marcogiannelli 9 / 10 20/01/2026 17:10:10 » Rispondi Fantozzi è una raffica continua di scene cult, una dopo l'altra. Si parte con lui murato nell'intro, un inizio talmente assurdo che ti dice subito di che pasta è fatto il personaggio. Poi arrivano tutti i momenti che sono diventati storia: la preparazione lampo prima di andare al lavoro, la partita di calcetto devastante, il campeggio disastroso, la pesca fuori controllo, il tennis che finisce malissimo. È un greatest hits del fallimento umano, ma di quello che fa ridere. La scena in cui finge di tradire la moglie è epica: un mix di imbarazzo, panico e genialità comica. La cena al giapponese è un'altra perla, una tortura vestita da serata elegante. E la settimana bianca? Lì Fantozzi è proprio l'uomo comune che prova a diventare "più figo", a uscire dalla sua vita grigia e viene puntualmente asfaltato dai suoi limiti e dall'ignoranza della borghesia che cerca disperatamente di imitare. C'è anche l'episodio politico: basta un attimo e Fantozzi passa dal ribellarsi al capitalismo a farsi plagiare dal comunismo. È talmente malleabile che cambia bandiera più in fretta di quanto Filini perda gli occhiali. Il film racconta benissimo la miseria dell'impiegato: una vita grigia e schiacciata, che all'epoca era vista come una condanna sociale. Oggi, paradossalmente, per molti sarebbe pure un miglioramento. Ma all'epoca quella distanza dalla classe dirigente era evidente e dolorosa e, proprio per questo, così comica. E poi i personaggi: Fantozzi, Filini, la Pina, Catellani… sono tutti perfetti, tutti immediatamente riconoscibili. Un circo umano che funziona ancora oggi. La partita di biliardo è una delle metafore più riuscite: Fantozzi si sottomette volontariamente, sembra inutile, trasparente e invece ti tira fuori un colpo che non ti aspetti, "cacciando le palle" quando meno te lo immagini. Fantozzi è un film che fa ridere tantissimo perché racconta disgrazie reali, piccole e grandi, con una sincerità spietata. E non è invecchiato di un giorno.