suspiria (2018) regia di Luca Guadagnino USA, Italia 2018
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suspiria (2018)

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locandina del film SUSPIRIA (2018)

Titolo Originale: SUSPIRIA (2018)

RegiaLuca Guadagnino

InterpretiDakota Johnson, Tilda Swinton, Chloë Grace Moretz, Mia Goth, Jessica Harper, Sylvie Testud, Angela Winkler, Malgorzata Bela, Ingrid Caven, Lutz Ebersdorf

Durata: h 2.32
NazionalitàUSA, Italia 2018
Generehorror
Al cinema nel Gennaio 2019

•  Altri film di Luca Guadagnino

Trama del film Suspiria (2018)

Nel 1977 la ballerina americana Susie Bannion si trasferisce a Berlino per far parte della facoltosa Markos Tanz Company. Susie si perfeziona sotto la guida di Madame Blanc e stringe amicizia con Sara, con la quale condivide sospetti sulla direttrice e sull'intero istituto, dopo una serie di efferati omicidi.

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Voto Visitatori:   5,76 / 10 (63 voti)5,76Grafico
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Voti e commenti su Suspiria (2018), 63 opinioni inserite

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Scuderia2  @  22/04/2020 08:50:19
   8 / 10
Audizione: rapido movimento di macchina e primo passo di danza che fende
l'aria e si intuisce che il danzare sarà predominante nel creare tensione.
Cosa che si conferma alla prima prova in classe, con un montaggio incrociato tra coreagrafia performante e ortopedia allo specchio di rara e sconvolgente bellezza.
E, da quel momento, ogniqualvolta vedrai e sentirai Susie pestare i piedi su quel parquet e sibilare e sospirare, avrai sempre timore che possa succedere qualcosa di malato.
E anche se non succede, è il lasciartelo temere la magia.
Questo film segna il secondo appello nel corso di educazione artistica chiamato Suspiria.
Dopo le lezioni di colore di Argento, le proiezioni geometriche di Guadagnino: un'architettonica di pavimenti e pattern, di superfici e spazio.
Niente più colori pop, solo tinte fredde e un po' di rosso nei capelli, nelle corde e alla fine (tanto, alla fine).
Guadagnino usa la macchina da presa come un goniometro e disegna un progetto che ti strega.
Per me è si.

Manticora  @  13/04/2020 10:51:02
   7 / 10
Luca Guadagnino è sicuramente un regista capace, nella messa in scena e nella scelta e direzione degli attori un pò meno forse nella costruzione delle storie che filma, non sempre è evidente ma qui invece a tratti è lampante. Il non-remake di Suspiria è subito balzato all'attenzione della critica, mentre il pubblico non lo ha particolarmente amato, anzi praticamente lo ha ignorato. Con questo non voglio dire che è un brutto film ma che probabilmente Guadagnino non ha saputo centrare le tematiche che sono presenti nella pellicola, molta carne al fuoco ma con una resa narrativa che a voler essere buoni a tratti lascia un pò perplessi. Chiariamo un punto, il film originale di Argento è fortemente sopravvalutato, l'ho visto diverse volte e non è che mi abbia colpito più di tanto, l'idea delle streghe nella scuola era interessante, ma alla fine la fissazione per la morte seriale prevale sulla narrativa di Argento, creando una pellicola che non spaventa ma soprattutto racconta quasi la stessa storia dei suoi film passati e successivi, la morte è femmina.
Qui Guadagnino parte da una trama che coinvolge, anche se sullo sfondo la realtà della Germania degli anni 70, con il terrorismo e la banda Bander Mainof che occupano le cronache. Seguendo poi Patricia, una ragazza della scuola di danza che ha scoperto che le donne che gestiscono la scuola non sono altro che una comunità di streghe che cercano giovani ragazze, per poi sacrificarle SEMBRA alle madri.
Dico sembra perchè per ben due ore Guadagnino fà avanti e indietro dalla scuola, fuori dalla scuola, seguendo poi il dottore Kemperer, frammenti di passato, il presente, la cronaca anche se tutto poi avviene all'interno della scuola di danza.
Passiamo alle note positive, senza ombra di dubbio Tilda Swinton mantiene per quasi tutta la durata della storia (due ore e mezza) la suspence e la tensione oltre che all'ambiguità sulle sue esperte spalle. Facendosi letteralmente in tre, così da occupare quasi ogni scena. Anche Dakota Johnson esplosa con cinquanta sfumature di ***** dimostra che non è soltanto una cometa effimera, la ragazza, nei panni di Susie interpreta un personaggio a tratti indifeso, a tratti conturbante, sessualmente ambiguo ma pregno di un magnetismo che cattura l'attenzione degli altri. Ma soprattutto

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I sei atti con epilogo portano la storia in una direzione sicuramente inedita, la danza come mezzo per invocare le madri ma soprattutto sembra NUTRIRLE CON L'ENERGIA DELLE PRESCELTE è anche questo qualcosa di inedito . Il sabba finale è un orgia di danza, follia e sangue, ma aimè si regge su di un equilibrio precario

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Insomma una conclusione comunque interessante, neanche tanto scontata per la verità, il problema è nella durata del film (due ore e mezza) e il fatto che alcune situazioni potevano essere raccontate meglio. Rimane comunque un film godibile, che fa della danza e della messa in scena i suoi punti di forza, oltre ad ovviamente le interpretazioni della Swinton e della Johnson.

