the green inferno regia di Eli Roth Usa 2013
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the green inferno (2013)

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locandina del film THE GREEN INFERNO

Titolo Originale: THE GREEN INFERNO

RegiaEli Roth

InterpretiLorenza Izzo, Ariel Levy, Sky Ferreira, Nicolas MartÝnez, Kirby Bliss Blanton , Aaron Burns, Magda Apanowicz, MatÝas Lˇpez

Durata: h 1.40
NazionalitàUsa 2013
Generehorror
Al cinema nel Settembre 2015

•  Altri film di Eli Roth

Trama del film The green inferno

Justine, giovane studentessa di un college dĺÚlite di New York e figlia di un funzionario delle Nazioni Unite, convinta dal dal discorso di Alejandro, studente carismatico e pericolosamente affascinante, decide di entrare a far parte di un gruppo di attivisti che hanno in progetto di andare nella foresta amazzonica e incatenarsi a degli alberi che stanno per essere abbattuti. Il loro scopo e filmare il tutto e grazie a Social Network mostrare a tutti la distruzione perpetrata dall'uomo. Il progetto ha successo, e felici i ragazzi si apprestano a tornare a casa. Ma durante il volo di ritorno l'aereo precipita nel bel mezzo della foresta amazzonica. Gli studenti sono feriti e terrorizzati. Nel frattempo, la trib¨ di nativi che erano andati a salvare raggiunge lentamente il luogo dell'incidente e, inaspettatamente, li prende in ostaggio. Oscure usanze primitive dominano ancora la giungla amazzonica: atti barbarici, cannibalismo e altri rituali che distruggono la mente, il corpo e l'anima.

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Voto Visitatori:   5,45 / 10 (70 voti)5,45Grafico
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Voti e commenti su The green inferno, 70 opinioni inserite

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John Carpenter  @  24/04/2018 18:45:42
   7½ / 10
Horror puro splatter senza tante menata varie, per gli amanti del genere. State alla larga da questo film se non volete vedere violenza e sangue. Non sara al livello di Cannibal Holocaust, ma finalmente si rivede un bel cannibal movie moderno, anche se leggermente mainstream. Non mancano diverse scene trash/comico che fanno aumentare il surrealismo della vicenda.
Come non mancano le critiche che il regista lancia verso questi nuovi paladini da "social", giovani che con la scusa di difendere qualche causa in teoria nobile, finiscono poi per sbattere contro la nuda e cruda realta.
Il migliore di Eli Roth, che con la doppietta Green Inferno e Knock Knock ha acquistato diversi punti per quanto mi riguarda. Sono molto curioso di vedere il remake di Death Wish, in barba alle critiche.

faluggi  @  28/09/2017 14:31:34
   10 / 10
Stupendo, grande Eli Roth, e cento volte meglio di quella munnezza di Cannibal Holocaust di cui andrebbero bruciate le pellicole.

paco1995  @  02/05/2017 17:15:12
   7 / 10
Non siamo sugli stessi livelli di Cannibal Holocaust, però il film diverte e sotto certi aspetti ci fa anche riflettere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  11/01/2017 20:06:07
   6½ / 10
Se non viene preso troppo sul serio, l'omaggio a "cannibal Holocaust" da parte di Eli Roth, puo' anche risultare "digeribile"...
Sicuramente meno efferato del film di Deodato, per fortuna mancano le torture inflitte agli animali, e sicuramente piu' divertente.
La vittima vegana, la tribu' drogata dalla marjuana tanto per citare due situazioni.
Non manca ovviamente lo splatter, anche ben fatto, e un finale degno di nota.
Ottimo intrattenimento.

benzo24  @  25/10/2016 11:11:34
   7½ / 10
Non male anche questo. Grande Roth, che ritorna su un genere, che ultimamente tutti avevan dimenticato.

