to the wonder regia di Terrence Malick USA 2012
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to the wonder (2012)

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locandina del film TO THE WONDER

Titolo Originale: TO THE WONDER

RegiaTerrence Malick

InterpretiBen Affleck, Rachel McAdams, Olga Kurylenko, Rachel Weisz, Javier Bardem, Barry Pepper, Amanda Peet, Jessica Chastain, Charles Baker, Will Wallace, Romina Mondello

Durata: h 1.52
NazionalitàUSA 2012
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 2013

•  Altri film di Terrence Malick

Trama del film To the wonder

Dopo aver visitato il Monte Saint Michel - noto come una delle meraviglie della Francia (da qui il Wonder del titolo) - Marina e Neil sono all'apice della loro storia d'amore. Arrivati in Oklahoma, per loro iniziano i problemi. Marina fa la conoscenza di un prete in crisi di vocazione, mentre Neil riallaccia il rapporto con una sua amica d'infanzia, Jane. Il film esplora l'amore nella sue diverse forme.

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Voto Visitatori:   5,35 / 10 (26 voti)5,35Grafico
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Voti e commenti su To the wonder, 26 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Thorondir  @  27/02/2018 12:22:11
   7½ / 10
Ho apprezzato questo di più rispetto a Knight of cups, dove l'autocompiacimento (se così vogliamo definirlo) risulta molto più prolisso e avvitato su se stesso. To the wonder è innanzitutto il solito straordinario trionfo di immagini e basterebbe questo, a cui si aggiunge una regia da Malick. Vero, non è il Malick maggiormente lineare del passato, i suoi film diventato sempre più extra-cinema e veicolano in modo sempre più criptico messaggi e simboli, ma vederli rimane sempre un'esperienza puramente cinematografica come ne sono rimasti pochi.

Filman  @  07/10/2017 18:19:53
   6½ / 10
Filtrare gli stilemi di Terrence Malick depurandogli di ogni aspetto extra-ordinario può essere una rischiosa operazione in sottrazione. TO THE WONDER è a tutti gli effetti una costola della precedente espressione artistica del regista, apparentemente più debole nell'affrontare la contemporaneità, ma anche un continuo studio sul racconto in deficit di dialoghi e con una percentuale, quasi mai alta, filosofico-poetica, causa e conseguenza della materializzazione di scenari naturali o artificiali, provvisti di una natura molto più profonda. A minare il filo retorico sulla bellezza delle cose è soprattutto l'inconsistenza del soggetto base, comune e familiare ma di enorme importanza per il massimo sistema adottato, ovvero una storia d'amore travagliata ma priva di pathos e umanità, poco credibile nella sua esasperazione e perlopiù incapace di trasmettere quella naturalezza di volti e gesti ricercata.

Dompi  @  11/10/2015 22:14:40
   8 / 10
To the wonder può apparire un film debole, molto autocompiaciuto, poco riuscito, per me è stato un'esperienza avvolgente e affascinante, un film che descrive l'amore meglio di tanti altri che ci provano e non ci riescono. Trovatemi un film romantico che abbia una regia simile, un montaggio così potente, una fotografia per cui non ci sono più parole per quanto è un grande Lubeski(che ha vinto per un Gravity qualsiasi e non per il suoi magnifici lavori a fianco a Malick e questo attesta l'attendibilità che un Oscar può valere). C'è chi afferma che To The Wonder sia inesorabilmente uno scarto di The Tree Of Life che Malick non abbia osato ma si sia fermato lì cadendo in un baratro di riflessioni già sentite e riciclate secondo me invece in To The Wonder(e personalmente è questo che rende affascinante il film) Malick osa e introduce il dubbio della Fede, della presenza del Divino, della credenza religiosa, del tradimento e del peccato come non ha mai fatto in nessun altro dei suoi film.

