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THE HUNT regia di Craig Zobel

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stratoZ     7 / 10  12/01/2026 12:30:41 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Devo dire, personalmente mi sono divertito un monte, è un thriller politico dai tratti grotteschi, stracolmo di ironia nera e sequenze sopra le righe, una carneficina che non conosce colore politico ma che si prende gioco di entrambe le parti, da un lato vi è quell'elite di """""sinistra""""" fatta di ricchi radical chic con la puzza sotto il naso che si pulisce la coscienza con qualche pronome inclusivo, dall'altra vi è il lato reazionario, quello di queste persone omofobe, razziste e armate fino ai denti che complottano nei social, il film parte da uno splendido what if, che già racchiude in se tutta l'ironia del caso, facendo organizzare un vero e proprio complotto di quelli mai credibili, all'elite accusata su internet di averlo fatto sul serio, praticamente è la realizzazione di quello che sostengono realmente i complottisti da social, ed in questo caso si tratta di una caccia all'uomo, in cui dodici persone ignoranti e reazionarie vengono catturate, sedate e rilasciate in questo maniero per venire cacciate dall'elite, il tutto, a causa dei problemi che determinate teorie, in seguito ad alcune battute goliardiche, hanno creato a queste persone.

Il film si sviluppa in maniera rapida, tramite una sequenza d'azione dopo l'altra, riservando allo spettatore diversi momenti cruenti, tra l'iniziale ragazzina che viene infilzata e poi fatta saltare in aria dalle granate, l'incontro con la coppia di vecchietti alla stazione di servizio, in cui vi è una gran bella parodia della loro mentalità, come si vede nel discorso in cui si correggono diverse volte su come chiamare le persone di colore, o ancora, l'incontro con i rifugiati sul treno, con uno degli organizzatori mimetizzato tra loro e che fa emergere tutto il razzismo intrinseco in uno dei partecipanti, tra l'altro, altro simpatico momento di nera ironia, quando lo fa esplodere con la granata dentro le mutande.

Tra una sequenza bella sanguinolenta e l'altra, azione postmoderna ed tante connotazioni sociopolitiche, il film scorre bene, anche per via della sua natura costantemente ingannatoria, con i personaggi sottoposti a tantissimi trabocchetti che fanno sospettare di qualsiasi cosa e ribaltano costantemente i ruoli, aumentando enormemente l'interesse nello spettatore - l'uccisione di Don, per via del sospetto inculcato dall'organizzatrice alla radio - arrivando alla sequenze finali in cui viene chiarito tutto e facendo prendere vita ad uno splendido combattimento, coreografato e con diverse chicche al suo interno, dalla ricca organizzatrice che salva a tutti i costi il suo champagne del 1907 da 250.000 dollari, alla metafora della lama a doppio taglio, che infilza entrambe le protagoniste, esattamente come i due estremismi.

Zobel realizza un gran bel thriller d'azione, non schierato e che si prende allegramente beffa di entrambe le parti, ritmato, dinamico, divertentissimo, pieno di gore ed ironia, personalmente lo ritengo un bel film.