monsieur lazhar regia di Philippe Falardeau Canada 2011
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monsieur lazhar (2011)

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locandina del film MONSIEUR LAZHAR

Titolo Originale: MONSIEUR LAZHAR

RegiaPhilippe Falardeau

InterpretiMohamed Fellag, Sophie Nélisse, Émilien Néron, Danielle Proulx, Evelyne de la Chenelière

Durata: h 1.34
NazionalitàCanada 2011
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 2012

•  Altri film di Philippe Falardeau

Trama del film Monsieur lazhar

Bachir Lazar, immigrato algerino, viene assunto come insegnante elementare in sostituzione di una collega che si è impiccata nell’aula in cui insegnava. Mentre la classe avvia un lungo processo di elaborazione del lutto, nessuno sospetta quale doloroso passato gravi su Bachir che, in qualsiasi momento, rischia l’espulsione dal Paese.

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Voto Visitatori:   7,07 / 10 (35 voti)7,07Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
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Voti e commenti su Monsieur lazhar, 35 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

ferzbox  @  22/09/2016 19:09:59
   7 / 10
L'ho trovato un film gradevolissimo da guardare, nonostante tratti in realtà una tematica molto matura e profonda.
Un insegnante delle scuole elementari si suiciderà dentro la classe dei propri alunni mentre questi sono assenti, innescando un processo traumatico all'interno dell'isituzione scolastica.
A diventar protagonista della vicenda sarà Bachir Lazar, un nuovo insegnante algerino venuto a conoscenza del terribile avvenimento e propenso a prendere il posto della sventurata insegnante deceduta.
Da qui avranno inizio le varie vicissitudini tra Bachir, i bambini della classe e il corpo insegnanti, tutti impegnati nel rendere il meno traumatico possibile l'accaduto, affrontando il tema della morte con leggerezza e serenità, ma creando allo stesso tempo dei contrasti tra gli adulti e i bambini stessi senza mai arrivare ad una accettazione autentica.
Da una parte ho percepito una critica al sistema attuale, dove l'esagerata prudenza nei confronti dei bambini è quasi accusata come principal causa della maggior parte degli squilibri educativi che avvengono oggigiorno.
Dall'altra ho invece percepito l'intenzione di voler criticare la mancanza di insegnamenti veri ai bambini, tartassati nello studiare le materie e nell'essere educati, ma poco seguiti nella crescita vera e propria, lontana anni luce ormai dalle regole attuali.
Come fa un insegnante di educazione fisica ad insegnare come saltare la cavallina senza aver la possibilità di toccare i bambini?
Questa è la domanda che si pone un insegnante in una parte del film, ed è sacro santo che si chieda una cosa del genere; siamo arrivati ad un punto dove gli insegnanti non hanno più la libertà di interazione con gli alunni, a meno che non vogliano incombere nell'ira del ministero o, ancora peggio, dei genitori ormai complici di questo sistema di autodifesa totalmente involutivo.....
Il punto sta tutto qui....e il ruolo di Monsieur Lazhar sarà determinante nell'elaborazione del film, fino ad un finale che, bhè, lo ammetto, mi ha fatto così tenerezza da commuovermi quasi.
Diciamo un attimo fuggente versione Mignon.....molto carino.....

DarkRareMirko  @  03/11/2015 01:08:15
   7 / 10
Film dolce ed elegante, scolastico, dedicato alla contrapposizione tra adulti e bambini.

Fa riflettere sulle mentalità dei vari soggetti appena citati, che qui mi sono apparsi talvolta discutibili e pure un pò amigui; un pò sofisticato e formale, almeno alla fine il film da come l'impressione di non sapere andare avanti, giungendo comunque ad un finale indicato ed in linea con il resto.

Discreto anche se come originalità non aggiunge nulla; nello script si potevano aggiungere più elementi.