ferzbox  @  06/10/2016 17:24:52
   6 / 10
SPOILER-SPOILER-SPOILER-SPOILER-SPOILER-SPOILER-SPOILER-SPOILER-SPOILER-

Credo che bisogna subito premettere una cosa importante: questo è un film che già rischia molto a prendersi sul serio da solo, quindi credo che sia doveroso che lo spettatore abbia il buon senso di non fare altrettanto, altrimenti la pellicola risulta senza scampo un incredibile stronzàta colossale.
Quando erano passati circa 45 minuti mi era tutto chiaro; Eli Roth dimostrava ancora(forse questa volta più di altre) che il suo modo di fare cinema non è solo citazionistico, ma anche volutamente ironico e cinico; si diverte a gonfiare i suoi film con scene stomachevoli senza mai uscire da quel "patinato" utile a rendere i suoi film accessibili alle sale per il grande pubblico.....un pizzico di ironia e il gioco è fatto(con "Hostell" c'era un concetto più o meno simile, solo che lo si notava di meno per l'originalità e per il fatto che l'ironia era molto più nascosta).
"The green inferno" vuole essere un omaggio ai "Cannibal movie" degli anni 70, primo fra tutti "Cannibal holocaust" di Ruggero Deodato, ma anche altri come "Schiave bianche-violenza in Amazzonia" o "Mangiati vivi" di Umberto Lenzi e così via....
Solo che Eli Roth ha voluto girare un film che mostrasse anche un pò di satira nascosta, senza dover sacrificare quel clima di terrore che davano alcune pellicole di 40 anni fa....in pratica, per come la vedo io, questo film è un enorme giocattolone volutamente esagerato, concepito per far ridere nel disgusto, ma pieno di clichè da blockbusters.
Le scene ridicole sono a iosa; vogliamo cominciare con quella del cadavere pieno di marijuana? Vogliamo proseguire con tutta la parte successiva della fame chimica con tanto di omaggio ai film di Romero sugli Zombie?
Vogliamo parlare del bambino aborigeno buono che salva la protagonista per simpatia? Vogliamo parlare di quando la protagonista viene liberata dal bimbo e subito dopo la vediamo con le mutande e il reggiseno?(indigeni però eh...attenzione)...Vogliamo parlare del primo sfigàto che muore fatto a pezzi?(faceva ridere ad un certo punto dai)...Vogliamo parlare di quella che ad un certo punto non ce la fa più e caga davanti a tutti con tanto di scorreggina finale?....e continuiamo con gli aborigeni che ridono? Vogliamo parlare della donna capo tribù e di quanto era finto il make up? Vogliamo parlare di quanto sia ridicolo vedere degli aborigeni essere comandati da una donna? Vogliamo parlare della foto satellitare che mostrano durante i titoli di coda? dove si vede il capo spedizione **cazzotto ancora vivo e, udite udite, nuovo stregone della tribù(qui si è raggiunto l'apice)....vogliamo parlare di quanto fosse scontato vedere la protagonista vittima della sevizia "stacca pisella"?
Vogliamo parlare di quanto fosse scontato scoprire che lei sarebbe stata l'unica a salvarsi? vogliamo parlare di quanto fosse ridicolo vedere gli aborigeni cucinare il corpo umano come facciamo noi con il pollo e il tacchino?(con tanto di spezie, attenzione)....

E va bene....ci sono una marea di scene veramente ridicole, ma veramente, mica per scherzo....però il film è chiaro sin da subito: mi prendo sul serio solo io, non fatelo voi se no l'incantesimo si spezza e non mi gustate più....
...e difatti così facendo sono riuscito a gustarmi la regia e alcuni momenti di tensione, senza farmi condizionare dalle cazzàte e senza alcun pregiudizio.....Eli Roth voleva esagerare appositamente e credo di essermi divertito a vedere "The green inferno" quanto lui a girarlo...
Un film che se si scende a compromessi e sopratutto ne si capisce la chiave di lettura bizzarra può anche arrivare alla sufficenza......ma solo in questo caso....è da prendere come un voler giocare con il vecchio cinema, ed è palese se lo si osserva con attenzione.

P.S.Comunque Eli Roth non si vuole proprio levare il vizio di creare preamboli di mezz'ora....è più forte di lui.....

Macs  @  01/05/2016 20:42:45
   6 / 10
Tutto sta a non paragonare questo film a cose già viste, e ai punti di riferimento del genere. Roth intitola "The Green Inferno", richiamandosi esplicitamente a "Cannibal Holocaust" di Deodato, ma è evidente fin dalle prime scene che intende fare un'operazione diversa. Si tratta di un film che vuole essere mainstream, vuole colpir eil box office ed essere fruibile da un pubblico vasto. Per cui non aspettatevi scene da snuff movie efferato/indipendente. La fotografia è patinata, la storia non è nulla di nuovo e non c'è la volontà di shockare. Ne esce un filmetto guardabile, con qualche messaggio di critica sociale (diverso da quello del film di Deodato, che era tutto contro i media, mentre nel film di Roth i media sono l'unica salvezza). Speravo si pigiasse di più il pedale, ma ho riaggiustato subito le mie aspettative non appena il film è partito. Roth aveva il diritto di fare un film diverso da quello che ci aspettavamo, e noi avevamo il diritto di non seguirlo: invece il film comunque coinvolge, dichiaratamente non si prende sul serio con delle scene al limite del ridicolo, comunque intrattiene ma non è certo niente di memorabile o di paragonabile ai "predecessori" a cui nemmeno lega le stringhe delle scarpe.