Dopo "The Tree of Life"(che reputo il miglior film degli ultimi 15 anni insieme a Mulholland Drive), Malick firma probabilmente il suo film più autobiografico proseguendo in un percorso personalissimo intrapreso ormai da "The New World", dove più nulla è come prima:la narrazione è abbandonata, le ellissi temporali sono sempre più presenti, la sceneggiatura così come i dialoghi sono ridotti ai minimi termini, il voice off diventa più pregnante e scandisce quasi ogni sequenza, e da qui si delinea un bivio: chi decide di accettare questo "deviazione"(a mio parere un'evoluzione) di percorso non sarà deluso, chi per forza di cose pretende una narrazione "classica"(come lo straordinario "I Giorni Del Cielo") rimarrà deluso o alquanto irritato. E lo dico io stesso a cui affibio un voto più che positivo, il film non è esente dai difetti, è sicuramente uno dei film "minori" della filmografia di Malick(e con minori non intendo infimi o sgradevoli, questo To The Wonder, così come altri film minori di grandi Maestri del cinema valgono innumerevoli volte tutti i film che escono ormai negli ultimi anni) ma chi ha detto poi che un regista affermato ormai entrato nella storia del cinema(qual'è Malick) debba sempre fare capolavori o film grandiosi?

Che dire poi della musica orchestrale di questo film? Tutta la sequenza dell'incontro(con il commento sonoro del Cantus Articus op.61) tra Ben Affleck(Neil) e Rachel McAdams(Jane) è di una bellezza poetica che tocca il cuore(loro che attraversano le spighe del campo di grano sotto il sole, il silenzio così confortante della Natura che ospita i bisonti, lei che si gira e lo guarda senza farsi vedere, lui che la nota e lei che si volta guardando l'orizzonte, "Una bambina è morta, mio padre mi disse di leggere la lettera ai Romani:quello che succede è per il meglio", "Io non avevo Fede, lo sapevi? Avevi paura?", "Non posso più permettermi di fare sbagli con gli uomini", "Vorrei che tu venissi più spesso puoi farlo? Ti stavo aspettando", "Ti amo").

To The Wonder ci spinge dentro ad un microcosmo di pochi protagonisti e mostra l'amore tra gli esseri umani come un capriccio, come qualcosa che non può durare per sempre, come un'esperienza incomunicabile: Neil e Jane parlano inglese, Marina è russa e metà francese, Padre Quintana è spagnolo. L'amore è presente ovunque, in ogni paese, cultura e nazione eppure non si riesce a vederlo, è "attorno ma non si ha alcuna esperienza di esso". L'incomunicabilità si trasforma in blocco dei sentimenti e non c'è altro da fare che poter ragionare da soli, tra sè e sè, senza la fortuna di di ricevere risposte rassicuranti. Gli uomini sono così separati gli uni dagli altri che amare diventa una prerogativa per (ri)unirsi il più possibile in quell'amore che sembra così inconciliabile e nemmeno il sacerdote che dovrebbe apparire nella sua Fede sicuro e certo si ritrova in quelle debolezze che Marina gli confessa: un intervento divino sembra impossibile, l'amore è dubbioso, le esistenze sono infelici e misere.

Ed è per questo che a mio avviso che to the Wonder è più un film sulla solitudine e l'abbandono più che sull'amore nel suo senso più tradizionale: Marina cerca il sogno un'amore eterno("ti amerò per sempre")ma vede quest'ultimo infrangersi, Tatiana la figlia è in cerca di una famiglia che la ami ed è costretta a trasferirsi, Jane è già stata tradita da altri uomini in passato e non può "più permettersi di fare sbagli con gli uomini", Padre Quintana cerca di "risvegliare la presenza del Divino" fallendo e rattristandosi. Marina s'interroga su cosa sia questo "Amore che ci ama", "L'amore... da dove proviene? Chi ha acceso questa fiamma in noi? Nessuna guerra può spegnerla, conquistarla. Ero prigioniero, mi hai liberato" per citare La Sottile Linea Rossa, l'amore lo si avverte, lo si sfiora ma non lo si riesce ad accogliere e la natura, qui come in altri film di Malick, è sì consolatoria ma fredda e distante dall'uomo, uno spettatore "meccanico" che osserva e scruta il tutto.