Lory_noir  @  14/09/2014 13:05:54
   7½ / 10
Un film delicato, sia nello stile che nel modo in cui tratta temi difficili. L'ho apprezzato.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  23/05/2014 20:53:14
   7 / 10
Buon film, affronta temi pesanti con leggerezza. Una bella storiella.

viagem  @  06/02/2014 11:37:33
   7 / 10
Molti temi trattati da questo film, lieve e toccante. L'elaborazione del lutto, da adulti e da bambini, l'emigrazione, il tipo di educazione attualmente dato nelle scuole, il rapporto studenti-professori. Lazhar, forse perchè anche lui toccato dal lutto, forse perchè proveniente da un'altra realtà, è l'unico che riesce, con poesia e semplicità, a parlare con i bambini, in una scuola dove si teme qualunque tipo di contatto "troppo diretto" con gli stessi. Bravissimi tutti i protagonisti; qualche buco sulla sceneggiatura nega un voto ancora più alto.

gabriz  @  06/01/2014 23:54:18
   6 / 10
''E quindi.....?''.....questa la prima cosa che mi è venuta in mente dopo i titoli di coda. La seconda è: superficiale....tutto é abbozzato e niente va fino in fondo...
Personalmente la considero una pellicola evitabile...

JOKER1926  @  20/08/2013 02:05:30
   6 / 10
Esistono formule anche nel mondo dei film. Ovvero alcuni temi, alcune situazioni, se mescolate nello stesso ambito vanno quasi matematicamente a colpire chi guarda la proiezione.
Allegare dunque situazioni drammatiche (come quelle della morte) ad ambienti scolastici ove i protagonisti sono dei bambini e ove le dinamiche si sviluppano sulla linea della psicologia e dell'emotività il gioco sembrerebbe essere giunto ad una efficacia e perfetta conclusione.
Con "Monsieur Lazhar" il plot partiva con tutto questo bagaglio appena enunciato, però, nell'arco del processo espositivo della pellicola, molte cose si intoppano, o meglio non decollano.
Si ha l'impressione, insomma, di assistere ad un film troppo triste e ostinatamente racchiuso intorno alla tematica "morte". I ritmi si abbassano su una linea di collasso, vengono meno le emozioni, permane sempre ed esclusivamente un senso di violenza/diffidenza psicologica fin troppo marchiata.
Lo stesso professore non dà alcuna svolta, vive una situazione difficile e lascia il tempo che trova. Forse è il finale a dare qualche premio (metafisico) all'insegnante; ma il tutto sembra essere troppo minimale.

"Monsieur Lazhar" alberga per troppo tempo, forse per tutto il tempo, in lidi tristi e patetici. La regia, quella di Philippe Falardeau, non sarà stata affatto retorica ma l'esser pietosi e cronicamente pesanti è un altro mezzo male che penetra senza passaporti nei territori cinematografici.

"Si segnala la musica dei titoli di coda, davvero squisita".