Invia una mail all'autore del commento AeFiOoNt  @  22/01/2016 19:23:16
   6½ / 10
Non mi ha appassionato più di tanto. Credevo ci fosseri chissà che scene piene di sangue... invece una delle tante trovaate commerciali che fanno gli esseri umani. Visto che siamo in tempa viva i vegani, avete una beòlla pelle... vvb

marfsime  @  04/01/2016 21:08:18
   6½ / 10
Omaggione di Roth a Cannibal Holocaust..il risultato però non è all'altezza. Le premesse iniziali con un'ottima sequenza gore non vengono mantenute a pieno e nella seconda parte il regista è un po tirchio di scene forti. Chiaro che imitare un film come Cannibal Holocaust era impossibile..ma la sensazione è che Eli non abbia premuto il tasto sull'accelleratore. Peccato..rimane tuttavia ampiamente guardabile.

horror83  @  18/12/2015 20:05:03
   6½ / 10
Mi aspettavo di meglio!!!! alla fine non si vede nulla di scioccante, tranne come uccidono il ragazzo di colore, per il resto mi aspettavo di più. Bello il paesaggio, carina la storia ma mi aspettavo di meglio.

TheLory  @  29/11/2015 10:47:36
   7 / 10
La cantante Sky Ferreira al naturale è più inquietante di tutti i cannibali messi assieme, peccato per la sua piccola comparsata, poteva spaventarci molto con dei primi piani alla sua faccia.
Il film è comunque abbastanza brutale, molto sangue che farà la felicità delle brutte persone che non ne hanno mai abbastanza della violenza e di veder soffrire i propri simili soddisfando così quell'innato e inconfessato gusto per il morboso (praticamente tutti noi).
Non male!

Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  07/11/2015 15:56:38
   7 / 10
Pur se in chiave edulcorata e patinata, Eli Roth è riuscito a riprendere lo spirito dei Cannibal Movie italiani realizzando una pellicola intrisa di ironia e che mantiene ciò che promette. Malgrado la dedica cubitale a Ruggero Deodato, il film ricorda molto più da vicino i film di Umberto Lenzi "Mangiati Vivi" e "Cannibal Ferox" e di Deodato più che il celeberrimo "Cannibal Holocaust" ricorda "Inferno in diretta" da cui riprende anche il titolo (anche se il film non è neppure citato nell'elenco finale dei Cannibal Movie italiani).
Complessivamente un discreto lavoro anche se non eguaglia né in crudezza, né in efferatezza i suoi referenti e anche se dimentica quel gusto per la carne e la carnalità, da intendersi come un ritorno allo stato di natura contrapposto al progresso, che permeava le pellicole di fine anni settanta e primi anni ottanta.

