zabriskie point regia di Michelangelo Antonioni Italia, USA 1969
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zabriskie point (1969)

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locandina del film ZABRISKIE POINT

Titolo Originale: ZABRISKIE POINT

RegiaMichelangelo Antonioni

InterpretiMark Frechette, Daria Halprin, Rod Taylor, Paul Fix, Bill Garaway

Durata: h 1.52
NazionalitàItalia, USA 1969
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 1969

•  Altri film di Michelangelo Antonioni

Trama del film Zabriskie point

Mark, studente ribelle ricercato a Los Angeles dalla polizia per aver ucciso un agente, riesce a fuggire su un aereo da turismo rubato. Nel deserto californiano incontra e ama una ragazza, Daria, che si sta recando a Phoenix per trascorerre un periodo di vacanza. Nel paesaggio spettrale di Zabriskie Point (il punto di massima depressione geologica degli Stati Uniti) i due giovani trascorrono lunghe ore d'amore, ma...

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Voto Visitatori:   7,51 / 10 (45 voti)7,51Grafico
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Voti e commenti su Zabriskie point, 45 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  20/09/2018 03:29:55
   7½ / 10
Delude rivisto oggi, con le sue ingenuità e metafore ma rappresenta quasi un epitaffio di un'epoca e certo ha influenzato tutti, da Dumond al più noto Wim Wenders. Esperienza visiva da fare, se non altro per un Europeo che tenta di capire l'America. Colonna sonora Cult, ovviamente. Strane affinità Antonioni e David Gilmour, Antonioni e Jerry Garcia. Il protagonista è finito malissimo, nella vita privata.

Thorondir  @  03/08/2018 15:32:51
   8 / 10
Zabriskie point non è un film, facile e non vuole esserlo, non è un cinema "divulgativo" (come tutto Anotonioni) e non vuole esserlo. Zabriskie Point è un viaggio psichedelico nella psiche dell'America ribelle ma autodistruttiva, disposta al sacrificio, forse inconsapevole, dei giovani borderline e "ad ogni modo".
Un film asciutto, visivamente 100% antonioni, e che non ha nessuna intenzione di concedere nulla allo spettatore. Un racconto schizzoide della gioventù (bruciata) dell'america del tempo.

Charlie Firpo  @  07/08/2014 09:22:56
   4½ / 10
Film noioso senza nessuna storia, Antonioni non si capisce dove voglia andare a parare e sforna una sorta di polpettone insulso sulla scia di un' America impegnata nelle rivoluzioni del 68', gli hippy e la loro visione del mondo con il loro senso di libertà e amore libero ma con dietro l'angolo l'ombra in agguato del Vietnam.

Le scene lunghissime delle varie cose che esplodono a rallentatore hsanno un' insulsaggine da record e il bello è che Antonioni insiste pure in più frangenti con il solo risultato di far girare le balle allo spettatore, per questo al botteghino è stato un meritato completo fiasco.

Per gli interpreti brava Daria Halprin molto naturale seppur non essendo una vera e propria attrice, strano che poi non abbia più avuto altri ruoli e altre offerte... all' epoca era pure una bella sventola.

DarkRareMirko  @  26/06/2014 00:45:56
   8½ / 10
Un Antonioni diverso dal solito, che ha spezzato a metà pubblico e critica.

Grande accortezza per fotografie e musiche, molta libertà espressiva e contenutistica, finale simbolico (riguardo ad una società che non accetta un certo tipo di persona).

Cattura perfettamente in immagini lo spirito e la voglia di libertà tipica di quegli anni e spizza molto sotto più aspetti, non ultimo quello narrativo.

Posso condividere certe critiche relative alle ambizioni, ma mi fermerei li, visto che il film è onesto e corretto (le scene del deserto e quella dell'uccisione sull'aereo ce le ho ancora stampate in testa da quanto sono reali).

Twentynine palms di Dumont gli deve molto.

Apparizione di Harrison Ford.

Il maestro Antonioni ha uno stile tutto suo e per apprezzarlo appieno bisogna porgersi assolutamente neutri riguardo ai suoi film, senza pregiudizi.

GianniArshavin  @  27/02/2014 23:24:27
   6 / 10
Mio primo approccio con Antonioni dal sapore agro-dolce. Di questo film diventato negli anni un piccolo cult mi son piaciuti il potente messaggio di base, la grande fotografia e le scene allo Zabriskie e quella finale.
Purtroppo per il resto ho trovato la pellicola troppo lenta (soprattutto in alcuni interminabili piani-sequenza), con una sceneggiatura un po' carente e una serie di dialoghi poco curati.
Da lodare il coraggio del regista che nel 69/70 lanciò quest'opera polemica e "scorretta" nonostante le prevedibili critiche. Purtroppo, anche se ci sono alcune similitudini con titoli come "Easy Rider" e "La rabbia giovane" ,non me condivise lo stesso ed immediato successo venendo riscoperto, parzialmente, solo a posteriori.

