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LA FORTUNA DI COOKIE regia di Robert Altman

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stratoZ     6½ / 10  21/03/2025 19:43:04 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Simpatica commedia di Altman, abbastanza differente dal suo classico stile, ma che comunque tratteggia un contesto molto familiare al regista, quello dell'America di provincia, ambientando la vicenda in questo piccolo paesino del Mississippi, nel quale un'anziana vedova, soprannominata Cookie, molto amica di Willis, decide di suicidarsi nel giorno di pasqua, per raggiungere il marito, una volta scoperta la vicenda le sue nipoti macchiano la scena del delitto per coprire il suicidio, dato che sarebbe stato un disonore per la famiglia, il film approfitta di questo acuto incipit per mostrare una certa critica, molto dissacrante, ai valori borghesi, che si vede soprattutto nei personaggi di Camille e Cora, due nipoti di Cookie che tuttavia non hanno mai avuto un grande rapporto con lei, più interessate alle loro rappresentazioni teatrali che all'anziana zia, presto il film prende una struttura da giallo, con la polizia che viene sviata dalla contaminazione delle prove di Camille, procedendo con sequenze abbastanza sopra le righe, dalla partita a scarabeo dentro la cella tra il poliziotto e Willis, che mostra tanto l'ambiente formale del paesino, dato che i due sono grandi amici e vanno pure a pesca insieme, al personaggio di Emma, interpretata da Liv Tyler, figlia di Cora, che ha un pessimo rapporto con la madre ed è molto amica con Willis, un po' ninfomane che si fa mettere in galera volontariamente per protesta dato che hanno accusato Willis e ogni tot va a fare sesso con una guardia, lei è un personaggio parecchio esilarante e regala diversi momenti simpatici - tutte le multe di divieto di sosta accartocciate, ti capisco cara -

Pian piano la sceneggiatura si snoda, accentuando col procedere del minutaggio una componente ironica in cui il karma farà brutti scherzi ai personaggi, incastrando in un finale splendido quella che è considerata la villain del film, se vogliamo è leggermente moralista, però nell'ambito del film funziona bene, in ogni caso, buonissime interpretazioni, soprattutto del cast femminile, d'altronde non è una novità che la Moore e Glenn Close siano due splendide attrici, ma anche Liv Tyler se la cava molto bene.

Un Altman minore, ma molto divertente, con una splendida colonna sonora fatta di note e schitarrate blues, molto invadenti ma gradevoli e adatte al contesto del paesino del sud degli Stati Uniti, e una sottile componente metateatrale data da una minuziosa ricostruzione degli eventi da parte della stessa produttrice degli spettacoli, che vedrà il suo talento che le si ritorce contro per averlo sfruttato in maniera inadatta.

Per me, promosso.