedi di piombo. Meglio un colpevole in più libero che un innocente in più in prigione.
Tecnicamente e visivamente questo film è grandissimo, è di serie A. Di serie B è secondo me semplicemente il modo con cui viene concepito e rappresentato l’animo umano. Opinione personale, ovviamente.

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sestogrado  @  10/10/2010 10:32:50
   9 / 10
veramente un eccellente poliziesco italiano. la violenza delle scene è accompagnata da una sceneggiatura irriverente, cinica e divertentissima; Tomas Milian è un mostro di bravura. un film cult dalle sfumature pulp, con una colonna sonora degna di nota. il voto ovviamente tiene conto del fatto che abbia visto la pellicola in un teatro mentre i calibro35 risuonavano l'intera soundtrack: risultato incredibile.

LEGHISTA2  @  29/09/2010 07:40:46
   10 / 10
ultimamente ho scoperto questo genere poliziesco italiano anni 70. devo dire che questo filone mi ha molto sospreso. nel senso che non sapevo che il cinema italiano, in quegli anni, potesse giungere a questi livelli, anche con il genere poliziesco. non si fa nessuna fatica a dare un bel dieci meritatissimo a questo film che soddisfa pienamente lo spettatore.un corrispettivo film italiano di oggi, non esiste se paragonato a questo ottimo film.

edmond90  @  03/09/2010 13:43:56
   7 / 10
Un buon film,assolutamente non un capolavoro.
Eppure l'interpretazione di Milian e la regia di Lenzi sono ottime,cosi come l'atmosfera cupa e degradata della Milano anni'70 e la bella colonna sonora di Morricone.Quello che non quadra e'la sceneggiatura,raffazzonata e tirata via,francamente non all'altezza delle componenti citate prima.
Peccato,poteva veramente essere un filmone memorabile,ma a mio avviso i migliori film di Di Leo sono di un altro pianeta.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  21/08/2010 12:55:27
   7 / 10
Poliziesco ben curato nello stile ma decisamente prevedibile e con una sceneggiatura sin troppo ammiccante. Finale per nulla coraggioso.

Milian come Adorf è uno di quei personaggi pulp da cui poi Tarantino puccerà il biscotto.

Vorrei scrivere di più ma sono in ferie e ho una vita mia.

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Ultima risposta 23/08/2010 08.12.54
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JOKER1926  @  06/08/2010 19:02:56
   7½ / 10
"Milano odia: La polizia non può sparare" è uno splendido affresco di Umberto Lenzi che funge anche da veritiero slogan contro una città (ma non solo Milano) allo sbando sotto svariati aspetti, la violenza incombe, la giustizia è un pastrocchio di contraddizioni e superficialità e il Dio denaro si fa pregare in modo sporco…

Lenzi con "Milano odia" riesce nell'impresa di fare un film visivamente e psicologicamente potente e disturbante, un po' come Bava ne "Cani arrabbiati" o come "Grissom Gang Niente Orchidee Per Miss Blandish " di Robert Aldrich, in queste pellicole elencate la violenza è regina e i contesti sociali quasi si accavallano, combaciano…

"Milano odia" attraverso un Tomas Milian, strabiliante prototipo del Tony Montana di De Palma, riesce ad ammaliare in modo sublime colui che guarda il film.
L'icona di Giulio Sacchi è architettata ad arte, personaggio feroce e pazzoide, stolto ma geniale, "cacasotto" ma spietato ricattatore, poi lo spacco sulla ciglia, il suo gesticolare da stratega e cultore della cognizione vanno a formare perentoriamente un immagine irresistibile che rivedremo, maggiormente edificata, in "Scarface".
Il film di Lenzi regala scene di grosso impatto, la brutalità e le sparatorie cadono a grappoli; la sceneggiatura risulta essere compatta senza particolari buchi da evidenziare, il film regala agitazione e sgomento fino ad un finale secco e non ordinario , il tutto costellato da una fotografia impeccabile infangata da smog e grigiore insomma è intonatissima al contesto.

"Milano odia" gode di una buonissima fama, etichettato fra i migliori film del genere Poliziesco paradossalmente paga proprio per le sue caratteristiche urbane, riscontrabili nei luoghi e in alcuni personaggi, e paga il processo di emulazione creatosi intorno ad esso altrimenti quello di Lenzi, specie all'estero, poteva spopolare e dominare; successo ottenuto, potenziale trionfo mancato.