Oskarsson88  @  29/01/2014 18:34:32
   9 / 10
Questo film può essere amato o disprezzato non c'è dubbio. Ma le lunghe scene di amore e libertà nel deserto così come il finale pregno di immaginazione e anticapitalismo puro sono di un effetto incredibile. Un film che racchiude un po' tutto, con una fotografia splendida, una fluidità che non sempre c'è (d'altronde Antonioni è così) una distopia ben netta e una pubblicità invadente, la lotta sociale e la libertà e il presente vissuto a pieno raggio. E aggiungiamoci una colonna sonora di gran livello, con i Pink Floyd in primis...

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  01/08/2013 17:48:08
   5 / 10
Si salvano soltanto poche scene. Di una banalità sconvolgente.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  29/01/2013 20:51:23
   9 / 10
Lo spirito di ribellione e fuga degli anni 60/70 per Antonioni.
Un capolavoro di forza narrativa e capacità di affidare ad immagini di rara potenza evocativa le contraddizioni (o i pregi?) di un'epoca.
Programmatico ma poetico, con le ingenuità di un mondo - e l'occhio da autore.

Non per tutti i gusti, ma le due famose sequenze (gli amanti nel deserto e il finale) rimangono "assolute" anche oggi.

JOKER1926  @  16/04/2012 01:44:54
   7 / 10
La potenza di un film, dell'immagine è quella di parlare aldilà delle parole e dei monologhi ripetitivi e ridondanti. Quando dietro la camera si addensa la maestria e/o lo stile di un regista determinato e consapevole della sua concezione cinematografica e del suo pensiero politico il gioco è fatto…
Accade tutto questo con Michelangelo Antonioni, il film in questione e di quelli che hanno fatto storia fra critiche ed approvazioni, si parla dunque di "Zabriskie Point".

Per entrare alla grande nell'intelaiatura teoretica della regia è importante sapere che Antonioni è stato un regista di idee "rosse", ovvero la sua anima verte verso la visione comunista e marxista delle cose.
Di conseguenza discorrendo di "Zabriskie Point" si arriva a parlare di politica e di una specifica "zolla" temporale, siamo infatti negli anni caotici del sessantotto fra uccisioni e moti di pseudo rivoluzione perpetrati, dopotutto, da quei "giovinastri" del tempo che ,avendo il sedere al riparo, (figli della borghesia) e godendo di una buona situazione economica si lanciavano in sfide e movimenti comunisti saturi di una circoscritta (se non totalmente assente) proiezione di ideali e di teoria sociale.
I ricchi (padroni del loro presente e futuro) rimanevano alla larga, i poveri, invece, rigavano dritto per la loro strada pensando all'essenziale, alla sopravvivenza… (Ma questa è una storia lunga...)

"Zabriskie Point" si prende la briga di remare contro la borghesia, ad inizio film e persino attaccato l'individualismo borghese, e contro tutte le sue componenti.
I giovani, protagonisti del film, rappresentano il "blitz", o meglio, la fuga dal mondo comune e ordinario verso punti (Zabriskie Point) incontaminati e lontani dal tran tran quotidiano. I loro dialoghi, i loro atti sessuali certificano la libertà di animo che sembra esser troppo utopica e inattuabile, ma la forza del Cinema riesce a far convergere il tutto verso una totale accettazione della cosa.
Sarà poi il finale, attraverso le immagini, a tonificare, una volta e per sempre, il contesto scenico e argomentativo della regia di Antonioni.
Il film oltre la sua natura comunista/evasiva mostra delle peculiarità di grande importanza, insomma si respira una strana sensazione in questa prodotto del 1969, sembra di essere in un contesto hippy ed estivo; tale macchinazione visiva e percettiva scaturisce dalle scenografie, o meglio, dalle ambientazioni che, specie negli esterni, donano molto.
Gli attori non famosi e le musiche rock sono altri crediti positivi nella confezione tecnica del lavoro cinematografico.
A livello contenutistico, invece, la trama si mantiene lontano da ingarbugliati snocciolamenti e si presenta troppo statica e settoriale. Gli episodi non aprono nessun binario narrativo, bensì aprono solo scenari di sensazioni che hanno però il pregio di catturare il critico cinematografico, magica e brillante, ad esempio, la relazione fra i due ragazzi.

Negli anni duemila, con gli occhi dello spettatore moderno, "Zabriskie Point" risulta essere indigesto, indecifrabile e impalpabile. Occorre visionare il tutto con acuta dinamicità di pensiero accettando (e magari non condividendo) ciò che ha voluto dire la regia. Film lento ma nel suo intento sicuramente compatto e aguzzo.

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Ultima risposta 17/04/2012 21.39.05
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Black Eight  @  22/05/2011 17:08:48
   8½ / 10
Quando ti appresti a guardare un film di Antonioni devi mettere in conto la complessità dei temi e la più che nota incomunicabilità del regista, che spesso eccede nelle sensazioni, nelle emozioni, tralasciando il filo del discorso. Queste componenti sono presenti sopratutto nella seconda parte di Zabriskie Point, per intenderci tutte le sequenze ambientante nel deserto oltre che nell'indimenticabile finale, quindi niente di nuovo. Ciononostante il film non annoia affatto, la prima parte è ricca di tensione, sembra che la rivolta prenda veramente forza anche sullo schermo, laddove in molti film questo periodo storico è raffigurato in modo freddo. Alcune scene sono emotivamente coinvolgenti e , se si è abbondantemente discusso sulle esplosioni finali (con in sottofondo la musica travolgente dei pink floyd) che stanno inequivocabilmente a significare il desiderio di smantellare il sistema capitalistico, non si possono non citare le trascinanti sequenze che raffigurano i due protagonisti cedersi all'amore più libero e incontaminato che formano un tutt'uno con il deserto (e quindi con la natura) esprimendo una carica erotica che ha veramente pochi simili nel cinema (anche quello attuale). Il tutto è sapientemente gestito dalla mano talentuosa del regista che si lascia andare a riprese ambiziose e difficilmente realizzabili

