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MY HEART CAN'T BEAT UNLESS YOU TELL IT TO regia di Jonathan Cuartas

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The Gaunt     7 / 10  04/10/2024 16:08:10 » Rispondi
E' un film che ha al suo interno molti elementi horror, tuttavia è una sottile patina in cui il vampirismo, o presunto tale, è rappresentato come una malattia vera e propria. Fin dall'inizio la metafora è fin troppo evidente: fino a che punto ci si può spingere per curare una persona malata. Il vampiro in questione o presunto tale, non è nella maniera più assoluta quella figura carismatica e dominante da iconografia classica. E' un essere debole e malato, totalmente dipendente dai suoi fratelli. Quest'ultimi provvedono a procurare il sangue uccidendo chiunque non possa recare problemi sulle loro scomparse. Sono uccisioni meccaniche finalizzate al nutrimento, senza il minimo compiacimento, semmai con una punta di amaro cinismo. I personaggi li vediamo per quello che sono e li conosciamo esclusivamente attraverso il loro agire. Non sappiamo nulla del loro passato, non sappiamo nulla della mancanza dei genitori, non sappiamo come il fratello minore si sia ammalato. Con il progredire della storia c'è una forte divaricazione tra i "sani". Il fratello comincia a nutrire forti scrupoli etici e morali sul loro agire, la sorella al contrario è determinata a tutti i costi a mantenere l'unità familiare a tutti i costi. E' un film dalle tonalità molto cupe che il formato utilizzato di 4:3 rende ancor più claustrofobico. E' un film sulla deriva della malattia, dei sacrifici a cui un individuo può arrivare. Sconsigliata la visione a chi soffre di depressione.