steven23  @  03/11/2015 14:21:29
   7 / 10
Direi né più né meno di quanto volevo vedere... anzi, probabilmente qualcosa in più visto quanto io e il genere "cannibal" stiamo agli antipodi. Pellicola tutto sommato più che discreta, persino buona in certi passaggi che fanno così da contraltare ad altri decisamente meno convincenti.
Si parte con un fantastico scorcio dall'alto della foresta che accompagna i titoli di testa... e già da qui è possibile capire che non c'è spazio per immagini sporche, sbiadite o che rimandano al passato: no, la fotografia è pulitissima, quasi brillante nelle sue tinte estremamente accese; beh, per quanto mi riguarda non lo trovo affatto un difetto.
Poi comincia il film... e gli elementi che oramai fanno da cardine alle pellicole di Roth ci sono tutti, compresa la solita, lunga introduzione prima di passare all'orrore vero e proprio: conosciamo Justine e il gruppo di attivisti ai quali si unirà, ci viene dato un quadro generale della situazione e di come si svolgerà finché, dopo un'abbondante mezz'ora, l'aereo sul quale viaggiano precipita nel territorio dei cannibali. La calma stemperata solo da sporadici momenti di tensione tenuta fin lì scompare... e tutto accade in fretta, molto in fretta. Prima che ci si possa rendere conto ecco forse la scena più cruenta dell'intera pellicola, quasi il momento in cui Roth da un taglio secco alla prima parte per gettarci nell'orrore del villaggio dei cannibali. Da qui in avanti l'horror diventa elemento preponderante con uno splatter non eccessivo come annunciato da trailer e locandine ma comunque notevole; anzi, personalmente premio proprio il fatto di non aver spinto fin oltre il limite con un elemento che reputo sempre bene dosare con attenzione, salvo poche eccezioni.
Una cosa, invece, che mi sarebbe piaciuto vedere era una maggiore importanza della foresta che circonda i protagonisti: purtroppo viene relegata a semplice sfondo, un vero peccato visto il ruolo fondamentale che avrebbe potuto avere insieme alla tribù di cannibali.
Per il resto direi che Roth centra almeno in parte i suoi obiettivi... voleva fare un certo tipo di critica e ci riesce (arroganza giovanile, social network e influenza sui primi), voleva colpire lo spettatore e lo fa... voleva spiazzarlo con scene in grado di stemperare orrore e tensione e riesce anche in questo malgrado un paio di volte vada decisamente sopra le righe. Però alla fine ci sta, è di Roth che stiamo parlando, è sufficiente conoscerlo un minimo per immaginarsi certe scene.
Ho lasciato per ultimo il capitolo cast e personaggi. Qui lo stesso regista attinge a piene mani da "Aftershock" ripescando svariati nomi, tra cui quelli dei due protagonisti. I risultati sono sì imbarazzanti come sostenuto da molti prima di me, ma con una singola, importante eccezione: Lorenza Izzo. Lei non lo è affatto, l'intera pellicola si poggia sulle sue esili spalle e la ragazza mostra che la mediocre performance di "Aftershock" è solo un lontano ricordo. Pur senza guizzi la sua è un'interpretazione onesta, e non unicamente per scarsità di coloro che la circondano. Se poi ripenso ai vari slasher e teen-horror usciti negli ultimi anni beh, la sua performance qui è senza dubbio sopra la media, altro che imbarazzante.
Il finale non è riuscito a convincermi seppur prologo per quello che, molto probabilmente, sarà il seguito... interessante, invece, la scelta dei titoli di coda in cui, a fianco ai nomi degli attori, si può vedere il loro profilo twitter, giusto per tornare a quanto detto sopra circa i social network.

In definitiva sì, direi un film pieno di difetti in stile Roth ma comunque più che godibile, in grado di intrattenere a dovere e con una buona protagonista. In pratica ideale per la serata che mi ero promesso di trascorrere.

Danae77  @  30/10/2015 19:15:24
   6½ / 10
Sensibilità raggirata, menzogna travestita da carisma, per un posto in prima fila stampato sul petto. Missione di salvezza, denuncia sulla crudeltà umana, ma l'ignoto, in quanto tale, va studiato, esplorato, conosciuto. L'illusione di una battaglia vinta, precipita, sabotata per un mercenario accattone di notizie. L'inizio della fine. Riti lontani, amorali, nei colori delle caste. Un flauto che conduce alla salvezza, negli occhi dell'innocenza coraggiosa ed immacolata. Abbandono, consapevolezza di un atto dovuto, ma per un leader che va, mille altri messia sono già sulla strada della predicazione, mentre, nei palazzi, si tace una condanna firmata, colpevole di essersi difesa e non aver compreso. L'incubo di una gabbia lasciata chiusa ed il presente che non dimentica i suoi cari.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  29/10/2015 23:11:36
   7½ / 10
Eli Roth non ha mai fatto mistero dell'ammirazione verso il cannibalm movie italiano e di Cannibal Holocaust in particolare. La dedica a caratteri cubitali "Per Ruggero" alla fine dei titoli di coda è fin troppo lampante. Allo stesso tempo però se la storia di Green Inferno riprende il canovaccio dei Deodato e Lenzi, lo stile è completamente differente e lo mostra fin dall'inizio rinunciando sia al mockumentary e soprattutto ad un approccio quasi documentaristico del film. La fotografia di Green Inferno è limpidissima, mai sporca. Esalta la cura degli effetti speciali, ma anche paradossalmente la finzione scenica.
I personaggi non si può dire che abbiano spessore ma come in tanti film horror, lo slasher soprattutto, i caratteri sono mono o bidimensionali come carne da macello al servizio dell'assassino, dello psicopatico ecc. In questo caso specifico sono appunto carne da macello, anche e soprattutto in senso letterale, perchè fra i loro scopi c'è principalmente questo.
I protagonisti sono sottoposti ad un continuo contrappasso e puniti beffardamente nella loro arroganza. Spesso nella prima parte del film discutono in momenti conviviali, a pranzo o a cena. Si cibano per poi essere "cibati" nella giungla da quella stessa tribù che vorrebbero salvare. Cannibalizzano i miti del passato per nutrirsene ad uso e consumo del loro attivismo di facciata. Contestualmente messi in una situazione senza apparente via d'uscita, implorano il salvataggio proprio da parte di quei carnefici che erano venuti apposta dagli Stati Uniti a contrastare incatenandosi ai bulldozer.
La tensione è palpabile ma stemperata continuamente da situazioni altamente comiche: la diarrea improvvisa della ragazza, la stessa ragazza costretta a mangiare carne pur essendo vegana, lo sballo collettivo della tribù con la carne alla "maria". The Green Inferno ha la qualità di non prendersi sul serio anche quando si mostra nel suo orrore più estremo. Roth non rientra certamente fra i miei registi preferiti come anche il genere cannibal, ma penso che sia il suo film più riuscito, coniugando l'omaggio ad un genere specifico, dandogli un'impronta molto personale.

