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SATURDAY NIGHT regia di Jason Reitman

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stratoZ     6½ / 10  13/11/2024 12:57:03 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Non male questo ultimo film di Reitman Jr., che parla dei novanta minuti prima del primo episodio del Saturday Night Live, trasmissione che ha fatto la storia della televisione americana, è un film molto dinamico, dal ritmo indiavolato, che da un lato cerca una certa verosimiglianza stilistica, dall'altro va molto a romanzare la vicenda, certamente suggestivo per la sua ricostruzione degli anni 70's, eravamo nel bel mezzo e il film si porta tutte le caratteristiche del periodo, da alcuni costumi estrosi alle particolari capigliature e montature degli occhiali, alla classica sigaretta accesa un po' ovunque, fino all'uso delle droghe estremamente in voga in ambito artistico, riproponendo anche molti miti del periodo, future star dell'intrattenimento che ancora non avevano raggiunto l'apice del successo, da John Belushi e Dan Aykroyd, che insomma, dovevano ancora incontrare Landis e diventare i miti che sono oggi a Chavy Chase, fino ad icone della musica come Billy Preston, per i fan dell'intrattenimento del periodo è una vero e proprio viaggio nelle origini di questi miti.

Anche se la narrazione si concentra particolarmente sulla figura di Lorne Michaels, l'ideatore e produttore dello show e su tutti i casini che avvengono da un'ora e mezza prima alla messa in onda, una serie continua di peripezie che crea una forte tensione emotiva data anche dal tempo che stringe sempre di più e Reitman ce lo ricorda sempre mostrando ogni tot l'orario, tra luci che cadono e si distruggono totalmente causando anche un principio di incendio all'audio che non funziona a John Belushi che aveva una personalità parecchio instabile e scompare prima dell'inizio, alla gag stessa del muretto che è crollato e ci vuole un sacco per risistemarlo dato che il muratore lavora da solo e gli altri non gli danno una mano perché hanno un altro codice ateco, fino all'aiutante di Lorne che dopo aver fumato roba offerta da altri della troupe si chiude in camera nei peggiori trip, insomma un casino a ritmo sostenutissimo tra la commedia e il tragicomico con la camera a mano che si diverte ad andare dietro ai personaggi ed un montaggio rapido ed estroso.

Stracolmo di dialoghi e basato molto sulle eccentriche personalità degli artisti e dei personaggi dietro le quinte degli spettacoli, mostra in maniera abbastanza sardonica i vizi e le virtù della televisione del periodo, dalla figura di Milton, interpretato da un grottesco J.K. Simmons, che sarebbe poi l'archetipo del conduttore del periodo un po' egocentrico e spesso molesto, ai produttori della televisione nazionale che provano ad affossare in tutti modi i giovani emergenti e vorrebbero riproporre gli stessi contenuti ad oltranza per una sicurezza di share, fino ad arrivare alla figura della signora della censura che mostra in maniera anche troppo edulcorata il bigottismo che si viveva all'epoca nei media pubblici, non male la scena in cui Chase la smonta con la storia dell'infanticidio.

Nel complesso è divertente e si fa ben seguire, acuto nei dialoghi e nella sua rappresentazione romantica di uno dei momenti storici della tv americana.