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RE GRANCHIO regia di Alessio Rigo de Righi, Matteo Zoppis

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The Gaunt     7½ / 10  19/01/2026 19:20:27 » Rispondi
In un presente di convivialità fra anziani cacciatori si racconta la storia di Luciano, figlio scapestrato, ribelle ed ubriacone di un medico che vive in un villaggio della Tuscia viterbese di fine ottocento. Uno dei conviviali afferma che "La gente racconta quello che sa. Solamente, se racconta dieci parole, dopo viene tramandato a quindici parole, a cinquanta parole. Alla fine, c'è un po' inventato e un po' vero". La tradizione orale che si basa su eventi reali poi arricchiti da chi narra storie, aggiunge particolari, altri vengono tolti o addirittura inventati ex novo. Ecco quindi un giovane contrastare le angherie gratuite di un signorotto locale che sbarrato le porte di un passaggio mettendo in crisi l'economia rurale del paese. Poi quando il racconto si perde e quando la tradizione orale non può offrire più nulla, nella seconda parte del film è presente l'avventura mitica di questo Luciano alla ricerca di un tesoro "in **** al mondo" della Terra del Fuoco. Le immagini diventano potenti e suggestive come nei grandi lavori di Herzog o il Refn di Valhalla rising. Re Granchio è certamente un film anomalo nel panorama del cinema italiano attuale. Anomalo ed anche affascinante come le belle storie.