Discreto film di Woody, con un soggetto particolarmente interessante, ma che a mio parere sfocia in uno sviluppo fin troppo convenzionale, l'idea di riunire questi due uomini ad un tavolo, entrambi registi, uno di commedie, uno di drammi, a scambiarsi le loro idee e poi narrare la stessa storia secondo il loro stile la definirei geniale, soprattutto alla luce del fatto che è una perfetta rappresentazione delle due anime del regista stesso, conosciuto perlopiù per le sue brillanti commedie, ma capace di realizzare anche profondi drammi intimisti - "Interiors", "September", "Another Woman" - da qui, sotto l'idea di uno di essi, approfondiscono un soggetto, mettendolo in scena secondo le loro preferenze, la storia di Melinda, donna dal passato burrascoso che spunta da un momento all'altro ad una cena tra amici, viene mostrata tramite un buon montaggio alternato in cui cambia tutto, dagli interpreti stessi ai piccoli dettagli del racconto, nella parte comica il passato di Melinda, seppur con una tristezza di fondo, è trattato con una forte ironia, in quella drammatica, viene vissuto con più solennità, lo sviluppo tuttavia, porta il film a rigirarsi un po' su gli archetipi della filmografia alleniana, che se da un lato, è efficace come omaggio a se stesso, dall'altro sembra fin troppo rivisto, tra triangoli amorosi, coppie che si sfasciano e coppie che si innamorano, continui cambi di prospettiva, ma in ogni caso, le opere descritte riescono a dare una certa forza al racconto, mi vengono in mente i momenti finali del racconto drammatico, emotivamente molto forti, o alcuni bei siparietti del racconto comico, come l'infantilità del personaggio di Will Ferrell nel non accettare l'uomo con cui sta uscendo Melinda.
Al netto di tutto, la parte più interessante rimane la cornice, i due registi che ogni tanto interrompono il racconto, e discutono della loro visione, l'interpretazione della vita stessa, amara da entrambi i punti di vista, ma con uno che preferisce dare il momento di evasione attraverso la commedia e l'altro che preferisce scandagliare questo dramma e rappresentare direttamente il dolore.