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  27/04/2011 16:07:45
   6 / 10
Primo passo verso Antonioni per me, ho letto un po' in giro su questo film ma un'idea precisa non me la sono ancora fatta, magari guarderò qualcos'altro di questo regista più avanti. Per il momento posso dire che "Zabriskie Point" non mi ha detto molto, non mi ha annoiato ma neanche emozionato. Visivamente però l'esplosione finale con le note di "Careful with that axe, Eugene" è magnifica.

edmond90  @  07/03/2011 15:38:13
   4½ / 10
Film a mio modo di vedere datatissimo e di difficile fruizione odierna.
E anzi da quel che ho letto lo si accusava di essere troppo retorico gia 40 anni fa.
Ma cliches a parte l'ho trovato veramente povero di significato,con un'introspezione psicologica nulla dei personaggi,inutilmente prolisso e oltretutto mal recitato.
Visivamente pero'regala alcuni momenti(il finale e la famosa scena d'amore nel deserto)veramente molto belli,per cui non me la sento di scendere oltre con il voto.
9 alla fotografia 3 a tutto il resto

tnt.dan  @  23/02/2011 10:20:32
   9 / 10
Non vorrei dire una "bestemmia", ma credo ke qsto film sia un pò come Zarathustra di Nietzsche, un film x tutti e x nessuno. Credo che qsto sia il classico film ke si odia o si ama! Non l'ho trovato x niente lento e ho molto apprezzato la scena di amore nel deserto, perchè credo che quei due giovani rappresentassero migliaia di altri giovani che superavano le barriere sessuali, imposte dalla società ancora bigotta di quei tempi. Certo è ke x uno come me ke ha sempre sognato di essre un 20enne nel 68 e non nel 2010 e di vivere a quei tempi in california è molto facile apprezzare qsto film così puro e semplice.

P.S.
Se volete una descrizione perfetta del film guardate il commento di
fdondero

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  11/02/2011 18:28:58
   5½ / 10
Avrei tante cose da dire su questo film. Quello che posso affermare per certo, è che mi ha deluso tantissimo. Antonioni cattura perfettamente lo spirito che aleggiava tra i giovani dell'epoca sessantottina (ribellione, malessere, voglia di libertà ecc...), ma è completamente incapace di dare ritmo e sostanza alla storia, priva di interesse e per niente coinvolgente. Di questo mattone, alla fine si salvano l'uso azzeccato della colonna sonora (bellissime le melodie dei Pink Floyd), la magnifica fotografia (curata in ogni minimo dettaglio, in particolar modo nelle riprese del bellissimo paesaggio del titolo), qualche interessante movimento di macchina, e per l'appunto, l'atmosfera sessantottina. Per il resto, avrà il suo valore storico o quello che vi pare, ma la verità è che "Zabriskie Point" rimane un film noioso (anche contestualizzato nel 1969), privo di una sceneggiatura adeguata (poca chiarezza, troppi simbolismi, troppe sequenze eccessivamente prolungate), e con uno sviluppo spesso e volentieri insensato e incongruente.
Es.: la scena d'amore nel deserto tra i due protagonisti (bravetti per essere dei dilettanti, anche se la bellezza li ha aiutati molto) è interminabile, come se il regista avesse detto "ok adesso ci fumiamo un pò di cannoni e poi fate quel cazzò che volete, io continuo a girare". Ed è questo il problema principale: potete assentarvi o addormentarvi per venti minuti, tanto quando tornate o vi svegliate, trovate il film praticamente allo stesso punto!
Deludente e di una pesantezza allucinante (sullo stesso genere, era molto meglio "Easy Rider").
Arrivare a vedere "Zabriskie Point" fino alla fine, al giorno d'oggi, è veramente un'impresa impossibile. Come dicevo, avrei tanto da dire riguardo a quest'opera, ma se cominciassi credo che non mi fermerei più. Perciò mi fermo qui.
Quasi sufficiente.

guidox  @  22/01/2011 18:02:10
   7 / 10
quando la sceneggiatura è così scarna e la trama diventa semplicemente contestuale, se c'è un messaggio da ricevere, ovviamente deriva tutto dalla forza delle immagini, specie in casi come questi, dove il simbolismo è marcato.
Antonioni riesce nel suo intento perfettamente con le due scene cult (la scena d'amore e quella finale dell'esplosione), ma sinceramente per il resto non mi coinvolge affatto, risultando pesantissimo oltre ogni limite, come se ci fosse più autocompiacimento per la perfezione della fotografia che non valore espressivo da far giungere allo spettatore.
il significato del film pur essendo ancora attuale nei contenuti, nella sua forma non sempre riesce ad essere moderno a distanza di tempo, probabilmente perchè alla fine sempre di sperimentazione stiamo parlando.
la musica è sublime, Pink Floyd pefetti nelle loro esecuzioni.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  01/06/2010 11:30:43
   8½ / 10
Questo film ha il merito di avermi affascinato tantissimo, nonostante molti lo considerino una smartellata sulle palle.

