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THE TREE OF LIFE regia di Terrence Malick

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stratoZ     9 / 10  08/01/2026 16:36:15 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Grandissima opera di Malick, lavoro ambiziosissimo, non di facilissima fruizione, che ammetto ad una prima visione non mi aveva colpito particolarmente, la sua natura contemplativa, il suo stile così ridondante, a tratti prolisso, l'utilizzo del dialogo spesso come flusso di coscienza, lo rendono particolarmente ostico e soprattutto, di lenta metabolizzazione, detto questo, è un film eccezionale, poco da fare, "The tree of life" è quel tipo di opera d'arte immersiva che inebria completamente lo spettatore disposto a farsi cullare dalle immagini e da questo flusso vitale, con una regia che impone efficacemente l'elemento semantico, che si sposa perfettamente con la narrazione, la tematica iniziale, quella dell'elaborazione del lutto per la perdita di un figlio in guerra, porta a vagare nei meandri dei ricordi e del significato della vita, le riprese, immagini nitidissime in continuo movimento, rispecchiano l'essenza della vita stessa, il non fermarsi mai, il flusso continuo che scorre imperterrito nonostante qualsiasi avvenimento ci possa essere di mezzo, una natura dalla duplice valenza, quella bella, che porta lo stupore alla sua sublimazione e quella ostile, che porta l'orrore insito nella stessa, il film prende presto dei tratti esistenziali, le lunghe sequenze di pianeti e momenti tipici dell'esistenza, non umana, ma universale, servono a contestualizzare il piccolo scricciolo che siamo all'interno del firmamento, Malick alterna immagini di pura estetica formale, tra pianeti visti dallo spazio, riprese subacque, imponenti cascate, ad immagini ben più crude, il dinosauro dilaniato e sofferente, i momenti di caccia e sopraffazione, l'arrivo del meteorite, un ciclo di nascita, stupone e fine che mantiene tutto costantemente in movimento, il tutto diventa una grande premessa per quello che sarà poi il focus della storia, che riguarda l'origine della famiglia ed il suo sviluppo.

Malick a partire dalla seconda parte ci porta nell'intimità di questa famiglia del Texas intorno agli anni cinquanta, momento della storia umana associato ad una certa tranquillità e proliferazione in seguito alla fine del turbolento periodo precedente, qui si approfondisce il microcosmo, la quotidianità fatta di alti e bassi, la figura della madre, dolce ed accogliente, nella maggior parte delle analisi sul film associata alla grazia, e quella del padre, autoritario e spesso ostile, associato spesso alla natura, andando a sviluppare una narrazione che oscilla continuamente, esattamente come le riprese, tra eventi dall'umore diametralmente opposto, che contribuiscono a formare il carattere dei tre bambini, specialmente il maggiore, che svilupperà una certa indole ribelle, tra momenti di puro svago e qualche trauma - la morte del ragazzino, annegato davanti a tutta la comunità - fino al viaggio del padre che sembra creare una piccola oasi di tranquillità all'interno della famiglia.

Il film nella parte finale si ricollega agli eventi mostrati precedentemente, con un montaggio che ci riporta alla vita di uno dei bambini, ormai cresciuto e che lavora in questi uffici modernissimi, ma che si porta ancora dietro gli strascichi dei traumi dell'infanzia, il flusso di coscienza sembra in qualche modo donare al personaggio una nuova consapevolezza, che funge da elemento curativo alla sua anima, l'essere in pace con se stesso, il suo passato ed i suoi genitori, significato che si sublima in quella meravigliosa scena dell'incontro sulla spiaggia, in cui scorrono personaggi del passato e del presente, un momento sospeso nel tempo che mi ha fatto venire i brividi per la bellezza e la profondità, la sua capacità di relativizzare gli eventi.

Film maestoso, potente, visivamente incredibile, una goduria sensoriale piena di elementi semantici che riportano all'esistenza - vogliamo parlare di quell'immagine che si vede all'inizio all'interno della chiesa, con la spirale? Altro elemento a simboleggiare il flusso continuo dell'esistenza - un'opera che culla lo spettatore con le sue immagini e ne esalta la sensibilità, capolavoro.