williamdollace 9 / 10 05/01/2026 16:22:11 » Rispondi Tornano tutti i temi del cinema di Park e tornano con una potenza di sottrazione devastante, la tragicità degli eventi, il sacrificio d'amore, la violenza mai fine a sé stessa. Cinema ebbro così nelle conseguenze che nelle inquadrature, virtuose, perché i sentimenti nelle mani di Park sono sempre una questione di conseguenze più grandi, di dettagli invisibili agli occhi, di occhi che non chiudono occhio (mi sveglio 47 volte in un'ora, riusciresti a crederci?), nell'ebbrezza della cima di una montagna dove la nebbia olfattiva e visiva non arriva come nella catacomba sempiterna che è l'acqua e le sue viscere, che è la terra e le sue viscere, che è l'amore silenzioso e annientato così sensuale da seppellire la prosa delle emozioni quando non si può viverne la poesia, tra un continuo sfiorarsi e mancarsi e tradursi, senza mai congiungersi davvero.