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Ultima risposta 06/08/2010 20.06.35
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Invia una mail all'autore del commento baskettaro00  @  05/08/2010 13:55:50
   7½ / 10
Tra i più famosi film polizieschi che il nostro paese ricordi.
Interpretato da Tomas Milian(ed ancora una volta doppiato dal grande Ferruccio), che qui troviamo in un ruolo davvero cattivo e spietato.
Il clima di ansia e violenza che si respira è dosato molto bene, e certe scene saranno di sicuro ricordate(come la strage nella villa).
Da lodare anche la recitazione di Silva, nei panni di un poliziotto che decide di farsi giustizia da solo
L'amante del poliziesco in pieno stile anni '70 ha trovato pane per i suoi denti.

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chem84  @  27/06/2010 18:15:44
   8½ / 10
Un super cult di cui ho letteralmente consumato la videocassetta.
Probabilmente non il migliore poliziesco in assoluto, ma senza dubbio quello a cui sono più affezionato e che ho rivisto più volte, sempre con immenso piacere.
La straordinaria ciliegina sulla torta è poi la presenza di un grandissimo Tomas Milian, per il quale alla fine DEVI fare il tifo nonostante tutto quello che ha combinato fino a lì.

Applausi per Umberto Lenzi, che si butta nel poliziesco e vince subito.

lampard8  @  27/12/2009 13:51:39
   9 / 10
Straordinario polizziottesco di Lenzi violento, marcio e sudicio quanto basta. La trama è molto semplice e classica ma lo svolgimento risulta assai coinvolgente e frenetico. Straordinaria a dir poco l'interpretazione di Milian che con il personaggio lercio, senz'arte nè parte e insensibile di Giulio Sacchi sforna certamente l'interpretazione della vita. Lenzi ha attinto molto dai suoi predecessori(palesemente dal Kubrick in AM) e da molti rape and revenge ma a suo modo è stato l'ispiratore di Tarantino e il buon Quentin sicuramente si è visto tutti i film del buon Umberto....
Cultissimo

Lore.84  @  14/12/2009 14:03:38
   8½ / 10
Rozzo, crudo, violento, diretto e spietato...Lenzi in stile Tarantino!
Non a caso il regista italiano preferito dallo statunitense è proprio Umberto Lenzi.

bulldog  @  27/07/2009 13:22:50
   7½ / 10
Classico poliziesco anni 70 con T.Milian.
Ben costruito e con scene cult.

Invia una mail all'autore del commento Don Callisto  @  15/06/2009 00:41:05
   7½ / 10
Milian molto bravo nel ruolo del "folle", Silva "riservato" al punto giusto.
"milano odia" è un film movimentato, un poliziesco amaro,
la colonna sonora di morricone mi ha attirato subito.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  24/02/2009 23:20:11
   8½ / 10
Ma che bel film, costruito perfettamente, sporco, violento, sbavato. Un Milian fantastico, un Silva tanto fuori parte da apparire realistico, un Morricone che con quel motivetto ti entra in testa e non ne esce più. Milano come protagonista, nessun eroe, solo tanti antieroi tra cui i due personaggi (non)protagonisti, che alternano il loro punto di vista. Veramente una bella sorpresa, un film come in Italia non ne fanno più...

popoviasproni  @  25/12/2008 13:35:33
   7½ / 10
Duro, rozzo, disperato, perverso ... tutta la violenza degli anni '70.
Ingenuo in alcune sequenze ma sempre di grande impatto.
Carismatico Milian, ottime le musiche.

pinhead88  @  01/10/2008 15:04:37
   9 / 10
uno dei migliori polizieschi mai fatti..perfetto in tutto!

Tom24  @  18/08/2008 02:05:45
   8 / 10
Non c'è niente da fare, questo è un film coi contro*****. Mi chiedo come sarebbe stato un film del genere ambientato nella milano del 2008... ma purtroppo i registi italiani odierni si cagano sotto a girare pelicole del genere...

castelvetro  @  09/07/2008 10:29:44
   10 / 10
STANDING OVATION PER GIULIO SACCHI!

"Milano Odia: la Polizia non può Sparare" sà bene ciò che
il pubblico vuole: sesso, violenza, inseguimenti, droga a fiumi
frasi spietate e adrenalina.

Da wikipedia "È considerato uno dei più violenti noir italiani"

Cast da Paura: Tomas Milian nei panni di Sacchi,
una delle figure più crudeli del cinema italiano
(Tomas Milian faceva uso di alcolici e stupefacenti per
calarsi meglio nei panni del personaggio);

l'idolo indiscusso Henry Silva che si ritrova per la prima volta
ad interpretare "un buono", Anita Strinberg PER ME UNA DELLE MIGLIORI
ATTRICI DI SEMPRE (e qui apro un inciso: mi chiedo come mai nessun regista l'abbia notata al di fuori del panorama italiano dei b-movie. Stessa storia
di Ivan Rassimov: 2 volti prettamente cinematografici); ed infine
l'ottimo Ray Lovelock che lo andremo a ripescare in "Uomini si nasce
poliziotti si muore".

