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CRIMINALI DA STRAPAZZO regia di Woody Allen

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stratoZ     7 / 10  13/01/2026 14:11:53 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ho apprezzato molto questa commedia di Woody, un soggetto interessantissimo che parte come un caper movie, che può ricordare "I soliti ignoti", con questi disperati che provano ad organizzare goffamente un colpo, facendone capitare di tutti i colori, premendo l'acceleratore in questa parte sulla componente comica, tra i divertenti dialoghi tra Woody e la moglie, a forza di botta e risposta, all'effettiva fase del piano in cui scavano, tra tubature rotte che inondano la cantina ed il finire nel negozio di vestiti, sbagliando totalmente la lettura della mappa, tuttavia nel frattempo, la moglie sta gestendo il negozio di biscotti utilizzato come copertura, questo elemento secondario si rivelerà un'immensa fonte di successo, vista l'ottima qualità dei biscotti, che li farà spopolare in pochissimo tempo, rendendoli straricchi è qui che il film cambia totalmente tematica, pur mantenendo un registro di stampo fortemente ironico, andando a trattare l'inserimento di questa coppia, da poco arricchita, nel contesto dell'alta società, mostrando inizialmente il forte contrasto tra loro, ignoranti e dediti a passioni considerate popolari e di poco valore culturale ed il resto delle persone che frequentano, acculturati e con la puzza sotto il naso, a tal proposito è emblematica la cura scenografica, con gli interni della nuova casa della coppia particolarmente cafoni, tra coperte leopardate, oro ovunque, quell'arpa al centro che non sa suonare nessuno.

Woody giostra benissimo i personaggi, con la moglie che percependo un certo complesso di inferiorità nei confronti dei membri dell'alta società, sarà sempre più interessata ad acculturarsi, al contempo il marito rimane fedele alle sue vecchie passioni, preferendo passare una serata davanti alla tv a bere birra piuttosto che andare all'opera, ma ciò che più colpisce è il cinismo nella descrizione del contesto, una sarabanda di ricconi che dietro la loro ostentata cultura e finezza nascondono un'incredibile superficialità, come si vede nel personaggio di Hugh Grant, mercante d'arte e approfittatore della situazione della moglie, che vorrebbe sedurre per motivi economici, ma che manda a quel paese una volta che si viene a scoprire la frode che la manderà in bancarotta, da qui emerge anche la forte differenza di trattamento nel contesto, nei confronti di una persona considerata ricca e di una persona rovinata.

Con diverse scene simpatiche, tra i momenti con protagonista la cugina rimbambita, che parla sempre troppo e va a spifferare i segreti più scottanti, o l'inettitudine del protagonista, che fa una castroneria dietro l'altra - la collana da scambiare durante l'ultimo colpo - o le scene in cui il personaggio di Grant prova ad acculturare la coppia, con risultati esilaranti e diversi giochi di parole, il film scorre bene ed imprime il suo significato socioantropologico.

Niente male.