Thorondir  @  01/03/2020 15:09:06
   8 / 10
Nel riprendere (e citare) il film di Argento, Guadagnino svicola dal semplice remake per creare un film estremamente personale. E questo è un bene e segnala una buona dose di coraggio. Il connubio che si crea a livello soprattutto visivo e registico è a tratti straordinario, con scelte di fotografie e registiche che sfociano in sequenze di potenza assoluta (come quella a montaggio alternato del ballo di Susy e della distruzione fisica dell'altra ballerina). Questa storia di "stregoneria" si intreccia a risvolti politici e storici e finisce per raccontarci, attraverso simbolismi intrecciati, citazioni e una sceneggiatura che viva al criptico, una sorta di fallimento femminile, che secondo me velatamente distrugge un po' il mito della donna invincibile. Ma il film è aperto a molteplici interpretazioni e al di là del messaggio complessivo il film è immergersi in un caleidoscopio di suoni, colori, sensazioni che non ho problemi a definire Cinema con la c maiuscola.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  19/02/2020 09:22:29
   6 / 10
Nessun remake, più una rielaborazione in chiave intellettuale del capolavoro Argentiano. Guadagnino prende importanti distanze dal materiale originario: offre esercizi di stile e virtuosismi a iosa, conferma le sue straordinarie capacità dietro la mdp ma perde di vista il senso di fiaba nera e crudele che ammantava l' originale.
L' approccio più realistico con riferimenti sociali, politici e storici non giova affatto, si perde la chiave di lettura orrorifica e le poche sequenze inquietanti vengono diluite in un incedere troppo incline a deviazioni narrative francamente poco utili. Anche la figura delle streghe viene quasi prosciugata dalla sua carica esoterica, lasciando spazio a qualcosa di più concreto e quindi meno misterioso ed inquietante.
Il cast dimenticabile ma ben diretto ha in Tilda Swinton la sua punta di diamante, mentre risulta ottimo l'uso del colore come lo studio delle scenografie tra cui spiccano quelle dell' abbandonato hotel varesino del "Campo dei fiori". Alcune sequenze convincono senza dubbio (ottima la scena del sabba), come alcune idee (in primis l' idea di legare indissolubilmente la danza ai rituali), manca però quell'aura inquieta e quell'alone tenebroso che hanno permesso a "Suspiria" del Darione nazionale di assurgere a pietra miliare dell' horror.
Quindi tanta forma ma poca sostanza, potrebbe piacere a chi apprezza certo cinema d' autore a patto di non conoscere o ricordare male l'originale.

antoeboli  @  28/09/2019 00:12:49
   6½ / 10
Dove da una parte si vede una produzione importante con un cast di pregio,e una tecnica lodevole e raffinata,dall altra ci sta un Guadagnino che cerca di riempire la sceneggiatura tirando fuori notizie storiche e fatti di cronaca di una germania divisa in est e ovest.
Una tecnica elegante,sfarzosa e una fotografia eccezionale fanno da contorno a quello che è piu una reintepretazione del film del mitico Darione.
Peccato solo che si tratti di un film riuscito a metà,dove negli ultimi 30 minuti il film si va a perdere facendo finire lo spettatore in una mare di situazioni assurde dove per capire qualcosa sono dovuto ricorrere al buon wikipedia.
Così come la presenza di Chloe moritz credo sia uno degli sprechi piu grandi della storia del cinema(vedi spoiler),considerando il valore dell attrice.
Di pregio invece la colonna sonora che però dista km da quella dei Goblin,perchè non ha nulla di inquietante,cosi come le sequenze davvero horror sono pochine ma ben assestate.

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jek93  @  26/08/2019 10:09:56
   7 / 10
Ottima la regia (nonostante alcune scelte discutibili), impressionante la fotografia e la scenografia, un pò meno la trama.....

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  13/05/2019 19:00:25
   6 / 10
Alcune cose interessanti, alcune cose ridicole, alcune incomprensibili..... cos'è questo film... un omaggio?, un remake?, un progetto sperimentale senza troppi esperimenti? Pare uno sforzo a fare qualcosa di diverso ma senza troppa convinzione o capacità.... ma quello che manca in questo film.... è la magia e il mistero,.... aspetti fondamentali nel capolavoro di Argento... non voglio bocciarlo... ma non è un film riuscito, a mio parere....

jason13  @  23/04/2019 23:08:04
   7 / 10
Beh...leggere voti inferiori alla sufficienza siamo al delirio totale...opera imperfetta perche' manca di quell'angoscia che aveva l'originale anche se questo non si puo' considerare un remake ma una nuova interpretazione ma, comunque, il film merita di essere visto, 2 ore e mezza scivolano via veloci a differenza di qualcuno che l'ha trovato pesante. Tilda Swinton meravigliosa e musiche ovviamente fantastiche.