Il paesaggio del Mont- Sant Michel inizia e termina il viaggio in un movimento circolare che abbraccia il vissuto dei protagonisti, specialmente quello di Marina che cerca un ultimo contatto con la Natura quasi ad interrogarLa volteggiando e giocando con Lei. La luce le incendia il viso e lo sguardo s'illumina per un istante, un ricordo lontano le viene a far visita, è la Meraviglia(da cui il titolo) che si rispecchia nel paesaggio francese ricordo di un'amore passato.

Matteoxr6  @  20/09/2014 00:50:22
   3 / 10
Avete presente il binomio natura-interiorità presente ne "La sottile linea rossa"? Ricordate il dualismo all'interno di "The tree of Life"? Rimbembrate tutti i pregi del cinema di Malick? Ecco, accantonate tutto, immaginate tutte le pecche che vi vengono in mente e otterrete due ore di "To the wonder".

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  24/07/2014 12:37:42
   5½ / 10
Abituati ad aspettare parecchi anni tra un film e un altro di Malick, questo "To the wonder" arriva come un fulmine a ciel sereno ma il mistero di tanta "bonta'" viene accompagnato da un senso di preoccupazione. Cosa che viene puntualmente confermata.
Si tratta di un finto sequel di "THE TREE OF LIFE" dove sembra che tutto il peggio (Poco a dire la verita') che aveva mostrato quel gioiello di film, sia stato messo nel calderone e ampliato all'inverosimile.
Stavolta le danze immersi nella natura non salvano una sceneggiatura troppo sentimentale e ripetitiva... amore, litigio, fai le valigie, disfa le valige , amore di nuovo...ecc ecc
L'unico personaggio efficace è il prete di Bardem che purtroppo è solo marginale.
Salvo anche la splendida fotografia e la colonna sonora, ma questa non è una novita'.
La sequenza finale dimostra come la storia cade su se stessa e che poteva durare all'infinito. Poche idee...
Sara' meglio far passare un paio di anni carissimo Terrence!

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  20/06/2014 20:58:16
   6 / 10
Un cinema non "antinarrativo" ma sicuramente un cinema "diversamente narrativo". Malick è molto distante dai canoni della cinematografia. Il risultato è un film particolare, a tratti confuso e quasi oscuro, ma con delle scene di grande bellezza.

Alex22g  @  05/06/2014 18:40:58
   8½ / 10
Sicuramente inferiore al meraviglioso "The Three of life" con il quale sorge spontaneo il confronto, ma resta un film di spessore sia registicamente che emotivamente . Potrà risultare lento e insensato se non ci si lascia prendere totalmente, ma questi ultimi due lavori del regista vanno presi cosi' altrimenti meglio evitare la visione. Un viaggio onirico che spiega l'amore e la fede dal punto di vista del regista , diversamente da "The tree of life" ma neanche più di tanto .
Consigliato a chi ha apprezzato il precedente lavoro di Malick .

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  21/12/2013 01:59:47
   6 / 10
Terrence Malick è indubbiamente un regista di talento e le immagini che condivide con il pubblico sono più che suggestive. Nonostante ciò non posso che accodarmi a chi ha scritto che questo film è zeppo di scene inutili e la sceneggiatura è spesso carente.
Il film è pieno di poesia ma altre-sì di lungaggini.
Bardem interpreta il personaggio più interessante ma che non riesce a salvare completamente il film anche a causa di un'evidente mono-espressività.
Speravo in qualcosa di più anche se devo ammettere che per qualche minuto mi ha fatto sognare e ciò non è da sottovalutare.

sandrone65  @  11/12/2013 23:34:05
   3 / 10
Interminabile ed insopportabile sequenza di immagini sconclusionate, donne svolazzanti in campi di grano immerse in eterni tramonti, una voce di sottofondo tediosa e sottotitolata che macinerebbe gli zebedei ad una statua di marmo... veramente una roba abominevole. Aggiungo un punto (abbondante) in più per i panorami di Mont Saint-Michel

