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MAVERICK regia di Richard Donner

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stratoZ     6 / 10  20/06/2024 12:39:29 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Un film carino di puro intrattenimento e nient'altro, particolarmente coinvolgente per la sua componente ironica e l'ambientazione nel vecchio e selvaggio west, con dei personaggi che si fanno ricordare particolarmente nel loro essere iconici - e allo stesso tempo molto stereotipati - con Mel Gibson che è una sorta di cowboy non molto abile con le armi, poco duro e poco coraggioso, tuttavia furbo come una faina che col suo carisma, la sua parlantina e allo stesso tempo dei piani calcolati alla perfezione riesce sempre a farla franca, un eroe picaresco che ha dei modi originalissimi per tirarsi fuori dai guai, e fondamentalmente il soggetto riguarda lui che deve procurarsi dei soldi per partecipare ad un importantissimo torneo di poker in cui si vince mezzo milione di dollari. La sceneggiatura, dal ritmo altissimo e con praticamente zero momenti morti, propone continui ribaltamenti di prospettiva, è tutto un gioco a chi è più furbo, chi riesce a fregare l'altro, quando pensi qualcuno l'abbia fatta franca ecco che viene scoperto un altarino che ribalta totalmente la situazione, ogni tanto forzatamente ma nella sua natura giocosa ci si può anche cascare, basti vedere sia le sequenze iniziali in cui il nostro eroe per farsi scambiare per un duro e vincere soldi a poker che altrimenti non gli avrebbero mai dato paga una banda di criminali per farsi picchiare, fino ad arrivare ad un finale che ribalta continuamente la prospettiva con continui doppiogiochisti che pian piano si svelano.

La parte centrale del film è un'interessante avventura nel vecchio west tra bande di indiani apparentemente pericolose, poi in realtà amici del protagonista, vecchi razzisti e la solita quanto iconica sequenza sulla carovana che perde il controllo perché il cocchiere non stava benissimo diciamo, nel mezzo dell'avventura si approfondiscono anche gli altri caratteri, dalla Foster, affascinante e abile ladra della quale non ci si può fidare minimamente al personaggio di Molina che è il classico pistolero di origini messicane che non accetta la sconfitta al gioco e dall'indole violenta, fino allo sceriffo che poi gestirà le regole durante il torneo, certo, se devo trovare una nota negativa, la finale di poker è la classica giocata forzata in cui tutti hanno i massimi punteggi che possono perdere solo in un caso, l'equivalente dei film calcistici in cui la squadra del protagonista rimonta cinque gol nei minuti di recupero, però dai, è perdonabile.

La regia di Donner è molto dinamica, mette in scena una discreta ed edulcorata rappresentazione del vecchio west, dai tratti estremamente ironici e qui molto spensierati, come intrattenimento può andare più che bene.