Djenter  @  09/03/2019 14:30:32
   7½ / 10
Ma che film hanno visto tutti quelli che danno 4 a questo lavoro?
Forse chi si aspettava un remake fedele all'originale, o chi voleva un film horror pieno di jumpscares e mostri in cgi.
Questo è chiaramente un lavoro incredibile, con scene (quella della danza finale soprattutto) veramente mai viste.
La colonna sonora di Thom Yorke poi..neanche una nomination all'oscar, che vergogna.

76eric  @  20/01/2019 13:26:01
   7 / 10
Credo che sia uno di quei film che meriterebbe un' altra visione per cogliere tutte le sue sfumature... Suspiria 1977 rimane e rimarrà uno dei Capolavori dell' Horror e di Dario Argento, al quale rimprovero ancora il fatto di non aver continuato la saga dopo "Inferno".... Guadagnino, come tutti del resto, rimase affascinato dal bombardamento di colori e di musiche di Argento e, nell' epoca ( d' oro ) dei remake e dei film che si portano appresso titoli ingombranti, cerca di stilizzare a modo suo portandoci in una Berlino fredda, gelida, grigia, ancora sgangherata dagli effetti della Seconda Guerra e dai cosìdetti "anni di piombo"...
Questo è senz' altro uno degli aspetti positivi della pellicola, che nel suo contenitore si discosta nettamente dalle atmosfere magiche del film del 77.. Altra cosa positiva è senz' altro la congrega capeggiata da Madame Blanc... Le streghe sono persone apparentemente normali che vivono la quotidianità in modo normale. Sanno inquietare, alcune sequenze rivelano l' occulto e, su questo occorre dire che per mimica facciale, presenza scenica e versatilità, Tilda Swinton è veramente un totem... La colonna portante del film.
Ottima poi la rappresentazione artistica, i balli, le coreografie e i visetti delle giovani ragazze, che, nei dialoghi fra loro, ricordano la fragilità di quelle del film di Argento. La bella protagonista se la cava bene direi. Guadagnino discostandosi dal casto del film del 1977, accenna un pò all' eros, mette in risalto la sensualità soprattutto nelle coreografie, fino a osare un pò di più nel finale, quest' ultimo comunque misurato ed in fin dei conti che sà di già visto....
Mi sono piaciute anche le musiche di Yorke, a testimonianza del fatto che c' è una certa meticolosità dietro. Mai incisive o martellanti, ma comunque affascinanti, ed inquietanti. Uno dei motivetti più inquietanti ricorda un pò quello de " L' aldilà"... E meravigliosi il "Suspirium" ed il "Volk".
Menzione doverosa per Susy Benner, alias Jessica Harper... Tante volte quando si rivedono determinati personaggi nei film, ci si rende conto ancor di più che esiste qualcosa che non puoi fermare. Che è scrigno anche di cose belle e preziose... Passa lento ed inesorabile dicono.., ti scava..., dentro e fuori.... E, restando in tema, è più letale delle 3 Madri messe insieme o di qualsiasi altra entità sfornata dal fantastico mondo della Settima Arte...

Poi c' è il finale...., il Sabba...



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Nonostante lo spoiler però, il film in un paio, forse anche tre sequenze riesce a spaventare, almeno personalmente parlando. Spero che Guadagnino ci riprovi o che qualche altro regista italiano si cimenti ancora nei film di genere. Lo rivedrò, lo promuovo comunque e tutto sommato mi ha fatto piacere questa rivisitazione di un film epocale come Suspiria.

Come ultima cosa, ai commentatori del film e del sito, e soprattutto rimanendo in tema, consiglierei vivamente di reperire "Masks" di Andreas Marschall, pellicola VERGOGNOSAMENTE trascurata qui in Italia e che non è uscito ancora nei Cinema italiani.... Tratta molto bene il Mondo del teatro e della recitazione, come bene ha fatto Guadagnino sulla danza in questo film... Magari leggere i pochi commenti qui su filmscoop e reperirlo perchè il livello è veramente eccelso! Finalmente si vola alti....

Tornando a Suspiria 2018, la durata non è cogeniale ad un film horror, ma si fa ben seguire. Mi è piaciuto nonostante le pecche.., veramente, ma non posso gridare al Capolavoro o dare voti alti. Il regista ha tentato, osato..., bravo Guadagnino!