Quei silenzi e quei punti morti per me sono volati, aiutati da una regia ottima e da un paesaggio estremamente selvaggio e funzionale allo scopo del film.

E quel pensiero rivoluzionario finale di una ragazza che vorrebbe ma non può è sicuramente una delle scene più suggestive che mi sia mai capitato di vedere davanti alla mia 32 pollici.

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THE_FEX84  @  31/01/2010 16:29:17
   7 / 10
Il primo film americano di Antonioni,cerca di raccontare una storia sospesa e quasi aerea di due giovani influenzati profondamente dall'atmosfera sessantottina:all'epoca colpirono soprattutto le sequenze in cui i due protagonisti facevano l'amore nel luogo del titolo,e il finale,sorta di sogno psichedelico di rivolta giovanile ai danni dell'arrichita borghesia,dove una lussuosa villa viene letteralmente distrutta da un'esplosione immaginata dalla ribelle protagonista(realizzata virtuosisticamente dal regista,grazie all'utilizzo di diverse macchine da presa)commentata dalle belle musiche dei Pink Floyd.Con il senno di poi,il film appare un pò prolisso e semplicistico,ma è tutt'oggi ancora valido come documento sociologico di un'epoca indimenticabile di contro-cultura giovanile,che ha influenzato gli animi e le coscienze della generazione del periodo,costretta prima o poi a confrontarsi successivamente con una società senza valori e priva di fondamenta.Senza dubbio non è il miglior film di Antonioni,ma nemmeno il peggiore,anche se da un maestro come lui ci si poteva aspettare qualcosa di più profondo e meno illustrativo.

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  26/01/2010 02:55:44
   4½ / 10
Non so, personalmente credo che Antonioni sia uno dei registi più sopravvalutati della storia del cinema.
Una trama inesistente, protesta sociale...embè? Piani-sequenza lunghi fino allo sfinimento...ma perchè? Per cosa? Mi spiace non capisco.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  11/11/2009 11:14:07
   8 / 10
Film del 1970, unico di Antonioni interamente ambientato negli Stati Uniti. Questo lungometraggio è diventato un cult perché racconta il sogno della gioventù occidentale, come molti altri splendidi film di quegli anni.
Zabriskie Point è un luogo di libertà dove quasi tutto è possibile, ma dove l’attrito con la realtà produce il drastico risvegliarsi dal mondo della fantasia.
Celebre la splendida colonna sonora che annovera Pink Floyd, Grateful Dead, Rolling Stones e Jerry García.
Bellissima la fotografia di Alfio Contini.

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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  04/09/2009 14:01:39
   7½ / 10
Gli ultimi sussulti post-sessantottini. L’estremo colpo di coda, messo in atto con un’opera in cui una visione apocalittica anti-borghese va di pari passo con quella di una “morrisoniana” “great golden copulation”, nell’alternanza tra severe invettive al sistema ed esaltazione dell’amore libero e depurato da qualsiasi classificazione di natura sociale. Così, attraverso un manifesto apparato metaforico (secondo il canone tipico del linguaggio cinematografico di Antonioni), si va dalle immagini che mettono in risalto l’artificiosità e la fatuità della mondanità capitalistica a quelle che, al contrario, evidenziano la naturalezza di un rapporto fondato sulla spontaneità, nel contrasto tra gli ambienti chiusi e asfittici di una multinazionale o di una villa lussuosa e quelli ariosi e luminosi della “Death Valley”.
Non è un film pessimistico, tutt’altro. Al momento di massima crisi, rappresentato dall’evento luttuoso, non consegue un adeguamento allo “status quo”, con conseguente assorbimento nelle “gerarchizzazioni” socio-economiche, ma il rifiuto di queste e la fuga: un modo per mantenere viva quella speranza –all’epoca sulla via del tramonto- di cambiamento radicale che ha costituito l’anima, sotto il profilo ideologico, del movimento sessantottino.
A conferma della svolta positiva, vi è pure il venir meno del peso dell’incomunicabilità di coppia, che aveva segnato la precedente produzione del regista ferrarese e che ora lascia il posto a una nuova e più conciliante prospettiva: alla sofferenza per la solitudine interiore subentra, qui, l’incanto e l’euforia per l’unione di due anime affini, suggellato dall’atto sessuale che si eleva –addirittura- fino a richiamare una sorta di amore cosmico.
Un film un po’ ingenuo ed esile nella sceneggiatura, perchè fa leva su una contrapposizione quasi “manicheistica” esente da analisi più approfondite della realtà (in questo senso, meglio l’ultimo lavoro di Bernardo Bertolucci), ma assolutamente pregevole nel suo impatto visivo, grazie ad un’eccelsa fotografia (Alfio Contini), che si muove tra suggestivi bagliori solari e orizzonti crepuscolari, e ad una efficace regia giocata in gran parte su campi lunghi e lunghissimi. Molto riuscito il momento (citazione parodistica di “Intrigo internazionale”?) in cui i due protagonisti s’incontrano, l’una in automobile l’altro su un velivolo, e nel quale si assiste a un singolare corteggiamento aereo.
Di prim’ordine la colonna sonora.