enigmista  @  27/10/2015 03:13:25
   8½ / 10
Ottimo film! Sembra non durare un'ora e 30 per quanto scorre veloce, tra tensione e angoscia. Bravo Eli Roth! Mi è piaciuta anche la scelta della fotografia così limpida per farci gustare meglio lo splatter.

markos  @  25/10/2015 11:30:14
   6½ / 10
Non mi ha entusiasmato più di tanto, salvo solo alcune scene splatter.

antoeboli  @  23/10/2015 22:48:25
   8 / 10
Sapevo a cosa andavo incontro . Non si poteva pretendere nel 2015 , un periodo di grande ipocrisia su diversi argomenti , censure senza pretese e filmetti mediocri, qualcosa che potesse arrivare ai livelli di R.Deodato con Cannibal Holocaust , ma comunque nel bene e nel male E. Roth è riuscito ad omaggiare alla grande il famoso regista italiano , tra cui compare alla fine dei titoli di coda una precisa dedica Per Ruggero .
Tante sono le analogie con quel grandissimo prodotto made in anni 80' , da alcune sequenze fino alle situazioni che si vengono a creare andando avanti con la trama , che qui risultac del tutto curata dallo stesso Roth con la complicità di Amoedo e Lopez .
Come era abbastanza palese il tutto si basa sui chiari messaggi ecologisti e a protezione dell'ambiente , tema base su cui viene cavalcata l'onda iniziale del film .
Ma guardandoci nelle palle degli occhi ,sappiamo che a nessuno gliene importa una segaccia , quando dietro alla macchina da presa ci sta il regista di film come Cabin Fever e i vari Hostel , quindi sappiamo cosa aspettarci .
Tra i punti forti del film gli effetti splatter , come non ne vedevo da diversi anni , alcuni tendono a incollarvi di brutto al letto , alla poltrona o a quello che volete voi , e i gli indigeni risultano molto inquietanti , specie quello che appare spesso nella locandina con tanto di mega piercing sul viso . Ma in generale è la fotografia del verde amazzonico che si sposa troppo bene con il rossore della tribu , e in alcune scene si vede una bellissima regia seppur il film sul lato tecnico parte sottotono , e gli attori recitano abbastanza da cani , come se alla fine a Roth importasse molto di più ciò che viene dopo .
Non mancano tra i pregi scene comiche e trash volute giustamente e che funzionano meglio di certi spettacolini comici dei vari scary movie, e mi sono molto divertito .
Consigliatissimo a chi adora i vari saw e hostel e tiene uno stomaco forte , perchè anche le scene più normali in The green inferno risultano girate per disgustare lo spettatore , quindi occhio .

