the young pope - stagione 1 regia di Paolo Sorrentino Italia 2016
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Serie TVthe young pope - stagione 1 (2016)

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locandina del film THE YOUNG POPE - STAGIONE 1

Titolo Originale: THE YOUNG POPE - STAGIONE 1

RegiaPaolo Sorrentino

InterpretiJude Law, Diane Keaton, Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile De France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, Tony Bertorelli, James Cromwell, Guy Boyd, André Gregory, Sebastian Roché, Marcello Romolo, Ignazio Oliva, Vladimir Bibic, Nadie Kammalaweera, Daniel Vivian, Toni Bertorelli

Durata: h 0.50
NazionalitàItalia 2016
Generedrammatico
Prima TV nell'Ottobre 2016

•  Altri film di Paolo Sorrentino

Trama del film The young pope - stagione 1

Lenny Belardo è un cardinale giovane, mite e dallo scarso peso politico. Abbandonato in orfanotrofio in tenera età, Lenny è continuamente tormentato da tale abbandono e ha sviluppato un rapporto molto turbolento con la fede e con Dio. Inaspettatamente, Lenny viene eletto papa dal collegio cardinalizio, che crede forse di aver trovato una pedina da poter manovrare a piacimento. Tuttavia Lenny, salito al soglio pontificio con il nome di Pio XIII, si dimostrerà un papa controverso e poco incline a farsi comandare.

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Voto Visitatori:   7,79 / 10 (14 voti)7,79Grafico
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Voti e commenti su The young pope - stagione 1, 14 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

mrmassori  @  21/04/2018 16:07:26
   7½ / 10
Una bella serie non c'è che dire, soprattutto per i dialoghi e le interpretazioni magnifiche di Jude Law e Silvio Orlando. Non ho amato gli ultimi lavori di Sorrentino che reputo spocchiosi e finti carichi di una verve pseudointellettuale cucita ad hoc per farsi fare i complimenti soprattutto dai critici esteri. E' un regista che ha talento, ma che spesso non mette a frutto le proprie idee creando delle opere che non hanno un vero valore intrinseco. Comunque questa serie merita veramente e per la sua aria contradditoria e atmosfera sopra le righe è sicuramente riuscito a creare un prodotto nuovo che sa più di cinema che di televisione.

pernice89  @  09/03/2018 09:13:22
   9 / 10
A me questo Young Pope è piaciuto tantissimo. Sinceramente non ho mai visto Jude Law così in parte, è davvero molto molto bravo, perfetto e credibile in ogni momento. Il giovane papa poi è un personaggio dalle mille sfaccettature, imprevedibile.
Ho apprezzato molto anche la colonna sonora.
In genere Sorrentino non mi fa impazzire, ma qui fa un ottimo lavoro.
Sicuramente consigliato.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  09/01/2017 15:54:16
   7 / 10
Questo è un Sorrentino decisamente migliore rispetto alle sue ultime uscite cinematografiche, soprattutto perché abbandona quell'eccessiva poetica visiva tanto bella quanto inutile. Però ho amato poco la scrittura, a volte mi è sembrata confusionaria, altre volte contraddittoria. Dovrei rifletterci ancora un po', ma i giudizi a caldo sono quelli che preferisco.

Ad ogni modo ci sono troppe suore. Ma davvero troppe.

Amen.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  01/01/2017 11:43:56
   7½ / 10
Sicuramente un cattolico convinto dovrebbe etichettare questa serie tv come "eretica", del resto anche io sono un cattolico convinto...ma ho amato questa serie.
Certo la chiesa viene rappresentata senza vie di fuga, tutti hanno i loro segreti "sessuali", nessun sacerdote sembra davvero timorato di Dio e perfino il Papa ha dubbi della sua esistenza, ma quanto sono belli i dialoghi? Per non parlare della perfezione della scenografia, la maestria con cui il regista si muove tra le immense stanze Vaticane e la bravura del cast. In particolare, ovviamente, Jude Law che non ho mai apprezzato cosi tanto come per questo ruolo, praticamente perfetto
L'unico controsenso che ho trovato è che questo "santo" riesce a fare miracoli parlando con qualcuno in cui afferma di non credere...addirittura dicendo che chi crede in Dio non crede in nulla. Affermazioni forti che non sono in linea con quanto si vede.
Quasi tutti gli episodi sono diretti in modo straordinario come il buon Sorrentino ci ha abituato ormai da tempo.
La seconda stagione è in cantiere, ottimo.