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Ultima risposta 19/09/2009 11.55.37
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fdondero  @  31/08/2009 07:58:32
   10 / 10
Per me Zabrinsky Point ha un valore immenso. Non penso che sia importante la trama, lo spaccato dell'america, il 69, l'espolsione termoatomica. Neanche la musica dei pink floid -che intendiamoci è bellissima, ma che per Antonioni fu una delusione e tenne nel fim solo perchè non poteva fargli un torto dopo avergli chiesto di lavorare per lui (ed infatti non ci sono solo i pink floyd, c'è John Fahey anche se per qualche secondo, i Greatful Dead).
Io non sono un critico e neanche uno molto esperto, ma le immagini, la fotografia sono una vera goduria, scorrono che è una meraviglia, non ti stancano mai, si susseguono in maniera perfetta. Ecco è questo susseguirsi, questo andare avanti che mi trasmette sempre qualcosa di enorme, che pochi film hanno il potere di fare. Questa è la vita, nelle poche ore di immagini Antonioni ci ha messo la vita, un episodio, ma pur sempre di quello si tratta. E' la vita che spesso non siamo capaci di vivere per via delle congetture che ci accompagnano: la scuola, il lavoro, le regole, il conformismo, il potere, lo stato. La trama è attuale ai tempi che erano: alla fine degli anni 60, una persona del suo carico intellettuale non poteva non considerare la contestazione, lo sviluppo immobiliarista, le SPA nel deserto (oggi vanno di moda nei vigneti e sono richieste anche dagli operai ex democrazia proletaria, senza offesa, ero DP anch'io). Poi c'è la poesia con cui ci presenta la storia dei due ragazzi: è commovente. Ma a voi non è mai capitato di innamorarvi a quella maniera? Io è da quando ho 4 anni che aspiro a delle situazioni come quelle (alla fine ci sono riuscito, ma che fatica!), ma quella di Daria e Mark è perfettamente riuscita. C'è l'intesa (lui che fa le acrobazie con l'aereo per segnalarle che deve atterrare, lei che capisce e disegna la pista), c'è l'attrazione di due persone giovani, che si attraggono, si proteggono. Ed è amore dolce e passionale assieme, quello vero. L'amore di gruppo nel deserto? Forse aveva calato una micropunta. Ma quella è la vita che fiorisce, è la natura, è un sentimento che si trasfigura, va oltre l'atto della coppia, è l'amore per tutti e di tutti. Forse c'è del paganesimo, ma Antonioni non era certo un clericale o un ciellino. Non ci vedo una gran malizia in quella scena, io l'ho vista assieme ai miei figli di 6-10 anni e l'abbiamo trovata tutti di una poesia straordinaria. Il consumismo, non centra un cavolo col film, è assolutamente secondario. Certo Michelangelo era un gran comunista, tant'è che John Fahey, un americano, scappo' via dopo che cenarono assieme e lui gli parlo' della sua visione imperialista ed anticomunista dell'america. Ah, che grande sei stato Antonioni. In 4 immagini hai riassunto la vita.
Riguardo l'esplosione, con Careful with your Axe Eugene dei Pink Floyd come accompagnamento, per i piu' maliziosi, potrei rigiocare la carta della dietil ammide dell'acido lisergico, ma sono sicuro che Michelangelo non l'ha mai presa. Non mi pronuncio, è superlativa, degna di una produzione di Hollywood di oggi, mi chiedo ancora adesso se e quanta dinamite possa essere servita. Una fine differente non poteva esserci, peccato solo che Mark sia morto e che Daria ne abbia sofferto in maniera immensa. Pero' si sa, la vita spesso riserva il peggio e questo Michelangelo lo ha contrapposto all'happy hand tipico delle produzioni americane.
Fantastico, fantastico, capisco che per molti non sia minimamente percepibile, d'altronde basta vedere chi abbiamo a governarci.
Al diavolo chi vuol capire questo film, veditelo, goditelo, non pensare a cosa voleva dire Antonioni, pensa a quello che ti suscita dentro. E se non ti dice proprio niente allora vai a giocare al superenalotto, guardati due televendite e poi il maurizio costanzo show. Questo dovrebbe farti stare meglio.

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Ultima risposta 23/02/2011 10.23.19
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Bathory  @  30/08/2009 12:50:43
   7 / 10
Il film è indubbiamente invecchiato abbastanza male...soprattutto per quanto riguarda la prima mezz'ora..
La seconda parte invece con l'ingresso nel desolato e silenziosissimo Zabriskie Point, il film cambia completamente registro, diventando estremamemente onirico, affascinante, visionario, con una delle scene più seducenti della storia del cinema.
Prorompente e visivamente devastante il messaggio finale anticonsumista e antiborghese, ma Zabriskie Point resta un film sostanzialmente sterile e vuoto con un pizzico di autocompiacimento in alcuni tratti, ma almeno una visione la merita..