LuckyL¨  @  21/10/2015 20:22:12
   6 / 10
Ammetto che dopo i primi 5 minuti di film ero convinto di essere a casa a guardare una puntata di Geo&Geo invece che un horror, d'accordo mostrare i luoghi (peraltro meravigliosi...), ma su 1h30 di film buona parte viene usata per mostrare il panorama, va bene tutto ma dopo un po' anche basta.
In ogni caso non malissimo questo film anche se da Eli Roth mi aspettavo molte scene più forti, mentre alla fine quelle davvero cruente forse sono un paio a dir tanto.
La trama e alcuni personaggi lasciano parecchio a desiderare, insomma questo gruppetto (tra cui la protagonista) seguono questo demente e la sua degna compare in un viaggio in Perù per riprendere col cellulare le attività distruttive in corso (e già se ne potrebbe discutere...), poi arrivati sul posto si ricorda che ha omesso di dire che possono sparargli addosso, ma nonostante tutto il gregge gli va dietro.
Da lì in poi c'è poco da commentare,vengono rapiti dai nativi e da lì in poi si svolgerà tutto nel villaggio con tentate fughe annesse.
Ma la ragazza tatuata che riesce a scappare a metà film che fine fa?! boh non è dato saperlo o sono io che l'ho persa? forse era una di quelle impalate? ha raggiunto il campo dei lavori? lavora da Starbucks? insomma non se ne sa più niente...
Anche il finale lascia un po' così e ti viene da chiedere perché?
Insomma bene ma non benissimo anzi, gli do una sufficienza striminzita perché è un genere che si vede poco sul grande schermo e per l'interpretazione della protagonista e della ragazza in preda alle crisi di panico che non mi sono dispiaciute per niente. Per il resto c'è poco da salvare ma tutto sommato se non si ha niente da fare un'occhiata a questo film si può anche darla...
Ho letto che è in programma un sequel nel 2018, caro Roth anche no grazie

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/10/2015 10.56.37
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-Uskebasi-  @  06/10/2015 19:06:53
   6 / 10
La delusione è talmente grande che sciopererei dal commento. Roth voleva omaggiare e inorridire, era l'uomo giusto per farlo, ma toppa clamorosamente. Il suo film è come una caricatura demenziale. Nei vecchi "cannibal movies" tutto sembrava vero, qua tutto finto, indigeni compresi.
Da salvare la promettente Lorena Izzo, la scena dello schianto, l'arrivo nella tribù e il primo sacrificio, meglio sorvolare su tutto il resto.
Triplice finale dove gli "esticàzzi" volano come rondini a primavera.

Larry Filmaiolo  @  03/10/2015 13:33:25
   6 / 10
sufficienza risicata per un filmetto decisamente lontano dall'hype di gore estremo che gli si era costruito intorno. Più esilarante che scioccante, soffre di una sceneggiatura troppo stereotipata e per nulla eversiva come i classici cui ammicca, nel miglior stile Ignoranza USA; poco splatter, poca incisività, poca cattiveria. ma comunque in grado di intrattenere. meglio non farsi aspettative, nemmeno sul divertimento che non ci sarà poi tanto.

lupin 3  @  01/10/2015 21:10:46
   6 / 10
Sufficiente da guardare a passatempo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  30/09/2015 14:19:22
   7½ / 10
Dopo un inizio un po' frettoloso, l'horror di Eli Roth prende forma.
Superfan di film come Ultimo Mondo Cannibale e naturalmente Cannibal Holocaust, Eli gira questo tributo ai cannibal movies italiani, uno splatterone coi fiocchi, pezzi di cadaveri, sangue e brandelli disgustosi. Ci sono intermezzi comici, ma non è comunque per i deboli di stomaco.
Reputo che abbia fatto un buon lavoro: la scena dove l'aereo precipita fa battere il cuore a mille, e le riprese sempre limpide tratteggiano una natura incontaminata molto minacciosa. I nativi sono davvero realistici, mi chiedo dove ha trovato questi attori! Che quel villaggio esista veramente?
Non è finita qui, perché dietro la veste horror, Eli sbeffeggia gli universitari manifestanti e le politiche di deforestazione.
Alla prossima, Eli!

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  30/09/2015 10:06:25
   6½ / 10
Premio la scelta coraggiosa di fare un cannibal movie oggi. Oggettivamente non bello, ma divertente e con alcune scene cultura.