Trixter  @  06/08/2013 16:03:29
   3 / 10
Altro che La Corazzata Potemkin, a dirla con Fantozzi quest'opera di Malick è "una ca**ta pazzesca!". Qualcuno avvisi il regista che il cinema è, prima di tutto, una forma d'intrattenimento e non una tortura per lo spettatore. E poi, i registi troppo innamorati di se stessi, proprio come Malick, alla fine inciampano sempre in qualche pellicola caratterizzata solo dall'autoreferenzialità e dall'autocompiacimento: e To The Wonder è proprio una pellicola di queste.
A parte l'ottima fotografia, questo film non ha davvero nulla d'intrigante, anzi non ha davvero nulla: trama insulsa (ma perchè, c'è una trama!?), ritmo inesistente, recitazione di bassissimo livello (ammesso che lo zompettar per campi sia una forma di recitazione), pathos forzato e senz'anima. Di questo film, con ogni probabilità, non resterà nulla, forse solo le poetiche immagini di Mont Saint Michel. Bocciatissimo.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  04/08/2013 14:42:37
   6 / 10
Dove vuole andare Malick?

Megalomania, dopo il successo critico (perché!) di The Three of Life, ed eccesso di fiducia nel proprio stile sono le cause di un film che replica, in tono assai minore, i momenti più intimi del film precedente, senza replicarne se non la bellezza (relativa) quanto meno la forza evocativa.

Ben Affleck è attore totalmente inadeguato a stare zitto (e quindi a recitare), la Kurylenko è bellissima ma il suo continuo giorvagare per campi, sembra una auto parodia dello stile "assoluto" di Malick.

Megalomania, religione, umanesimo. E una voglia di un vissero felici e contenti, che stride dopo il pessimismo e le domande senza risposta. La ricerca e lo struggimento. Malick.. perché?

gianni1969  @  30/07/2013 21:19:56
   5½ / 10
Una pellicola difficile e troppo presuntuosa, tecnicamente ineccepibile ma per il resto povero povero

Invia una mail all'autore del commento AeFiOoNt  @  17/07/2013 19:25:22
   10 / 10
Capolavoro, ma sicuramente incompreso.
Bellissima la scenografia, fantastici i dialoghi.
Divini i piedi di Affleck!

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/07/2013 19.48.02
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  17/07/2013 18:54:35
   7½ / 10
Non è un incidente di percorso, Malick anzi ormai ha la strada ben avviata. Il suo cinema è destinato ad evolvere (per alcuni involvere) ancora verso questo sentiero di narrazioni che collassano in un deflagrare di immagini, cinema che vorrebbe esprimere tutto. Poco importa se Malick combatte contro i mulini a vento.
Si discuterà per molto tempo di cosa "To the wonder", ma la sensazione è che chi si fa questa domanda sia rimasto spiazzato per le alte aspettative: anche i precedenti del regista in fondo non hanno un obiettivo tematico ben preciso, diretto. The tree of life (che reputo il miglior Malick, seguito da La sottile linea rossa e Badlands) era un inno alla vita. Bene. E poi? Non c'era anche lì dentro troppo, tutto? Non era una esplosione ardita di sequenze che tentavano di riabbracciare un senso fin troppo grande per il cinema stesso con queste modalità? Certo.
Ma To the wonder, almeno personalmente, non è stato pesante quanto lo è stato "The new world" (una martellata sulle palle), magari perché sono entrato in contatto con i personaggi e mi sono appassionato.
Il cinema di Malick è (sempre stato) una preghiera sconfinata, una richiesta di aiuto e una ricerca di un equilibrio contro le tempeste del mondo; in "To the wonder" è l'amore. Non sorprende questo compenetrarsi di corpi che non riesce neanche nell'atto sessuale, una sorta di travasamento di anime.
E' una ricerca che come in "The tree of life" si spalanca nel finale verso una sorta di mondo altro, una immagine idilliaca di un futuro-presente-passato mai avvenuto o di lì a venire, un sogno. Una stasi dei sensi finalmente raggiunta.
No, non è un brutto film ma è talmente pretenzioso ed è indubbiamente un minore rispetto ai lavori precedenti (tolto "The new world") che non piacerà a nessuno ma ne risentiremo parlare tra qualche anno rivalutato totalmente in positivo.
Non si dirà ma io ho fede.