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  19/06/2013 17:24:01
   7 / 10
Ammetto un pizzico, forse anche più di un pizzico, di delusione...
Questo era uno di quei film che avevo appuntato da mesi convinto che fosse un piccolo gioiello viste alcune ottime recensioni, la tematica che affrontava e la provenienza, coproduzione Francia-Canada.
Invece si è rivelato un buon film, molto umile e compassato nel porsi ma incapace di decollare sia nello script che emozionalmente.
La Francia ce l'ha proprio con la scuola, moltissimi suoi film in maniera più o meno diretta sono ambientati nel mondo scolastico o comunque mettono forte l'accento sull'educazione e l'insegnamento. Mi vengono al volo in mente La Classe di Cantet, Nella Casa di Ozon, Il Piccolo Nicolas e Les Choristes.
Sarebbe bello analizzare e fare un confronto tra tutti perchè ognuno racconta la realtà scolastica e dell'insegnamento con basi e finalità diverse.
In questo Monsieur Lazhar si pone l'accento sull'elaborazione del lutto di un'intera classe dopo che la loro maestra "preferita" si è impiccata proprio nell'aula dove insegnava.
Bashir Lazhar è il loro nuovo insegnate, un uomo di origine algerine dal passato misterioso che cercherà di portare un pò di tranquillità nei ragazzi, specie nei due che in un certo senso erano più legati alla maestra, in particolare Simon, il bambino che l'ha vista impiccata e che forse più o meno direttamente è causa di quel gesto.
Il film è molto semplice, non cade mai nella retorica o nel sensazionalismo e questo è sicuramente un pregio. Però sembra procedere un pò stancamente e senza nessuna buona trovata di sceneggiatura che possa catturare realmente lo spettatore. In questo senso anche il passato di Lazhar viene forse rivelato in maniera un pò troppo affrettata. E come si sia instaurato quel bellissimo rapporto tra lui e la classe viene raccontato in maniera un pò confusa, manca del tutto una scena madre che racconti questo "innamoramento".Fa impressione venire a conoscenza di alcune regole scolastiche come quella assurda dell'assoluto divieto per gli insegnanti di toccare gli alunni in qualsiasi modo, anche solo per aiutarli a fare la cavallina ad educazione fisica.
Il personaggio del bambino è forse il più riuscito e quel suo "Non è colpa mia! Non è colpa mia!" il momento più emozionante della pellicola.
Molto interessante come Lazhar parli sempre in maniera molto dura della maestra suicida, probabilmente quello che gli è successo in Algeria e la consapevolezza del valore inestimabile della vita non gli fanno comprendere un gesto così assoluto, glielo fanno odiare, specie se avvenuto nel posto sacro per un bambino, la scuola,
Il film aveva tutte le carte per piacermi un sacco ma mi è scivolato troppo freddamente addosso,peccato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  18/06/2013 12:43:30
   7 / 10
Il tema della morte affrontato all'interno di una classe di studenti di scuola media.
Un tema delicato che sara' affrontato da un uomo adulto che ha lo stesso problema dei ragazzi, riuscire ad affrontare un lutto personale che non gli da' pace, forse perche anche questo ispiegabile.
Spesso la gente preferisce non portare i figli piccoli al cimitero perche "non sono ancora pronti", ma in realta' è perche non vogliono ricevere delle domande a cui non sanno dare la risposta.
Ci prova coraggiosamente questo film che ci mette di fronte varie domande...purtroppo molte di queste non avranno risposta.
In effetti alcuni elementi del film vengono incautamente tralasciati, in particolare il modo in cui il professore riesca ad avvicinarsi alla classe. Non sappiamo esattamente cosa insegni (A parte il dettato) visto che non è un insegnante.
Resta comunque un buon film di formazione.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  18/04/2013 22:24:53
   7 / 10
La capacità umana (e un po' il dovere) di superare gli shock dolorosi è il vero tema di questo film. E' l'aspetto più profondo e riuscito del film, quello che rimane più impresso alla fine del film. Questo grazie più che altro alle interpretazione dei bambini protagonisti e in parte anche dell'attore che interpreta Lazhar. E' un pregio quindi di espressione (aiuta moltissimo anche la bellissima colonna sonora) più che di contenuto.
Infatti il film ha molti difetti, fra tutti la scarsa capacità di introspezione, di spiegare le ragioni e i perché dei dolori e dei comportamenti delle persone. L'espressività non basta per capire tutto fino in fondo. Non aiuta nemmeno la tecnica del montaggio serrato di estratti di varie scene in successione quasi casuale, segnate da profonde ellissi, sia fra di loro che all'interno della scena stessa. Stranamente l'ultimo film che ho visto recentemente ("Un giorno devi andare" di Diritti) è stilisticamente simile. In entrambi c'è/ci sono personaggi segnati da profondi dolori che però non riescono o fanno fatica a comunicare e ad interagire con il mondo esterno. Anche a livello stilistico si certifica e basta lo stato di stallo e scacco esistenziale, senza proporre sviluppi dialettici. In altre parole nell'arte di questo scorcio di inizio XXI secolo sembra prevalere l'espressione dell'incomunicabilità, la difficoltà nei rapporti interpersonali, l'incapacità e l'impossibilità di cambiare questo stato di cose.
Questo è forse ciò che interessava di più esprimere in "Monsieur Lazhar". Per il resto il tema della scuola è trattato piuttosto superficialmente e in maniera sbrigativa. Prima di tutto salta all'occhio il fatto che gli alunni (da come si presentano, da come si comportano) sembrano appartenere ai ceti medio-alti della società (anche se ci sono immigrati). Sfugge poi come Lazhar sia riuscito ad avere successo e a conquistare la fiducia e la stima degli alunni (insegnando cosa?). Fra i che parlano di scuola non è certo fra i migliori.
Comunque il film si riscatta alla fine con uno splendido finale.