Per me non ci sono dubbi: Il miglior noir (e poliziottesco aggiungo io) italiano di sempre

Lode a Ernesto Gastaldi comunque che ha creato uno dei personaggi
più sadici di sempre: http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Sacchi_%28personaggio%29

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Ultima risposta 09/07/2008 13.49.17
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Invia una mail all'autore del commento wega  @  05/04/2008 08:59:30
   5 / 10
Violento certo ma fine a se stesso ed una violenza gratuita e montata non tanto bene, film privo di tensione perchè si sa, quello ammazza tutti in ogni caso. La sceneggiatura poi ha delle grossissime falle, evolversi delle situazioni troppo accomodate, come la ragazza lasciata scappare dalla porta della macchina per non parlare della porta della villa non chiusa in modo che entrassero i tre rapitori. Impossibile prendere sul serio il protagonista, un Milian che comunque offre una grande interpretazione, ed è l'unico caso della storia del cinema, per quanto mi riguarda, in cui mi sono ritrovato a tifare per la polizia. E' facile lasciarsi ingannare dalla bella colonna sonora presa da Morricone, o dal doppiaggio di Ferruccio Amendola, è una pellicola lontana anni luce dai lavori di Fernando Di Leo. Buona la fotografia, reputo questa una pellicola senza nessuna pretesa che si lascia tuttavia vedere.

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Ultima risposta 23/08/2012 14.29.23
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  02/04/2008 16:38:40
   7½ / 10
Non conosco molto questo genere di polizieschi e devo ammettere che ne sono rimasta piacevolmente colpita.
L'escalation di violenza a cui si assiste è impressionante e poi è magistralmente accompagnata da una colonna sonora eccezionale.
Gli interpreti mi sono piaciuti molto, da elogiare particolarmente la prova di Tomas Milian, davvero straordinario.

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Ultima risposta 09/07/2008 13.14.33
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peppe87  @  25/03/2008 20:19:49
   9 / 10
grandissimo film del mitico lenzi.
una trama fantastica e storia interpretata e girata benissimo
violenza a go go
milian indescrivibile, ottimo silva.
(ma il migliore resta milano calibro 9)

bil85  @  25/03/2008 19:00:30
   8 / 10
Film crudo e violento.
Grande interpretazione di Tomas Milian.
Bello veramente.

vitocortesi  @  24/02/2008 11:49:05
   8 / 10
Film crudo feroce violento un piccolo capolavoro realizzato nel periodo migliore per il nostro cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  21/11/2007 15:05:23
   9 / 10
Il capolavoro di Umberto Lenzi,forse l'unica opera del regista davvero in grado di eguagliare i polizieschi di Fernando Di Leo.
Fantastiche le musiche di Morricone,ottima e priva di sbavature la sceneggiatura di Gastaldi,magistrale la prova di Tomas Milian,qui davvero ai massimi livelli:il suo personaggio vive una costante escalation fatta di droga,rabbia e follia per uno dei criminali piu'sadici della storia del cinema,immersi in sequenze memorabili e ancora oggio di forte impatto visivo(l'assalto alla villa e l'omicidio sulla scogliera del lago su tutto).
Violento e scorretto oltre misura,"Milano Odia"e'un film nerissimo,con un finale spietato capace di colpire ancora duro ogni tipologia di spettatore...un cult.

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Ultima risposta 10/07/2008 08.29.28
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Trash A Go-Go  @  09/10/2007 12:42:15
   9½ / 10
Stupendo, il personaggio di Milian poi è qualcosa di straordinario

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  23/08/2007 12:41:03
   8 / 10
Grandioso...Ecco un film (o meglio, un genere) del quale noi italiani dobbiamo essere fieri.
Gran ritmo, crudo, senza pietà.
Tomas Milian che avevo snobbato in passato sta diventando un mio idolo, immenso nella parte del cattivissimo Giulio Sacchi.