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Ultima risposta 17/07/2013 19.48.32
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Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  16/07/2013 13:14:06
   4½ / 10
...
No, dico solo che a un certo punto sbuca fuori persino Romina Mondello! Sì, proprio lei (in una scena, tra le tante, perfettamente inutile).
E poi la protagonista che svolazza per tutto il film: insopportabile, fermatela!
Ah.. sto film c'ha 5 montatori: se ne saranno scappati uno dopo l'altro...
Malick, aripigliati!

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Ultima risposta 16/07/2013 14.49.53
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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  11/07/2013 17:45:37
   4½ / 10
Malick dimostra di essere grande anche nel male, quando esegue film inutili e brutti come questi. Ho letto di persone che ci hanno trovato qualche significato in questa sequenza ininterrotta di immagini irritanti e autoreferenziali, beati/bravi loro! Forse bastava impegnarsi, forse bastava concentrarsi di più, ma Malick, come ci aveva messo a una bellissima prova in The tree of life, ora ci costringe a guardare due ore di personaggi che quando non sanno cosa dire danzano, cercando inutilmente di nascondere dietro il loro bellissimo corpo le loro meschinità. Non ho provato né vicinanza, né comprensione per questi due giovani "coniugi" alle prese con la loro vita. Forse qualcosa si può sentire con il wanderung di Bardem, con le sue occhiaie, con quel bel dialogo con il sagrestano indigeno, ma è troppo poco. Per quanto la bellezza esteriore di questo film sia indiscussa, Malick non va oltre, non riesce a cogliere, a mostrarci la sua America, con uno sguardo che lo aveva reso (e che, beninteso, continua a renderlo) uno dei massimi cineasti di tutti i tempi (penso soprattutto a Days of Heaven), anzi il plurilinguismo di questa storia è fastidioso come non mai (velo pietoso sull'italiano). Impossibile memorizzare qualcosa di questo pasticcio raffazzonato, di questo miscuglio di idee e immagini fini a se stesse, non rimane nulla, ed è un'amara e violenta delusione. L'esperimento di The tree of life continua, ma speriamo che questo sia solo un incidente di percorso.

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Ultima risposta 15/07/2013 12.21.26
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TheLegend  @  08/07/2013 03:22:36
   4½ / 10
Un film che non ha nulla da dire.
La bellezza delle immagini, oltretutto,sembra sempre fine a se stessa e non è in grado di trasmettere nulla.

MonkeyIsland  @  15/06/2013 00:46:46
   4 / 10
C'è questa mania di esaltare sempre e comunque Malick da parte della critica anche quando produce robaccia come The New World e questa..
Senz'altro il punto più basso della sua carriera.
Un film talmente lento che fa sembrare il suo ultimo film the Three of LIife un film d'azione con Bruce Willis per ritmo rispetto a questo!

Si salva solo Bardem che nella parte del prete salva un po' la baracca, Affleck irritante e la McAdams malissimo anche se non è male come attrice.
Veramente un film che non lascia niente allo spettatore lo irrita soltanto, inoltre nel cut finale ha tagliato 4 o 5 attori come suo solito (pure la Chastain e la Weisz non certo le ultime arrivate).

Statene alla larga o al limite se avete nostalgia di Malick (un po' da masochisti) riguardatevi la sottile linea rossa o la rabbia giovane!

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Ultima risposta 16/06/2013 17.53.06
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dagon  @  22/05/2013 19:49:26
   3½ / 10
Dopo aver raggiunto l'apice della sua arte e poesia ne "la sottile linea rossa", per me un capolavoro ed uno dei film (relativamente) recenti che rivedo più spesso, Malick ha imboccato una parabola discendente, fatta di sempre minore ispirazione e di ripetizione infinita e ossessiva dei suoi cliché: solita voce fuori campo che filosofeggia sulla vita, sulla morte, su Dio, solita fotografia, solite inquadrature,... poi, no, davvero, basta! Va bene, hai un debole per la "magic hour", però non è possibile che il film sia immerso in un perenne tramonto.
Misticismo da bancarella e filosofia spicciola trionfano in questa pellicola senza capo nè coda sotto ogni punto di vista, fatta di donne che volteggiano in stanze, campi di grano ecc.ecc., di tende... insomma i momenti più insopportabili di "the tree of life" per quasi due ore, con sequenze (pure la spiaggia! basta!!) che si potrebbe pensare che siano addirittura degli scarti di girato del film precedente. Il casting poi è scellerato: Ben Affleck di una inespressività incredibile (e fa un personaggio laconico), Kurylenko stavolta bella (e basta), poi c'è la ciliegina della Mondello.... veramente un pastrocchio di un autore che avrebbe fatto meglio a continuare a fare un film ogni morte di papa, come accadeva prima.