werther  @  26/12/2016 09:55:58
   7½ / 10
Ho trovato questa prima stagione (spero non resti l'unica) davvero molto bella. Sorrentino sconvolge le dinamiche della chiesa andando a metterne a nudo le pecche e le manovre che muovono tutti gli ambienti di potere e la chiesa appunto non fa eccezione anzi...Jude Law poi superlativo, interpretazione magistrale di un attore che non avrei mai visto in un ruolo del genere. Bravissimi anche Silvio Orlando e Diane Keaton, davvero perfetti nei rispettivi ruoli.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  16/12/2016 23:41:37
   8 / 10
E' un Sorrentino pienamente coerente a livello visivo con il suo cinema. Detrattori o meno il passaggio alla serialità televisiva sembra anzi indolore ed offre la possibilità di sondare e addirittura espandere le capacità del regista napoletano. Bello il personaggio di Pio XIII, una contraddizione vivente tra dogmi granitici uniti alla capacità di essere così umano nel suo dolore, mai superato, di essere stato abbanodonato. Una rabbia che esplode nel suo primo discorso, una voce che lascia sgomenti ed impaurisce, perfetto contraltare all'ultimo discorso in cui rivela le sue fattezze fisiche e sorride, segno di un evoluzione profonda del personaggio e che Sorrentino non lascia trasparire chiaramente. Poteva essere una serie pericolosa, se non altro per l'argomento trattato e per il contesto in cui si svolge, ma pur non essendo privo di difetti, è un'esperienza riuscita anche grazie alla buona scelta del cast. Un Papa che cerca disperatamente Dio e trova, forse, se stesso.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  28/11/2016 22:56:46
   10 / 10
"The young pope" alla fine è un capolavoro, incentrato non su un papa reazionario e conservatore ma su un santo che non crede in Dio, oltre che sulla ricerca di un vuoto - Dio, genitore, te stesso; non è un'opera di denuncia delle malefatte della Chiesa, ma da Sorrentino questo me l'aspettavo: casomai la rilettura di un potere monolitico nell'era della trita e ritrita società liquida tra riti secolari e mass media, errori dei padri e dubbi dei figli e la necessità di adattamento del/al microcosmo Vaticano su cui si è detto tutto e il contrario di tutto. Non è una serie realistica, ma gioca molto con gli intrighi di potere: d'altra parte come diceva qualcuno "Il visionario è l'unico realista", e va benissimo così.
Raramente Sorrentino ha toccato momenti così intimi, bilanciandosi tra barocchismi visivi eccessivi (le citazioni alla Nona ora di Cattelan o al Bernini, Arvo Part e Bartòk affianco a Nada e i Jefferson Airplane, i frequenti intermezzi onirici quelli sì felliniani, IL CANGURO) e dialoghi serrati: anche "La grande bellezza" per forza di cose doveva essere più dispersivo, cosa che questo Young pope in dieci ore di tv non è - pur con le sue lentezze necessarie. In realtà potrebbe chiudersi anche con il finale enigmatico, sospeso, "misterioso", però sarebbe gradita la seconda serie. Anche solo per sapere che fine ha fatto Tonino Pettola. Amen.

Scuderia2  @  28/11/2016 21:03:55
   6 / 10
Il boato di San Pietro saluta l'ingresso del nuovo Papa.
Fedeli in delirio inconsapevoli dell'oscurità in cui sta per piombare la Chiesa.
Perché Pio XIII è un Papa giovane di fisico e di mente ma vecchio nelle idee religiose.
Aborto e omosessuali al bando e Chiesa chiusa. In se stessa.
Se volete Dio,venite a cercarlo.
Serie che si segue con devozione indotta (dalle immagini e dai dialoghi) ma che trova l'unico momento di vera estasi nella vestizione sexy-consapevole e nella successiva catechizzazione a dovere dei vescovi.
Chiusura con apertura.
Ad una nuova visione.
Grandi interpreti,Orlando di più.

