rain 7½ / 10 29/03/2025 15:15:33 » Rispondi Gabriele Mainetti, al suo terzo lungometraggio, conferma quanto di buono aveva già dimostrato con i precedenti, ovvero di essere attualmente uno dei pochissimi (l'unico?) registi italiani che sa davvero pensare in grande, uno che sa dare ai suoi film un respiro internazionale pur mantenendo un marcatissimo tocco di italianità. Diciamoci la verità: chi non considererebbe l'idea di un film di arti marziali ambientato all'Esquilino, con tanto di presenza di Sabrina Ferilli, un'idea anche solo vagamente bislacca? Eppure Mainetti trova il modo di fondere la vita romana con le arti marziali cinesi e tutto funziona sorprendentemente bene. Soprattutto i combattimenti sono coreografati e diretti da di0, tanto che alla fine si ha quasi il rammarico di non averne visti di più (personalmente posso dire di aver visto un discreto numero di film di arti marziali cinesi e hkesi, e una buona fetta di questi potrebbe solamente invidiare i combattimenti della pellicola di Mainetti). Il tutto condito, come detto, da un tocco di romanità che sembra quasi ostentato da quanto è forte. Tanto anche il coraggio di Mainetti per girare un film così, ma si vede che il genere gli piace e sembra proprio sia divertito a girarlo.