Un Nichols minore, che questa volta si dedica ad una commedia apparentemente scanzonata che nella seconda parte sfocia in una vera e propria commedia nera, in realtà l'autore con l'incipit di base, continua a criticare un certo arretratismo della società americana, in questo caso però si parla degli anni venti, e questo contesto probabilmente alleggerisce l'opera, e una legge, questa appunto legge Mann, in vigore al tempo, secondo la quale non si potevano far uscire le donne dai confini di uno stato senza determinati motivi, a modo loro era una legge per evitare il proliferare della prostituzione, in realtà risultava abbastanza coercitiva e l'ennesima dimostrazione di un puritanesimo eccessivo del periodo - eravamo nell'epoca del proibionismo - che tagliava le gambe alla libertà individuale.
Da questo contesto fuoriescono questi due bei mascalzoni, Nicky e Oscar, che, dato che Nicky ha una relazione con una potenzialmente ricca ereditiera, la cui famiglia possiede una grande catena di assorbenti, organizzeranno questo piano di far sposare lei con Oscar, dato che Nick non ha ancora ottenuto il divorzio dalla moglie in modo da portarla in un altro stato, dato che secondo la legge una relazione tra i due sarebbe stata immorale. Da qui nascono diverse situazioni interessanti, non è un film da sbellicarsi dalle risate, ma quantomeno mantiene una discreta verve, le gag sottotono sono controbilanciate da due interpreti d'eccezione, Warren Beatty e il mitico Jack Nicholson, qui alla seconda collaborazione con Nichols, in una prova che passa in sordina, specie in quell'anno, il 1975, che lo consacrerà al pubblico come uno dei più grandi attori di sempre, sapete già grazie a quale film, ma in ogni caso anche qui offre una prova di spessore, o meglio, interpreta praticamente se stesso, si diverte, gigioneggia, ghigna come al suo solito e riesce a regalare bei momenti, basti vedere il dialogo sul treno sugli assorbenti e il letto dei topolini, o ancora sul finale quando arriva la polizia per l'autobus parcheggiato male e mette su una scenata di disperazione in cui si tradisce del tutto, è un personaggio un po' picaresco che in certi aspetti può ricordare gli accattoni della commedia all'italiana, con un carisma comunque notevole, che vuole vivere a scrocco per il resto della vita ma fondamentalmente è mezzo scemo e quindi verrà spesso beffato, se nella prima parte vi è un continuo contrasto con Nicky, nella seconda con questa sorta di piano per far fuori la moglie e prendersi l'eredità i due si alleano e danno vita a dei momenti simpatici, specie tutta la sequenza del tentato omicidio della moglie, prima provando a farla avvelenare da un serpente che si farà ammazzare da un gallo, poi provando a farla affogare in una fontana profonda una decina di centimetri, fino ai momenti in cui vogliono sbarazzarsi del baule in cui incontrano sempre gente a caso, con un umorismo che non riesce a far sganasciare dalle risate ma comunque intrattiene discretamente.
Alla fine è un Nichols in cui sia l'autore che gli interpreti si divertono un po' a giocare e gigioneggiare, con una leggera atmosfera che prende in giro sardonicamente il periodo e la società americana del tempo, a ritmo di jazz e swing e con un trio d'attori discretamente affiatato.