Goldust  @  28/11/2016 16:36:52
   7 / 10
La prima stagione sul Papa tutt'altro che convenzionale Pio XIII ha, com'era facilmente prevedibile, luci ed ombre, ma il bilancio che se ne può trarre è sicuramente positivo. La serie era nata per dividere se non addirittura per fare scalpore, ed in effetti nella prima parte di essa il risultato era già stato raggiunto, con il disegno di un Pontefice naif ed innovatore al contrario, riluttante nel concedersi ai fedeli ed intransigente nel trattare la sua ( non? ) linea politico-ecumenica. Poi, diciamo da metà serie e diciamo post viaggio in Africa, il suo tono così come i lineamenti del suo straordinario interprete si fa più morbido, il piglio deciso viene ( saltuariamente ) messo in soffitta, gli eventi scorrono con più riluttanza, anche perchè alcune figure secondarie ma fino a quel momento decisive diradano le proprie apparizioni ( qualcuno ha detto il Cardinale Voiello?). Un'involuzione di scrittura che trova un ovvio colpo d'ala solo nell'ultimissima puntata per convogliare interesse verso la seconda stagione, nel classico stile dei serial.
E' chiaro comunque che a livello contenutistico la serie vada pesata e vista con l'occhio paziente di chi negli affari Cristiani non sa proprio tutto ( è pur sempre intrattenimento, e qualche strafalcione va messo in conto ), anche se un Papa che ordina al suo Dio di eseguire un qualsiasi cosa o che intima ad un suo parroco di violare il sacro vincolo della confessione è qualcosa di clamoroso che è francamente difficile da tollerare. E sebbene discorsi sulla vita, la morte ed i massimi sistemi vengano ancora messi in primo piano, volenti o nolenti nei lavori del regista arriva sempre prima la forma del contenuto, e tra arazzi, mantelle, affreschi, arredi ed opulenze di ogni genere siamo sui livelli più alti della sua produzione. Diversi i momenti di cinema allo stato puro: il discorso in Africa, l'incontro tra il Papa e il primo ministro italiano, buona parte dei discorsi con il Cardinal Gutierrez.
Jude Law nel ruolo migliore della sua carriera, sembra non aver mai fatto altro nella vita; impagabile anche Silvio Orlando nei panni del l'ambiguo Cardinal Voiello, prigioniero della sua napolanità e di una dolcezza interiore che non sempre riesce a mascherare.

alex25  @  27/11/2016 13:59:34
   9½ / 10
Completamente rapito da questa serie di Sorrentino. The Young Pope è un capolavoro.
Tutto è magistrale, Jude Law stratosferico, riprese mozzafiato.
Tecnicamente perfetto, scene di un impatto mai raggiunto nemmeno nei suoi film.
Il discorso ai cardinali ad esempio è da bava alla bocca.

Serie affascinante, siamo ai livelli di House of Cards, il massimo.

benzo24  @  22/11/2016 17:03:12
   4 / 10
All'inizio sembra quasi divertente, poi le banalità dei dialoghi e della storia prendono il sopravvento con l'andare delle puntate, rivelando il grande vuoto dell'ispirazione sorrentina.

JOKER1926  @  21/11/2016 02:25:50
   7 / 10
Ogni tempo ha la sua moda.

Questo è quello che fa capo alle serie televisive; non basta più un film per far breccia nelle menti, c'è , presumibilmente, il bisogno di fidelizzare le masse.
Dopo il successo fragoroso di "Gomorra", i grandi meccanismi televisivi impongono al pittoresco Sorrentino di immergersi in una storia lunga dieci ore, "The young pope".

I fili del business televisivo sembrano dettar legge, il pubblico, quello delle televisioni, non è spesse volte filtrato. Si gioca sulla quantità della platea.
La cultura quando è accessibile a tutti, non è più cultura. Così recitava un immenso intellettuale leccese.

