The Gaunt 8 / 10 25/05/2024 12:15:35 » Rispondi Il gioco della morte è una serie ben congegnata sia nella storia che per l'equilibrio fra tutti i personaggi. Sotto quest'ultimo aspetto pregevole è il modo in cui la sceneggiatura faccia emergere determinati personaggi apparentemente secondari e di contorno come figure fondamentali per l'intreccio narrativo, piuttosto complesso ma pienamente comprensibile, riuscendo fra l'altro a chiudere le sottotrame aperte. Non c'è un genere ben preciso di classificazione perchè tale prodotto attraversa svariati generi con buona dimistichezza. Questo duello ravvicinato ed a distanza fra il protagonista e la Morte non è altro che una presa di coscienza del primo, istigato in maniera perfida del secondo. Il suicidio iniziale è dettato dalla disperazione più nera oppure è solo una scusa per nascondere il proprio egoismo, istigato a sua volta da una società coreana molto competitiva e classista e poco permeabile per chi viene dal basso. Ogni reincarnazione è una morte dai risvolti strazianti e dolorosi, persino beffardi come lo sguardo della Morte stessa. Un finale che può apparire sottotono, ma che a mio parere è pienamente coerente con l'intento e lo spirito del racconto.