4 risposte al commento
Ultima risposta 22/01/2019 22.48.48
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Macs  @  19/01/2019 18:42:12
   7 / 10
Il canovaccio originale viene rispettato, ma poi usato come base di partenza per una riscrittura della sceneggiatura, un suo arricchimento e, mia personale opinione, miglioramento. Miglioramento perché Guadagnino aggiunge elementi di suggestione, sensualità, carica emotiva e persino politica, estranei all'opera argentiana. Per oltre due ore, prima del delirante finale, si assiste a (1) una costruzione d'atmosfera e (2) una ri-costruzione storica affascinantissime. Le musiche aiutano moltissimo il punto (1), Yorke fa uno splendido lavoro discostandosi completamente dal mood che generavano le note dei Goblin, ma non per questo edulcorando il trasporto emotivo generato dalla sua colonna sonora. Riguardo il punto (2), Guadagnino fa un lavoro eccellente e ho avuto per tutto il tempo la sensazione di essere davvero immerso nel 1977 tedesco, nella cupezza di quegli anni bui per la storia e per l'anima dell'uomo. (grande mano in questo data dalla fotografia desaturata). E che dire della scena "gore" finale.. al di là del colpo di scena narrativo, che in definitiva può starci, azzeccatissima è la scelta di editare certi passaggi in slow motion con la musica di Yorke, anche lei al rallentatore, che sottolinea l'ineluttabilità di quello che ci viene mostrato come un rito di passaggio primitivo, ancestrale, potentissimo.
Le attrici (visto che uomini in pratica non ce ne sono) sono bravissime, la Johnson dimagrita e sensualissima recita con una... "sfumatura" di crudeltà perfetta per tutta la durata del film, su cui certamente ha fatto un gran lavoro Guadagnino, anche in vista della preparazione del finale. La Swinton poi è la solita dea del cinema, aiutata già dal suo viso estremamente espressivo, riesce a dar vita a 3 personaggi tutti memorabili.
Il film non è privo di difetti comunque. In primis, alcuni passaggi narrativi sono un po' frettolosi, e appare chiaro che il montaggio in post-produzione ha generato tagli anche sostanziosi - peraltro inevitabili, vista la durata già dilatata della pellicola. Certe scelte di sceneggiatura non sono poi immediatamente comprensibili né comunicate correttamente, e si chiariscono solo a una seconda visione. Apprezzo quando un film fa vivere allo spettatore la seconda visione come un'occasione per cogliere particolari aggiuntivi, riferimenti ad altre opere o anche interni che alla prima visione inevitabilmente sfuggono in quanto l'attenzione dello spettatore si focalizza sui macro-passaggi. Quando però la seconda visione è indispensabile per chiarire passaggi essenziali della sceneggiatura, è indice di una certa imperfezione e nebulosità nel meccanismo narrante.
Comunque avercelo un sequel di questo film / reboot di "Inferno", che vada a materializzare una nuova "trilogia delle streghe" à-la-Guadagnino.

76mm  @  15/01/2019 10:40:51
   6½ / 10
Più che un remake lo definirei una rivisitazione o, meglio ancora, un omaggio.
I punti di contatto col film di Argento ci sono eccome, la differenza a mio avviso più rilevante è che la precisa e fin troppo dettagliata contestualizzazione storica priva il film di Guadagnino del fascino da fiaba nera fuori dal tempo che era uno dei punti di forza dell'originale.
I continui riferimenti ai fatti storici tedeschi che, a conti fatti, non hanno alcuna rilevanza ai fini della trama (se non, appunto, quella di dare una cornice storica alle vicende narrate, ma in questo caso ne bastavano anche meno…) confondono lo spettatore e appesantiscono la visione.
Al netto di questo perdonabile difetto la storia non è particolarmente confusa, come ho sentito dire, anzi direi che è abbastanza semplice e lineare, come la era quella dell'originale…rimane solo qualche interrogativo aperto sul personaggio di Mater Suspiriorum e sulle sue origini, ma forse la cosa è voluta dato che Guadagnino ha detto di avere in mente un altro progetto che parlerà appunto di questa misteriosa figura.
Sul versante puramente horror secondo me funziona bene, riuscendo a creare un'atmosfera genuinamente inquietante col merito di non ricorrere agli abusati cliché del genere (jump scares et similia).
Nulla di memorabile ma il reato di lesa maestà sinceramente non lo vedo, non essendo, fra l'altro, un fan accanito del film di Argento.

gemellino86  @  13/01/2019 10:21:46
   8 / 10
Un grande omaggio al classico horror di Argento. Ingiustamente criticato dal pubblico italiano è un film con un'ottima tensione che inquieta e angoscia tantissimo lo spettatore. La lunga durata non appesantisce la visione. Consigliatissimo.

Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  12/01/2019 00:28:40
   10 / 10
Che botta di film, ragazzi :) , mi ha steso. Magistrale, perfetto. Bravissimi tutti gli attori. Visto stasera al cinema, quando sono uscita dalla sala ero ancora dentro al film. Che colpo di genio, un horror sublime.

paride_86  @  11/01/2019 22:12:40
   9 / 10
Quest'ultimo film di Luca Guadagnino è probabilmente la sua opera più riuscita.
Il "Suspiria" di Dario Argento - un classico nel suo genere - serve solo da spunto per la creazione di una storia che è un percorso profondo e spirituale individuale e collettivo.

In un crescendo di tensione, sapientemente costruito dalla regia e magistralmente interpretato dalle attrici, il nuovo "Suspiria" coinvolge lo spettatore tenendolo costantemente in bilico tra l'orrore che viene mostrato all'interno della scuola di danza e quello della Storia, che viaggia su un binario parallelo e complementare.

Secondo la mia personale opinione, una lettura freudiana del film, il vero protagonista del racconto è il Dottor Josef Klemperer.


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Sono degni di nota anche i riferimenti al cinema di R.W. Fassbinder e i costumi che rendono le scene, specialmente quelle coreografiche e relative alle visioni, una gioia per gli occhi.
Davvero bello, ce ne fossero di film così.