castoro79  @  25/03/2013 21:02:06
   7 / 10
Molto bello e delicato. Da vedere anche in famiglia

danielplainview  @  22/01/2013 17:38:06
   6½ / 10
Film indipendente, che fa il suo compitino a casa. Carino, ma nulla di più.


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slint  @  15/01/2013 23:15:15
   8 / 10
davmus  @  28/12/2012 13:21:09
   6 / 10
Mah, non mi ha colpito come la media delle altre persone. Si ok il tema etc, ma l'ho trovato comunque lento (e poteva esser ancora diretto)

shock1  @  15/11/2012 14:19:20
   6½ / 10
Mi chiedo dove Falardeau abbia trovato l'idea e l'ispirazione per girare un film tanto particolare. Il tema trattato è molto delicato e avrei dato un voto più alto se il finale avesse chiuso il cerchio...

suzuki71  @  15/11/2012 13:37:36
   7 / 10
Come detto da molti prima di me, il film è delicato, ma - forse - corre il rischio di non centrare un obiettivo; piuttosto che incidere, offre uno spaccato di una stagione scolastica con molti temi lasciati aperti, e una sceneggiatura un po' molle e dai toni non sempre consecutivi. Più che delicatezza, mi sembra una generale mancanza di messa a fuoco, con tanti temi che restano delineati a tratti vaghi. Ma ci sono di mezzo i bambini per protagonisti, e il risultato va incoraggiato. Bella la colonna sonora che incanta in un bel semplice finale.

7219415  @  09/11/2012 23:30:45
   8 / 10
veramente una chicca

ValeGo  @  09/11/2012 22:58:59
   8 / 10
Mi è piaciuto moltissimo. La piccola Alice è adorabile e tutto il film è piacevole e interessante dall'inizio (c'è subito un colpo di scena) alla fine (davvero commovente). Secondo me dovrebbe avere una media voto più alta!

Crimson  @  05/11/2012 00:50:22
   7½ / 10
Spoiler presenti.

