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NIENT'ALTRO CHE GUAI regia di Dan Aykroyd

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Angel Heart     7 / 10  26/02/2018 18:23:04 » Rispondi
Davvero un peccato che una commedia tanto particolare, azzardata e sperimentale come questa non abbia ricevuto maggiori consensi, pur con le sue evidenti imperfezioni.
La prima ed ultima impresa registica di Aykroyd infatti è una commistione insolita, anche se non totalmente riuscita, di commedia, avventura e horror che per partire prende spunto da un canovaccio classico e già consolidato ("Non Aprite quella Porta") per intraprendere poi una strada tutta sua dove a farla da padroni sono l'incredibile ed il gusto per il bizzarro.
Non si perde in fronzoli, gli eventi precipitano rapidamente a pochissimi minuti dall'inizio e procedono su questa linea illogica di disavventure sconclusionate ed originali fino alla fine; il ritmo è incalzante, l'attenzione costante, il divertimento non manca e tempo per annoiarsi non ce n'è.

Ciò che probabilmente non funziona è il suo essere, complessivamente, sbrigativo, e di conseguenza, sempliciotto, con l'impressione che l'idea generale su cosa farne non sia del tutto chiara, come se il regista avesse mille idee geniali per la testa ma meno decisione su come metterle tutte in pratica e con il giusto equilibrio; impossibile crearsi delle aspettative, tuttavia gran parte della presa del film dovrebbe risiedere sulle "attese" di questa "dimensione" fuori dal mondo nella quale incappano gli sfortunati protagonisti, ma non c'è nemmeno il tempo di illustrarne le origini o i suoi vari segreti (a parte il "Bonestripper"), una scenografia unica con tanti piccoli dettagli tutt'altro che disprezzabili, che i protagonisti sono in fuga ed il film è già finito.
A questo va aggiunto il talento limitato di Chase che anche in questo caso, come protagonista, essendo appunto un limitato (salvo quando i ruoli si avvicinano alla sua fisicità) non apporta assolutamente nulla al suo personaggio incolore per sollevarlo dall'ordinario, ed in tal senso più impegno (carisma) da parte sua avrebbe forse giovato; il contrario di quello che succede invece per John Candy che ce la mette tutta per rendere interessanti non uno, bensì due personaggi, senza tuttavia riuscire nell'impresa in quanto alla fine rimangono solo potenzialmente interessanti e sembrano apportare poco o niente al racconto. Gran spreco di talento al doppio dello sforzo.
Compensano fortunatamente una Moore adorabilmente simpatica, i fratelli brasiliani interpretati da Negron e dalla Damas (da vedere tassativamente in inglese) e soprattutto, un Dan Aykroyd carogna come non mai, assolutamente irresistibile sotto quel make-up da mummia che, come da previsioni, fa da spunto ai momenti più divertenti e riusciti del film (tutte le udienze, la cena con gli ospiti); anche quest'ultimo, comunque, risente del poco tempo messo a disposizione, con lo spettatore che fatica a capire se oggettivamente il personaggio sia da prendere in empatia o meno.

In conclusione un film che avrebbe potuto essere migliore per varie ragioni, ma che comunque diverte cercando di fare qualcosa, in ogni caso, di unico, riuscendo parzialmente nel suo intento.
Lontanissimo dal disastro descritto da molti (mai sentito nessuno di mia conoscenza parlarne bene), viste che di buono ce n'è, e non poco (di Aykroyd in primis, ma anche di sta fantomatica, delirante Valkenvania).