Alex Weird  @  18/08/2007 13:08:05
   9½ / 10
Il miglior poliziottesco sulla piazza

Il Messere  @  25/07/2007 02:25:25
   6½ / 10
Il "rivalutazionismo" dilagante ha riportato in auge il simpatico sottogenere del poliziottesco nostrano. Per quanto gli eventuali intenti di analisi sociale rimangano velleitari, il filone del poliziesco italico risulta un pur inconsapevole specchio dei sovversivi anni di piombo.
Il sadico Giulio Sacchi esemplifica la violenza di pellicole di questo tipo, intente ad assecondare le esigenze di un pubblico dallo stomaco forte; il leitmotiv dell'uomo in divisa intento a farsi giustizia da solo è stato invece preso di sana pianta da ben più illustri colleghi d'oltreoceano, come l'Ispettore Callghan o il giustiziere della notte.
Deludente nella conclusione sbrogliata alla buona, rimane tuttavia un divertente classico del genere.

quaker  @  08/07/2007 22:38:46
   8 / 10
Non ho trovato questo film così fuori del comune da fargli meritare elogi particolari. E' vero che c'è qualche scena splatter in più. Però Tomas Millian è tutt'altro che convincente, Henry Silva stoccafisso, i comprimari veramente fragili (come interpreti). Dato che non è inferiore agli altri film di Lenzi che ho finora visto, merita lo stesso voto (naturalmente rapportato al genere...

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Ultima risposta 09/07/2008 13.03.45
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private_joker  @  02/07/2007 16:17:42
   9 / 10
Uno dei migliori poliziotteschi che io abbia visto, con un Tomas Milian calato a pennello nel ruolo del maniaco psicopatico. Meno bravo invece Henry Silva, che mantiene la stessa espressione facciale dall'inizio alla fine. Il film comunque è una perla del genere, con parecchie scene che rimangono impresse, su tutte il massacro nella villa, l'inseguimento iniziale (anche se è stato preso da un altro film) e soprattutto il finale.

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Ultima risposta 31/03/2010 12.00.12
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  31/05/2007 11:44:05
   8½ / 10
Ammetto di non conoscere particolarmente il genere “poliziottesco” ma di esserne sempre stato incuriosito,ho quindi deciso di rivedere alcune pellicole delle quali serbo un ricordo confuso ma positivo.
Ho cominciato con questo lavoro di Lenzi che viene da molti considerato come uno dei migliori prodotti di questo tipo,ebbene “Milano odia:la polizia non puo’ sparare” è una pellicola di notevole livello,estremamente violenta,dove il male si manifesta nella sua forma piu’ estrema ed implacabile attraverso lo sguardo spiritato e l’atteggiamento pazzoide di un eccellente Tomas Milian.
Il film è molto adrenalinico e non presenta particolari punti morti,la regia di Lenzi è sempre perfetta ed aiuta a tenere in tensione lo spettatore il quale verra’ trascinato in un vortice di folle violenza che trovera’ il suo naturale epilogo in un finale ad alto tasso drammatico, dove il bene dovra’ utilizzare le stessi armi del crimine per poter far trionfare la giustizia,anche per questo motivo all’uscita nelle sale il film venne accolto non senza qualche polemica.
La recitazione degli attori è buona,anche se il commissario (Henry Silva)pare un po’ troppo “ingessato”,notevoli le musiche realizzate da Ennio Morricone,la trama è piuttosto esile ma il film avvince grazie ad alcune sequenze davvero notevoli come quella del massacro nella villa o quella dell’inseguimento iniziale.
Decisamente consigliato a chi voglia riscoprire un genere spesso bistrattato a torto.

Drugo McQueen  @  19/02/2007 04:11:47
   9 / 10
Uno dei film cult del nostro cinema e sicuramente la migior performance sia di Milian che di Lenzi alla macchina da presa.
Milian e il suo personaggio riaggiungono in questa pellicola una profondità mai vista nelle precedenti opere di Lenzi, a differenza del "Cinese" o del "Gobbo" l'aspetto psicologico del personaggio è molto più curato, possiamo vedere la pura follia di Giulio Sacchi, follia che alla fine lo porterà a non fidarsi più di nessuno e fare terra bruciata attorno a sè stesso, follia omicida che alla fine non gli porterà ciò che sperava.
Un film veramente bello, non c'è mai un momento morto o un calo di ritmo, la regia e la fotografia sono giustamente buie e a volte claustrofobiche per rendere al meglio le atmosfere del rapimento, colonna sonora del Maestro che dà una marcia in più al film.

A mio modesto parere uno dei migliori film che il nostro cinema ha sfornato negli anni 70, assolutamente da vedere !!