InvictuSteele  @  10/01/2019 21:51:31
   8 / 10
Fanno ridere le stroncature. Questo è cinema. Il miglior horror del 2018, senza dubbio, diretto in modo magistrale. Con tante stupende idee, che vanno oltre il semplice remake. Berlino è riprodotta in modo stupefacente, la tensione è alta, l'atmosfera alienante, le coreografie ottime e una immensa Tilda che traina il film. Sinceramente c è poco da dire su un filmone del genere, magari gli horror fossero tutti di questa qualità. Un paio di scene allungate e un po' di confusione nell'epilogo sono gli unici piccoli difetti di un film stupendo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR dubitas  @  10/01/2019 09:42:33
   6½ / 10
Il film di Luca guadagnino è una rielaborazione intellettualisca dell'originale, rispetto al quale perde i connotati di fiaba nera per diventare una storia di crudo realismo, ambientata in una Berlino dilaniata da attacchi terroristici e da divisioni interne. Proprio il crudo realismo del film sottrae alla magia quella componente di mistero, che era il cavallo di battaglia dell'originale, tant'è che sembra quasi di poter dare ragione allo psicologo jungiano, una delle figure meno riuscite nel film, quando dice che potrebbe trattarsi soltanto di una associazione criminale che nel proprio delirio giustifica i propri omicidi con la magia. Se non fosse, però, che la magia c'è, seppur a livelli diversi e in una versione edulcorata, non perché manchino gli effetti speciali (la danza macabra di Olga ne è un buon esempio) ma perché essa assume una importanza tutto sommata secondaria nella inteleiatura del film, dove i temi politici si mescolano con altri in maniera poco efficace,, soprattutto nella seconda parte. I virtuosismi tecnici e gli esercizi di stile del regista non fanno che rafforzare la idea di una magia artificiale e priva di mistero, portata ad una illegittima esasperazione e rispetto alla quale troppe spiegazioni vengono affastellate. L'idea delle tre madri e di una competizione interne per il potere non sarebbero una brutta idea se non fosse che le streghe appaiono troppo immerse in una umanità vanesia, più simili, nelle loro risate isteriche, a delle deformazioni grottesche della vera strega, dove lo stesso sadismo spesso ingiustificato (gli speroni di acciaio) ne restituiscono un ritratto nel complesso poco affascinante. Nel complesso è un film ambizioso, né fallito completamente né riuscito e che al cospetto dello originale perde ogni forza.

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Ultima risposta 12/01/2019 05.23.06
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Lemmy  @  06/01/2019 16:37:52
   7 / 10
Reinterpretazione del classico horror per eccellenza, che sono andato a vedere senza aspettative altissime, ma anche con grande curiosità.
Il risultato, a mio modesto parere, è piuttosto buono direi. Fra i pregi sicuramente la fotografia, le inquadrature, il cast di buon livello. La storia la conosciamo, almeno per chi ha visto l'originale capolavoro di Argento, ma presenta divagazioni sul periodo politico dell'epoca (il 1977) in una Berlino divisa dal muro e funestata dal terrorismo. Non un horror per antonomasia, ma un film oscuro, che regala alcune scene disturbanti.
Forse, come già detto da alcuni commenti precedenti, Guadagnino mette un pò troppa carne al fuoco e questo rende il film un pò troppo articolato, motivo forse per essere rivisto con più attenzione.
Azzeccata la location, nell'affascinante Grand Hotel Campo dei Fiori.

Alex22g  @  06/01/2019 13:49:22
   10 / 10
Bellissimo film a dir poco. Mi ha soddisfatto nonostante le altissime aspettative e, adesso che lo sto metabolizzando , ne percepisco ancora di più la grandezza . Diverse sequenze le ho trovate molto ispirate in termini di regia/montaggio/messa in scena e so già che rimarranno scolpite nella mia memoria a lungo. Sicuramente non tutti lo apprezzeranno visto lo stile autoriale del regista e la durata ( che per molti risulterà proibitiva ) ma per me Guadagnino è riuscito nell'ardua impresa di realizzare la sua versione di Suspiria, molto diversa dall originale, ma sempre dannatamente affascinante...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Caio  @  05/01/2019 21:01:24
   7 / 10
Dunque: se avete già visto il film, se vi interessa la mia opinione ma soprattutto se non siete rimasti traumatizzati dagli spasmi orgasmici di Dakota Johnsson, mettetevi comodi perché qui la questione é complicata, tanto da costringermi a suddividere la riflessione in due atti e un epilogo.

