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INTERIORS regia di Woody Allen

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stratoZ     8 / 10  14/01/2026 12:08:42 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Il primo exploit drammatico di Woody è un film che a primo acchitto potrebbe sembrare agli antipodi della sua filmografia fino a quel momento, ma che in realtà ha diversi elementi in comune con la commedia sofisticata che stava trattando e riformando di anno in anno, a partire dallo stesso "Love and Death", in cui tematiche più serie, facevano costantemente capolino in mezzo a tanta ironia ed una certa ridondanza stilistica che sfociava nel surreale, qui la questione invece è ben diversa, Woody ricorre ad uno stile molto più asciutto, rinuncia totalmente alla colonna sonora se non in qualche momento in cui è diegetica - la splendida scena della festa di matrimonio - e non lascia spazio all'ironia, andando a descrivere un delicatissimo microcosmo familiare in piena crisi, con una narrazione che indaga nella fragilità ed i traumi dei personaggi, a partire da un fattore scatenante, quello del padre che va via di casa, stufo della vita coniugale, creando una sorta di reazione a catena che coinvolgerà non soltanto la delicata psiche della madre, quanto anche i rapporti tra le sorelle stesse ed i loro compagni, in un gioco psicologico che fa emergere tutta l'incomunicabilità tra i familiari, sia coppie che consaguinei, che i tanti conflitti fino a quel momento rimasti latenti.

Ed è efficacissima la descrizione dei personaggi, dalla stessa madre, un tempo colonna portante della famiglia, come si vede in diversi momenti in flashback, diventata un elemento problematico che non riesce a reggere il peso della separazione, un complesso dell'abbandono peggiorato dall'età avanzata che le fa vedere ormai una vita totalmente priva di prospettive, andando ad influenzare la quotidianità delle figlie, e minando il loro rapporto già non idilliaco, ma è interessantissima anche la descrizione del personaggio di Frederick, marito di Renata, scrittore che non è riuscito a sfondare professionalmente ed è mangiato da un complesso di inferiorità nei confronti della moglie, che lo rende estremamente permaloso ed intrattabile, con un comportamento spesso puerile e dalle tendenze adultere, con alla base un certo bisogno di evasione dal tetto coniugale ma anche una sorta di dispetto nei confronti della moglie, come volerla andare a colpire sul piano sentimentale per compensare l'invidia nei confronti del successo professionale.

Trattato molto bene anche il rapporto padre-figlie, in tutta la parte finale, nella quale il padre fa ritorno a casa con la nuova compagna che vuole sposare a breve, un continuo tira e molla, un po' per il bene della madre, un po' per un'intolleranza reciproca nei confronti della nuova compagna, ben più sempliciotta e meno acculturata delle figlie, che trova il suo climax nella già citata grande scena della festa di matrimonio, momento che diventa estremamente rappresentativo dei rapporti tesi del film.

Woody propone una regia più sobria dello standard usato nelle sue commedie, privilegiando i primi piani per catturare gli stati d'animo, e diversi simbolismi ben più impliciti del solito - l'acqua dell'oceano che diventa elemento purificatore - assieme ad una componente visiva calda che diventerà uno standard di molte sue opere specie nei tardi anni ottanta, creando un microcosmo empatico e struggente.

Grandissimo dramma.