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MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO regia di Stephen Daldry

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rain     5 / 10  01/10/2024 20:09:45 » Rispondi
Non ho letto il libro di Safran Foer, famosissimo, e penso che sia di un altro livello. Il film... meh. Vorrebbe apparire profondo ma in realtà banalizza molte situazioni e la visione provoca a pelle una sensazione di falsità, sotto la patinatura, difficile da spiegare ma facile da percepire. Il ragazzino invece, risultato insopportabile a molti, per me ci sta assolutamente in questo scenario: tutti soffriamo per i drammi che la vita ci riserva, che siamo noi bello o brutti, intelligenti o scemi, simpatici o antipatici; perciò che il protagonista sia una persona non propriamente "gradevole" sta perfettamente nel contesto (anche perché i traumi portano spesso ad un peggioramento dei connotati negativi della psicologia di una persona), tanto più che il suo essere così volutamente fastidioso è un segno, in primis, della buona prova di Thomas Horn. Daldry avrebbe certamente potuto/dovuto fare di più per farci empatizzare con lui, ma non è questo il punto. Il problema è proprio la zuccherata patinatura superficiale che rende il film poco vero (un po' come succede con i film di Spielberg, ma lui compensa con una tecnica mostruosa, a differenza di Daldry) e che spesso lo fa sfociare in dialoghi al limite del surreale.
Certamente la storia che sta dietro è forte e di sicuro impatto (con l'11 settembre si va sul sicuro da questo punto di vista), così come il lutto è una tematica su cui si potrebbe realizzare milioni di film e ancora ce ne sarebbe di cui parlare; ma ciò non basta ad assicurare che il risultato finale sia felice, spesso se le emozioni vengono trattate in questo modo.