Atto Primo: mi dimentico di Dario Argento e taglio in quattro fette una pera 🍐

Se mi dimentico di Dario Argento il film di Guadagnino é un'affascinante e sinistra ballata che rinvigorisce il cinema horror, da anni ingabbiato in virtuosismi tecnici, sequel e prequel progettati a batteria dagli uomini del marketing, e che non fanno altro che scalfire la superficie delle nostre paure. Come tutti i piú grandi horror, Suspiria di Guadagnino va a scavare nei meandri dell'inconscio, aprendo le porte in cui nascondiamo i dolori e gli istinti primordiali che ci muovono, sia come individui che come collettività. Il film é una fiaba nera suddivisa in "atti", e proprio come un balletto o un'opera lirica ogni atto ha un suo arco narrativo che conduce verso lo svelamento di verità occultate da quella "triade" composta da corpo, erotismo e spiritualità, i fondamenti dell'esoterismo. Esoterismo, termine moderno di origine francese (non a caso) che per definizione indica la presunta capacità di accedere al nucleo intimo e unitario di una verità, andando oltre le apparenze esteriori. Guadagnino riesce a disegnare sottili parallelismi tra l'esoterismo nella sua accezione piú folkloristica (la magia) e l'esoterismo del Terzo Reich o del Terorismo durante gli anni della Guerra Fredda e del Muro di Berlino, rendendo cosí la scuola di danza un fulcro determinante della Storia, luogo dove prendono forma ideologie e forme di ribellione che germogliano nelle sue segrete, tramandandosi la verità attraverso un rito di iniziazione assoluto. Ed é proprio di un rito esoterico che é vittima Susi, almeno fin quando non prende consapevolezza del suo straordinario potere. Dimenticandosi di Dario Argento il film di Guadagnino merita sicuramente attenzione, prestandosi a molteplici livelli di lettura tanto quanto lo fu all'epoca Shining di Kubrick.

Atto Secondo: mi ricordo di Dario Argento e prendo in prestito qualcosa, tipo una banana 🍌

Tutto quello di cui abbiamo appena parlato é naturalmente frutto del sottile ingegno di Dario Argento. Anche se Guadagnino compone una splendida e personalissima rilettura del film di Argento, rimane il fatto che questo stretto legame tra Arte, sofferenza e verità occulte é il cuore nero di Suspiria, sussurrato nel primo film attraverso degli artifizi stilistici che rendevano la pellicola particolarmente onirica. I diversi livelli di consapevolezza di Susi erano riflessi nei colori degli specchi, e l'erotismo attraverso cui la verità prendeva possesso di lei solamente accennati dalla dolce estasi della danza. Se confrontiamo il film di Guadagnino con l'originale, ecco che l'incantesimo di Dario Argento si spezza, il Mistero lascia il posto alle spiegazioni razionali e gli spasmi orgasmici di Dakota Johnsson sembrano gli echi soffusi di 50 sfumature di grigio.

Epilogo: restituisco qualcosa, mangio una banana e mi riprendo quello che avevo (grazie ma non ci serve niente)

In sintesi, personalmente sono rimasto rapito dalla seducente interpretazione di Guadagnino, ma non posso fare a meno anche in questo caso di provare uno spiacevole senso di "contraffazione" di un'opera originale. Seppur con una importante rilettura e la volontà di trovare una propria strada stilistica, rimango dell'idea che alcuni Capolavori del Cinema siano come delicati cristalli che andrebbero maneggiati con cura, restaurati per lo piú. Il peccato che si commette é quello di lasciare ai posteri dei "doppioni", un po' come le opere di un falsario che tentano di riprodurre l'originale. Evidentemente Guadagnino non é riuscito a resistere al fascino delle Tre Madri, e di questa ipnotica fiaba nera. Questo posso comprenderlo.

P.S: la locandina continua a farmi schifo anche dopo aver visto il film.

Vlad Utosh  @  05/01/2019 15:05:06
   9 / 10
Guadagnino con questo film fa centro, e non era semplice. Amplia il contesto storico e aggiunge spunti di riflessione, arricchisce la pellicola di mistero e simbolismo arcano, il tutto immerso in un'atmosfera fredda e cupa perfetta in ambito stregonesco.
Tutto il cast è in palla e Tilda Swinton è sublime nei suoi molteplici ruoli. La colonna sonora,meno martellante del Suspiria di Argento,è molto inquietante e si sposa benissimo con ciò che ci viene mostrato.
Almeno un paio di scene colpiscono nel segno

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Film che necessita di più visioni per essere apprezzato appieno.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/01/2019 14.01.06
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JOKER1926  @  04/01/2019 16:19:19
   7 / 10
L'ultimo prodotto di Luca Guadagnino parte da una prerogativa poco trascurabile, il titolo dell'ultima fatica del regista italiano, non passa inosservato: "Suspiria".
Cosa è un remake?
Difficile etichettare quello di Guadagnino come mero remake del film di Dario Argento, a nostro avviso, si tratta di una sorta di rivisitazione/interpretazione personale , vicina e lontana, al medesimo tempo, dal capolavoro terminale di Argento.
"Suspiria" del 2018 resta però, in buona parte, anche un omaggio al regista del thriller italiano, notiamo Jessica Harper nuovamente protagonista, invece la data in cui si svolge il film, è quella dell'uscita del vero "Suspiria". Sono richiami molto curiosi e apprezzabili.

