caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi Chiudi finestra

IL GOBBO DI NOTRE DAME (1923) regia di Wallace Worsley

Nascondi tutte le risposte
Visualizza tutte le risposte
stratoZ     7 / 10  14/12/2024 12:17:53 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Buon film storico dalle tinte fortemente gotiche di Worsley che traspone il famoso romanzo di Victor Hugo, una produzione che mostra un discreto sfarzo, con un grande impiego di mezzi, dalla certosina ricostruzione della Parigi medievale, con in primo piano ovviamente la cattedrale, al ricorrente uso di massicce scene corali, che fanno una buona parte della componente più d'azione del film, e ovviamente, con l'impiego della star del muto per eccellenza, almeno quella più specializzata in questo tipo di ruoli, ovvero Lon Chaney, qui al suo ennesimo ruolo da reietto, emarginato, che interpreta il gobbo, trasfigurato, con un occhio fuori uso, la solita grande interpretazione di un attore che ha sempre dipinto questo tipo di personaggi in maniera estremamente sentita.

La storia, che ormai un po' tutti conosciamo, narra di Quasimodo, uomo gobbo e deforme e sordo che fa il campanaro nella cattedrale, nel contesto medioevale di una città decadente e dominata dalla criminalità, con diverse scene riguardanti i gitani che nel mezzo del caos tra feste e baldoria ne approfittano per rubare alla popolazione, arrivando al personaggio di Esmeralda, affascinante gitana di cui inizialmente Frollo si innamorerà, anche se detesta la sua origine, e di cui si innamorerà perdutamente anche Quasimodo, dopo che lei è stata l'unica donna ad averlo mai trattato bene, in una relazione tra i due caratteri dilaniante, con lo spettatore che è portato a provare una forte pena per Quasimodo, deforme e senza speranza di conquistare l'amore della bella fanciulla, che si è invaghita del capitano della guardia, è qui che Chaney mostra tutta la sua mimica sofferente e disperata per la sua condizione, trasmettendo un'empatia di forte rilievo.

Colpiscono molto le scenografie, affascinanti nella ricostruzione, dagli esterni con i vari edifici medievali ai lugubri interni della cattedrale, tra volte gotiche, statue inquietanti, claustrofobici corridoi, scale a chiocciola, valorizzati da un viraggio rudimentale che però porta con sé un grande fascino con la classica alternanza del giallo ocra per il giorno e il blu/indaco per la notte, con diverse scene di gran valore, mi viene in mente la tortura a Quasimodo in pubblica piazza con quel campo medio del protagonista sulla ruota e l'indugiare nei dettagli, anche della frusta, nel complesso è una bella opera gotica.