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SIRAT regia di Oliver Laxe

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Invia una mail all'autore del commento cupido78     4½ / 10  04/01/2026 14:45:03 » Rispondi
Incipit gagliardo. Guerra mondiale, apocalisse in arrivo, la ricerca della figlioletta sballosa.. beh speravo, almeno fino a metà film, che succedesse qualcosa di avvincente e arriva una banale "trovata" a un'ora dall'inizio: il figlio accappottato nel dirupo insieme al cane 🥱Inizia la tragedia sia nel film che per lo spettatore. Luis/Lopez per niente credibile nella reazione di perdita (un padre si sarebbe buttato nel fosso, avrebbe recuperato il corpo. boh non so) continua a vagare con i freaks senza alcun senso e finiscono tutti a farsi di lsd ignari del campo minato; si ritorna, senza che sia stato minimamente sviluppato nel film, al tema delle armi, alla conseguenza di un occidente malsano e guerrafondaio. Il film chiude con i tre superstiti che fuggono, immagino, verso sud, alla ricerca di sta figlia (che sarà in norvegia?) lontano da che?dalla follia guerrafondaia euroasiatica occidentale? Muah.. mi sono anche chiesto: il regista ha voluto un velato limbo tra la vita e la morte in tutto il film? Ok, sarebbe stato interessante se fosse stato esplicitato ad un certo punto della storia con i freaks reduci di una disperata vita terrena. Si e quindi? Boh.
Chiaro è che non è interessato allo script, ma un cinema di sensazioni è ben lungi dall'essere questo Sirat. Ci aveva provato il nostrano Abbruzzese con Disco Boy che mi era piaciuto dai titoli di coda fino all'uscita dal cinema.

Laxe non è tarsem singh e non è Miller. Non empatizzo sulla ricerca del padre, non conosco i conflitti che hanno portato alla fuga la figlia, non mi dispiace del figlio quando si accappotta e muore, i freaks sono reali e proprio per questo disturbanti nella messa in scena.
muah