L'analisi sul nuovo "Suspiria"

Luca Guadagnino con questa audace produzione si serve di una qualità registica non indifferente, dalla maestria con la camera, alla creazione degli spazi e dell'atmosfere, risulta essere un regista di ottima levatura. La nuova versione di "Suspiria", d'altro canto , ha un bisogno fisiologico di avere una scena fastosa e chimerica, questo è il primo step, Guadagnino non floppa in alcun punto.
La Berlino post guerra mondiale rende giustizia, si respira un'atmosfera cupa e decaduta, vengono in mente alcune produzioni di Zulawski . I colori si legano ad una fotografia di livello assoluto. Sorprende poi il cast adoperato. Sorprese in senso positivo e negativo. La protagonista principale, Johnson Dakota, sembra esser travolta da un ruolo troppo pesante; prova non formidabile quindi. In auge, invece, Tilda Swinton , questa attrice presta il suo volto ad una performance sottile, superba ed elegante. Quella della Swinton resta un grande esempio di recitazione, nella fattispecie, aiuta anche la sceneggiatura che la mette in un ruolo enigmatico e di grande sofferenza. Swinton è la migliore .
Appurata la maestria tecnica, "Suspiria" deve superare il banco di prova più difficile. La storia e la sceneggiatura cosa hanno in serbo?
La storia rispetto all'originale del 1977 è sicuramente più aperta, ma non è un pregio.
Luca Guadagnino infatti si perde spesso e volentieri in giri troppo larghi e forse inopportuni; nascono dinamiche impasticciate , specie nel finale, inopportune e poco fruibili. La storia cerca, con un successo risicato, di creare un network fra più protagonisti, alle volte il gioco funziona, in altre occasioni cade mestamente l'intento.
La sceneggiatura (deve quasi tutto a Dario Argento) presenta scene di ottimo lavoro e cerca di presentare , con l'aiuto coreografico e di ambiente, situazioni particolari, tutto godibile ma nulla di indimenticabile.
"Suspiria" del 2018 si destreggia sui binari di un misticismo e di un gioco psicologico discreto che esplode in una delle sequenze finali. Per il resto la pellicola cerca di incrementare pathos e orrore attraverso sogni e poco altro. Quello di Guadagnino non è un horror alla Dario Argento, è giusto specificarlo sempre.

Le fonti e gli spunti adoperati qui sono quelli del Cinema un po' di Lars Von Trier , Pasolini e Zulawski .

Pro versus contro

La fatica di Guadagnino a conti fatti merita la visione, come detto è una interpretazione gradevole, ma rischia a più riprese di schiantarsi sul muro del Cinema d'autore; troppe idee alle volte creano interdizione all'espressione.
I contro di "Suspiria" del 2018 sono legati quasi esclusivamente ad alcune scelte della narrazione che per giunta implica anche una assurda durata del prodotto . La narrazione è il vero neo insormontabile. Troppe ripetizioni, troppa confusione. Il finale perde la sua forza iconica e si trasforma in un carnevale convulso. Gli episodi, con Lutz Ebersdorf, creano dei punti di non ritorno quasi imperdonabili.

Guadagnino gioca un dignitoso tris contro il full di Argento.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/01/2019 03:23:27
   8 / 10
Partitura incompiuta alla maniera di Cechov... Qualcuno dovrebbe semmai chiedersi come mai Guadagnino riesca a preservare una sua identità citando tante fonti -Anorofsky, Zulawsky, Ken Russell, Fellini, Fulci, etc. Secondo me "Suspiria" è un film esemplare, e lo resta per tutte le coreografie negli specchi.... E' un film che specialmente all'inizio racconta la Realtà (la banda Baider-Meinhof) filtrata in un immaginario i. Una dimensione paranormale che avvince è affascina.... Un film avvolto in un'oscurita' che turba è coinvolge. Qualche pecca nel manierismo, specialmente nella sequenza ultra-Camp della Tregenda, ma si può perdonare. Alla fine si resta rapiti da un regista italiano dal respiro internazionale che merita certamente i favori che ha ricevuto finora ovunque. Il film non è per tutti, è non ammicca al tradizionale pubblico di horror, una ragione per restarne delusi. Ma custodisce alla basse una ricerca estetica (visiva ma diversamente da quella del capolavoro di Argento) magari pretenziosa ma di grande rigore morale e artistico, al di là delle volute dissacrazioni

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Ultima risposta 13/01/2019 01.57.04
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VincVega  @  03/01/2019 15:48:11
   8 / 10
Guadagnino dimostra di essere capace di osare, perchè "Suspiria" non è assolutamente un remake, ma il regista ha preso solo lo spunto iniziale dal film di Dario Argento, cambiando ovviamente direzione dato che un rifacimento fedele non avrebbe avuto senso. Personalmente non sono un fan accanito dell'originale del 1977, lo ritengo un buon film ma non un capolavoro ("Profondo Rosso" quello si, ma è un'altra storia). Guadagnino realizza un film molto più complesso del suo predecessore, toccando vari temi, tra cui la politica, il terrorismo e la seconda guerra mondiale. Ed è proprio per questo che è una pellicola da rivedere più volte per capirne le sua molteplici sfumature e i diversi passaggi, oltre ad inquietare non poco in alcune sequenze.
Uno dei pochi remake che superano l'originale, parere personale. I puristi dell'originale di Argento non apprezzeranno.

jiko  @  01/01/2019 14:28:08
   8 / 10
Non è un film per tutti, va detto subito. Soprattutto non è un film horror, per lo meno nel senso tradizionale del termine, ma è a metà strada tra cinema d'autore e horror. Qualcuno può rimanerne infastidito e infatti già dopo la prima mezz'ora alcuni mostravano segni di insofferenza e sono usciti dalla sala. Sicuramente è un film che richiede impegno durante le due ore e mezza di visione, dove conta di più la potenza visiva delle immagini rispetto al linguaggio e alle parole, molte domande rimangono senza risposta, ma tant'è. Le scene disturbanti ci sono, e sono tante, Guadagnino ha il merito di aver creato un film dove la tensione si respira dall'inizio alla fine, in un crescendo continuo, ma chi si aspetta di vedere un remake dell'originale probabilmente rimarrà deluso o fortemente spiazzato. Tilda Swinton da Oscar, recitazione sublime.