Un'insegnante si è uccisa in un'aula. Ha scelto il luogo di lavoro per attuare il proprio gesto.
La domanda dovrebbe essere volta ad affrontare l'evento nella prospettiva futura, non soffermarsi con autolesionismo sulle motivazioni sottostanti.
La mancanza di risposte genera rabbia, ma dovrebbe appartenere ad una dimensione individuale.
C'è la necessità di distinguere la natura della domanda che ci poniamo in concomitanza di eventi tragici.
Il bivio si manifesta a questo punto. Il sistema scolastico che dovrebbe tutelare i propri studenti, innanzitutto, nel caso specifico non riflette, agisce d'impulso. Segue un protocollo, ossia una forma convenzionale, generica, volgare.
Suicidio, morte, evento traumatico, una psicologa che spiega come affrontare l'appiattimento della sostanza, come se certe parole non avessero un peso e potessero essere equiparate così superficialmente. Fosse così semplice. La morte non è un protocollo. E' assolutamente lecito affrontarla a viso aperto, senza tabù. Quest'ultimo nasce dalla chiusura degli occhi interiori da cui sgorga il contributo di chi appartiene al meccanismo e può determinarne l'andamento. La preside è un ruolo ambivalente e rappresenta la schizofrenia di un sistema, fragile e sempre teso tra rigida forma e versatilità del dibattito.
Il film riesce dunque a scardinare una prassi ottusa, e restituisce dignità alla figura dell'educatore, sfiduciato e svalutato da illogicità pregiudizievoli e incancrenite.
La chiave è un paradosso, una provocazione: intuiamo che Bachir Lazhar non sia un vero insegnante, anzi è palese, ma solo nel finale viene fatta completa luce sul suo passato e sul suo ruolo fino ad allora svolto. Ciò non implica affatto che ciascuno dotato di un minimo di buon senso e di umanità, o semplicemente appartenente ad un contesto culturale differente, possa ricoprire un ruolo così delicato e competente; bensì che di fronte all'eccesso di sicurezza del senso comune che l'organo scolastico adopera per affrontare le più svariate situazioni critiche, il "perché no" dovrebbe essere sempre preso in considerazione. La voce fuori dal coro, l'azzardo mai o mal contemplato.
La ricerca delle cause di un suicidio può divenire logorante. L'elaborazione del lutto non passa attraverso un dispiegamento di energie tali da non ridefinire un presente, cronicizzando il passato. Il suicidio dell'insegnante ad un certo punto deve essere accettato – rimozione dei sensi di colpa privi di alcun fondamento. Solo quando avvilisce il non-senso dei propri turbamenti autoreferenziali e posticci, l'adulto riesce a trasmettere una nuova prospettiva al ragazzo.
Ripristinazione della trasmissione educativa. Lo scambio ora ha corso d'opera, fluisce in un gergo di intesa.
Delicato e commovente, a tratti d'effetto come nel suo magnifico conchiudersi ma elegante e incisivo nella variazione di tema verso ciò che concretamente conta per elaborare un lutto.
A più riprese nel film è posta la domanda, lì, esattamente nella piega tra ciò che è lecito e ciò che non è lecito nell'educazione.
Resta impressa la sequenza iniziale: la camera, l'occhio dello spettatore, che prova il medesimo orrore del ragazzino.

Ch.Chaplin  @  28/10/2012 13:35:18
   7½ / 10
premio il coraggio di aver fatto un film così difficile. vi sono alcuni punti tuttavia in cui sembra che troppi elementi siano lasciati a se stessi senza uno sviluppo alcuno. è un film che tratta un tema complesso come l'elaborazione del lutto su due fronti, quello degli adulti e quello infantile, nei quali c'è l'aggravante "visiva" del suciidio.. putroppo, oltre all'evoluzione dei rapporti educativi (ben messi in luce) non riesce mai ad esser "forte" quando c'è bisogno di colpire.. in ogni caso è una pellicola molto interessante e ne vale decisamente una visione

barone_rosso  @  13/10/2012 22:03:12
   6 / 10
Non c'è niente di veramente negativo in questo film, sono è un po' "sciatto". Gli alunni della scuola sono sempre lasciati sullo sfondo, tutto è incentrato sul personggio di Bachir, che obiettivamente non ha molto da raccontare, se non negli ultimi minuti...

forzalube  @  03/10/2012 05:38:24
   7½ / 10
Buon film sul tema dell'elaborazione del lutto. L'opera di Falardeau ha il suo punto di forza in una valida sceneggiatura che evita luoghi comuni e dà credibilità ai vari personaggi in scena. Bravi anche gli attori e buona colonna sonora. Da vedere.

alessandrino  @  27/09/2012 22:52:38
   8½ / 10
uno spaccato della scuola problematico fa cui ne escono uccisi i genitori ....non è facile gestire un suicidio con pochi giorni di assistenza psicologicam se poi c'è un Preside ottuso...poveri! vi parlo per esperienza personale, due ragazzi e un docente.....per smaltire non basterà l'intera mia vita

