L'esordio di Van Sant contiene già quelle che saranno le tematiche cardine per cui l'autore è divenuto riconoscibile nella scena indipendente americana, "Mala Noche" è una pellicola grezza, di strada, con qualche tratto che può sembrare documentaristico, o derivato dall New Hollywood più dura, che racconta una storia d'amore omosessuale tormentata, malsana, tra due soggetti considerabili reietti, Walt, gestore di una bottega, a livello di status quello considerato più rispettabile, e Johnny, immigrato messicano clandestino, una storia straziante fatta di alti e bassi, narrata senza fronzoli e che fa emergere una realtà crudissima, nella quale le convenzioni borghesi sono annientate da un'istinto animalesco che prende il sopravvento, un contesto ai margini che elimina ogni pudico moralismo e fa trasparire la disperazione, la sessualità, la dipendenza emotiva, la caratterizzazione dei personaggi è semplice quanto toccante, in bilico tra l'autodistruzione e l'arrancare nei bassifondi, lo stile scarno dell'autore, anche per questioni di budget, ma perfettamente adattate allo scopo, con un bianco e nero prevalente, crea una sorta di documento dai tratti reali, vicino al reportage, mostrando nella breve durata sequenze di un certo spessore tra rapporti sessuali espliciti, momenti di forte umiliazione e le toccanti sequenze finali nelle quali emerge una certa empatia di fondo.
Esordio niente male, che getta le basi per le prime opere dell'autore, dallo stile indipendente, perfettamente contestualizzabile in quella che era la scena americana del periodo - alcuni ci hanno visto una similitudine col primo Jarmusch, condivisibilissima - buon film.