Mi ha fatto tutt'altro che impazzire questo nuovo lavoro di Rose Glass, regista che comunque avevo apprezzato per "Saint maud", qui realizza un thriller d'azione ben confezionato ma che si perde in una sceneggiatura abbastanza approssimativa fino ad un finale ai limiti del trash.
Ambientato nella provincia americana degli anni 80's con la protagonista che lavora in una palestra e conduce una vita complicata per diversi fattori, da un lavoro che non la soddisfa all'omosessualità stigmatizzata dall'ambiente che la circonda, perlopiù a base di mascolinità tossica, unita al marito della sorella, uomo autoritario e violento, il vento sembra cambiare quando incontra Jackie, questa bodybuilder di cui si innamora e con cui inizierà una relazione, ma gli inconvenienti del contesto emergeranno prepotentemente e faranno sfociare la vicenda in una spirale di violenza significativa, da un lato c'è la vendetta femminile, viene applicata una giustizia privata dopo tutte le angherie subite dalla sorella, anche per via del fatto che l'uomo colpevole non è mai stato adeguatamente punito, dall'altro c'è la figura del padre della protagonista, interpretato da un malefico Ed Harris, con intrallazzi ovunque e dal passato torbido, che sembra controllare tutti gli affari del posto e ha fatto sparire più persone pericolose ai suoi occhi.
L'altra tematica del film è quella della realizzazione, con le protagoniste che hanno dei sogni non ancora realizzati, da Jackie e le sue gare di bodybuilding a Lou che sogna di evadere dal contesto provinciale ma ne rimane legata solo per i rischi della sorella, da metà in poi si intensifica un po' la tensione, ma il film sembra perdersi in un bicchier d'acqua nelle sequenze finali, con quella scena della resa dei conti che mi ha ricordato i peggiori trash che si vedevano negli anni 80's.
Carina l'ambientazione, così come è interessante la fotografia al neon in un film prettamente ambientato in notturna che non ci risparmia anche scene esplicite di sesso, buona la colonna sonora anni 80's strabordante di synth, peccato per uno svolgimento dozzinale della componente prettamente thriller, mi ha dato la sensazione che ad un certo punto sono venute a mancare le idee e si è buttato un finale del tutto casuale.