Dom Cobb 5 / 10 24/03/2024 17:11:44 » Rispondi Per evitare l'annuale sterminio delle anime infernali da parte degli angeli del Paradiso, la figlia di Lucifero, Charlie Stelladelmattino, decide di aprire uno speciale hotel in cui le anime dannate possano redimersi e dimostrare dunque di essere meritevoli di una seconda occasione. Dovrà scontrarsi non solo con lo scetticismo del Paradiso, ma anche con il generale menefreghismo degli altri demoni infernali... Eccolo dunque, il fenomeno streaming dell'anno sebbene l'anno sia appena iniziato. La curiosità e l'hype sono saliti alle stelle fin dal rilascio del primo trailer, che a dire il vero ha ottenuto il mio interesse principalmente per l'attenzione riservata alla serie dal distributore italiano, che ha utilizzato un nutrito cast di doppiatori di prim'ordine. Questo e la mia esperienza con l'altra creatura di Vivienne Medrano, "Helluva Boss", che al netto dei tanti difetti vantava un look e un feel molto spinti e un umorismo irriverente che avevo gradito non poco. Purtroppo, "Hazbin Hotel" è tutto un'altra storia. Ho visto un sacco di lodi sperticate, secondo me per lo più immeritate: molti sembrano apprezzare la serie più per ciò che rappresenta, la prova che un prodotto indipendente per Youtube possa fare il grande salto con tanto di sostegno di uno studio ben noto come la A24. Non è un male e in effetti anch'io sono contento che diversi tipi di linguaggio e approccio all'animazione vengano riconosciuti, solo mi piacerebbe che si dia un po' più di considerazione alla qualità. Se lo stile visivo angolare e fortemente stilizzato rimane un punto forte, con animazioni cartoonesche al servizio di contenuti grafici per spettatori oltre i 18 anni, sotto quasi ogni altro aspetto "Hazbin Hotel" delude. Paga lo scotto di una struttura musical di cui non si sentiva affatto il bisogno e del limitato numero di episodi concessi, tra l'altro così stracarichi di materiale narrativo che basterebbe per due stagioni da venti episodi l'una. E il risultato è una storia dalla narrazione sbrigativa e piena di buchi, che si getta sui momenti clou senza curarsi di sviluppare adeguatamente gli antefatti e per di più mettendo subito da parte la premessa stessa dello show per concentrarsi invece su qualcosa di completamente diverso.
La trama dell'hotel viene relegata a un ruolo marginale per far posto alla guerra fra gli angeli e i demoni e la battaglia finale contro lo sterminio anticipato. Insomma, l'ultima puntata riguarda armate di demoni e sterminatori che si scontrano in battaglia. Scusate, ma sto guardando ancora lo stesso show?
Nessuna delle sottotrame introdotte ha modo di svilupparsi, tutte sgomitano per farsi spazio e poi vengono portate a compimento in modo facilone e deludente; anzi, alcune vengono introdotte e poi mai più riprese, rivelandosi di fatto delle vere e proprie perdite di tempo.
La rivalità fra il demone della radio Alastor e "Le 3 V" sembra voler presagire a un ruolo di peso di questi tre ambigui personaggi, ma questi poi vengono abbandonati del tutto per il resto della stagione. Quale diavolo era il senso di inserirli allora?
Questo ovviamente si ripercuote anche sui personaggi, che ad eccezione di alcune figure secondarie si rivelano sottosviluppati o ridotti a macchiette, quando non sono proprio concepiti ed eseguiti in maniera obiettivamente sbagliata. I peggiori esempi in questo senso sono le due protagoniste, Charlie e Vaggie, che dovrebbero reggere sulle spalle lo show e invece lo fanno crollare come un castello di carte in un uragano.
Charlie è davvero una delle più odiose concezioni mai partorite da una mente umana, un'oca giuliva la cui ingenuità non rasenta l'imbecillità, la supera di continuo. Si mostra emotiva e incerta in situazioni dove anche un idiota saprebbe che non è saggio, si fa costantemente mettere con le spalle al muro e non fa assolutamente niente per farsi trattare con almeno un po' di rispetto. Subisce maltrattamenti e insulti di ogni tipo senza neanche rendersi conto di venir insultata o maltrattata e ogni due per tre si lascia andare a crolli emotivi degni di una bambina di tre anni. Questa non è la figlia del diavolo, anche Biancaneve della Disney la guarda e si vergogna per lei. Vaggie, d'altro canto, è un tale non-personaggio, privo di personalità o tratti caratteriali, priva di alchimia con chi dovrebbe essere la sua fidanzata, priva di interesse o tridimensionalità. E naturalmente anche priva d'intelligenza. Insomma, ti hanno cavato un occhio e tagliato le ali e non sai che gli angeli possono essere uccisi? Che c'hai solo i proverbiali due neuroni in testa?