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Ultima risposta 12/01/2010 19.29.05
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Rand  @  06/07/2009 16:05:51
   9 / 10
Questo è il classico film che o lo si ama o lo si odia!
Non sono un gran estimatore di Antonioni, sicuramente ha dato tanto al cinema italiano ma non tutti i suoi film sono riusciti, basta pensare ad Eros che mi ha deluso molto. Comunque questo suo film invece è il mio preferito, sarà che l'ambientazione USA risulta di ampio respiro, l'uso limitato dei dialoghi sostituiti dai paesaggi e dalla musica sono evocativi di un film che colpisce per la rievocazione di una realta non sempre idiliaca( il 68, la contestazione studentesca) come fragole e sangue per dire.
Bellissima la ragazza, musa e tramite della vicenda, il ragazzo come sua controparte induce curiosità per il rapporto che si dipana tra i due, diversi ma attratti, l'uno ribelle, l'altra conformista, per poi sfociare in una dimensione onirica, che rappresenta la desolazione delle vicende umane che hanno in parte sempre caratterizzato il cinema di antonioni.
A tratti ermetico, il film è comunque visivamente accattivante e non scontato, grande colonna sonora firmata dai Pink Floyd in stato di grazia!
Il finale spettacolare e suggestivo rappresenta qualcosa di notevole, la critica al consumismo incarnata dall'esplosione degli oggetti, che risultano superflui, semplici gusci che vanno in pezzi mostrando la decadenza della mentalità medio-borghese, incarnata dai cinici uomini che pensano a costruire appartamenti, in un angolo di deserto, per speculare, simili a macchine prive di sentimenti. Ma l'esplosione onirica rappresenta la realtà?
Ma qual'è la realtà vera è incontestata?
Film per pochi...

Ciaby  @  24/12/2008 21:22:43
   4½ / 10
potente...ma non mi è piaciuto

paride_86  @  29/11/2008 18:46:53
   8 / 10
Michelangelo Antonioni con "Zabriskie Point" racconta il fermento rivoluzionario giovanile nella fine degli anni '60, partendo dalle università. Nel film la vita di due ragazzi si incrocia in un caleidoscopio di amore, passione, dolore e infine liberazione (metaforica) da tutti i simboli del consumismo dell'epoca. L'unica riserva che ho per questo film è che forse sente un po' il peso degli anni, ma comunque è una pellicola che deve essere vista, anche perché testimonia la versatilità cinematografica di Antonioni.

Harvey Ross  @  05/11/2008 18:06:23
   5½ / 10
Michelangelo Antonioni: grande regista del concetto e sperimentatore. Il cinema con lui e con molti altri registi dell'epoca è portato ad una dimensione mentale che predilige l'immagine pura e semplice. Grande innovatore.
Ma c'è un "ma": un grande "ma" che va messo davanti a questo cosiddetto capolavoro. La trama è scarna, essenziale, i dialoghi sono solo da contorno, sono mera illusione; sono semplice citazione dell'evento. Il suo è un film didascalico, fatto di immagini e simboli.
Il grafe difetto di un film del genere (come moltri altri dell'epoca) è la difficile fruibilità. Il messaggio nn può essere universale se non può essere capito da tutti! Non è solo un modo di fare cinema "istruito", per quanto mi riguarda è un modo di fare cinema incomprensibile!
Non bisogna negare che Antonioni è precursore di tecniche registiche raffinate (come l'uso del rallenty o della camera portata a spalle); si può quindi parlare di un film sperimentazione, ma nulla più, non è punto d'arrivo ma inizio, linfa primordiale, caos cosmico, il quale darà vita ad altre correnti!
Quindi un grande Antonioni ma un film di m@#§a!!!!!!!!!!

mrwoolf  @  06/07/2008 02:37:23
   10 / 10
appena finito di vedere....

sono ancora in estasi per la scena finale...davvero liberatoria...seppur vissuta come mera esperienza mentale..
l'espressione della lotta contro il consumismo pressante della società
moderna rende il film davvero attualissimo, sebbene sia una fotografia degli anni 60...

stupende le scene nello Zabriskie point e regia davvero SUBLIME....

Invia una mail all'autore del commento angel__  @  15/06/2008 23:54:38
   8½ / 10
ottimo spaccato sulla generazione dei figli dei fiori, un film sulla divisione e l'incontro,fra noi e loro, cielo e terra, uomo e donna. poetico,avvolgente,con un finale memorabile e una colonna sonora straordinaria. la violenza dell'atto terroristico è la rabbia di un'intera generazione che proclama la propria presenza. antonioni il più interessante e moderno autore italiano di quegli anni.

