Jumpy 8 / 10 28/12/2025 12:30:43 » Rispondi Un film sulla guerra, dopo la fine della guerra... è strutturato in tre parti: - la prima, di introduzione al contesto (la fine della seconda guerra mondiale, appunto) ed ai protagonisti: Russel Crowe (in un'interpretazione misurata e calibrata perfettamente, segue anche l'evoluzione del suo personaggio nel corso della storia) la cui bravura spicca su tuto il resto del cast, mettendo in ombra lo stesso Ram Malek. - La parte centrale, che più mi è piaciuta, che diventa via via più introspettiva, scavando nelle vicende e nelle persone, molto dialogata (in alcuni tratti mi è sembrata anche tirata eccessivamente per le lunghe), tra momenti più riflessivi e, viceversa, diretti e concitati
è moralmente superiore chi usa una tecnologia in grado di uccidere centinaia di migliaia di persone nella parte opposta del mondo, o chi pianifica e concretizza una strage programmata di milioni di persone?
- La terza parte, quella del processo, in cui l'uso di filmati di repertorio ha un impatto potentissimo, fino all'epilogo che più o meno tutti conosciamo dalla storia. Si segue bene fino alla fine, tecnicamente c'è stato un gran lavoro, ma in qualche passaggio è eccessivamente didascalico, si perde un po'
nel modo semplicistico con cui Douglas Kelly si fa fregare dalla ragazza, si capisce in un nanosecondo che è una giornalista che avrebbe spifferato tutto, e viene poi, giustamente, buttato fuori. Non so però se questo è un episodio realmente accaduto.
la narrazione è poi strutturata in modo piuttosto canonico, senza particolari slanci.