Lo sviluppo dei personaggi poi, o sedicente tale, si mantiene sui binari dei più banali cliché da sitcom, mettendo da parte qualunque seria riflessione su temi come redenzione, seconde occasioni, i motivi che spingono a perdere la strada o le differenze teologiche e di sostanza fra demoni infernali e angeli del paradiso che non si comportano in modo tanto diverso. Invece ci si concentra su classiche trame da programma pre-scolare e quelle poche volte in cui effettivamente entrano in campo dinamiche più adulte lo si fa in maniera superficiale e -di nuovo- davvero troppo sbrigativo.
L'unico accenno di arco narrativo per Charlie e Vaggie riguarda il fatto che la seconda abbia (gasp!) nascosto alla prima di essere stata un angelo sterminatore e (doppio gasp!) ora Charlie non sa più se fidarsi di lei! Oddio, che dilemma! A Angel Dust tocca senza dubbio la sezione più interessante dello show, in cui si parla dell'abuso nel mondo dello spettacolo e le dinamiche tossiche che vi dilagano, ma di nuovo, ditemi se non l'avete già visto in ogni biopic su un musicista mai fatto. E qui non viene aggiunto niente di nuovo.
Così, tutta la breve stagione si riduce a una sorta di blando gratest hits, dove si affastellano personaggi su personaggi senza poi farci niente nel vano tentativo di creare un po' di worldbuilding, i personaggi cambiano tra un episodio e l'altro ritrovandosi in quello successivo totalmente diversi da com'erano in quello precedente, dove sei mesi passano nel giro di una dissolvenza e vari snodi narrativi cruciali soffrono di pessima scrittura e un'esecuzione bizzarra, per non dire totalmente sbagliata, piegata all'esigenza di puntare sempre sulla battuta facile o sulla gag visiva.
-Non viene mai fatta una chiara distinzione fra anime dannate e demoni indigeni dell'inferno. Qual è la differenza, ce n'è una? Anche i demoni possono redimersi, magari sono solo anime che hanno subito un "upgrade"? Boh. -La parabola di Sir Pentious, che da acerrimo nemico di Alastor diventa un agnellino disposto a redimersi nel giro di mezzo episodio; -Nonostante Charlie sia stata la prima a sostenere Sir Pentious nel suo cammino di redenzione, quando è il momento di convincere il Paradiso che la sua idea funziona lei si concentra su... Angel Dust, col quale ha interagito in maniera significativa per un totale di due/tre volte. WTF? -I vari signori dell'inferno che fanno una comparsata nel terzo episodio e poi non riappaiono mai più, senza avere alcun peso nello sviluppo della trama. E Carmilla che non appena viene introdotta le viene dato un momento emotivo con tanto di canzone prima ancora che abbiamo modo di capire chi diavolo è. -Tutto mi aspettavo da Lucifero, ma non che lo riducessero al solito papà-strambo-e-assente che mi sembra ormai sia diventata la nuova norma. Non è divertente, non più ormai! -Di nuovo, Vaggie che non sa che gli angeli possono essere uccisi o feriti. Buona notte! -Metallo angelico che è difficilissimo da trovare e poi ne hanno decine e decine di casse piene. -La dipartita di Sir Pentious che viene buttata sullo scherzo facile e poi trattato come un serio momento di dramma... qualcuno qui aveva le idee confuse.
E parliamo delle canzoni: ben poche di loro riescono a far avanzare la trama o ad approfondire i personaggi, spesso e volentieri si riducono a dialoghi cantati con rime sempliciotte e contenuti da asilo nido e filosofie da biscotti della fortuna ("Con l'amore li batterai"... sì, come no!). In breve, inutili e non molto memorabili. Alla fine c'è poco da salvare. Qualche personaggio secondario riesce in qualche modo a emergere a dispetto delle falle di scrittura, specialmente il divertente e inquietante Alastor, faustiano truffaldino e stipulatore di patti dall'eterno sogghigno, e la pornostar Angel Dust, l'unico dotato di un arco narrativo che sia sviluppato in maniera leggermente più decente; entrambi anche benedetti da un character design a dir poco accattivante. E naturalmente c'è il doppiaggo italiano, curatissimo, eccellente e impeccabile sotto qualsiasi punto di vista (magari nella traduzione delle canzoni avrebbe giovato la presenza di un esperto), con voci azzeccatissime che danno il 1000%. Purtroppo non basta questo a salvare un prodotto concepito maluccio ed eseguito in maniera altrettanto traballante. Non è inguardabile, di certo la breve durata gioca a suo vantaggio sotto questo aspetto; e non è che per migliorare le cose ci fosse bisogno solo di più episodi (avrebbe aiutato, questo sì), serviva proprio una maggiore attenzione in ambito di scrittura. Spero che con la stagione 2 si aggiusti il tiro, perché se si va avanti così non c'è doppiaggio italiano al mondo capace di concedere qualità lì dove non ce n'è.