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  19/12/2007 20:58:38
   10 / 10
Delicato, leggiadro pur nelle forti tensioni che provoca e che tratta. Una colonna sonora stupenda, che corteggia gentilmente le immagini di un'america che può essere libera ma che si soffoca nelle contraddizioni del mito del successo (la famigliuola felice di manichini nella pubblicità) e della repressione filofascista.
Ma la cura a quel male è incerta, anche per chi crede di avere le idee chiare e sicure.
Poetico il corteggiamento aereo, suggestivo lo Zabriskie Point, desolato e malinconico, "morto", ma liberatorio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Silly  @  28/08/2007 14:42:03
   8½ / 10
Molto bello, davvero. Antonioni era un uomo che ci sapeva fare. Non molti riescono a trasmettere messaggi, emozioni, concetti di pensiero ben precisi utilizzando la macchina da presa in quel modo. Lui era eccezionale nel comunicare con le immagini, con i silenzi, con i volti, con i colori, con le musiche. Qui la colonna sonora è giustissima, preponderante nel film.
Forse preferisco Blow up, ma è tutt altro film............ Ma come sempre, il suo chiodo fisso sugli uomoni e sull'incapacità di rapportarsi col prossimo, qui si espande in un contesto politico, ambientale e sociale. Sappiamo tutti quanto fossero intensi quegli anni, la crisi della libertà umana era all'apice.
Zabriskie point è un luogo bellissimo, un ambiente naturale emozionante e suggestivo. Un simbolo fondamentale, visto che i due giovani vivono intensamente la loro conoscenza proprio lì.

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Sostanzialmente è un film da vedere, xchè lo merita.
Spero che Antonioni sia morto contento di ciò che ha lasciato. Non so se sia un caso la sua morte in concomitanza con quella di Bergman........
Ma il fatto mi ha toccato. Credo siano stati uniti, seppur in modo non fisico, da una grande somiglianza. Ma questo non centra......
Guardate Zabriskie point, ne vale la pena!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  03/08/2007 18:18:01
   8 / 10
Un film dove Antonioni, mostra la sua visione personale dell'America anni 60, dove l'utopia giovanile lotta contro un consumismo sempre più dilagante e soffocante. Bellissima la colonna sonora.

onda  @  01/08/2007 17:08:11
   8½ / 10
Zabriskie point è sempre stato molto maltrattato, secondo me ingiustamente, dalla critica e dal pubblico.
Credo che sia sbagliato volerlo classificare come un film di denuncia sociale tout court. In realtà, la visione dell'America di Antonioni non può essere realistica perchè è una trasfigurazione poetica (forse è realistico il west di Sergio Leone? Eppure nessuno lo ha mai accusato di avere immaginato un west fasullo, prorprio perchè era una creazione artistica ). Il film mette in risalto il contrasto tra una civiltà cinica e caotica e la purezza rappresentata dal deserto, luogo primigenio in cui si realizza l'amore tra i due protagonisti.
Credo che l'attacco frontale alla civiltà dei consumi, nelle linee essenziali, abbia un senso simbolico ancora oggi e non condivido le critiche di provincialismo mosse al film, dettate forse dal pregiudizio verso un cineasta italiano che ha cercato di spostarsi su un terreno non tipico per i registi nostrani.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Giordano Biagio  @  01/08/2007 12:25:53
   9 / 10
Uno dei capolavori di Antonioni, ricco di simbolismi politici, culturali, esistenziali.

Il film sembra dire che le ribellioni alle istituzioni non possono che finire in tragedia. Nel fine anni '60 la contestazione studentesca ha assunto in diversi paesi dell'occidente toni da tragedia, Antonioni coglie l'essenziale di essa per via metaforica sottolineando da un lato la forza bruta e inutile del potere e dall'altra la necessità di una rottura radicale con il mondo corrotto della tecnologia del profitto.

L'eros vissuto nel deserto diventa il simbolo di una libertà senza regole assurde, da conquistare.

Forse l'Antonioni più attento alle grandi speranze di cambiamento del '69, un'epoca in cui simettevano in discussionie disvalori come la tecnologia del profitto, il falso moralismo sessuale, le guerre per il monopolio sul mondo, ma soprattutto l'autoritarismo e i sintomi perversi degll uomini di potere.

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seventhseal  @  31/07/2007 23:08:57
   8½ / 10
Ottimo film, che focalizza bene la realtà giovanile della fine degli anni '60 senza falsa retorica

Ch.Chaplin  @  08/03/2007 00:22:07
   8 / 10
nn è un film eccezionale, ma non so dove lo trovate lento..cioè, c'è ki mi da voti altissimi x 2001 e mi dice ke questo è lento??bah..alcune cose proprio non le capirò mai... cmq è un film ke non tutti possono apprezzare, stavolta non xkè si tratti di arte o meno, xkè il giudizio può variare in base alle opinioni di fondo degli individui. x me il soggetto è meraviglioso..il finale poi non parliamone!gli attori son un po' anonimi e qst è sicuramente una leggera pecca. x il resto antonioni è un grande!

davil  @  06/03/2007 12:10:16
   8½ / 10
per me uno dei migliori film di antonioni

suzuki71  @  14/01/2007 10:05:11
   9 / 10
Da incodizionato ammiratore di Antonioni, non posso non riconoscere anche in questo film la sua proverbiale "lentezza" che ogni tanto "persino a me" ha fatto chiudere gli occhi (forse era troppo tardi). Ok. ma concesso questo: anche in questo film si trovano ambientazioni assolutamente affascinanti e di qualità estrema. Anche in questo film ogni passo o gesto o luce è immaginata e realizzata come la migliore fotografia contemporanea. E la scena finale: poesia in movimento e assoluta modenità. Anche l'inizio del film, con il pezzo dei Pink Floyd: beh, se non fosse per alcuni interventi di hammond, è un pezzo uscito ieri.
Divinamente poetico. Dio, grazie per Antonioni.