2 risposte al commento
Ultima risposta 28/10/2015 15.15.20
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Parrok  @  29/09/2015 01:56:06
   6½ / 10
Sono un po' deluso, ho amato alla follia cannibal holocaust ma questo non Ú manco lontanamente paragonabile. La prima parte Ú molto carina, la seconda lascia un po' interdetti. Secondo me solo quando c'Ú la prima vittima Ú veramente terrificante, dopo la tensione cala di molto.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER secondo me si poteva osare molto ma molto di pi¨, cosý come Ú conciato il film non mi sembra molto riuscito, non sono riuscito bene a identificarlo perchÚ a volte osa, a volte si tira indietro, a volte sembra una presa in giro Boh!!! Prendersi il vm18 per una scena e poco pi¨ non ha molto senso. Non credo di avere ben capito cosa volesse realizzare il regista con questo film. Avevo aspettative alte ed Ú un vero peccato.

gianni1969  @  27/09/2015 17:57:29
   8½ / 10
Sarà la carenza del genere ma a me è piaciuto. Un grande omaggio di Roth ai cannibal movie nostrani, ottime ambientazioni,così come i dialoghi,buone dosi anche di splatter. Promosso a pieni voti

john doe83  @  27/09/2015 03:54:04
   6 / 10
Un po' una delusione questo film di Roth, si lascia guardare ma nulla più. Gore serio solo in una scena, mi aspettavo più scene violente. I personaggi odiosi uno più dell'altro, dopo mezz'ora non vedi l'ora che muoiano tutti. Belle le location.

john doe83  @  27/09/2015 03:51:35
   6 / 10
Un po' una delusione questo film di Roth, si lascia guardare ma nulla più. Gore serio solo in una scena, mi aspettavo più scene violente. I personaggi odiosi uno più dell'altro, dopo mezz'ora non vedi l'ora che muoiano tutti. Belle le location.

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  27/09/2015 00:38:06
   8 / 10
Mi sono divertito un mondo. La storia c'è lo splater anche e non mancano le risate.
Davvero riuscito.

darkscrol  @  27/09/2015 00:35:14
   8 / 10
Davvero un bel film!!

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  26/09/2015 10:43:58
   7½ / 10
Se l'avesse fatto un regista italiano,o l'Asylum,avremmo già gridato al capolavoro.
E invece va a"scomodare" il cannibal movie(genere fra l'altro inesistente nel panorama del cinema contemporaneo) nientepopodimeno che Eli Roth.
I risultati sono accettabilissimi,il regista e sceneggiatore si sporca le mani di terra e sangue,si reca in Cile con tutto il cast e la troupe a disposizione e riprende tutto ciò che è necessario per puntare il dito contro le multinazionali arraffa-soldi,il disboscamento dei boschi,i finti attivisti perbenisti che pensano solo a mettersi in mostra su YouTube o affini,alla tendenza new-age dell'essere vegani,il tutto in chiave sia orrifica che umoristica allo stesso tempo.
L'ha ammesso lui stesso"volevo prendere questi ragazzi che pensano di dominare il pianeta con l'arroganza e uno smartphone in mano,tagliuzzarli e punirli a dovere".

Lo splatter c'è e non in dose massiccia come si poteva pensare,il trucco è gestito magnificamente,le parti cruenti vengono riprese a mano con inquadrature sporche e si arriva al punto da credere a ciò che sta avvenendo su schermo.
Pervade lo stile documentaristico che Herzog metteva in gioco già molti anni prima,però The Green Inferno ha tutta l'aria di arrivare al cuore di una nuova generazione in declino,che probabilmente pensa solo di divertirsi a guardare smembramenti e scene di cannibalismo estremo,ma c'è ben altro servito sul piatto della tribù.

Roth riprende temi già trattati in Cronache Dei Morti Viventi di Romero,inserisce con dovizia nei particolari la critica quando serve e con un piglio ironico azzeccatissimo (anche nei titoli di coda con i profili Twitter a fianco alla lista del cast,come per dire"ormai siamo stati inghiottiti dalla tecnologia,è inutile negarlo") e si districa bene tra i confini della tensione e del grottesco,regalandoci scene divertenti e mai troppo demenziali.

In più non si vedeva un film così da...boh dall'inizio degli anni 80 con Lenzi?
Quindi ci stava attualizzare il tutto con lo stile scanzonato ma indubbiamente preciso nel fotografare paesaggi lugubri e sinistri del regista/sceneggiatore Eli Roth.
Per quanto riguarda il cast segnaliamo una performance deliziosa di un'attrice emergente Lorenza Izzo,a lei le redini dell'intera pellicola e con Justine ci addentriamo nella giungla per sopravvivere con le unghie e con i denti.Ammetto che grazie ai primi piani del suo volto dipinto di terrore,sono riuscito a teletrasportarmi nella gabbia dei prigionieri per pregare che a lei non le capitasse nulla.