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Manticora  @  24/09/2012 15:22:57
   8 / 10
Spesso i piccoli film sono i migliori, in questo caso diventano anche grandi e con merito. M. Lazhar è un omaggio alla scuola: agli insegnanti, agli alunni, ma soprattutto al modo di insegnare. Se il simpatico Lazhar suo malgrado sarà il grimaldello che avvierà il processo di elaborazione del lutto dei bambini tutto ciò non sarà dovuto solo al caso, ma al fatto che quasi inconsciamente

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Detto ciò dovrà far fronte anche a ostilità e velato razzismo, ma alla fine l'abbraccio con la sua alunna preferita sarà il miglior viatico per il suo futuro, e questo è quanto. Interpreti splendidi, di cui i bambini quasi tutti agli esordi, Montreal sotto la neve e una lieve musica a corollare il tutto.
"Crisalide."

Kitiara31  @  23/09/2012 18:57:53
   7 / 10
Mi aspettavo qualcosa di più dai commenti, ma comunque è un buon film. Talvolta perde di intensità, diventa quasi "passivo" , scivola via inserendo degli spunti e non sviluppandoli, anche se poi il finale mi ha convinto.

Clint Eastwood  @  23/09/2012 13:07:48
   7 / 10
Sebbene incompleto MONSIEUR LAZHAR è un film molto valido (vedi il pianosequenza iniziale), giocato bene soprattutto dai giovanissimi attori che gestiscono in maniera impressionante una determinata emozione con una spontaneità incredibile. Sicuramente da vedere.

Hypo  @  23/09/2012 11:56:34
   6 / 10
"Monsieur Lazhar" tratta uno delle tematiche più scottanti e difficili da spiegare ad un bambino. Ovvero quando arriva il momento di spiegar loro (che poi cosa vuoi spiegare quando nemmeno si sa cosa succede) che esiste la morte. La pellicola è "fine" e molto delicata nel definire tutto questo (in pratica l'unica scena realmente forte la vediamo nei primi secondi, nel resto del film il regista opta per uno stile molto più soft), segue pari passo la "correttezza" e cortesia di un ambiente scolastico che cerca di fare da "scudo" ad una situazione psicologica pericolosa.

Il film è carino, si lascia guardare con un sorriso ma di certo non spicca per momenti particolarmente memorabili (non pervenuti per quanto mi riguarda). La colonna sonora è di classe e colpisce soprattutto durante un finale tutto sommato carino e ben fatto (siamo in uno di quei casi dove la musica contribuisce nel tenere a galla il racconto).
Alla fine più che la storia in sé mi ha colpito il fascino di una pellicola spontanea e semplice e quello di una regia fluida e ravvicinata.

2 risposte al commento
Ultima risposta 28/09/2012 01.53.27
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marimito  @  12/09/2012 22:41:47
   7 / 10
Uno spaccato reale del dramma dell'immigrazione.. della difficoltà dell'integrazione, delle differenze culturali che possono diventare ricchezza, della sostanza dell'insegnamento che è trasmissione di passione prima di contenuti. Un film semplice in cui la scarna scena fa da giusto sfondo ad un messaggio semplice del suo autore: i bambini prima che educati vanno compresi e trattati da bambini

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohà  @  12/09/2012 21:59:56
   8 / 10
Un'insegnante si suicida e, con ottimo gusto, decide di impiccarsi in una delle aule scolastiche frequentate da bambini tra i 10 e 12 anni.
Manca quindi un insegnante che porti avanti le lezioni. Ed ecco Lazhar, algerino che chiede di sostituirla. La scuola è in Canada.
La maggioranza dei ragazzi è molto shockkata dall'accaduto.

La pellicola scorre fluida e ricolma di mille sfaccettature: rabbia repressa, delicatezza, violenza. Incomprensioni e grandi comprensioni.