"The young pope" è impostato su un plot resistente ed impermeabile; la storia di un papa ambiguo ed enigmatico è un ottimo abito per una fastosa cerimonia nel pieno dello stile di Sorrentino.

Dopo l'iniziale infarinatura narrativa, la serie del giovane papa, si arresta beatamente in un circuito chiuso ove non è più la linea verticale della storia ad evolversi ma l'aspetto orizzontale. In auge quindi tutto ciò che ha a che fare con un copioso, maniacale e sofisticato gioco di sceneggiatura.
Salgono celermente in cattedra i dialoghi, i costumi e le location faraoniche e spettacolose. In questo Sorrentino è maestro assoluto.
Quello di Paolo Sorrentino diventa un fastoso esercizio di stile basato su dialoghi provocatori ma affascinanti. Le sequenze poggiano su una bellezza stilistica che si schianta contro un muro perpetuo. Al di la di questo disegno non si nota il significato.
Con la regia in questione, dopotutto, è difficile trovare un nesso prettamente "occidentale" alla cosa; le situazioni corrono frenetiche ma senza una meta. Potremmo sintetizzare dicendo che il quadro cinematografico di Sorrentino vive quasi esclusivamente sul significante, sulla sublime sensazione.

La critica, in fin dei conti, non può incattivirsi contro chi ormai ha scelto di percorrere una delle tante strade del Cinema. La storia, la logica delle cose non appartiene, già da un pezzo, a Sorrentino. Racchiudere la storia del papa giovane in un tempo "cinematografico" sarebbe stato meramente eccezionale. Allungare il tutto in un gioco a puntate (di dieci ore) porta ripetitività di contenuti e scarso slancio alla produzione.

La vittoria di Sorrentino è tecnica, come alcuni governi in crisi. Gli ascolti e gli incassi non mancheranno mai.

"The young pope" è tecnicismo ad oltranza, impeccabile come gli scudieri portanti come Jude Law e Silvio Orlando, dittatori del tempo e dello spazio scenico.

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  19/11/2016 20:43:51
   10 / 10
Io invece commento a fine saga...e....non esito a dire che questo lavoro televisivo di Sorrentino è un capolavoro...
Una mini saga in 10 puntate senza difetti, una intuizione geniale, un soggetto intrigante e delicato gestito con superba maestria, dissacrante ma rispettoso e aiutato da un cast clamoroso... Jude Law quasi da oscar ma anche la Keaton e Silvio Orlando meravigliosi.... probabilmente supera addirittura gli ultimi lungometraggi del regista usciti al cinema..... da essere orgogliosi di un Sorrentino simile.....

fabio57  @  15/11/2016 15:46:48
   9 / 10
Mancano ancora due puntate e quindi il giudizio potrebbe essere un po' precipitoso e incompleto, tuttavia sono rimasto così favorevolmente impressionato da questa magnifica serie, che mi azzardo prematuramente ad esprimere un giudizio, che non può che essere lusinghiero. Sorrentino è regista che senza dubbio al momento, dimostra di avere un "quid " in più rispetto ai suoi colleghi, grande sensibilità artistica, grandi capacità di interpretare la realtà e soprattutto una grandissima fantasia. Questo lavoro gli ha consentito di spaziare su un tema ,quello religioso, molto intrigante, la figura del Papa che viene fuori è decisamente atipica rispetto a quelli che abbiamo conosciuto noi, ma non improbabile. Moretti lo aveva immaginato tormentato e pavido, Sorrentino invece lo rappresenta duro e impavido, anche se afflitto dai suoi demoni interiori, reazionario ma insieme rivoluzionario, un gran bel lavoro e una superba interpretazione, Menzione speciale per silvio Orlando che ci regala una figura di cardinale,segretario di stato , di straordinaria simpatia, alleggerendo il clima altrimenti troppo plumbeo, non da meno la Keaton, ma indubbiamente il protagonista assoluto è lui Jude Law.

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