Invia una mail all'autore del commento emmepi8  @  13/01/2007 15:57:02
   6½ / 10
Antonioni sceneggiatore con Tonino Guerra, con Clare People (moglie di Bertolucci ed allora compagna di Antonioni) e Sam Shepard, giovanissimo affacciatosi nella maniera giusta in un cinema che lo condizionerà nella maniera giusta. Il film fu uno scandalo e non solo per le famose scene del deserto, ma per la critica fatta alla società consumistica che l'America non sostenne, decretando l'insuccesso commerciale, almeno in America. Ponti rimase a bocca asciutta e si dovette sorbire tutte le critiche che il mondo politico gli fece, non accettando che degli stranieri giocassero in casa a quella maniera. La ferocie reazione che ebbe l'America verso questo film decretò lo smaccamento di tutto il cast.In un minuscolo ruolo c'è Harrison Ford, che poi è stato l'unico ad avere successo in avvenire. Diciamo subito che il film è molto condizionato dal momento di contestazione e quello che era riuscito in Blow up, qui sa molto di opportunismo del momento, e che anche rivisto oggi lo è ancora di più. Sono daccordissimo che le due scene clou del film rimangono quelle del deserto e quella dell'esposione immaginata, ma da sole non riescono a completare l'dea vera del film,e specialmente quest'ultima vale il film intero: l'immaginaria giustizia che riesce a coinvolgere la ragazza.

Invia una mail all'autore del commento pennabilli  @  12/09/2006 11:19:56
   9½ / 10
coinvolgente in maniera assoluta, film di estremo fascino.
particolare attenzione alle musiche, molto belle.

patlec  @  28/07/2006 11:33:41
   8½ / 10
film assolutamente fantastico..le ambientazioni mi fanno impazzire (la valle della morte) e la scelta stessa del titolo, quel Zabriskie Point che è la zona più "depressa" d'America, risultano azzeccatissime.. Per non parlare ovviamente della colonna sonora degli ineguagliabili Pink Floyd: la canzone finale Careful With That Axe, Eugene mi fa venire i brividi

Crimson  @  16/02/2006 17:35:41
   9½ / 10
A livello emotivo, è senza dubbio uno dei film che mi coinvolgono maggiormente, in modo crescente. Infatti mi viene spontaneo, nell'analizzare il film, di suddividerlo in due parti che mentalmente stacco tra loro con l'incontro tra i due protagonisti (o meglio, la lunga scena in cui Daria è in auto e il ragazzo la "corteggia" con l'aereo). La prima parte per me è funzionale ai fini della lettura finale del messaggio del film: viene presentato infatti il contesto globale, la 'macrosocietà' e la 'microsocietà' (il gruppo per il quale lavora Daria..)che apparentemente possono sembrare del tutto separati, ma che in realtà sono mossi dagli stessi princìpi, che generalizzando potrei definire "di non-vita" (almeno secondo il mio modo di vedere le cose).
La seconda parte vive invece 'semplicemente' dei due ragazzi, delle loro vite che si incontrano e che idealmente (o meglio, utopicamente) si moltiplicano nella prima e spaventosamente bella sequenza onirica del film. E mentre vengono mostrate scene di sesso giocoso e col sorriso sulle labbra di coppie e non solo, c'è spazio per riflettere sui vincoli che la società impone all'uomo, e non solo per quanto riguarda la sessualità. Personalmente è una scena che mi ha colpito molto per la sua incredibile naturalezza, ed è la scena erotica più raffinata e meravigliosa che abbia mai visto al cinema.
Ma non finisce qui, perchè le emozioni crescono a valanga fino al finale strepitoso (continuo nello spoiler).
Film capolavoro, al quale non attribuisco 10 perchè la prima mezz'ora del film per me non è da 10 e perchè sono un pò tirchio nell'attribuire il massimo eheh.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 16/02/2006 17.45.17
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  12/02/2006 20:13:55
   3 / 10
mi ha deluso completamente...insulso dall'inizio alla fine...trama inesistente e storia che non coinvolge...poi scene allungate come quella iniziale e in particolare la scena di sesso sul deserto...dire eccessivo,non mi ha dato nessun emozione tranne che sdegno...
vi prego di rispettare la mia personale opinione e cmq so di aspettarmi delle critiche

5 risposte al commento
Ultima risposta 26/01/2010 02.59.19
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Dziga  @  17/10/2005 17:50:58
   10 / 10
Questo film non puo' che prendere un bel 10!

la mia opinione  @  17/08/2005 00:11:03
   4 / 10
Indicato come un capolavoro si tratta invece per me di un film solito, retoricamente scontato senza nessun colpo di scena degno di Antonioni. deludente protesta anni '60 in chiave forse fin troppo intima e personale.

3 risposte al commento
Ultima risposta 23/11/2006 21.31.57
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Moderator  @  04/06/2005 18:22:48
   6 / 10
qualche innesto interessante con buone colonne sonore (Pink Floyd)

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