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BROADWAY DANNY ROSE regia di Woody Allen

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stratoZ     8 / 10  17/01/2026 12:58:47 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ecco un'altra perla del Woody anni 80's, uno dei periodi che preferisco, quello in cui mostra tutta la sua vena nostalgica, qui alle prese con la storia di questo manager teatrale, tale Danny Rose, interpretato dallo stesso Woody, di cui vengono narrate le gesta in flashback ad una cena tra persone dell'ambiente di Broadway, introducendo fin da subito quel mood di serata tra vecchi amici che si raccontano aneddoti del passato, dopo qualche breve rimembranza su se stessi, uno di loro racconta un episodio famoso della vita di Danny, a partire dal suo fallimento come attore teatrale che lo porterà a passare dall'altra parte, diventando un manager dal poco successo, ma con una grande passione, tramite il racconto il film riesce a sprigionare una forte empatia, specie nei confronti del personaggio, che arranca costantemente dietro ai suoi clienti, spesso attori e cantanti che non sono riusciti ad emergere, nello specifico, qui raccontano l'episodio riguardante Lou Canova un cantante italoamericano con una vita turbolenta, tra problemi di alcol e fedeltà, il corpo del film sono le peripezie di Danny alle prese con i capricci di Lou, il legame con l'amante, di cui si dichiara innamorato, che influenza il sottile equilibrio psicologico del cantante, con Danny che fa di tutto per far andare a buon fine l'esibizione che può cambiare la vita di Lou, andando dietro a Tina, l'amante, che dopo una lite si va a cacciare in un mare di guai anche per via della gelosia del suo ex compagno, un mafioso italoamericano che scambierà Danny per il nuovo fidanzato e vorrà farlo fuori.

Il tono del film è sempre in bilico tra una delicata comicità ed una componente drammatica che caratterizza benissimo quello che forse è uno dei migliori personaggi di Woody, con un'umanità così genuina e credibile, che non fatica ad esporre le sue debolezze e costantemente afflitto dal senso di colpa, come si vede quando va a pagare le cure mediche al ventriloquo che ha usato come diversivo per proteggere Lou dalla mafia, riuscendo a creare moltissima empatia nello spettatore, che prova un certo calore emotivo nei confronti del personaggio, anche nelle scene di stampo più comico, come può essere la fuga da dove i gangster li avevano legati, con annessa sparatoria nel deposito dei palloncini ad elio dove iniziano a parlare con la voce nasale.

La parte finale è tra i momenti migliori del film, quella più sentita che riesce ad alternare benissimo le emozioni, tra l'amarezza della decisione di Lou, che diventa in fondo una metafora della visione della vita dell'autore, dove viene mostrato come l'impegno e la fedeltà non per forza corrispondono ad un riconoscimento, e che il successo ed il denaro abbagliano ben di più, ma che riesce a dare una carezza emotiva con uno splendido finale nel quale emerge ancora una volta l'intelligenza emotiva di un personaggio diametralmente opposto alla tipica narrazione motivazionale dei film americani, gettando un'aura di disillusione sullo spettatore, che però si consola con elementi meno appariscenti ma più sentiti, un'umile cena, non perfetta ma fatta con passione, specchio della carriera dello stesso Danny.

Bianco e nero elegantissimo, messa in scena di ottimo livello, con una regia particolarmente virtuosa ma meno bizzarra del solito, i soliti fiumi di dialoghi, acuti e divertenti di Woody, assieme alla componente emotiva, rendono questo film l'ennesima perla del regista newyorkese.