Un V.M 18 trasmesso al cinema finalmente.Vale la pena darci un'occhiata?Se siete in vena di un film si splatter ai limiti del sopportabile,ma di una trama che offra spunti di riflessione su come i social network e i Mass media facciano il lavaggio del cervello a giovani incalliti che parlano di rivoluzione,senza che ci sia una vera causa dietro,allora ve lo consiglio caldamente.

Un saluto dal vostro tnx di fiducia.

venetoplus  @  25/09/2015 11:18:02
   7 / 10
Mi aspettavo piu' gore, piu' "nefandezze", che il "genio(!) di Roth partorisse qualcosa di piu' "malsano".. Invece nulla di tutto cio'... Per carita', le scene forti ci sono, ci mancherebbe, ma il battage pubblicitario mi aveva fatto pensare decisamente ad altro. Nel complesso cmq non son rimasto deluso, anzi! Fotografia sontuosa, musiche azzeccate e una trama che scivola lenta lenta verso lo scontato finale. Alcune sequenze cmq son davvero divertenti (vedi spoiler), il messaggio sulle distorsioni/ipocrisia del buonismo ecologico lo lascio ad altri, di certo non son entrato in sala per farmi convincere da Eli Roth che l'uomo, da qualsiasi lato (o latitudine) lo si guardi, resta sempre l'animale piu' pericoloso!

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Giovans91  @  18/09/2015 15:10:34
   8 / 10
Ho avuto la fortuna di vedere questo film e di conoscere Eli Roth durante il Festival internazionale del film di Roma nel novembre del 2013. Finalmente posso commentarlo, dopo quasi due anni, il 24 settembre 2015 esce al cinema!

Posso dire che Eli Roth è un grande appassionato del cinema di genere italiano degli anni '70, soprattutto del filone cannibal-movie. Questo "The Green Inferno" infatti omaggia il film "Cannibal Holocaust" del regista Ruggero Deodato, uscito nel 1980, il quale Eli Roth è molto affezionato.
Ovviamente avrei preferito che fosse un regista italiano a rilanciare il cinema di genere italiano, ma visto che noi italiani non riusciamo più a confezionare (tranne in rare eccezioni, vedi film dei Manetti Bros.) un film tale di questo nome, ecco che ci pensano gli americani a valorizzare il nostro cinema del passato.
Comunque sono ugualmente contento, perché adoro il cinema di Eli Roth, una miscela perfetta di scene splatter e inquietanti con momenti divertenti. Una particolarità che potrà anche non piacere alla critica internazionale e dar fastidio forse al grande pubblico, ma è un tocco registico che rende le sue pellicole uniche nel suo genere.

Riguardo il film, la sceneggiatura di "The green inferno" è molto classica ma ben strutturata ed equilibrata, in alcuni frammenti ricorda vagamente il cinema di Terrence Malick (forse un altro omaggio del regista vuole fare).
La pellicola mostra da subito la sua potenza visiva, con una magnifica scena iniziale: una ripresa aerea di tutta l'area della foresta Amazzonica, accompagnata da un sonoro molto roboante, questo per far capire allo spettatore che dentro questa bellezza naturale si nasconde l'inferno. Il male è lì e attende.
Bisogna attendere un po' di minuti prima di assistere alla prima scena di cannibalismo. Una lunga e inquietante sequenza, forse la più cruda e violenta di tutto il film; ma chi ama questo genere il divertimento è assicurato. I cannibali di "The Green Inferno" non conoscono censura: spezzando braccia, corpi, ossa, bevendo sangue, masticando occhi e interiora, per poi cucinare i malcapitati di turno come se fossero tacchini del Ringraziamento.
Da precisare, "The Green Inferno" prende una strada diversa rispetto al film di Deodato (dal genere found footage), non vediamo nessuno stile reportage e inquadrature sporche, ma un'opera molto più cinematografica, visivamente affascinante, con una bellissima fotografia e dalle immagini nitide e pulite. -Lo spettatore vive e partecipa in prima persona a questa impressionante ed elettrizzante avventura-.
Eli Roth, in conclusione, lancia una critica al mondo dei social network e all'uomo civilizzatore. Infatti a fine film lo spettatore si domanda "…ma chi sono i veri cannibali?".

Dopo averlo visto in anteprima al festival alle 9:00 del mattino […], ora lo vedrò in sala per gustarmelo nuovamente. Il film lo consiglio solo agli amanti del genere (anche se è meno violento secondo me di "Hostel part 2"), ma non so se soddisferà le persone, ma questo è normale, è avvenuto per tutti i film di Eli Roth.
W ELI!

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Ultima risposta 27/09/2015 00.08.19
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