Un dramma intriso di commedia, dal cast stellare, che ha al suo interno tante cose buone ma che si perde facilmente in qualche scena dal tono eccessivamente melenso, "Barney's version" è una sorta di epopea della vita di tale Barney, interpretato da un Giamatti molto carismatico, che ripercorre la sua vita, prettamente dal punto di vista sentimentale, piena di alti e bassi, con le sue tre mogli e i vari episodi spezzattati nel tempo, è così che viene introdotta una svariata mole di personaggi, dal padre, interpretato da Dustin Hoffmann, grande sostenitore di Barney e probabilmente quello che si sostituisce al migliore amico, il rapporto tra i due l'ho trovato molto intenso, forse per la somiglianza caratteriale dei due uomini nella loro burrascosa vita sentimentale, arrivando alle varie mogli di Barney, dalla prima con la quale il matrimonio è durato un lampo, a causa del bambino di colore nato dalla loro relazione, alla seconda che da l'aria di essere diventata una moglie a causa di un matrimonio concordato, matrimonio in cui appunto conosce Miriam, donna di cui il protagonista si innamora immediatamente e manderà all'aria il suo secondo matrimonio, quella più stabile a cui Barney tiene un mondo e la madre dei suoi figli.
Dopo le prime burrascose relazioni la vita di Barney sembra essersi stabilizzata, peccato che entreranno altri fattori in gioco come lo stringersi del rapporto tra la moglie e Blair, che causeranno qualche prurito a Barney, che nel frattempo ha la splendida idea di tradire Miriam.
La parte finale, quando il dramma della separazione, in concomitanza a quello della malattia, si abbatte sul protagonista, è quella che mi ha fatto storcere un pochino il naso, se fino a quel momento comunque era un discreto racconto di vita, poi viene fatto il carico di melensità, richiamando un po' lo schema di "A beautiful mind" che da una narrazione soggettiva emergono problemi legati alla psiche, con alcune sequenze, tra cui quella al ristorante con l'ormai ex moglie, in cui pensa di stare ancora con lei, che non ho apprezzato particolarmente.
Certo il film dalla sua parte ha diverse cose buone, a partire dal trio Giamatti-Hoffmann (in realtà questo è molto lontano dalle sue migliori interpretazioni, ma di base è un fenomeno anche quando gioca) - Pike, arrivando ad una bella colonna sonora in cui tra gli altri sono presenti brani di T.Rex e Leonard Cohen, un altro difettuccio che ho trovato è stato l'eccessivo tralasciare la dinamica della morte di Boogie, con questo spettro dell'omicidio che aleggia sul protagonista che spesso non viene preso in considerazione, a quanto ho capito nel libro dovrebbe essere una componente più preponderante.