Ciaby  @  19/05/2013 11:38:37
   1 / 10
Ad un anno di distanza dall'acclamatissimo "The Tree Of Life", Malick ritenta il bis. "The Tree Of Life", amato o odiato che sia, pur non avendolo apprezzato, riusciva comunque a giustificare un fascino che avrebbe potuto ammaliare chiunque con immagini di forte impatto e una storia semplice che, attraverso l'universo, sezionava la macrostruttura e la microstruttura della famiglia. Ora, "To The Wonder": un film che sembra un'auto-parodia.

Demenziale, sciocco, senza una trama, un'idea, un soggetto... è una sequela infinita di azioni e reazioni stupide, insensate, immerse in ridicoli clichés malickiani (donne diafane che volteggiano con la gonna, mani che si sfiorano, voice over ridicolo, alberi, bufali e via dicendo). Bisognerebbe scrivere un trattato su quanto questo film sia inutile: non sta in piedi.

I personaggi secondari vanno e vengono senza una presentazione, i due protagonisti irritano (Ben Affleck, qui, è un cane, seriamente) per portarci ad un finale che non racconta nulla e che, ancora una volta, sfocia nel trash involontario. Ma non preoccupatevi, ci sarà ancora chi lo acclamerà a gran voce.

Clint Eastwood  @  13/04/2013 08:18:24
   3 / 10
E' imbarazzante, e di un noia esasperante. Se nel precedente film potessero sorgere dubbi sulla natura del racconto o della messa in scena del regista texano, qui è confermato - Malick soffre di inettitudine, di beatitudine, una delle due.
Sta di fatto che il film non regge sia nella durata che nei temi. Avanti, indietro, virate improvvise, dal basso, dall'alto, di traverso ... certe riprese, tutte, fanno venire il mal di mare. Non c'è mai un'inquadratura fissa, non c'è mai un dialogo portato con decenza, tutto è spezzettato, tutto è frammentato. Di questa tecnica vittime ne rimangono gli attori. Se in TREE OF LIFE Pitt, la sconosciuta Chastain e Penn avevano quel margine di credibilità nei personaggi in TO THE WONDER Affleck, Kurylenko, McAdams vengono snaturalizzati dalla loro capacità di recitare, rimangono a nudo senza suscitare una degna emozione, una magia cinematografica; più che altro un videoclip ma di dieci venti volte più lungo a ripetersi e a girare a vuoto. Bardem forse è l'unico a salvarsi, ma è solo e abbandonato, buttato lì tanto per.

