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VENTESIMO SECOLO regia di Howard Hawks

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stratoZ     8 / 10  21/02/2025 12:38:12 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Splendida commedia di Hawks, che magari passa un po' in sordina rispetto alle sue opere più blasonate, ma qualitativamente non lo ritengo un film minore, anzi è anche parecchio avanti per l'epoca, riuscendo a trattare efficacemente la commedia sofisticata e una certa metateatralità che da molto brio alla pellicola, raccontando la vicenda di Oscar, un celebrissimo produttore teatrale di Broadway alle prese con Lily Garland, un'attrice che ha lanciato e con cui ha intrattenuto una relazione sentimentale, che dopo la separazione e la celebrità acquisita sta per andare ad Hollywood per dedicarsi al cinema, il film in questa prospettiva mostra già un certo decadimento dell'ambiente teatrale, soppiantato da una settima arte in continua espansione, era comune infatti che al tempo molti attori teatrali passassero al cinema, allo stesso tempo pone tante riflessioni sulla celebrità, sul successo e sulla riconoscenza, se nella primissima parte la figura di Oscar sembra quella di un despota, in completo controllo della produzione, ma anche delle decisioni della moglie, assillata dai suoi comportamenti e dalle sue manie, con anche una sensazione di debito nei confronti dello stesso, produttore che l'ha lanciata, la seconda, che scaturisce dalla loro separazione che ha come conseguenza la caduta sia artistica che finanziaria di Oscar, sembra ribaltare i ruoli, ponendo interrogativi su chi faccia la fortuna di chi, è il produttore a rendere celebri gli attori o gli attori a fare il successo del produttore?

Partendo da questo interrogativo, il film nella seconda parte mostra Oscar in fuga dai creditori in questo treno, chiamato appunto "Twentieth Century", in cui incontrerà l'ex moglie e farà carte false per convincerla a tornare a recitare in una delle sue produzioni, questa parte è caratterizzata da una comicità spigliatissima e raffinata che mostra le grandi doti recitative dei due protagonisti, specialmente John Barrymore risulta eccezionale con la sua parlantina acuta e il suo improvvisare continuamente per tirarsi fuori dalle situazioni più sgradevoli, la Lombard è un'ottima controparte femminile capace di reggere benissimo il confronto, la camera di Hawks si muove tra gli spazi stretti del treno dando origine a splendide sequenze perlopiù dialogate, che esplicitano anche un doppio volto dei personaggi, soprattutto Barrymore nel suo ricorrere agli stratagemmi più meschini, ma anche puerili, per convincere l'ex moglie a tornare nello spettacolo, splendidi alcuni siparietti, come la finta morte sul finale che è come un tutto per tutto del produttore, per ottenere la tanto agognata firma e il ritorno dell'attrice sul suo palco, mostrando come si faccia zero scrupoli pur di concludere un affare che potrebbe riportarlo in carreggiata.

Grandissima commedia.