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LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE regia di Woody Allen

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stratoZ     5½ / 10  17/01/2026 12:54:00 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Non uno dei Woody che ho più apprezzato, "Wonder Wheel" è un'opera più vicina al dramma che alla commedia, ma mi è sembrato lievemente a corto di idee, il microcosmo familiare tutto sommato è interessante, questa sorta di famiglia divisa, col padre che tempo addietro ha litigato a morte con la figlia e la nuova compagna con a sua volta un figlio più piccolo, che vivono a Coney Island negli anni cinquanta, lavorando nel parco giochi ed andando avanti di stenti, giocando molto col contrasto tra la colorata e giocosa ambientazione, tra ruote ed attrazioni piene di luce, ed i modesti interni della casa dove vivono, che sembra un mondo a sè, spenta e trascurata, un po' come l'ambizione dei personaggi stessi, l'equilibrio della famiglia verrà turbato dal ritorno della figlia, in rottura col compagno, un gangster sanguinolento che la cerca a tutti i costi, riportando il padre sui suoi passi e facendola nascondere a casa, con la minaccia incombente degli scagnozzi che potrebbero presto raggiungerla, è un film che parla di evasione dal contesto familiare in un'epoca particolarmente tradizionalista, il singolare triangolo amoroso che si viene a creare tra la Winslet, moglie ormai stanca della vita coniugale limitante e fin troppo convenzionale, che viene presto abbagliata dal fascino di questo bagnino del posto, giovane e ben più performante del marito, e che ha come pretendente la figlia stessa, alla ricerca di una rinascita dopo la burrascosa relazione precedente, mostra efficacemente il background e le necessità dei personaggi, dando al film un giusto equlibrio tra il dramma, la componente rosa e la paranoia, ma il risultato è meno brillante del solito, con poche sequenze che si fanno davvero ricordare, fatta eccezione per il drammatico epilogo, un ritmo non sempre splendente che penalizza un po' la narrazione e fa emergere quel problema di Woody che spesso riesce a coprire efficacemente col suo estro, ovvero il rigirare sulle stesse tematiche.

Discrete interpretazioni, la Winslet è convincente, recitando in maniera sentita e raramente sopra le righe, Jim Belushi invece risulta lievemente macchiettistico, apprezzabilissima la componente visiva, piena di luci al neon e giochi cromatici che spaziano dal verde al blu notte al rosso.