The BluBus  @  01/01/2019 12:47:57
   8½ / 10
Quello che dovrebbe essere un remake. Una completa e diversa interpretazione del tema. Premesso che adoro il Suspiria originale, Guadagnino riesce conservando solo alcuni elementi a dare vita ad un eccellente horror con caratteristiche completamente diverse. Regia e fotografia al top, stupende le scene legate alla danza. Da vedere al cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  16/12/2018 22:06:29
   8 / 10
Non c'è nulla da paragonare col film di Dario Argento, sono due film completamente diversi. In comune hanno soltanto il titolo.

Quello che ha diretto Guadagnino è un film disturbante, visionario e artistico, attento ad ogni dettaglio scegliendo tra l'altro attori che si adattano alla perfezione e collaboratori che qualsiasi produttore invidierebbe, ad esempio Thom Yorke, che ha scritto delle musiche meravigliose a mio avviso.

Mi sono piaciute tantissime scene, le mie preferite sono quelle dei sogni, altre immagini fanno inevitabilmente togliere lo sguardo da quanto disturbano.

La lunghezza tra l'altro non si fa sentire. Avrei però sfruttato meglio la tematica della danza, aggiungendo più balli.

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Ultima risposta 14/01/2019 19.40.15
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Vegetable man  @  10/12/2018 10:34:01
   8 / 10
Sono sostanzialmente d'accordo con la descrizione fatta dal precedente commento, ma il mio voto è decisamente superiore. Guadagnino confeziona un'opera che è a tutti gli effetti un film diverso da quello del 1977, solo basato su un soggetto simile. La messa in scena è estremamente audace, rischiosa, ma d'impatto. Il delirio visivo del Suspiria originale si spoglia delle sue ingenuità per entrare nel XXIesimo secolo.

È passato in sordina, verrà riscoperto.

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Ultima risposta 10/12/2018 17.46.42
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  11/09/2018 17:27:43
   6½ / 10
A Venezia c'erano i fucili spianati verso il film di Guadagnino. Va dato atto dell'estremo coraggio al regista presentare in concorso al festival un film del genere, perchè Suspiria per tutti i cinefili e non è come la mucca per gli indù. Sacra ed intoccabile. Non mi sento di definirlo remake, tantomeno un reboot. Più appropriato definirlo un espansione del film argentiano. In senso letterale per la sua durata innanizitutto, ma contestualizzato in maniera precisa all'epoca in cui si svolgono i fatti. Dal film di Argento toglie il carattere fiabesco, di una scuola a sè stante immersa nel bosco, mentre nel Suspiria di Guadagnino c'è la Berlino degli settanta, città divisa in due con quel muro opprimente che attraversa un'intera città ed in questo il Possession di Zulawski è un riferimento ulteriore oltre all'originale. Sono precisi i riferimenti storici con il terrorismo della Bader-Meinhof, i dirottamenti aerei e rapimenti del presidente della Confindustria tedesca. I colori intensissimi di Argento, nel film di Guadagnino sono molto più spenti e coerenti con il grigiore della città.
Del film di Argento prende soltanto qualche elemnto di base, ma la storia ha talmente tante varianti da essere vittima di un eccesso di riferimenti. Tanto basico era Argento, tanto sovraccarico è Guadagnino ed in qualche momento il film perde le briglie di così tanti elementi e tematiche messe sul tavolo. E' anche la descrizione di un mondo totalmente al femminile, dove le streghe presentano più sfaccettature, laddove nel film di Argento erano il Male puro, Guadagnino espande i caratteri del corpo insegnante, attraverso una lotta per la successione tra madame Blanc ed Elena Marcos (quest'ultima una delle debolezze più evidenti del film). Una lotta intestina dove la figura di Susie Bannon rappresenta l'ago della bilancia grazie al possesso di un talento per la danza fuori dal comune. Non mancano scene forti in questo film (la prima danza, il sabba), ma l'elemento horror è alquanto latitante e spento, probabilmento per volontà dello stesso regista per marcare la diversità del suo lavoro al film di Argento, che comunque ha ribadito in conferenza stampa di ammirare in maniera assoluta, tanto da riuscire a regalare un momento di sincera commozione quando sullo schermo appare il fisico minuto di Jessica Harper.
Sarà una mia fissazione personale ma la Johnson non mi ha convinto per niente. Troppo incolore come attrice per un ruolo del genere. In conclusione un film tuttaltro che perfetto, ma decisamente ambizioso che in qualche modo ha superato tutto lo scetticismo della vigilia al Lido prima della proiezione in maniera lusinghiera tanto nella critica quanto nel pubblico.

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