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Ultima risposta 09/07/2008 13.00.26
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  12/10/2006 16:33:52
   6 / 10
Non sono convinto.
Mi avevano parlato molto bene di questo film italiano, secondo molti tra i migliori polizieschi italiani anni '70, insieme a quelli di Di leo.
Però Siamo lontano e tanto da film come "La mala ordina" Milano calibro 9" e "Il boss".
Quando uscì si parlò in maniera esagerata (ma non troppo) di film fascistoide pieno di violenza.
Lenzi non presenta in realtà il personaggio di Hanry Silva come l'eroe della situazione. Tutt'altro. La scelta stessa di Henry Silva come poliziotto (ma di solito dall'altra parte) già di per se dice tutto.
Tuttavia non convince ugualmente. La sceneggiatura è banale,si ha l'impressione che lo script ricalchi confusamente e in modo del tutto imbarazzante il Don Siegel di "Ispettore Callaghan: Il caso Scorpio è tuo".

Non si capisce per niente la trasformazione del pur bravo Tomas Milian, s****to delinquente a volte, freddo calcolatore delle altre e pazzo psicopatico in altre situazioni.
E il personaggio di Harry Silva invece non ha spessore. Sembrerebbe uno sbirro dalle idee fascistoidi e di cui poco si sa.
Il film invece funziona abbastanza sul versante registico. Bello l'inseguimento iniziale, buona in generale la tensione e la rappresentazione della giungla metropolitana milanese.

Ma la violenza gratuita sa molto di fine a se stessa.

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Ultima risposta 09/07/2008 12.59.24
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larcio  @  14/09/2006 13:40:47
   9½ / 10
bellissimo...molto violento e triste è un film dawero irraggiungibile....grandissimo tomas milian e stupenda la colonna sonora...vedetelo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  04/09/2006 08:41:10
   10 / 10
uno dei migliori poliziotteschi che siano mai stati girati,con un protagonista fra i più carismatici di tutto il cinema di genere.
stupendo il motivetto musicale,fantastica la scena iniziale dell'inseguimento ma sono troppe le perle per stare a indicarle tutte. da vedere assolutamente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Andre85  @  15/11/2005 17:16:14
   9 / 10
viva i b-movie italiani!!

questo film (alla pari con la mala ordina) è una perla nel genere poliziesco.

ps. anche in questo caso il protagonista è superlativo! e bravo milian!!

Invia una mail all'autore del commento Lord Arathom  @  20/05/2005 16:05:42
   10 / 10
Dopo i polizieschi di Di Leo credo sia il migliore dell'universo, che belloooooooo. Crudo, violento, cattivo , sporco , lurido e con un Milian da enciclopedia del testosterone.

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Ultima risposta 20/05/2005 16.13.40
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droppy  @  29/04/2005 16:09:51
   8 / 10
grande Film!
contestualizzato al periodo ha una grande sceneggiattura solo il finale non mi è piaciuto, troppo in linea con i finali dei polizieschi Italiani del periodo.

G.Caneparo  @  18/03/2005 23:14:18
   8 / 10
Milano odia, è il capostipide dei film violenti italiani.
La trama è coinvolgente, ma la presenza di Milian caratterizza in modo totale il film.
La leggenda vuole che il regista fosse a disagio nel mettere in atto il copione, ma Milian fu irreversibile, perchè in ogni film è lui a censurare o meno una scena.
Due grandi geni di film che lavoreranno per l'ultima volta per troppe divergenze.

Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento paul  @  18/01/2005 22:27:34
   9 / 10
Vedi commento di aenima. Uno dei più violenti e disperati noir di sempre.

Gruppo COLLABORATORI Aenima  @  17/01/2005 18:04:47
   10 / 10
Il caro Umbertino Lenzi (che, per chi non lo sapesse, è motivo di orgoglio italiano nel mondo, soprattutto grazie a due cannibal che hanno fatto scuola come “Mangiati vivi” e “Cannibal Ferox”) sforna un poliziesco più nero della pece, che ha il sapore di sconfitta e di umiliazione…Ripreso attraverso lo sguardo balordo di Giulio Sacchi (il buon vecchio Tomas “Er monnezza” Milian) il film descrive la torbida storia di un rapimento svoltosi nel quadro pittoresco di una Milano anni ’70…L’abile mano con cui Lenzi dirige la regia ci fa tifare sin dall’inizio per questo improbabile “Eroe”, nonostante lo svolgimento della vicenda mostri aspetti sempre più disgustosi alla base del suo “carattere”…La conclusione è amarissima: non c’è scampo…Non c’è redenzione…”MILANO ODIA”.
Caratterizzato da alcune immagini da antologia (la scena della roulette umana è a dir poco grandiosa) questo titolo rappresenta, a mio parere, il punto massimo della cinematografia poliziesca all’italiana, superiore, per certi versi, anche alle pellicole di Fernando Di Leo.
Assolutamente splendido.


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