Il finale è perfetto. Questo non significa certamente che possa essere quello desiderato. Tra mille problemi personali e di scuola Lazhar si trova a confrontarsi con la morte, ragazzini e vicende personali.
La rigidezza delle istituzioni lo coinvolge, ma non lo sottomettono. Porterà la sua personale esperienza a favore dei ragazzi, che bevono assetati le sue parole.
Magnifico il proprio 'tema' finale che l'insegnante sottopone ai bambini per la correzione, metaforico e malinconico, perfettamente interpretato da tutti i ragazzi.
La sensibilità dell'insegnante è grande e grande è anche l'umiltà.

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gianni1969  @  10/09/2012 13:03:53
   9 / 10
molto coinvolgente e toccante,una gran bella sorpresa

TheLegend  @  08/09/2012 17:24:22
   6 / 10
Concordo pienamente con Strange River.
Non mi sento di esaltarlo più di tanto per gli stessi motivi.
Le sensazioni che mi ha regalato non mi sono sembrate viscerali ma troppo artefatte.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  03/09/2012 15:27:59
   6½ / 10
Estremamente valide le considerazioni espresse dagli utenti precedenti, è una pellicola che vuol fare della delicatezza il suo tratto distintivo, in alcuni momenti è commovente e poi vuole dire una cosa bella e cioè che non bisogna aver paura di parlare della morte ai bambini e, forse ancora di più, che non bisogna avere paura di ascoltarli fino in fondo buttando a mare, se serve, quelle regole burocratiche che sacrificano l'umanità nei rapporti anche tra un insegnante e un allievo.
Le buone intenzioni ci sono tutte, io le riconosco, e perciò dovrete perdonarmi se non condivido l'unanime esaltazione fatta dalla critica e se invece ho trovato tutto troppo perfettino, troppo pulito e lucidato, a iniziare dai bambini che paiono tutti baciati in fronte da una maturità francamente irrealistica.
L'assenza di sbavature, di incertezze, stavolta m'ha fatto pensare ad un'assenza di spontaneità un po' nociva in un film ovviamente piacevole da seguire, ma costruito in funzione del messaggio che voleva consegnare, la qual cosa ne fa, a mio parere, un'edificante parabola.

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Ultima risposta 02/10/2012 13.40.58
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Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  03/09/2012 03:18:07
   8 / 10
Apologo dolce, amaro, triste ma leggero sul mestiere di vivere, sul mestiere di crescere, sul dovere di istruire ed educare sia nella forma sia nella sostanza.
è la ricchezza di un verso di Honorè de Balzac o la metafora di una fiaba di Jean de La Fontaine o la speranza racchiusa nel sorriso di un bambino e la forza di un abbraccio.
Strutturalmente semplice, lineare, scevro di orpelli e di qualsiasi retorica, è un film candido e lieve come un fiocco di neve.

kerkyra  @  02/09/2012 11:12:00
   5 / 10
Avevo letto critiche molto positive e quindi la delusione è stata proporzionata... E' un filmetto senza infamia e senza lode, noioso e decisamente "già visto"...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  06/07/2012 16:09:48
   7½ / 10
La storia è molto interessante perchè porta alla luce una evidente contraddizione tra il mondo dell'infanzia e la morte. Si è portati istintivamente a tenere separate le due questioni, con una certa ipocrisia di fondo, nel preservare un mondo separato dall'altro. Questa noncuranza nel non affrontare un problema come l'elaborazione collettiva di un lutto, non affrontare la questione o fare finta di farlo è il tentativo di creare un'oasi di finta felicità che serve soltanto mettere in un angolo il problema come se non fosse successo niente. Lo straniero, una cultura diversa e non allineata serve in questo caso a scardinare regole scritte e non.
Una tematica molto forte e coraggiosa, affrontata tuttavia con estrema delicatezza e sincerità, senza inutile retorica.

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Ultima risposta 27/09/2012 22.59.55
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