vendetta (1984) regia di Stephen Frears Gran Bretagna 1984
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vendetta (1984)

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locandina del film VENDETTA (1984)

Titolo Originale: THE HIT

RegiaStephen Frears

InterpretiTerence Stamp, John Hurt, Laura Del Sol, Tim Roth, Fernando Rey

Durata: h 1.38
NazionalitàGran Bretagna 1984
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 1984

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Trama del film Vendetta (1984)

Dopo dieci anni di ricerche i due killer Braddock (Hurt) e Myron (Roth) ritrovano il delinquente e traditore Parker (Stamp) in Spagna. L'attraversano in auto per portarlo a Parigi, braccati dalla polizia che non riesce a trovarli finchÚ non sono loro a fermarsi.

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Voto Visitatori:   7,13 / 10 (4 voti)7,13Grafico
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Voti e commenti su Vendetta (1984), 4 opinioni inserite

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VincVega  @  30/11/2020 20:32:13
   7 / 10
Un mix di noir thriller e road movie, in cui il grande Frears mette in scena una sottile guerra psicologica tra i due killer rapitori e l'ostaggio (tutt'altro che un santo). Piano piano le caratterizzazioni dei personaggi vanno dipanandosi, con la vicenda che rimane coinvolgente nel suo incedere. E che cast ragazzi, John Hurt, Terence Stamp ed un giovane Tim Roth fanno a gara di bravura.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  26/04/2016 20:58:49
   6½ / 10
Produzione e cast inglese ma sembra un road movie americano, girato nelle splendide location spagnole e arricchite dall'ottima colonna sonora di Paco de Lucia. Una sceneggiatura che privilegia molto le interazioni e le psicologie dei personaggi a scapito della narrazione in cui sono presenti non poche forzature e sacrificando inoltre il personaggio femminile, un po' troppo marginalizzato rispetto al terzetto maschile. Ottime le intepretazioni del terzetto Roth-Stamp-Hurt che riescono a creare la giusta tensione, mescolando le carte e spostando l'equilibrio con una certa maestria. Un film con i suoi buoni difetti ma interessante.

DogDayAfternoon  @  01/02/2015 14:49:00
   7 / 10
Trio di attori molto affiatato, una sceneggiatura semplice con frasi brevi ma efficaci. Un film di ottima fattura, una storia interessante anche se non è scattato quel qualcosa che fa di un buon film un ottimo film.

L'ho guardato molto volentieri ma non mi ha lasciato granché, e non saprei dire nemmeno il motivo. Non ho trovato tutti questi colpi di scena, mi aspettavo sempre succedesse qualcosa di imprevedibile ma in realtà sono sempre stato disatteso. Comunque tanto di cappello, averne di film così.

Nota musicale: nonostante i nomi importanti, non mi è piaciuta molto la colonna sonora.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  16/03/2012 13:37:29
   8 / 10
Il piccolo, simpatico delinquente inglese Willie Parker (Terence Stamp, bravissimo come sempre) decide di testimoniare in tribunale contro mandanti e complici con i quali in passato aveva preso parte a svariate rapine. A fine processo, per protezione, la polizia decide di spedirlo in un piccolo paesino della Spagna sotto falsa identità.
Dieci anni dopo, i killer Braddock (John Hurt, mostro) e Myron (Tim Roth, magistrale già al suo esordio) lo rintracciano, lo rapiscono, e con lui intraprendono un viaggio in macchina con destinazione Parigi. Ma la strada è lunga, l'ostaggio esasperante e fin troppo tranquillo, e per di più, tra i tre si mette in mezzo una ragazza enigmatica (la tettona Laura Del Sol) che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Piccolo grande thriller degli anni 80, sfortunatamente poco conosciuto al grande pubblico. Messo in scena con gran classe e diretto con mestiere da Stephen Frears, è un film on the road coinvolgente, imprevedibile e ricco di colpi di scena che fa molta leva sulla scelta minuziosa dei paesaggi desolati, sulla commistione poco chiara tra vari generi (a volte sembra una commedia leggera, in altre un drammatico, in altre ancora un thriller vero e proprio) e, cosa più importante, sulla grande ambiguità che si portano dietro i quattro personaggi principali, tutti interessanti allo stesso modo e tutti caratterizzati in maniera eccellente: abbiamo la ragazza Maggie che, come già detto, rimane enigmatica fin dall'inizio in quanto non si capisce bene se gioca o meno a fare la vittima; poi abbiamo l'ostaggio Willie, un soggetto colto e filosofico dal quale lo spettatore (e anche chi gli sta attorno) non potrà fare a meno di rimanere affascinato per i suoi modi calmi e gentili (da ricordare che viene rapito per una esecuzione sicura e dolorosa), per la sua maniera di vedere ed apprezzare la vita anche nelle piccole cose, e per la sua preparazione psicologica all'idea della morte; a seguire, troviamo il giovane killer e assistente Myron, uno sbruffoncello al suo primo incarico che, nonostante i finti atteggiamenti da uomo duro, senza paura e dal sangue freddo, si rivelerà, oltre che il più ingenuo, anche l'anello più debole e influenzabile di tutto il gruppo; e infine, abbiamo lo spietato killer di professione Braddock, un uomo freddo e distante sempre protetto dagli occhiali da sole, quasi caricaturiale, indeciso ed esitante solo in apparenza, misterioso e di poche parole sin dall'inizio, ma del quale non si riusciranno a capire le vere, sconvolgenti intenzioni se non negli ultimi minuti di pellicola (quando prenderà una decisione che lascerà lo spettatore con la bocca letteralmente spalancata).

Non c'è altro da aggiungere. Un thriller angosciante e pieno di sorprese, magistralmente diretto, splendidamente fotografato e ottimamente recitato, da recuperare nella maniera più assoluta.
Se non fosse stato per la prima parte, poco movimentata rispetto alla seconda, avrei senz'altro messo qualcosina in più.


Note: i titoli di testa sono accompagnati dalla stupenda musica di Eric Clapton in collaborazione con Roger Waters;
Tim Roth, per la sua performance, vinse un Evening Standard Award.

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