C'è tanta invidia per le immagini che emana e la musica che si ascolta ma anche altrettanta delusione di un film solo abbozzato.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  15/09/2012 12:10:11
   5½ / 10
Il Parsifal di Wagner sottolinea questa continua ricerca di una felicità attraverso l'amore verso un'altra persona, l'amore verso Dio. Una felicità che per pochi istanti si tocca, si assapora raggiungendo l'estasi e poi, sempre per quelle debolezze così umane, si perde. E ricomincia la ricerca.
In questo film di Mallick ho visto l'impossibilità per l'essere umano di essere felice, di avvelenare le nostre stesse esistenze e la Natura stessa che ci circonda.
Molto più minimalista di Tree of life, del quale è quasi una sorta di spin-off. Molto buono l'assunto e il fascino di alcune sequenze, ma anche le cadute di tono di altre. Soprattutto si rimane con la sensazione di un concetto ripetuto ossessivamente per tutto il film, diventando francamente irritante.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  13/09/2012 23:49:39
   6 / 10
Un magnifico film... su cosa?
Temevo una deriva mistico-delirante di Malick dopo il bellissimo, ma ostico, "The tree of life"; il problema qui è che il regista sembra propinarci tutto il peggio di quel film, portandolo alla sua massima apoteosi. Ciò comporta il totale abbandono alla forza innegabile delle immagini per i fedelissimi, e il totale abbandono del film per tutto il resto degli spettatori, me compreso, che a fine proiezione ho fischiato come un ossesso.
Malick vorrebbe esprimere visivamente l'inesprimibile sentimentale ma per farlo mette mano a un campionario impressionante di frasette alla ricerca di un senso, atte a compensare l'assenza pressoché assoluta di dialogo e a completare una narrazione frastagliata tra reale e onirico.
Una fatica immane si fa per riuscire a stare dietro a una narrazione che sfida ogni concetto narrativo fino ad ora conosciuto, per entrare seppur minimamente (o per nulla) in contatto con personaggi tanto ideali (su tutti la saltellante e demenziale Kurylenko), per riuscire a sostenere la bellezza struggente di sequenze che sfociano pericolosamente nel pubblicitario (Lancome ma anche Sette per mille alla chiesa cattolica), per tollerare una serie di messaggi a metà tra l'ascetico e il profetico che fanno tanto "capo carismatico".
Attendo i pareri dei fortunati che riusciranno a cogliere la "meraviglia" malickiana; per ora devo ancora capire se ho assistito a una delle esperienze più straordinarie o più irritanti di tutta la mia vita. Quel che è certo è che "To the wonder" sarà, almeno per me, un film indimenticabile, mistica cinematografica visivamente ed emotivamente non concepibile.

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Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  11/09/2012 09:45:27
   4 / 10
Quando un regista da cui ti aspetti tanto sbaglia un film, bisogna mettere da parte la stima che si prova nei suoi confronti e dire le cose come stanno: "To the wonder" fa schifo. Irritante, inutile, prolisso, sembra il sequel della parte meno interessante di "The three of life", con sequenze più piatte, musiche meno coinvolgenti, interpreti più odiosi.
Se aggiungiamo poi che il film di Malick è poliglotta (i suoi personaggi parlano francese, inglese, spagnolo, italiano), ci viene il dubbio che abbia la presunzione di credersi portatore di un messaggio universale.

La storia di questa donna che fa le capriole al supermercato e poi piange, viene lasciata e tradita, ritorna dal suo amato (muto) e dice frasi in voice-over del tipo: "Sono l'esperimento di me stessa, mostrami come amarmi". Ma vaffancu.lo.

L'unica parte che si salva è quella con Bardem, prete dalla faccia stanca e dalle spalle curve.

3 risposte al commento
Ultima risposta 12/07/2013 13.31.28
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/09/2012 01:19:41
   6 / 10
Il film di Malick insiste nell'utopia impossibile di un mondo migliore, inglobato in una forma di simbolismo agnostico che reclama la fede e la speranza, quando tutto si perde... ma la storia rischia di scadere nel fumettone gratuito, a parte qualche momento con Bardem (la visita nelle carceri per es.) dove la vena contemplativa di un autore impatanato dalla sua bellezza visiva si ricorda di essere qualcosa di più di una partitura di danza. Quello che implode è tuttavia la sua proverbiale inutilità, a dispetto delle buone intenzioni

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  03/09/2012 12:22:31
   6½ / 10
il mio voto a questo film è molto combattuto.prosegue sullo stile come l'albero della vita ma non ha , purtroppo , gli stessi contenuti.è stata una delusione e alla prima è stato fischiato.l'interprete principale è la kurylenko, affleck,mcadams e bardem sono figurine di contorno.il personaggio di marina è alquanto fastidioso, sempre a volteggiare a passo di danza qualunque cosa faccia, persona opportunista e alla ricerca di un amore vero, ma che lei per prima rifugge.pochi dialoghi e ridicoli come "sono l'esperimento di me stessa" pronunciato dalla mondello.le immagini sono magnifiche e la musica pure, ma non può ridursi a questo un film.alla fine non dice niente, o almeno a me ha lasciato zero.

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/09/2012 15.27.48
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